giovedì 11 maggio 2017

Intervista a... Davide Pignedoli autore di "Io sono quello che se ne va"

Oggi vi propongo l'intervista che ho fatto a Davide Pignedoli, autore del romanzo "Io sono quello che se ne va". Prima di continuare a leggere, se ne avete voglia, qui potete vedere la recensione che ho fatto, dopo averlo letto.  

Ciao Davide!

Benvenuto nel mio blog e grazie infinite per aver accettato di rispondere alle mie domande. Ho letto il tuo romanzo "Io sono quello che se ne va" e mi è molto piaciuto. 
L'angolo delle interviste è l'elemento che piace di più ai miei lettori e, penso ancor di più, al sottoscritto. La lettura dei romanzi, ovviamente, è sempre in cima al mio interesse, ma il "lavoro" da book blogger risulta alquanto gradevole quando riesco a scambiare anche due chiacchiere con gli autori, disponibili a svelare qualcosina in più di loro stessi e dei propri lavori. 

1) Quando hai deciso di scrivere questo romanzo? Dov'é arrivata l'ispirazione per scrivere le prime pagine?

Il libro è nato come combinazione di alcune pagine scritte di getto, senza sapere bene che genere di storia e protagonista ne sarebbe emerso, e in parallelo come "progetto"; era da un po' che mi girava in testa la voglia di tentare una sintesi di certe esperienze vissute all'estero.

2) Il tuo libro porta il titolo "Io sono quello che s ene va". Il protagonista in effetti è una persona che vive una vita da nomade. Il lavoro in Irlanda, Italiano ma con l'amore in Israele. Perché questa decisione?

Ho avuto amici in situazioni simili, e ho a mia volta sperimentato il senso di sradicamento creato da alcune esperienze all'estero e il bello di queste stesse esperienze, che arricchiscono e sorprendono. Vivere all'estero, soprattutto in modo precario come capita a molti, è insieme una benedizione e una condanna: è un'esperienza che rafforza, diverte, sorprende, che apre la mente e il cuore, e allo stesso tempo è una condizione spesso precaria... Dennis è "quello che se ne va", quello abituato forse a scappare... ma è anche quello che non ha potuto sperimentare ancora il potere, la forza e la ricchezza della stabilità, delle radici profonde...

3)Uno dei paesei che amo di più al mondo è proprio Israele. E' un paese che conosco bene, specialmente Tel Aviv, dove mi reco appena posso. La lingua ebraica, tra le lingue che ho studiato, è quella che amo maggiormente e questo è stato anche il motivo per il quale ho voluto leggere il tuo libro. All'interno vi sono molte parole in lingua ebraica e, da come descrivi i tuoi personaggi e i luoghi, noto che il paese lo conosci bene. Hai studiato la lingua? Hai vissuto per molto tempo in Israele?

Ho vissuto in Israele per un anno, e sono stato sposato per dodici anni con una donna israeliana, con cui ho avuto una figlia. Ho studiato ebraico in un Ulpan (una scuola per immigrati): diverse ore tutti i giorni per oltre quattro mesi... leggo e scrivo malissimo, ma riesco a destreggiarmi bene in una conversazione. Anche se con la mia famiglia ho vissuto prevalentemente in Italia, sono sempre stato esposto alla cultura ebraica (laica, non religiosa).

4) Quanto c'é di te in Dennis, il personaggio principale?

Meno di quanto verrebbe naturale pensare. Il libro è stato scritto con un'attenzione costante a non lasciare che troppi dei miei sentimenti, troppe delle mie emozioni, filtrassero nella storia. Più che altro la figura di dennis mi rispecchia in certi episodi, in certi eventi, ma tante delle sue sensazioni, delle sue emozioni e riflessioni, sono filtrate e rielaborate.

5) Tra noi lettori c'è sempre una domanda costante che si materializza quando si parla di libri che sono piaciuti: il processo di scrittura che ha adottato l'autore. Nel tuo caso, Davide, dove e come hai scritto il tuo libro?

Trattandosi di una passione e non di un lavoro, la scrittura è rilegata al tempo libero - la sera dopo il lavoro, o nel fine settimana. Un romanzo così lungo ha il vantaggio di offrire molti spunti: qualsiasi sia l'ispirazione, c'è una pagina pronta a essere scritta. D'altra parte, richiede molta attenzione nel mettere insieme i pezzi, nello scartare questo e aggiungere quello, nel revisionare più e più volte per creare una storia e uno stile coerente. Comunque, per rispondere più precisamente alla tua domanda: dove? in salotto, con il portatile su una piccola scrivania; come? sacrificando alla scrittura altre mille cose che avrei voluto fare.

6) Se dovessi descrivere in poche parole tutti e tre i paesi che hai utilizzato come sfondo al tuo romanzo, partendo dall'Italia, quali parole o aggettivi utilizzeresti per ognuno di loro? Dove vivresti più volentieri, avendo la possibilità di scegliere?

Italia: stabilità, lentezza, semplicità. Irlanda: pioggia, comfort, e ovviamente birra! Israele: sole e caldo, bianco e giallo, mare e tanta tensione, tanto cemento. Ovviamente la scelta di una parola o un'altra è molto personale, legata alla mia esperienza. 

7) Come sei arrivato alla pubblicazione del tuo libro?

Grazie a un'amica che ne aveva letto diverse revisioni e che non si rassegnava al fatto che non avessi ancora cercato un editore, e che mi ha segnalato GoWare (che ha fatto un ottimo lavoro di revisione del mio primo testo).

8) Potresti raccontarci di cosa parla il tuo libro in poche parole?

Io sono quello che se ne va è per me la sintesi di due temi significativi che spero possano coinvolgere i lettori - sia quelli che in questi temi si riconoscono, sia quelli che invece desiderano esplorarli perché hanno avuto esperienze diverse. Questi temi sono l'espatrio (con il suo bagaglio misto di nostalgia e scoperte, di fascino e difficoltà) e la difficoltà dei rapporti sentimentali e di amicizia quando mancano stabilità e fiducia, quando la vita e le scelte personali portano il protagonista e chi gli sta intorno a interpretare le relazioni in chiave di uso /abuso dell'altro invece che di scambio. 

9) Potresti raccontarmi qualcosa in più di te? Chi è Davide Pignedoli?

Sono da sempre un avido lettore, e la scrittura è stata a lungo una seconda natura, per me... pur essendo, per professione, un informatico. Ho avuto la fortuna di vivere diverse esperienze all'estero ( appunto Irlanda e Israele ) che poi mi hanno spinto a scrivere questo libro per rappresentare ciò che avevo visto e vissuto.

10) Hai già iniziato a scrivere un altro romanzo? In caso di una risposta positiva... puoi anticiparmi qualcosa?

Ho un paio di progetti in mente ma richiederanno tempo per essere portati a termine come mi piacerebbe ( ho buttato via un sacco di bozze, recentemente!) e quindi non credo ci sia nulla in arrivo a breve. In questo periodo, poi, sono molto più concentrato sulla lettura che sulla scrittura.

Grazie infinite Davide per aver partecipato alla mia intervista. Tienimi informato sui tuoi lavori futuri perché il blog Crazy About Fiction sarà felice di poterne parlare! 




Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...