martedì 28 febbraio 2017

Novità Mondadori Dave Eggers "Eroi della frontiera" in uscita oggi

Titolo: Eroi della frontiera
Autore: Dave Eggers
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 324
Prezzo: su Amazon in versione cartacea a €17,00 mentre in ebook a €9,99

"Se scopri che sei diverso, che hai sbalzi d'umore e grilli per la testa, che ti annoi, che vuoi vedere l'Antartide, faresti meglio a non avere figli. Che cosa succede ai figli delle persone interessanti? Sono inevitabilmente tarpati. Sono schiacciati. Non hanno avuto un sole prevedibile e perciò sono carenti, disperati e insicuri: dove sarà il sole domani? Ma vaffanculo, pesò. Dovrei scaricare questi bambini a qualche sole affidabile?"

Oggi potrete trovar enelle librerie il nuovo romanzo di Dave Eggers. Scrittore che non ha certo bisogno di presentazioni. 
In "Eroi della frontiera", si parla di una donna di trentotto anni, Josie, che si trova in una casa mobile, diretta in Alaska, lontano dai guai che si è lasciata alle spalle ma che la stanno cercando. Con lei ci sono i suoi due figli, all'insaputa del marito. Essere irreperibile è tutto quello che vuole e che sembra stia ottenendo. Nella sinossi fornita dalla casa editrice leggiamo questo e anche che vi sono alcuni rimorsi con i quali deve fare i conti.
Cosa è successo a Josie e al suo sogno americano? Questo è quello che Dave Eggers ci racconterà in questo suo libro. Una famiglia distrutta e voglia di recuperare quella fiducia, che sembra ormai persa, per poter tornare a vivere.

lunedì 27 febbraio 2017

Una serata con Federica Nardon, autrice di BINARIO 6

Cari i miei lettori, con questo post vorrei segnalarvi un evento da non perdere. Il giorno 4 marzo prossimo, dalle ore 18:00, presenterò una serata dove la protagonista sarà l'autrice Federica Nardon e il suo nuovo romanzo BINARIO 6.  Un incontro per discutere, attraverso l'argomento del libro, l'amore ai tempi di internet e molto altro...


Qui sotto la locandina che lascio sul banner laterale della pagina del blog fino al giorno X... vi aspettiamo numerosi!


Da Dublino a Tel Aviv un italiano in viaggio: "Io sono quello che se ne va" di Davide Pignedoli

Titolo: "Io sono quello che se ne va"
Autore: Davide Pignedoli
Editore: goWare
Collana: Pesci rossi
Prezzo: kindle €4,99 / Copertina flessibile €14,99 (Prime)

La motivazione per la quale ho deciso di leggere il romanzo di Davide Pignedoli è principalmente legato al fatto che è ambientato, per la maggior parte, nella città che amo di più al mondo: Tel Aviv. C'è sempre qualcosa, anche un solo elemento, che ci spinge a leggere un libro piuttosto che un'altro e per me, il fatto di sapere che all'interno avrei trovato un qualcosa di Israele... mi ha risolto il dubbio.
Inoltre, le pubblicazioni goWare sono sempre una garanzia di qualità e di intrattenimento "libresco"! 

Dennis è un ragazzo italiano sulla trentina che vive e lavora a Dublino. 
Inizialmente l'autore introduce il suo personaggio raccontando la vita che conduce in Irlanda, le sue amicizie, il lavoro, le difficoltà legate ad esso e le dinamiche contorte di ogni luogo lavorativo, specialmente dove la competizione diventa parte integrante del successo. Insomma, prepara il lettore a capire meglio il personaggio principale del romanzo, delineando molto accuratamente il carattere e la personalità.

Myriam è una giovane donna israeliana che ha un figlio, Yaniv, entrambi vivono a Tel Aviv. Dennis è innamorato di Myriam, insieme stanno cercando di portare avanti una possibile relazione, incastrando i viaggi di lavoro di lui e il tempo libero a disposizione. 
C'è parecchia frustrazione da entrambe le parti. Myriam vorrebbe avere un uomo vicino ogni giorno e, dall'altra parte, Dennis cerca di fare di tutto per riuscire a trasferirsi stabilmente in Israele. 
A rendere ancora più complicata la loro relazione a distanza vi sono i problemi legati alla vita di Myriam. Un figlio avuto da una precedente relazione con il padre del bambino, praticamente assente, e la necessità di organizzare la sua vita da sola.

