domenica 29 gennaio 2017

"Underground", l'attentato alla metro di Tokyo raccontato da Haruki Murakami

Titolo: Underground
Autore: Murakami Haruki
Editore: Einaudi 
Collana: Einaudi Tascabili ET
Pagine: 447
Prezzo: su Amazon cartaceo a €6,99 o in ebook a €11,48

Il mio approccio con il grande Haruki Murakami è iniziato molto tardi. Leggere è una attività che impegna e che richiede parecchio tempo a disposizione. Almeno questo è quello che penso io. Ho sempre letto senza fretta ma quando inizio un libro cerco sempre di non interromperlo per un periodo di tempo troppo prolungato. 

Gli scrittori giapponesi hanno sempre esercitato un certo fascino su di me. Amo il Giappone, penso sia un paese molto interessante. Per dirla tutta, tra gli autore del Sol Levante Haruki Murakami è uno dei pochi uomini. Me ne sono accorto la settimana scorsa mentre sistemavo la mia libreria di questo fatto. Quasi tutte donne. Ma questa è una considerazione che lascia il tempo che trova, un libro è bello indipendentemente dal fatto se sia scritto da una persona di sesso maschile o femminile. Piccolo dettaglio che avevo notato, tutto qui. 

Underground non è un vero e proprio romanzo, ma più che altro un vero lavoro da giornalista. E' la storia dell'attentato alla metropolitana di Tokyo avvenuta il 20 marzo 1995 dove, dei seguaci della setta Aum Shinrikyo, si sono mischiati tra la folla in metropolitana con dei sacchetti conteneti del Sarin. Un gas da distruzione di massa, utilizzato solo da Saddam Hussain, prima di questo attacco, in Iraq. Ottenuto per la prima volta nel 1938 da scienziati tedeschi. 

Ognuno degli attentatori viaggia in un treno diverso della metropolitana di Tokyo, nell'ora di punta, pronti a compiere il loro folle gesto.
Oltre ai sacchetti il loro bagaglio a mano consisteva in un ombrello con la punta ben affilata, quel gorno a Tokyo non pioveva. L'unico scopo dell'ombrello era forare i sacchetti che avrebbero rilasciato la sostanza letale, senza attirare troppa attenzione.  
Sicuro che molti di voi si ricordino di questo tremendo evento, ma forse i più giovani non molto, o forse per nulla.

Haruki Murakami ha voluto raccontare l'episodio con la potenza della sua scrittura. Per un anno ha cercato di intervistare il numero maggiore di persone che hanno vissuto l'accaduto in prima persona o i familiari delle vittime. 
Il libro inizia con una premessa dell'autore che racconta cosa è successo quel terribile giorno. Spiega al lettore come sono state condotte le interviste e gli ostacoli che ha trovato per poter compiere il suo progetto. Poi inizia il libro. Man mano che si sfogliano le pagine si può leggere come sia stato difficile reperire le varie testimonianze. Questo a causa della mancanza di un elenco ufficiale delle persone presenti quel giorno nella metropolitana. Protezione della privacy. 
Inoltre Murakami Haruki ci parla della paura che le vittime provavano, nel rilasciare le interviste, pensando che le loro confessioni avrebbero potuto scatenare le ire del gruppo Aum. I vari membri di questa setta vengono poi man mano arrestati e questo facilita alcuni dei passeggeri di quelle metropolitane a farsi avanti e raccontare.   

