venerdì 3 marzo 2017

Intervista. L'Amore ed i suoi effetti collaterali... ai tempi di internet. Ecco Federica Nardon e il suo Binario 6

Cari i miei lettori, il fine settimana è vicino e sono convinto che molti di voi non vedano l'ora di terminare la giornata di oggi... coraggio! Vi manca ancora poco! 
Giusto per allietarvi, in caso stiate cercando spunti per le vostre letture, vi propongo l'intervista che ho fatto a Federica Nardon, l'autrice di Binario 6 , edito da Linea edizioni. Già ve ne avevo parlato QUI, ricordate? In caso contrario, cliccate sul link! 

Ciao Federica, grazie per averci dedicato il tuo tempo. E' un enorme piacere per me e per il mio blog poter capire e conoscere meglio gli autori dei libri che leggiamo e il loro apporccio verso la scrittura. 

1. Quando hai iniziato a scrivere questo romanzo e perché?

Ricordo l'esatto istante in cui ho cercato nel casino della mia borsa un quadernino di colore fucsia con stampato sopra una frase di colore argento: "life is beautiful". Ero in una romanticissima caffetteria di Londra, ero sola di domenica mattina e mentre bevevo un caffè americano osservavo la calma apparente della strada su cui si affacciava la vetrina del bar.
Di domenica a Londra l'Amore esce di casa. Le strade sono meno trafficate, i parchi sono popolati da coperte in modalità pic-nic. Coppie ovunque, bimbi che corrono e vengono sollevati verso il cielo tra le braccia del loro papà, cigni che si incontrano facia a faccia formando involontari cuori con il loro modo di guardarsi. Quando si è soli si osserva, si riflette e si scrive.

2. Cosa significa scrivere per te?

E' il modo di esprimere le emozioni. Cerco di ritrovare me stessa attraverso le mie parole, scrivo perché non ho paura di tuffarmi nella profondità dei miei pensieri. Perché, a volte, farlo è scomodo. Si possono scoprire cose di te stesso che non ti piacciono. Ma la penna, anzi, la tastiera è il mio filo d'Arianna che mi permette di ritrovare l'uscita del mio labirinto interiore.

3. Quanto è difficile trovare il tempo per scrivere? Quali sono le tue abitudini di scrittura?

Il tempo è la cosa più difficile da trovare. Abbiamo tutti dei ritmi velocissimi imposti dalla società, e quel poco che rimane della tua giornata lo dedichi alla vita vera. Scrivere per me è sempre collegato ad un impulso, può essere un profumo che ti evoca un ricordo, una melodia che ti fa sognare per un attimo, un testo di una canzone super commerciale che però all'interno ha una frase che ti colpisce, un incontro. Se ci penso bene però direi che scrivo di notte, forse perché è l'unico momento che mi rimane dove finalmente la testa è libera o, forse, perché è l'ora dei sogni.

4. Nel tuo libro vediamo come i rapporti nell'era di internet siano cambiati, l'approccio è decisamente diverso rispetto a pochi anni fa. Se dovessi dire che il prodotto di questo progresso wi-fi è un'alterazione dei sentimenti, cosa mi risponderesti?

Il solo pensiero che un sentimento possa viaggiare via etere mi fa sorridere: veloce ad arrivare alla meta. Mi domando se il wi-fi possa essere più veloce della freccia di Cupido.
Anche Cupido faceva casino, figuriamoci il wi-fi!!! Comunque sì, penso che i sentimenti possano essere alterati da questo mezzo. Credo sia un'arma a doppio taglio. In Amore e in guerra tutto è concesso, per cui se usiamo internet come aggancio ci può stare ma poi dobbiamo uscire dalla virtualità. C'è bisogno del contatto, la cominucazione è anche fatta di sguardi, di silenzi, di gesti, è anche vedere la timidezza del tuo interlocutore. Se non usciamo dall'etere le persone non ci attraversano veramente. Diventiamo schermi non infranti ma arriva sempre il momento in cui dobbiamo disintegrare questo monitor.