Ho letto questo romanzo con interesse, mi sono appassionato alla storia raccontata fin da subito. Dinamico e movimentato, il lettore non ha il tempo di rilassarsi perché impegnato a seguire i continui spostamenti di Dennis, un personaggio veramente gradevole per il quale il lettore tiferà in suo favore fin dalle prime pagine. Intraprendente, in lotta per trovare un equilibrio che gli permetta di affermarsi nel lavoro quanto nella vita privata, sono gli elementi che permettono quell'immedesimazione nei personaggi dei romanzi che tanto piace ai lettori.  

Vi sono altri aspetti legati al motivo per il quale mi è piaciuto questo romanzo. Finalmente viene inserito Israele in un contesto moderno, rispecchiando ciò che è veramente, allontanando quello stereotipo che negli anni l'informazione e lo stupido pregiudizio hanno aiutato a cosrtuirci attorno. 
Nella bio offerta dalla casa editrice, noto che l'autore ha vissuto in Israele per lavoro, il che spiega la profonda conoscenza del popolo di questo paese che così bene è riuscito a descrivere. Una dolcezza infinita, nascosta sotto una spessa corazza, prodotto di una storia e un presente non facile da vivere. 
Ho già preparato qualche domanda che cercherò di far recapitare all'autore Davide Pignedoli quindi, aspettatevi presto un post con l'intervista. 

Inizialmente, quando ho iniziato a leggere il libro di questo autore, la lunghezza mi ha quasi destabilizzato. Amo i romanzi lunghi e specialmente se belli, quando una storia ci appassiona vorremmo non temrinasse mai, purtroppo però il tempo che ho a disposizione per la lettura non è sempre tantissimo. L'ho letto tutto senza permettermi di far passare troppo tempo tra una pausa e l'altra. La scrittura utilizzata dall'autore porta a velocizzare la lettura, il che aiuta parecchio. Vi consiglio di scaricare l'ebook, diciamo per praticità. 

mercoledì 22 febbraio 2017

Educazione sessuale: Una gioventù sessualmente liberata (o quasi) di Thérèse Hargot

Titolo: Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)
Autore: Thérèse Hargot
Editore: Sonzogno
Collana: Varia
Pagine: 176
Prezzo: su Amazon in versione cartacea a €14,03 o in ebook a €9,99

Il titolo di questo saggio mi aveva letteralmente tratto in inganno. Il motivo per il quale dico questo è che mi sono approcciato a questa lettura curioso di conoscerne il contenuto, ma allo stesso tempo senza troppe aspettative.
Già dopo aver letto l'introduzione scritta dall'autrice, mi sono dovuto subito ricredere e ho capito che stavo per iniziare un viaggio verso la scoperta di un mondo che pensavo di conoscere, ma del quale in realtà non sapevo quasi nulla. Sfogliando le pagine di questo libro vi accorgerete quanto ancora di noi stessi non abbiamo capito.

Chiunque di voi sia cresciuto come me negli anni '80/'90 sa benissimo che la materia dell'educazione sessuale non è mai stata in cima alle classifiche dei programmi scolastici di nessuna scuola.
Non si è mai veramente ritenuto importante portare l'argomento tra i banchi. Penso che la parola sesso sia stato quello che abbia creato più problemi a riguardo, un tabù. Una cosa alquanto bizzarra, così si è sempre detto, quindi priva di importanza, inadatta alla formazione dei nostri ragazzi. 
Sono cose che si impareranno da grandi, sentivo dire. Sbagliato! La scuola deve formare, deve completare quell'educazione che fino a non molto tempo fa era riservata ai soli genitori, per altro incapaci di affrontare argomenti del genere. Vuoi l'imbarazzo, vuoi la percentuale dell'italiano cattolico che c'è in noi e boom, si cambia discorso, lasciando quel vuoto difficile da colmare.  

Thérèse Hargot, è una sessuologa belga di trentatré anni, vive a Parigi con il marito e tre figli. Ha frequentato la Sorbona dove ha conseguito una laurea in filosofia ed un master in scienze sociali. Insomma, diciamo che per la sua giovane età di traguardi ne ha raggiunti.