Un viaggio indimenticabile nella follia che alcuni individui hanno realizzato creando terrore, morte e feriti. Una scrittura, quella di Haruki Murakami, perfetta e completa nel portare a termine il prezioso e delicato scopo di raccontare cosa è successo realmente. Un libro che ci permette di riflettere. Sicuramente da leggere e da regalare. In caso foste interessati, QUI potrete trovare il link al docu film di Zero Hour. Nel video su YouTube, vedrete una ricostruzione dei fatti con commentario. 

sabato 28 gennaio 2017

In uscita..."Ultima la luce" di Gaia Manzini, una novità Mondadori

Titolo: Ultima luce
Autore: Gaia Manzini
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 252
Prezzo: su Mondadori Store cartaceo €15,72 ebook €9,99

Volevo segnalarvi che dal giorno 31 gennaio sarà disponibile in libreria un romanzo di Gaia Manzini edito da Mondadori. Questo non è il suo primo romanzo ma è la prima esperienza con Mondadori. Appena avrò la possibilità di leggerlo ve ne parlerò in modo più approfondito. Per il momento vi lascio la sinossi (non farina del mio sacco ma del sacco Mondadori) e la copertina, che potete vedere qui a lato. 
Mi sembra una storia molto interessante... voi che ne dite? 

Ivano è un uomo come tanti. Per tutta la vita ha cercato di costruire la sua felicità e ha sempre creduto di esserci riuscito. Il lavoro di ingegnere, una bella famiglia: un piccolo capolavoro di stabilità, proprio come le dighe che ha progettato in ogni parte del mondo. Finché Sofia, sua moglie, viene a mancare e lui si trova improvvisamente libero e solo, incapace di capire se esista ancora un Ivano senza Sofia.
Decide allora di partire per Santo Domingo, dove il fratello si è ritirato dopo anni di lavoro nella finanza. Lì incontra Liliana, una donna spontanea e fragile come una bambina, e se ne sente attratto. Sull'isola, però, Ivano intuisce che qualcosa non va: il fratello, con il quale ha sempre avuto un rapporto di grande complicità, si comporta in modo strano, sembra un altro. Riconsiderandoli a distanza, molti fatti e persone della sua vita gli appaiono diversi da quello che ha sempre creduto. Prima tra tutti sua moglie, un enigma affascinante e indisponente, nonostante quarant'anni di vita insieme. E poi la figlia Anna, rimasta a Milano: reticente, ostile, asserragliata in una vita che il padre non ha mai compreso.
Quello che Ivano scoprirà riguardo al passato finirà per rompere gli argini in cui la sua esistenza è sempre scorsa tranquilla. Eppure, quando tutto è sul punto di crollare, si prospetta una seconda occasione, la possibilità di un nuovo inizio.
Con una lingua duttile, devota all'incanto semplice e maestoso della realtà, una scrittura mobile in cui ci si immerge come nell'acqua – limpida, avvolgente, misteriosa –, Gaia Manzini racconta le illusioni intorno alle quali creiamo la nostra felicità e dà voce a una generazione che negli anni del Boom si è costruita un'idea luminosa di futuro a costo di rifiutare le proprie radici, lasciando dei conti in sospeso. Ma Ultima la luce è anche la storia di un tempo di mezzo, dell'attesa di un nuovo ordine delle cose: una famiglia si è disgregata, una nuova famiglia sta per nascere. 

venerdì 27 gennaio 2017

"S." La nave di Teseo, di V.M. Straka, J.J. Abrams e Doug Dorst

Ancora una volta J.J.Abrams riesce a stupire con effetti speciali, questa volta con l'aiuto di Doug Dorst, e badate bene che non si tratta di un'altro episodio di Guerre Stellari ( che amo e amerò per sempre ) o di LOST, ma di un libro del quale molto tempo fa vi avevo accennato, ricordate? S. "La nave di Teseo". Ricordo che vivevo ancora a Roma e avevo comprato questo gioiellino durante una delle mie quasi giornaliere visite alla Feltrinelli di Piazza di Torre Argentina.
Il libro si presenta in una confezione, come vedete dall'immagine qui a lato, con il libro all'interno protetto da un sigillo. Sul sigillo i nomi dei due geni che hanno prodotto questo capolavoro, appunto, Doug Dorst e J.J. Abrams. Rotto il sigillo, il libro vi si presenterà come se fosse riposto su di uno scaffale in una biblioteca. Sensazione che vi catapulterà subito nella storia.
Pensate, non mi sono buttato nella lettura di questo libro immediatamente, dopo averlo acquistato, perché volevo avere un giorno intero tutto per me, volevo godermelo a pieno e senza interruzioni. E' passato un anno da quando l'ho portato a casa. Diciamo che è stato un anno complicato e pieno di eventi che hanno sconvolto piacevolmente la mia vita, ma mi hanno tenuto molto occupato. Ecco, quella che avete letto è in parte la vera ragione e in parte una grandissima scusa. Ho comprato talmente tanti libri che me ne sono dimenticato!

