sabato 17 ottobre 2015

"La parabola delle stelle cadenti" di Chiara Passilongo

Titolo: "La parabola delle stelle cadenti"
Autore: Chiara Passilongo
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 384
Prezzo: Mondadori Store e LaFeltrinelli in versione cartacea a €15,72 su Amazon a €15,73 mentre in versione digitale a €9,99

Il giorno 13 ottobre è uscito in libreria il primo romanzo di Chiara Passilongo, "La parabola delle stelle cadenti". Un esordio con i fiocchi, oserei dire. Grande casa editrice, bella copertina e bello il titolo, ma soprattutto ben scritto e ben strutturato. Studente della scuola di scrittura Palomar di Mattia Signorini a Rovigo, la Passilongo, ha saputo mettere a frutto il proprio talento e gli insegnamenti ricevuti. Dico così perché ho letto il libro e me ne sono innamorato.
Sono andato a cercare sul vocabolario la parola "parabola" -  di tanto in tanto mi piace rinfrescare la mente con i giusti significati delle parole che usiamo - e questo è quello che ho trovato: "Evoluzione di un fenomeno che comincia a decadere dopo avere raggiunto il suo culmine" ( diz. Zanichelli ). Ovviamente non è l'unica definizione ma è senza ombra di dubbio quella che più descrive questo romanzo. Con questo intendo che non si poteva trovare titolo migliore. Denota attenzione ai dettagli; storia di un cambiamento storico e sociale messo in scena con l'ausilio di personaggi che hanno saputo incarnare perfettamente lo spirito di un'epoca ormai persa.
Uno degli aspetti più piacevoli di questo romanzo è stata, senza dubbio, la capacità di avermi trasportato nel mio passato, in quegli anni '80/'90 che hanno visto la mia generazione crescere e gioire in una Italia in pieno fermento. Un lavoro ben fatto, la Passilongo ha creato in me l'illusione di essere riuscita ad entrare nei miei, nostri, ricordi per poi metterli su carta.
Contesto nel quale l'autrice ha deciso di far nascere due dei suoi protagonisti: Francesco e Gloria Vicentini. Gemelli eterozigoti, nati dall'imprenditore Achille Vicentini e dalla moglie Nora, questi neonati non conoscono ancora la fortuna che il destino ha in serbo per loro, ma nemmeno i dolori che da quella stessa fortuna deriveranno. Inizia così il romanzo, descrivendo i genitori dei ragazzi per poi continuare a scoprire i caratteri, in mutazione e formazione, dei due fratelli man mano che raggiungeranno l'adolescenza e l'età adulta. Genitori, i Vicentini,  che con il duro lavoro hanno saputo creare un'azienda diventata famosa in tutto il paese. Famiglia senza dubbio patriarcale e con la mentalità di dover passare ai figli e alle generazioni future l'azienda di famiglia, creando un legame tra passato e futuro predestinato, indissolubile. 
Ma quelli sono gli anni di grandi cambiamenti che non hanno visto solamente uno sviluppo economico ma anche uno strappo generazionale. Un periodo storico che ha aperto il paese a mille possibilità. Uscire da schemi ormai vecchi, appartenenti ad un passato che vuole rimanere tale. L'individualità che si fa strada verso una migliore conoscenza di se stessi e delle proprie passioni ed inclinazioni. Tutto, ovviamente, in netto contrasto con i principi che quella generazione di genitori credeva unici e sacri. Francesco e Gloria si troveranno così a crescere rompendo quegli schemi che produrranno grandi contrasti con i propri genitori e con se stessi. Ma saranno anche i grandi dolori in quella ricerca di se stessi che formeranno i loro caratteri, aiutandoli a guardarsi dentro e a trovare la forza per continuare verso la strada scelta da loro. 
La scrittura piacevole, lineare e coerente con lo svolgersi degli eventi mi ha permesso di arrivare alla fine di questo corposo romanzo in pochissimo tempo. Troverete piacevole il modo in cui sono stati suddivisi i capitoli, uno schema che permette di ricordare eventi e personaggi senza dover rileggere a ritroso, come spesso può accadere quando si legge nei ritagli di tempo. 
In questo romanzo la scrittrice ha voluto raccontare l'Italia del cambiamento, ha centrato il tema dell'individualità e della necessità di trovare la propria strada, tipica di quel momento storico. Tantissimi sono i temi toccati in questo romanzo che ne spiega la quantità di pagine. Ci sarebbero abbastanza spunti per crearne un book club.
Ho notato che ultimamente c'è una grande voglia di tornare a quegli anni, sia a livello letterario che televisivo. Diverse angolazioni e punti di vista per descrivere il mondo degli anni '80/'90, nel bene e nel male, sicuramente testimoni anche di scandali e di un mal costume che ha iniziato a generarsi forse, e qui fornisco la mia personale visione, proprio grazie a quel benessere in crescita e alla corsa al consumo. 