5. Leopoldo e Alice, i personaggi del tuo romanzo, si sono frequentati in passato per poi "riprendersi" dopo una pausa, nella speranza di recuperare qualcosa di ciò che sono stati. Alice è quella che cerca il contatto con lui. Perché buttarsi tra le braccia di qualcosa che già non ha funzionato?

Complicato. Vedi, se ti perdi per strada puoi chiedere indicazioni. Può succedere che l'indicazione che ti danno sia sbagliata ed arrivi  ad un punto in cui te ne accorgi. Allora ridomandi fino a trovare la strada giusta. Quando però ti perdi dentro un sentimento e ricevi indicazioni sbagliate non ne esci più. Leo ha fatto una cosa molto crudele ad Alice: le ha insinuato un punto di domanda dentro e lo ha fatto apposta perché Alice continua a cercare una risposta alle sue domande. Quel punto di domanda dimora nella sua testa, quel quesito è il suo Amore, è Leo che pur non essendoci continua a lavorare in lei. In più, Alice ha una sovrastruttura culturale tremendemente romantica. Crede nell'eternità dell'Amore. Ma come si fa a credere in un Amore eterno se noi stessi, come esseri umani, non lo siamo? Ecco perché Alice cerca di abbattere i limiti che la ragione di Leo impone.

6. Si è sempre detto che la fantasia sia meglio della realtà, perché riesce a superarla. Alice, la tua protagonista, trasforma una fantasia in realtà, un'idea di un qualcosa di cui ha bisogno grazie ad internet. Mettiamo che Leopoldo abiti nel palazzo di fronte al suo e che internet non sia ancora stato inventato, cosa cambierebbe? Pensi che Alice si rifarebbe viva?

Assolutamente sì!!! Vedi, in questo caso, sarebbe ancora più entusiasmante. Alice dovrebbe avere il gran culo di avere la sua finestra che da su quella di Leo. Sono assolutamente convinta che dopo un attento studio di orari lei disegnerebbe ogni giorno con un rossetto qualcosa sul vetro di quella finestra... un fiore, un punto di domanda, un orario, un cuore ma si rifarebbe viva. Quando una donna ama trova sempre un modo. Alice indaga l'Amore che non finisce mai, è convinta che il loro amore non possa appassire e si ostina a voler ripetere l'estasi del loro primo incontro a iterare il loro volersi ancora. Forse, ci impiegherebbe di più, ma troverebbe il modo di non arrendersi.

7. Ho trovato molto curioso ed interessante il linguaggio utilizzato dai tuoi personaggi. Le loro conversazioni avvengono tramite email ma rivolgendosi l'uno all'altra dandosi del Lei, un modo giocoso, forse, per ristabilire una intimità che ha bisogno di essere rispolverata. Come mai questa decisione di unire la modernità ad un linguaggio che non appartiene più ai tempi di internet? 

E' un modo per sdrammatizzare. Alice vuole essere ironica, utilizza l'ironia per prenderlo un po' in giro, per rilassarlo. E' un lei "regale" che mette distanza ma che allo stesso tempo proietta la conversazione in un altrove. Bisogna tenere presente che è l'Amore che parla, per cui il linguaggio si muove un po' a vuoto, lei sta tentando di esprimere l'inesprimibile, cerca di dichiararsi senza svelarsi, di esprimere quello che non si sa se si prova o si riprova, di negarsi senza precludersi la possibilità di riprendersi. Quando ad un certo punto la loro passione riaffiora è proprio quella a regolare i discorsi e, quando questo avviene, chi parla non si sente fino in fondo responsabile di ciò che dice. In più, è evidente che Alice sia una romantica senza speranza di redenzione: Leo è il suo cavaliere, il loro è un Amore impossibile è un sentimento nobile. Lui è il suo Mr Darcy del 2017!