Ora, nella casa dove vivo ho una grande libreria che mi permette di avere pieno controllo di ciò che ho letto e di quei libri che ancora cercano una, meritata, vendetta!
Sinceramente non riesco ancora a capire come sia possibile che siano riusciti a conferire al libro un'apparenza finto-vecchio, molto reale, con bordi ingialliti e scrittura che ci porta indietro nel tempo. Forse non tanto difficile direte voi, ma la cosa che mi sorprende di più è l'odore che il libro porta con se. Dal momento che romperete il sigillo ed estrarrete il libro dalla custodia, noterete il tipico odore che hanno i libri con qualche hanno di vita. Quei libri che arrivano da un passato dove la qualità della stampa e della carta non garantivano una preservazione duratura nel tempo. Certo che da J.J. Abrams non ci si poteva aspettare che un capolavoro. Uno come lui riesce a trasformare qualsiasi cosa in un fenomeno.
"La nave di Teseo" è un romanzo scritto dall'autore V.M. Straka. Scrittore che vanta, come segnalato all'inizio del libro, di aver scritto parecchie opere prima di morire (suicidio? Omicidio? Tutto una finzione?).
Quest'ultimo libro, ha visto la luce grazie al suo traduttore di fiducia, un certo F.X. Caldeira, autore anche della prefazione e delle note a piè pagina contenute nel romanzo. 
Una ragazza trova questo libro e inizia una corrispondenza con il "proprietario" del libro. Comunicano attraverso commenti e scritti che riempiono i margini di ogni pagina del libro fino a distrarre il lettore dal testo. Non si conoscono di persona, forse si sono incontrati per sbaglio nei corridoi della scuola che, forse, solo uno dei due frequenta. Spiritosi e pungenti allo stesso tempo in tutte le conversazioni che si scambiano attraverso il libro. Complici di sicuro, intenti a risolvere o a provare qualcosa riguardante l'autore così misterioso V.M. Straka.
Libro preso in prestito dalla biblioteca, infatti noterete i vari timbri di quando è stato preso in prestito, tutto molto reale. L'esperienza di lettura è simile ad un film in 3D ( non vi preoccupate non vi serviranno gli occhialini ) grazie al libro e al modo in cui è stato concepito. 
Straka, lo scrittore, non si è mai mostrato in pubblico e nessuno ha mai potuto sapere la sua vera identità. Il traduttore, il Sig. Caldeira, doveva incontrarlo (apparentemente) il giorno e nello stesso luogo dove invece avrebbe incontrato la sua morte. Straka aveva dato l'appuntamento a per discutere del libro e dell'ultimo capitolo. Strano comportamento, vista la sua fede per garantirsi l'anonimato. 
I due ragazzi Jen e Eric utilizzano il libro stesso come quaderno degli appunti per segnalare l'uno all'altra parti importanti, considerazioni, frasi e parole, che favoriscono una lettura investigativa dell'intera storia.
Questi appunti risultano ancora più interessanti del testo stesso ( non me ne voglia Dorst! ). In qualche modo "distraggono" il lettore per attirare l'attenzione sul dialogo che i due ragazzi stanno avendo, per non parlare del materiale extra contenuto nel libro. Infatti troverete lettere, ricerche, segnalazioni scritte su fogli trovati in libreria, cartoline, foto, insomma, state sicuri che non vi annoierete.
Ma cosa stanno cercando questi due ragazzi? Cosa vogliono dimostrare con tutte le loro ricerche e scambi di opinione? Chi è veramente Straka e chi è il suo traduttore ?
Ho trovato questo libro un'idea geniale. Il lettore è completamente coinvolto in ciò che sta avvenendo. Tenetevi pronti ad usare tutti i vostri sensi (forse tranne il gusto, spero!) per affrontare questa lettura. Un romanzo nel romanzo nel romanzo, tre romanzi che lavorano contemporaneamente rendendolo un'opera semplicemente unica. Il libro diventa il vettore tra i due protagonisti, idea che J.J. Abrams ha avuto dopo aver trovato un libro che invitava ad essere passato dopo essere stato letto. 
Il costo è abbastanza alto, lo so, ma su Amazon lo troverete a ben 6 euro in meno dell'anno scorso, e quindi circa sei euro in meno di quanto lo abbia pagato io grrrrr!!! 
Ho saputo che la versione e-book offre una diversa (forse non così bella) esperienza di lettura ma altrettanto stravolgente, ad ogni modo vi cosiglio vivamente, e lo consiglia anche J.J. Abrams, di acquistare la versione cartacea.