IED e Mondadori: due chiacchiere con Davide Francesco Cabra, uno dei vincitori di "Match the Cover"

Buongiorno a tutti voi, miei cari lettori, oggi vorrei proporvi un'intervista che ho rivolto ad uno degli studenti dello IED che hanno partecipato e vinto il concorso in collaborazione con MONDADORI: "Match the Cover!".
Già avevo avuto l'occasione di parlarvene qui, mostrandovi alcune delle copertine e i nomi dei vincitori. Bene, grazie alla disponibilità di Anna Cantaro - responsabile dei Progetti Speciali dello IED di Milano - sono riuscito a coinvolgere uno dei vincitori ponendo qualche domanda per capire qualcosa in più di questa iniziativa. Il suo nome è Davide Francesco Cabra ed ha realizzato la copertina de "Il Piacere" di Gabriele d'Annunzio.

Ciao Davide! Benvenuto nello spazio delle interviste di Crazy About Fiction. Grazie infinite per aver deciso di rispondere ad alcune domande riguardanti il progetto "Match the Cover" che ha visto coinvolti voi, studenti dello IED, e la casa editrice Mondadori. Ho trovato l'idea molto interessante e innovativa, insomma, valevole di essere raccontata all'interno del blog.

1. Quando vi è stato proposto di partecipare al progetto? Come siete venuti a coniscenza delle modalità di svolgimento?

R. Attorno ad ottobre del 2014 è stato lanciato il contest aperto a tutti gli studenti IED. Come sempre per i Progetti Speciali, ci hanno mandato una comunicazione interna con l'invito a partecipare alle selezioni, incuriosito ho deciso di partecipare al colloquio di selezione e sono stato scelto tra i partecipanti. Io e gli altri studenti selezionati, abbiamo poi incontrato i referenti di Progetto Mondadori che ci hanno descritto il progetto e consegnato il brief. Da quel momento e fino a febbraio, ci siamo incontrati ogni settimana per discutere delle copertine e dei progetti che stavamo realizzando seguiti da tre tutor interni allo IED: Anna Cantaro, Carlo Amico e Alessandro Busseni.

2. La scelta delle copertine da creare, è stata obbligata o avete avuto la possibilità di scegliere liberamente?Quali sono le tue copertine?

R. La lista dei libri ci è stata data direttamente da Mondadori. Io, come altri, ho lavorato su tutte dieci le copertine e nella fase finale è stata selezionata quella de "Il Piacere" di Gabriele d'Annunzio.

3. Avete dovuto leggere i libri in questione prima di mettervi all'opera?

R. Non ci sono stati obblighi in questo senso, erano per la maggior parte libri che avevo già avuto modo di leggere durante il periodo scolastico, per cui mi è bastato dargli una rispolverata. In alcuni casi abbiamo preferito, piuttosto che lavorare sulla trama, trasporre una sensazione, un concetto o un immaginario che secondo noi risaltava all'interno del libro.

4. Quanto conta la copertina di un libro secondo te? E' vero quel che si dice... non giudicare un libro dalla copertina?

R. Penso che la copertina sia una parte fondamentale nella scelta del libro, soprattutto se non lo si conosce. Ci lasciamo conquistare dai colori, dall'immagine e dal titolo che ci troviamo davanti, per poi voltare il libro e, leggendo la sinossi, cercare una conferma alle nostre fantasie. Detto ciò, il libro preferito resterà sicuramente tale a prescindere dalla copertina.

5. Qual è stata la visione necessaria per creare la copertina giusta?

R. Essendo studenti di diversi indirizzi ci siamo soffermati per lo più sugli ambiti di nostra competenza, nel mio caso ho cercato di raccontare "Il Piacere" con un'immagine diversa rispetto a quelle che sono state usate nelle versioni precedenti. Ho cercato di renderlo più accattivante per un target giovane e ho spostato l'attenzione dalla donna avvenente e seduttiva che aveva rappresentato fino ad allora il libro.

