lunedì 27 febbraio 2017

Da Dublino a Tel Aviv un italiano in viaggio: "Io sono quello che se ne va" di Davide Pignedoli

Titolo: "Io sono quello che se ne va"
Autore: Davide Pignedoli
Editore: goWare
Collana: Pesci rossi
Prezzo: kindle €4,99 / Copertina flessibile €14,99 (Prime)

La motivazione per la quale ho deciso di leggere il romanzo di Davide Pignedoli è principalmente legato al fatto che è ambientato, per la maggior parte, nella città che amo di più al mondo: Tel Aviv. C'è sempre qualcosa, anche un solo elemento, che ci spinge a leggere un libro piuttosto che un'altro e per me, il fatto di sapere che all'interno avrei trovato un qualcosa di Israele... mi ha risolto il dubbio.
Inoltre, le pubblicazioni goWare sono sempre una garanzia di qualità e di intrattenimento "libresco"! 

Dennis è un ragazzo italiano sulla trentina che vive e lavora a Dublino. 
Inizialmente l'autore introduce il suo personaggio raccontando la vita che conduce in Irlanda, le sue amicizie, il lavoro, le difficoltà legate ad esso e le dinamiche contorte di ogni luogo lavorativo, specialmente dove la competizione diventa parte integrante del successo. Insomma, prepara il lettore a capire meglio il personaggio principale del romanzo, delineando molto accuratamente il carattere e la personalità.

Myriam è una giovane donna israeliana che ha un figlio, Yaniv, entrambi vivono a Tel Aviv. Dennis è innamorato di Myriam, insieme stanno cercando di portare avanti una possibile relazione, incastrando i viaggi di lavoro di lui e il tempo libero a disposizione. 
C'è parecchia frustrazione da entrambe le parti. Myriam vorrebbe avere un uomo vicino ogni giorno e, dall'altra parte, Dennis cerca di fare di tutto per riuscire a trasferirsi stabilmente in Israele. 
A rendere ancora più complicata la loro relazione a distanza vi sono i problemi legati alla vita di Myriam. Un figlio avuto da una precedente relazione con il padre del bambino, praticamente assente, e la necessità di organizzare la sua vita da sola.

Ho letto questo romanzo con interesse, mi sono appassionato alla storia raccontata fin da subito. Dinamico e movimentato, il lettore non ha il tempo di rilassarsi perché impegnato a seguire i continui spostamenti di Dennis, un personaggio veramente gradevole per il quale il lettore tiferà in suo favore fin dalle prime pagine. Intraprendente, in lotta per trovare un equilibrio che gli permetta di affermarsi nel lavoro quanto nella vita privata, sono gli elementi che permettono quell'immedesimazione nei personaggi dei romanzi che tanto piace ai lettori.  

Vi sono altri aspetti legati al motivo per il quale mi è piaciuto questo romanzo. Finalmente viene inserito Israele in un contesto moderno, rispecchiando ciò che è veramente, allontanando quello stereotipo che negli anni l'informazione e lo stupido pregiudizio hanno aiutato a cosrtuirci attorno. 
Nella bio offerta dalla casa editrice, noto che l'autore ha vissuto in Israele per lavoro, il che spiega la profonda conoscenza del popolo di questo paese che così bene è riuscito a descrivere. Una dolcezza infinita, nascosta sotto una spessa corazza, prodotto di una storia e un presente non facile da vivere. 
Ho già preparato qualche domanda che cercherò di far recapitare all'autore Davide Pignedoli quindi, aspettatevi presto un post con l'intervista. 

Inizialmente, quando ho iniziato a leggere il libro di questo autore, la lunghezza mi ha quasi destabilizzato. Amo i romanzi lunghi e specialmente se belli, quando una storia ci appassiona vorremmo non temrinasse mai, purtroppo però il tempo che ho a disposizione per la lettura non è sempre tantissimo. L'ho letto tutto senza permettermi di far passare troppo tempo tra una pausa e l'altra. La scrittura utilizzata dall'autore porta a velocizzare la lettura, il che aiuta parecchio. Vi consiglio di scaricare l'ebook, diciamo per praticità. 

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