8. Qual è il riscontro che hai avuto dopo la pubblicazione del libro? 

Dal mio punto di vista è Super Positivo. Sto facendo un'esperienza mervigliosa. E' un bellissimo momento di crescita interiore. Ringrazio veramente tanto la mia editor perché mi ha permesso di fare qualcosa che veramente amo. E questo è veramente meraviglioso. I feedback che ho avuto dai lettori sono positivi e discordanti. C'è chi ha riso molto, chi si è commosso e chi sta ancora cercando di capirci qualcosa! Le critiche che sono state mosse sono tutte molto costruttive e seguirò i consigli che mi sono stati dati. Dicono che i battiti cardiaci di due amanti vadano all'unisono, io spero veramente che chi decide di leggere Binario 6 possa sentire il rumore di quei battiti e far tesoro di quel che di buono c'è in quei due che si dimenano nella follia dell'Amore. Questo sarebbe il mio desiderio: far arrivare quei battiti.

9. Dove pensi siano ora Leonardo e Alice? 

Sono fermamente convinta che ognuno di noi possa trovarli al Binario 6 di qualsiasi stazione. 

10. La domanda sorge spontanea: quanto c'è di Alice in Federica Nardon?

Tantissimo. Ma non sono Alice. Anche in Leo c'è tanto di me. Credo che il confine tra chi narra e i personaggi sia molto sottile tanto da confondersi. Credo che Alice rifletta un po' quello che è il mio modo di vivere l'Amore. Lei rende cielo quello che è terra, speciale quello che è in realtà comune. La sensibilità ci rende tutti vulnerabili ma ci permette, allo stesso tempo, di essere consapevoli che vale sempre la pena di rischiare. Le persone entrano ed escono dalle nostre vite ma se temiamo di rimanere delusi viviamo a metà.

11. Chi ti conosce, leggendoti, ti ha ritrovata tra le righe del romanzo?

Sì. Molto mi chiedono se io sia Alice. Quando me lo chiedono penso sempre: "ma come? Sono più Leo che Alice!". Non che Alice non mi piaccia, anzi la trovo assolutamente adorabile ma... Leo è nella posizione perfetta.
Dicono che ogni uomo abbia tre donne nella vita: quella che lo ama, quella che ama e quella che sposa. Cosa potrebbe volere di più? Inoltre c'è un momento di vita vera all'interno del romanzo...la mail "message in a bottle" è effettivamente una bellissima serata di agosto trascorsa con le amiche.

12. Ti sei già messa al lavoro? Cosa stai scrivendo? Mi puoi anticipare qualcosa?

Sì, e mi sto divertendo veramente tanto nel nuovo romanzo, ma vorrei mantenere scaramanticamente il segreto. Giusto per curiosità: tu li sai mantenere i segreti? 


giovedì 2 marzo 2017

Intervista. Oggi parliamo con lo scrittore Luigi Romolo Carrino curatore della nuova collana LGBT della casa editrice goWare

Ciao a tutti, 

Oggi, come vi avevo anticipato, sono riuscito a preparare l'ntervista che ho fatto allo scrittore Luigi Romolo Carrino. Scrittore che mi piace moltissimo, lo ritengo uno dei miei preferiti. Chi mi legge da tempo lo sa benissimo. 
La casa editrice goWare, ha affidato a lui il compito di curare la nuovissima collana LGBT. Ho chiesto all'autore di raccontarmi qualcosina in più a riguardo e lui, gentile come sempre, mi ha risposto subito. Grazie! 
Ma ora passiamo subito all'intervista dove l'autore ci racconta anche del suo prossimo romanzo in uscita a breve! 

Ciao Luigi,
sono molto contento di poter, ancora una volta, avere l’opportunità di rivolgerti qualche domanda. E’ sempre un piacere poter scambiare due chiacchiere con te. Nell’attesa del tuo prossimo libro edito da E/O , che attendo con impazienza, vorrei chiederti di raccontarci qualcosa riguardo alla collana LGBT che goWare ha affidato a te.