6. Quanti tentativi hai fatto prima di arrivare al prodotto finito da presentare?

R. L'immagine che ho realizzato è piaciuta da subito e non ha subito sostanziali modifiche, mentre invece per quanto riguarda l'apporto grafico ci sono state numerose correzioni in corso d'opera che ho seguito direttamente nel reparto di grafica della sede di Mondadori, con le indicazioni di Giacomo Callo e Gianni Camusso.

7. Vi è stato chiesto di lavorare ad altre copertine?

R. No, per il momento questa è stata la prima ed unica occasione a cui ho avuto la possibilità di partecipare.

8. Siete passati in libreria per vedere le vostre creazioni? Che effetto ti ha fatto? Avete già avuto un riscontro dalla Mondadori? ( lo so, qui sono tre domande ma... le ho ritenute abbastanza complementari... ).

R. Solo nel vedere la copertina esposta in libreria mi sono reso conto che il progetto era definitivamente terminato, per cui è stata una sensazione abbastanza agrodolce: ero felice della riuscita, ma allo stesso tempo ancora tormentato dai dettagli, dalle scelte fatte che ormai non potevano più essere modificate. La cosa più piacevole sono sicuramente gli amici che mi mandano fotografie dalle varie librerie dove trovano il libro.
I primi riscontri sulla copertina li ho avuti dal web, non tutti esattamente positivi. Ma citando Wilde "Non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli."
Volevo dare un'immagine diversa, meno stucchevole a questa copertina e trovo normale che non tutti i lettori siano concordi in questa visione personale del libro.

9. Avete partecipato a qualcosa di simile in passato?

R. No, è stata la prima volta in cui ho avuto a che fare con una grande azienda come Mondadori e si preannunciava una pubblicazione cartacea. Fino ad oggi avevo collaborato con i miei coetanei e per progetti per lo più personali.

10. Quali sono i tuoi progetti futuri?

R. Non sono ancora sicuro di "quello che voglio fare da grande". Sicuramente vorrei continuare a lavorare nell'ambito della comunicazione visiva, ma forse allontanandomi dalla fotografia per un indirizzo un po' più ampio, come la direzione creativa.

Beh, caro Davide, noi di Crazy About Fiction ti auguriamo di poter realizzare i tuoi desideri. Le tue risposte sono state esaustive e centrate nel rispondere alle nostre domande. La tua copertina per noi è molto bella, nuova e innovativa. E' molto piacevole leggere l'entusiasmo nelle tue parole e nel modo in cui ci hai descritto il processo di questo progetto. Per questo motivo ti ringraziamo e speriamo di poter parlarci ancora in futuro!
Tantissimi ringraziamenti allo IED di Milano tramite Anna Cantaro che è stata così disponibile e gentile nell'aiutarci a far recapitare le nostre domande all'interessato, e un ringraziamento per aver reso possibile questa intervista ad Anna Da Re di Mondadori, amica del blog! 
Come potete vedere lo IED conferma, attraverso i talenti che forma, un luogo che ha a cuore la creatività e la passione per l'arte e per la comunicazione, così come una grande azienda come Mondadori che si presta a questi tipi di progetti che aiutano a scoprire nuovi talenti. 


venerdì 16 ottobre 2015

"Acqua Storta" di Luigi Romolo Carrino

Titolo: "Acqua Storta"
Autore: Luigi Romolo Carrino
Editore: Meridiano Zero
Collana: Gli Obliqui
Pagine: 159
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli in versione cartacea a €7,56 mentre su Amazon a €7,48. Su tutti gli store potrete trovare anche la versione con il CD dello spettacolo teatrale e anche la versione in fumetto del romanzo.