In questo libro raccoglie le esperienze che ha avuto con pazienti, alunni e persone che ha incontrato nel suo cammino professionale e non.
Nella prefazione, che trovo ben fatta, l'autrice si racconta un pochino, spiegando al suo lettore chi è e qual'é il suo ruolo e cos'é che l'ha spinta a scrivere questo saggio. Da dieci anni si occupa di formazione dei giovani, occupazione che le ha offerto l'opportunità di operare in realtà come Parigi, New York e Bruxelles, tre delle maggiori città mondiali per importanza e avanguardia. Senza ombra di dubbio questi luoghi possono offrire una fonte immensa di materiale da studiare per capire meglio i comportamenti dell'individuo riguardo ai sentimenti e al sesso.
Sesso non visto come parte meccanica dell'atto in se ma di tutto ciò che comporta l'incontro intimo di due individui.
Il disagio e la confusione che ha notato le hanno dato la spinta per capire di più e cercare di mettere le idee in ordine per riuscire a spiegare cosa succede nel mondo dei sentimenti e delle confusioni che essi creano nell'equilibrio che tanto cerchiamo.


Ma andiamo per ordine. Thérèse ci racconta dellaa rivoluzione sessuale, momenti storici che, vista la sua giovane età, non ha mai vissuto. Ci dice però che lei come molti di noi, siamo la seconda generazione di quella liberazione da tutti i divieti, praticamente i nipoti di quel movimento.
Siamo nati già liberati, non abbiamo dovuto lottare o far sentire la nostra voce. Ma quali sono i benefici di tutto quello che abbiamo ereditato? Siamo veramente liberi? E ancora ci chiede: liberi da che?
Parlando di pornografia accessibile a chiunque, attraverso la rete, nel capitolo "Porno-banalità, porno-conformismo", la Hargot racconta come, secondo lei, la rivoluzione sessuale non abbia cambiato nulla,  ma abbia "prodotto un'inversione della norma ... un'inversione a U".
Con questo saggio vuole affrontare l'argomento attraverso diversi punti di osservazione.  Il primo è il suo personale in qualità di giovane moglie e madre, il secondo è quello di fornire una educazione alla vita affettiva e sessuale degli adolescenti e, infine, consiste nello studio che la sua professione le offre dove uomini e donne si confidano con lei nella speranza di trovare dei rimedi per i loro tormenti.

L'Hargot scrive quanto sia importante riuscire a capire chi si è e non cosa si è. Eterosessuali, omosessuali, transessuali, sono delle gabbie nelle quali rischiamo di rimanere intrappolati a vita. Insomma, per riuscire a vivere bene con noi stessi è vitale non dover trovare a tutti i costi una categoria di appartenenza ma che bastiamo così come siamo.
Senza dubbio se il mondo leggesse queste parole, vivremmo tutti in un luogo migliore di quello in cui ci troviamo ora. Il bullismo nasce anche dalla completa ignoranza, genetica? tramandata? ma pur sempre ignoranza. Un mondo dove si creano maggioranze e minoranze porta all'inevitabile formazione di ghettizzazioni, disuguaglianze.
L'autrice ci spiega che se nessuno di noi si identificasse in una categoria ben precisa, le differenze sarebbero tollerate, perché inesistenti. 
Interessantissimo il capitolo dove l'autrice ci racconta l'omosessualità e come è vista/vissuta dai iù giovani e non solo. Non voglio rovinarvi la lettura ma credo che l'approccio sia semplicemente quello giusto. Offre un punto di partenza dal quale tutti dovremmo sintonizzarci. Consiglierei questa lettura nelle scuole. 

Questo libro mi è piaciuto per la semplicità con la quale l'autrice è riuscita a spiegare concetti e comportamenti così complessi attraverso un linguaggio chiaro e sincero. 
Ora, grazie all'autrice e alla Sonzogno che l'ha portata in Italia, capisco anora di più l'importanza dell'educazione sessuale nelle scuole. Una lettura estremamente interessante che insegna molto e racconta come, in realtà, la libertà sessuale la dobbiamo trovare dentro di noi. 

martedì 21 febbraio 2017

Cosa vorrei leggere... edizioni La nave di Teseo

Ecco i due libri editi dalla casa editrice La nave di Teseo che ho intenzione di leggere quest'anno. Purtroppo la mia scaletta di lettura è talmente fitta che non penso di poterli iniziare prima di quest'estate.
Per un fatto di costi, sto cercando di comprare libri che sono sicuro di poter leggere in un tempo breve. Alcune case editrici sono così gentili da farmi avere alcuni titoli, ma non è sempre possibile quindi... limitare i danni! 
Intanto ve li segnalo, così se avete intenzione di leggerli, magari prima di me, potrete farmi sapere le vostre impressioni. Sempre bello quando condividete con me i commenti sulle vostre letture più recenti. 
Questi due autori sono tra i miei autori preferiti, i loro libri precedenti li ho divorati e amati! 
Come mio solito, vi mostro le copertine ( prese da Google immagini) e la sinossi come presa dal sito dalla casa editrice, farina del loro sacco e non del mio. 