1. Come è nata l'idea di iniziare una collana LGBT?
Mi hanno scritto dalla goWare chiedendomi di pensare a un progetto che prevedesse testi a tematica. Devo dirti la verità: ci ho pensato parecchio, almeno un paio di mesi, prima di accettare. Mi sono chiesto il senso di una collana di genere proprio in questo nostro periodo storico; tra l'altro, quando è arrivata la proposta, era appena passata la legge sulle unioni civili, un passo avanti - anche se minimo - verso il rispetto di tutti gli esseri umani a prescindere dal loro orientamento sessuale.
Nel frattempo, mi è capitato di leggere L'amore ai tempi di Grindr, di Mariano Lamberti, il primo numero della collana. Un testo attualissimo e che nudo e crudo racconta la storia di una 'coppia perfetta' senza infingimenti, senza edulcorare la sostanza delle cose. Una bella storia d'amore con tutte le contraddizioni del nostro tempo, attraverso l'analisi di uno strumento come Grindr che geolocalizza tutte le persone con gusti simili nelle vicinanze. Sì, credo sia stato proprio il testo di Lamberti a farmi ricredere. C'è tanto ancora da raccontare.

2. Come avete intenzione di sviluppare la collana? 
Stiamo cercando testi che squarciano il tempo che viviamo, senza rumore, senza steccati né pregiudizi letterari di sorta. E' probabile che accoglieremo anche testi teatrali, poetici. Quello che conta non è tanto la forma, ma quello che si racconta. Esistono ancora ambienti dove l'omosessualità è un disagio, dove la dignità dell'essere umano è messa in discussione per le sue preferenze sessuali. Ci sono geografie, per fortuna, dove non è più così. C'è un discorso sul bullismo omofobico aperto, apertissimo. C'è il discorso omogenitoriale, ancora poco indagato perché relativamente 'giovane' come processo di crescita. Ci sono identificazioni pansessuali, soprattutto tra le nuove generazioni, che pare superino la collocazione sessuale nella celletta dell'alveare sociale, e pare vada un po' scomparendo questo discorso dell'ape gay, dell'ape etero, dell'ape bisex, dell'ape lesbica... C'è l'ape, punto. C'è un discorso di sessualità tra due donne etero, tra due maschi etero: anche questi aspetti sono poco raccontati. 

3. Avete già in mente quali saranno i prossimi titoli? Avete già contattato degli autori? 
L'idea è quella di pubblicare almeno cinque/sei titoli all'anno. Non solo di esordienti. Al momento ce ne sono due in cottura. Un autore vive e insegna all'estero e 'salta' agli occhi il modo di vivere - italiano - l'omosessualità rispetto ad altri paesi. 

4. Tu personalmente hai in mente di scrivere altri romanzi con questa tematica?
Io mi innamoro di un'idea, di un personaggio, di una situazione. Non penso tanto alla tematica, al genere, allo stile, alla lingua che utilizzerò. Quindi, non so se scriverò altre cose che hanno a che fare con argomenti lgbt. In realtà, un mezzo progetto già c'è, risale al 2012 e si intitola Le cose che so di lui, costruzione e distruzione di un amore tra due che hanno una forte differenza di età. Ma non so se lo porterò avanti.

5. Come riesci a conciliare la scrittura e il lavoro che c'è dietro la collana editoriale? 
Dormo davvero poco. Soprattutto in quest'ultimo anno, scrittori esordienti e non mi inviano i loro lavori per un parere, un consiglio. Non riesco a dire no, perché quando chiedo io di leggere i miei inediti trovo grande accoglienza. Almeno, ricambiare il favore. Ma il lavoro, in effetti, si accumula. Tra gli editing, lo scouting, le letture e gli impegni con i laboratori di scrittura/lettura, faccio fatica a concentrarmi sul mio lavoro autoriale. Aspetto l'estate per scrivere di mio. 