Ho letto l'ultimo libro di Luigi Romolo Carrino "La buona legge di Mariasole" appena uscito. Iniziato e subito terminato. Non potevo farlo attendere. Ho anche messo in pausa il romanzo che stavo leggendo in quei giorni per concentrarmi meglio.
Ancora fresco di lettura, mi siedo al pc e comincio a buttar giù due righe per parlarvene, una piccola recensione, poi però, mi sono scordato che non vi avevo ancora parlato di "Acqua Storta"! La lettura di "La buona legge di Mariasole" è vivamente consigliata ma, essendo un seguito, propongo di immergevi prima nella conoscenza del personaggio attorno al quale ruota un pochino tutto, Giovanni, e di come si è arrivati all'inizio dell'ultimo romanzo di questo autore.
Per questo motivo ho voluto prima rileggermi "Acqua Storta" e proporvi questo post. Cercherò di non fare troppi spoiler, anche se la vedo dura...
Giovanni è il figlio di un boss della malavita napoletana. Per caso, ad un festino abbastanza trasgressivo, incontra Salvatore, un uomo che lavora per il padre e, di conseguenza, anche per lui. Quell'incontro si trasformerà in una relazione di sesso e muto amore, soffocata dal contesto che li circonda. Un mondo che partorisce violenza come unica legge, dove l'onore è tutto, un valore assoluto.
Giovanni è sposato con Mariasole, donna alla quale anni prima si era dovuto unire in matrimonio per decisione dei rispettivi padri. Due famiglie che, invece di continuare a farsi guerra, decidono di cancellare il campo di battaglia che le separa attraverso il matrimonio dei figli.
Mariasole odiava Giovanni e odiava la sua famiglia che l'aveva costretta ad una vita di coppia forzata. Giovanni era indifferente alla cosa, rispetto alla sposa, almeno così appare al lettore. Ma questa sua indifferenza è dettata dall'incapacità del soggetto di vivere qualsiasi sentimento affettivo a causa della violenza, sua maestra e di una vita che lascia poco tempo da dedicare a se stessi.
Carrino è riuscito in poche pagine a descrivere un mondo intero. I personaggi sono degni figli del contesto nel quale vivono e nel quale sono cresciuti. L'amore e l'affetto sono solo legati ai codici della malavita e delle famiglie che ne reggono le sorti.
Potente e sconvolgente, un linguaggio che porta il lettore nel malaffare, rendendo le scene descritte "reali" quanto quelle di un film. L'uso di espressioni dialettali aumentano la forza delle parole usate dall'autore, donando forma ai personaggi e al loro carattere. 
Finisco il post dicendovi anche che questo libro ha venduto i diritti ad una casa di produzione e che non si è fermato lì. Vi sono state delle rappresentazioni teatrali ( esiste una versione del libro contenente il CD ) ed è stata fatta una graphic novel ispirata al romanzo. Nel caso foste interessati vi consiglio di fare un giro negli online store per trovare il materiale che vi ho appena descritto.

martedì 13 ottobre 2015

"There" di Leonardo Patrignani

Titolo: "There" (cliccate per vedere il booktrailer)
Autore: Leonardo Patrignani
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 372
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €15,30 mentre in ebook a €6,99

Veronica entra in banca con la madre, un giorno come un'altro, se non fosse che da quella banca, ne uscirà sola. A causa della mano di un folle, quel luogo diventerà l'inferno in terra di questa giovane ragazza. Un giorno senza senso, per citare le parole dall'autore, un giorno che la obbligherà ad intraprendere un processo troppo duro per la sua età.
Inizia così il racconto di Leonardo Patrignani, un autore che ho imparato ad amare dalla sua famosa trilogia "Multiversum". Ricordate? Nel caso di un no, vi consiglio di andare a comprare i tre libri ( casa editrice Mondadori ) e divertirvi un po', non vi pentirete. 
In questo suo nuovo lavoro, Mr Patrignani ci catapulta in un universo che abbiamo sentito molte volte al centro di discussioni ma che mai è stato preso seriamente in considerazione. Cosa succede quando si "ritorna" da un'esperienza di pre-morte? Cosa c'é realmente in quella luce in fondo al tunnel di cui tanto si è parlato e che è ormai diventata un'espressione della quale abusiamo nel nostro linguaggio giornaliero? Un romanzo psicologico, dove esplorerete le fasi di elaborazione di quel lutto che ha cambiato la vita della protagonista. 
Poche parole confuse e lo sguardo senza vita della madre tra le sue braccia sarà l'immagine che perseguiterà Veronica. Al verde, un lavoro precario che le permette di sopravvivere e un appartamento in condizioni pietose è tutto ciò che rimane della vita di Veronica. Sola, ferita dalla vita e dal destino, che tanto si è accanito brutalmente su di lei, dovrà sforzarsi di rimanere a galla, tutto per non affondare e toccare il fondo della pazzia.
Un argomento che trova un nuovo terreno da dover esplorare, una ricerca che lo porterà a scrivere una storia che mi è piaciuta moltissimo. Per questo motivo sono qui seduto al computer per parlarvene. Una delle letture che più mi hanno appassionato ultimamente. La scrittura, il ritmo e la trama mi hanno bloccato e mi hanno portato ad affezionarmi alla protagonista, entrando nel suo mondo. Devo ammettere che le prime pagine del romanzo, trattando una tragedia come quella descritta, possono risultare leggermente tristi, ma le capacità narrative dell'autore sono notevoli visto il trasporto che è riuscito ad animare in me. Il lettore viene invogliato a riflettere, non aspettatevi quindi una lettura sbrigativa ma iniziate a sfogliare le pagine di questo romanzo con molta calma, più che altro per assaporare il lessico utilizzato, appropriato specialmente nella descrizione del processo di perdita. 
La provincia di Milano, luogo che mi è tanto caro, funge da palcoscenico all'eroina del romanzo che vi trascinerà in una realtà parallela e che vi porterà a verificare alcune delle informazioni contenute nelle sue pagine. Beh, io l'ho fatto e devo ammettere che è incredibile la quantità di informazioni che si riescono  a recuperare in rete.
Esperienze pre-morte, cosa succede quando si può creare una connessione con chi si trova tra un mondo e l'altro? 