Titolo: Bambini di ferro
Autore: Viola Di Grado
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Pagine: 249
Prezzo: Amazon in versione cartacea €15,30 mentre in versione ebook €9,99

Una mattina di fine estate, in un Giappone di un'era imprecisata, la direttrice dell'Istituto Gokuraku, Sada, e la sua assistente, Yuki, prelevano da una vecchia casa una bambina rimasta orfana: la piccola Sumiko. Presto si accorgono che Sumiko non intende parlare, mangiare, interagire con niente e nessuno; i suoi occhi sono persi in un punto indefinito davanti a sé, su qualcosa che sembra nulla. Anche Yuki, venticinque anni prima, è stata ospite dell'istituto: privata dei genitori, è stata sottoposta a un programma di accudimento materno artificiale il cui fallimento ha generato dei "bambini difettosi", confinati in istituto sotto la guida e le cure soffocanti di Sada. Yuki dovrebbe essere la tutrice di Sumiko, ma viene risucchiata nella spirale dei suoi silenzi e della sua fissità, trascinata in una "zona pericolosa", uno spazio interiore frammentato da cui pensava di essere uscita per sempre. Sumiko si rivelerà essere custode dei segreti del passato e dei traumi di Yuki, ma anche la sua possibilità di salvezza.

Viola Di Grado torna con un potente romanzo sulla maternità, sui sentimenti più ancestrali, in un vertiginoso oscillare tra la più antica tradizione buddhista e la gelida essenza hi-tech di un futuro già presente. 

Titolo: La città interiore
Autore: Mauro Covacich
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Pagine: 233
Prezzo: Amazon in versione cartacea €14,45 mentre in versione ebook a €9,99

"Il bambino è diretto a Borgo Teresiano, vicino alla chiesa con la cupula blu, vicino al Canale, vicino alle bancarelle di Ponterosso. Sa dov'è. A sette anni si muove in città come un migratore lungo le rotte celesti. Non conosce i nomi delle vie, segue riferimenti emotivi, talvolta geometrici, i colori delle insegne, le fughe di luce verso la marina, i volumi dei pieni e dei vuoti tra i palazzi, le chiome degli alberi. Ha una bussola interna, l'infallibile magnetismo di un uccellino cresciuto per strada"

È il 4 aprile 1945. Quel bambino sta trasportando una sedia tra le macerie della città liberata dai nazifascisti ed è diretto al comando alleato, dove lo attende suo padre - dal cognome vagamente sospetto, Covacich - sottoposto a un interrogatorio. E quella sedia potrebbe scagionarlo. Sempre Trieste, 5 agosto 1972. I terroristi di Settembre Vero hanno fatto saltare due cisterne di petrolio. Un bambino, Vlauro Covacich, tra le gambe di suo padre (il bambino che trascinava la sedia ventisette anni prima nella Trieste liberata), contemplando le colonne di fumo dalle alture carsiche sopra la città, chiede: "Papà, semo in guera?" Mauro Covacich torna nella sua Trieste, con un libro dal ritmo incalzante, avventuroso romanzo della propria formazione, scritto con la precisione chirurgica di un analista di guerra e animato dalla curiosità di un reporter. "La città interiore" è la cartografia del cuore di uno scrittore inguaribilmente triestino; è il compiuto labirinto di una città, di un uomo, della Storia, che il lettore percorre con lo stesso senso di inquieta meraviglia che accompagnava quel bambino del 1945 e quello del 1972; un labirinto di deviazioni e ritorni inaspettati, da cui si esce con il desiderio di rientrarci.

sabato 18 febbraio 2017

Novità Mondadori: "Come se non ci fosse un domani" di Agnès Ledig

Titolo: Come se non ci fosse un domani
Autore: Agnès Ledig
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 276
Prezzo: cartaceo €16,15 mentre ebook €9,99 prezzi presi dal sito Mondadoristore.it e da Amazon.it

Ecco la sinossi, fornita dalla mondadori,  del nuovo romanzo di Agnès Ledig in uscita il 21/02/2017. Leggerò questo libro sicuramente e vi farò sapere cosa ne penso. Per il momento leggete la storia nelle righe che seguono...