6. Con mia grande gioia, so che a marzo uscirà il tuo nuovo libro "Alcuni avranno il mio perdono" edito da E/O. Mariasole e la Napoli che abbiamo lasciato con "La buona legge di Mariasole" tornerà a farci compagnia. Ci puoi anticipare qualcosa di interessante che troveremo nelle tue pagine?
Il nuovo romanzo, che esce il 16 marzo, vede la femmina boss, otto anni dopo la sua incoronazione, alle prese con la sete di potere del figlio adolescente e con un suo amore proibito, avversato dall'intera famiglia. La storia è raccontata da un nuovo personaggio, Arturo, figlio illegittimo del marito morto di Mariasole. La trama, in verità, traccia molte linee che si intersecheranno tragicamente. Sono orgoglioso di questo mio romanzo. Il titolo prende in prestito una frase di Shakespeare tratta da Romeo e Giulietta, e non a caso...

7. Me ne farai avere una copia autografata? 
Sarà fatto! 

Grazie Luigi per aver dedicato il tuo tempo al mio blog! Attenderò la copia del tuo libro autografata! Grazie mille anche alla goWare per la continua attenzione che riservano a Crazy About Fiction. 

mercoledì 1 marzo 2017

A saperlo prima... Giunti al Punto e Amazon

Ogni volta che vi segnalo una novità, un libro o scrivo una recensione, cerco sempre di lasciare anche informazioni utili ma che riguardano aspetti differenti dalla trama. 
Solitamente le posiziono a fianco della copertina tipo il nome dell'autore, editore e relativa collana di appartenza ed infine il numero di pagine (un dettaglio che molti di voi controllano) e il costo. 
Oggi vorrei raccontarvi la scoperta che ho fatto, un pochino tardiva per riuscire a dare più valore ai miei acquisti, come direbbe una certa pubblicità. 
Lasciatemelo dire e stra-ridire, chi legge molto spende altrettanto. Ci sono svariati sistemi per leggere a basso costo, biblioteca, amazon, farseli regalare e tante altre risorse on-line delle quali, molto probabilmente, non conosco nemmeno l'esistenza. 

Ora parlo per me. In biblioteca non vado (male! lo so, cercherò di rimediare) e, comunque, i libri mi piace possederli. A casa ho una libreria capiente e adoro poterli sfogliare ogni volta che ne sento il bisogno. Marie Kondo non sarebbe fiera di me, va da se, ma dei miei libri non riuscirò mai a disfarmene. 

Da gennaio ad oggi ho comprato un 30% dei libri in libreria, Feltrinelli, Mondadori ed indipendenti, ma la fetta più grande del 70% sicuramente su Amazon. 
immagine come da sito
Ho tessere per accumulo punti con la maggior parte delle librerie che frequento, catene e non ( oramai anche le librerie indipendenti hanno programmi dove viene premiata la fedeltà) ma nessuna di loro è in grado di garantire il servizio offerto dall'azienda di Jeff Bezos. Acquistando molti libri devo pensare anche la mio portafogli e per questa ragione sono sempre alla ricerca dell'affarone! 
Il mio naso si è intrufolato per caso in un'intervista rilasciata dal capo della Giunti dove raccontava l'acquisto di Bompiani. Sono andato sul sito giuntialpunto.it con l'intenzione di vedere un po'il servizio offerto. 

Beh, per chi non lo sapesse ancora, il loro sito è affiliato ad Amazon, il che comporta stessa disponibilità, stessi prezzi e con la possibilità di finalizzare l'acquisto attraverso il sito Amazon ( con il vostro account ). Cosa significa? Convenienza e affidabilità di trasporto, con la consapevolezza di poter contare sul servizio Amazon Prime, che sono sicuro abbiate tutti.
Ma dove sta la grandiosità di ciò che vi sto raccontando. Dopo esservi registrati anche sul sito giuntialpunto.it avrete la possibilità di accumulare punti sulla vostra tessera con ogni acquisto. I punti accumulati vi daranno la possibilità di usufruire dei corrispettivi importi in denaro da utilizzare nelle librerie Giunti! 
Per ricapitolare, prezzi vantaggiosi più accumulo punti da spendere in libreria. antastico, visto che con la sola Amazon non è possibile. Non credete? 
E voi? dove fate i vostri acquisti? 
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