sabato 7 gennaio 2017

Blogging and Vlogging... quale strada seguire?

Buongiorno, miei cari lettori! Se non sbaglio, questo è il primo post del 2017 quindi... BUON ANNO!
Mantenere una buona posizione sul web è complicato. YouTube, che adoro e del quale sono il primo fan, ha senz'altro avuto la meglio. Nessun può dire il contrario. I vlogger hanno una quantità di visite giornaliere che un blogger ( come il sottoscritto ) non avrà mai in tutta la sua carriera, se così si può definire. Capisco anche le motivazioni di questo fenomeno. 
Si mostrano in camera, sono persone che ci parlano, che comunicano con noi, un pochino come la TV, il concetto è quello. 
Le immagini hanno un potere enorme, una certezza. Ricordate quando rimanevamo incollati all TV da piccoli, come ipnotizzati? Beh, è la stessa cosa. 
Inoltre, pensateci bene, perché impazzire a leggere un blog quando possiamo trovare qualcuno che ci racconta gli stessi contenuti? Sicuramente meno fatica. L'udito, evidentemente richiede uno sforzo minore della vista. 

I video non sono mai noiosi, anche quando lo sono, le pagine di un blog, invece, lo possono essere. Ma ci sono dei blogger che hanno fatto fortuna senza nemmeno avere un po' di colore nei loro post, mi direte voi. Vero, Ma parliamoci chiaro, cari miei web surfers, stiamo parlando di una (enorme) minoranza! 
Provate a dare una veloce occhiatina agli iscritti di un qualsiasi YouTube channel, il più noioso e assurdo, e poi andate a controllare un Blog che gode di una discreta fama nella blogosfera. La differenza è galattica! 

Perché non vado in video? Ho pensato tantissimo a questa possibilità, sarebbe come prendere l'ascensore ed arrivare ad un piano dove la vista è decisamente migliore ma, prima devo superare quella confidenza che al momento non possiedo ancora. 

Questo mio pensiero è fondamentale al momento, per quanto mi riguarda, perché mi permette di riflettere sul futuro del mio blog. La passione per la lettura non è mai mutata nel tempo e Crazy About Fiction è nato per condividere tale interesse. Ora però ho cominciato a pormi mille domande a riguardo, come avete ben notato. 
Un piccolo consiglio a chiunque si stia avvicinando alla creazione di un blog più o meno professionale, focalizzate la vostra attenzione su un argomento solo e mettete tutte le vostre energie a disposizione, coscienti del fatto che dovrete mantenere una costanza che vi assorbirà parecchio, specialmente all'inizio, quando cercherete il vostro spazietto in un universo abbastanza affollato. 

Voi cosa ne pensate? Qual'è il vostro rapporto con Bloggers o Vloggers? Lasciate un commento e fatemi sapere!

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