Romeo fa il pompiere e, nel tentativo di salvare la vita a un bambino imprigionato in un appartamento invaso dalle fiamme, cade dall’ottavo piano di un palazzo e viene ricoverato in condizioni disperate in ospedale. Juliette, infermiera nel reparto di riabilitazione di quello stesso ospedale, ha modo di conoscerlo durante gli interminabili giorni in cui i medici cercano di rimetterlo in sesto dopo l’incidente. Entrambi soffrono. Romeo per non potersi occupare della sorella adolescente, ribelle e fragile che ha bisogno di lui, e Juliette perché da anni cerca invano di avere un figlio, a costo di tenere al suo fianco un uomo che non la rispetta e la tratta spesso male. L’incontro casuale tra queste due persone ferite nel loro intimo, che riescono a trovare nel presente una ragione di vita, sconvolgerà il loro destino e quello di chi hanno intorno. Come se non ci fosse un domani è una bella storia d’amore scritta in modo empatico e sincero. Quello di Agnès Ledig è un universo affettuoso in cui si muovono personaggi fragili e veri che spesso ci assomigliano. L’autrice tende la mano alle persone segnate, e il suo messaggio è che l’amore per la vita deve trionfare su tutto nonostante le difficoltà. 

Due note sull'autrice...
Immagine presa da Google immagini
Agnès Ledig, quarantatré anni, ostetrica in Alsazia, scopre di avere il dono della scrittura quando nel 2005 inizia a scrivere una sorta di diario durante la malattia di suo figlio, morto di leucemia. Nel 2011 pubblica il suo primo romanzo, Marie d’en haut, per un piccolo editore e riceve il premio Coup De Coeur delle lettrici di Femme Actuelle. Segue "Un attimo prima della felicità" (Mondadori, 2015) che ha venduto in Francia oltre 200.000 copie e ha vinto il Prix Maison de la Presse nel 2013. 

sabato 4 febbraio 2017

Una nuova voce in libreria: "Binario 6" di Federica Nardon

Autore: Federica Nardon
Editore: Linea Edizioni
Collana: Linea narrativa
Pagine:160
Prezzo: Amazon lo propone a €11,90

Da poco tempo (novembre 2016) è uscito in libreria un libro scritto da Federica Nardon dal titolo "Binario 6". Questo è il romanzo d'esordio di questa scrittrice veneziana. 
Pubblicato dalla casa editrice Linea edizioni di Padova che, a parer mio, ha completamente azzeccato la copertina. Troppe volte le copertine non rispecchiano il contenuto del libro, e questa è una cosa che mi ha sempre sorpreso, beh, non è questo il caso. Avrete modo di confermare ciò che ho detto dopo aver letto il libro.  
Chi mi segue da tempo sa molto bene che parlo sempre e solo di libri che mi sono piaciuti o che, in qualche modo, hanno attirato la mia attenzione. Non mi va di perdere del tempo prezioso a parlare di libri che magari ho chiuso dopo le prime trenta pagine...
Il romanzo di Federica Nardon mi è piaciuto molto perché ha saputo mescolare elementi classici ad elementi tipici della narrazione contemporanea,  portando freschezza, soprattutto per il linguaggio utilizzato, riuscendo a portare a termine questo connubio fino alla fine.
Alice e Leopoldo, ecco i nomi dei protagonisti di questo romanzo. La loro storia inizia con una passione che li ha travolti molti anni prima del presente racontato nel libro. Ovviamente una passione che si è spenta così come si è accesa, nel nulla, senza lasciare la ben che minima traccia. 
Siamo nel presente, Alice cerca un contatto con Leopoldo, lui le risponde e così entrambi contribuiscono alla costruzione di quei tanto discussi castelli in aria
I tempi sono quelli moderni e non c'è nulla di più idicato per incarnare il momento con una relazione che vede il suo sfogo grazie alla presenza costante della rete. Tutti siamo raggiungibili e raggiunti da qualcosa o da qualcuno. Le conversazioni tra i due avvengono tramite un fitto scambio di e-mail, botta e risposta. 
Alice e Leopoldo si rivolgono l'una all'altro con regale distacco, il lettore percepisce un certo "gioco" tra i due, tipico della fase dell'innamoramento, tanto da far apparire quelle e-mail come uno scambio tra un impiegato ed il suo capo. Una scelta molto peculiare e sicuramente innovativa che non annoia mai, anzi, diverte. Il romanzo è molto divertente e all'interno troverete delle utili perle di saggezza.
Il lettore inizia "Binario 6" cercando di capire il rapporto tra i due, quali emozioni li rendono così attratti lei da Leopoldo e lui da Alice. Ma chi ha i sentimenti più veri? Chi ha realmente voglia di ricominciare? E' giusto ricominciare qualcosa che era diventato un fantasma? 
Beh, leggete il libro e troverete le vostre risposte. 
Io ho dato una mia interpretazione alla storia tutta. Alice entra nel pericoloso gioco della speranza che altro non serve se non a tenderle una debole mano per salvarla mentre sta appesa al precipizio dell'incertezza. Mano che può scivolare e lasciarla cadere per sempre o che può rafforzarsi e metterla in salvo con una presa più decisa, afferrandole il braccio con uno slancio.
Leopoldo si trova nella situazione perfetta e paradisiaca che viene attribuita a molti uomini. Alice ha bisogno di lui per capire e per mettere la parola fine, ma lui non ha bisogno di lei, ma gli piace giocare e quindi una volta in ballo...