domenica 11 ottobre 2015

"Scatter my ashes at Bergdorf's" una tappa obbligata a New York City

Avevo intenzione di iniziare questo post ponendovi una domanda: chi di voi ama New York? Subito dopo ho pensato che sarebbe stato abbastanza ridicolo visto che chiunque l'abbia visitata, anche solo una volta, abbia perso la testa per questa incredibile città. Amore a prima vista, ecco cosa si può dire pensando a questo "pianeta" della East Coast. Penso sia uno dei pochi posti al mondo che riesce a suscitare entusiasmo e sorpresa solo camminando per le sue strade. Più che una città è un vero universo parallelo dove il MONDO intero è presente, in piccole parti ma sono sicuro di poter dire che qualsiasi paese abbia, qui, la sua piccola rappresentanza. Jovanotti cantava l'ombelico del mondo, una canzone che faceva riferimento, se non mi sbaglio, a Cuba ma penso che sia più indicato per descrivere questa megalopoli.
Nel viaggio di ritorno dalle vacanze ho guardato molti film, molti dei quali non completamente, visto che ogni tanto gli occhi mi si chiudevano a causa della stanchezza. Un documentario presente nella lista, però, sono riuscito a vederlo tutto. L'ho seguito con molto interesse e per questo motivo ve ne voglio parlare. Protagonista di questo "cortometraggio" è, appunto, la città di New York con i suoi innumerevoli negozi, centri commerciali e qualsiasi altra cosa vogliate, ma c'è un posto che per i newyorkesi è parte integrante della storia della città, anzi, rappresenta la sua vera anima. Bergdorf Goodman, un luogo che serve a sognare e, perché no?, a vedere i propri sogni realizzati. Un'idea che porta il commento di una cliente che, mentre faceva shopping inquesto negozio, disse: spargete le mie ceneri da Bergdorf Goodman. Frivolo? penso ci stia come definizione, ma sono sicuro che questo documentario di Matthew Miele riuscirà a catturare la vostra attenzione e, forse, farà cambiare idea anche ai più radicati pensatori contrari all'industria del lusso. 
Industria che porta la sua storia nel presente, adattandosi ai tempi che cambiano ad una velocità incredibile ma pur sempre rivolgendo uno sguardo alla propria storia. Settore che crea milioni di posti di lavoro e permette di sviluppare professioni che guardano al futuro e alle innovazioni, puntando tutto sulla creatività, premiando i più meritevoli. 
Troverete interviste ai maggiori stilisti e alle persone che, ogni giorno, danno vita ad un continuo spettacolo organizzando vetrine degne da copertina, personaggi storici che hanno varcato la soglia di questo magazzino del lusso e che ne hanno decretato l'importanza. Vedrete al lavoro i professionisti della moda e coloro che sono diventati sinonimi di stile.
Bergdorf & Goodman, i fondatori e proprietari, come hanno iniziato e come hanno saputo mantenere alto il nome della loro visionaria creazione.


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