Sono molteplici le letture che si potrebbero dare a questo libro di Federica Nardon. Io leggo un disagio affettivo dove una donna ricerca l'amore perduto o tanto desiderato, rivivendolo sotto la bugia che la tecnologia ci ha abituato ed educato ad avere. dove tutto è a portata di mano, una realtà virtuale che non delude quanto, invece, può fare la verità della vita. Immagina ciò che sarebbe potuto essere e che, forse, sarebbe dovuto diventare. 
L'inganno della tecnologia. Ci rende così raggiungibili da creare quel finto contatto che alberga solo nel nostro immaginario. Una bugia basata sul concetto di poter accorciare le distanze, dove in realtà l'unica cosa ad essere accorciata è il tempo che, in un passato ormai più che remoto, limitava l'effetto duraturo dei sentimenti.
Viviamo in un'epoca dove il contatto con la tastiera ha, in qualche modo, sostituito il contatto umano. La sterilità dello schermo ha mascherato l'imbarazzo e l'inibizione con il castigo alla solitudine.

In quarta di copertina si parla di Amore Infinito e Amore non Finito. Difficile da analizzare e da comprendere. Più complesso di ciò che può sembrare inizialmente. Federica Nardon è riuscita a spiegare cosa succede quando l'Amore non Finito sia cosciente del fatto che non diventerà mai Amore Infinito.
Insomma, questo sembra essere quella dannata situazione in cui ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli, affrontando il ricordo, cercando una conquista che sappiamo bene non arrivare mai. Sembra quasi un esercizio al quale il nostro terapista ha voluto sottoporci per riuscire a sbloccare una verità che non esiste.
Alice non ha legami, è libera, Leopoldo ha qualcuno accanto a se. Ecco che una frase di Arthur Schopenhauer contenuta nel libro calza a pennello per capire il mondo degli amanti.

"Ci sarà una sola donna che corrisponderà nel modo più perfetto a un determinato uomo.
La vera passione d'amore è tanto rara quanto il caso che quei due si incontrino."

Il libro è scritto bene e si nota come ogni pagina, breve o lunga che sia, sia stata scritta con un perché, traspare un intento di comunicare il messaggio e devo dire che l'autrice ci è riuscita. Non voglio raccontarvi altro, quindi, per l'interpretazione della copertina di cui vi parlavo all'inizio di questa recensione, mi rimando a voi! 

Buona lettura! 

In caso foste interessati a conoscere l'autrice, e quindi a scoprire di più del suo romanzo, vi ricordo che farà una presentazione alla libreria Feltrinelli di Mestre il 15 febbraio prossimo c/o il Centro Commerciale Le Barche, Piazza XVII ottobre. Nel caso non vi troviate in zona, non vi preoccupate perché Crazy About Fiction vi proporrà presto un'intervista a Federica Nardon che ci ha gentilmente concesso.

Novità in libreria! "Una gioventù sessualmente liberata" (o quasi) di Thérèse Hargot

Sonzogno ci propone un libro scritto da Thérèse Hargot, una sessuologa belga con master alla Sorbona. Vediamo cosa ci racconta questa giovanissima moglie e madre di ben tre bambini. 
Il titolo promette una lettura sicuramente interessante e, non saprei dirvi il perché, sicuramente divertente. Lo sarà? Avrà invece un epilogo tristissimo? Lasciatemelo leggere e vi saprò dire! 
Ora, come tutte le novità, vi lascio qui sotto la copertina e la sinossi della Sonzogno. E come sempre... vi auguro una buona lettura! 

Titolo: Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)
Autore: Thérèse Hargot
Editore: Sonzogno
Collana: Varia
Pagine: 176
Prezzo: in versione cartacea su Amazon a €14,03 mentre in ebook a €9,99

Che ne abbiamo fatto della liberazione sessuale conquistata negli anni Sessanta? E' la domanda che si pone Thérèse Hargot, scrittrice e terapeuta, forte di un'esperienza decennale nelle scuole a contatto con gli adolescenti. Invece di renderci più liberi - questa è la sua risposta - tale liberazione ci ha portato da un'obbedienza a un'altra: dal "non bisogna avere relazioni sessuali prima del matrimonio" al "bisogna avere relazioni sessuali il prima possibile". I giovani credono di essersi affrancati dai divieti, ma spesso si trovano più imprigionati di prima. Se un tempo l'imperativo di restare vergini fino alle nozze li deprimeva, ora a deprimerli (e confonderli) è l'imperativo opposto, ovvero quello di misurarsi fin da subito con la propria sessualità. Il facile accesso al porno, l'ansia della performance, l'ossessione dell'orientamento sessuale... Che libertà è questa, che impone di scegliere l'identità, gli amori, le pratiche come un mero prodotto di consumo? 
Grazie a numerose testimonianze, l'autrice - con coraggio, sfidando le polemiche che si sono puntualmente scatenate dopo la publicazione del libro in Francia - affronta, in modo rigorosamente laico, i problemi dei ragazzi, invitandoli a ripensare la loro vita affettiva e sessuale, per renderla davvero gioiosa.

venerdì 3 febbraio 2017

Novità in libreria! "La locanda dell'ultima solitudine" di Alessandro Barbaglia

Ecco un libro al quale presto mi dedicherò. Sicuramente un bel libro, vista la quantità di ottime recensioni che già ha ricevuto.
Sono sicuro che dopo aver letto la sinossi, che vi riporto qui di seguito, verrà voglia anche a voi di correre in libreria a comprarlo. Devo ammettere che la copertina è super!
Vi prego di farmi sapere cosa ne pensate, molto probabilmente lo leggerete prima del sottoscritto, ne sono certo... Ad ogni modo, dopo che l'avrò terminato vi presenterò la mia recensione. 
Buona lettura! 

Titolo: La locanda dell'ultima solitudine
Autore: Alessandro Barbaglia
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 163
Prezzo:

Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio... Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che, lì e solo lì, in quella locanda tutta di legno arroccata sul mare, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che "se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo". Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Bisogno, il minuscolo paese in cui abita da sola con la madre dopo che il padre è misteriosamente scomparso, le sta stretto, e il desiderio di nuovi orizzonti si fa prepotente. Intanto però il lavoro non le manca, la collina di Bisogno è costellata di fiori scordati e le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano da generazioni il compito di accordarli, perché un fiore scordato è triste come un ricordo appassito. Libero vive invece in una grande città, in una casa con le pareti dipinte di blu, quasi del tutto vuota. Tranne che per un baule: imponente, bianco. Un baule che sembra un forziere, e che in effetti custodisce un tesoro, la mappa che consente di seguire i propri sogni. Quei sogni che, secondo l'insegnamento della nonna di Viola, vanno seminati d'inverno. Perché se resistono al gelo e al vento, in primavera sbocciano splendidi e forti. Ed è allora che bisogna accordarli, perché i sogni bisogna sempre curarli, senza abbandonarli mai. Libero e Viola cercano ognuno il proprio posto nel mondo, e nel farlo si sfiorano, come due isole lontane che per l'istante di un'onda si trovano dentro lo stesso azzurro. E che sia il mare o il cielo non importa. La Locanda dell'Ultima Solitudine sorge proprio dove il cielo bacia il mare e lo scoglio gioca a dividerli. La Locanda dell'Ultima Solitudine sta dove il destino scrive le sue storie. Chi non ha fretta di arrivarci, una volta lì può leggerle. Come fossero vita. Come fossero morte. Come fossero amore.
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