venerdì 27 marzo 2015

Fantastiche novità!

Sugli scaffali delle librerie in questi giorni, tra le novità, vi sono dei libri che devo assolutamente segnalare. Due di questi ho avuto la possibilità di leggerli in inglese quando sono usciti negli USA, bellissimi, mentre l'ultimo della lista qui sotto non l'ho ancora letto ma ho intenzione di farlo prestissimo! Ho sentito solo opinioni positive a riguardo. "L'invenzione delle ali" ve lo avevo già recensito qui nel blog, ora è uscito anche in italiano, quindi, ho voluto ricordarvelo e mostrarvi la copertina italiana. Non perderò altro tempo e vi lascerò leggere le sinossi come riportate sul sito delle case editrici. Buone letture!

Titolo: "La coscienza di Andrew"
Autore: E.L. Doctorow
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 166
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €16,15 mentre in versione ebook a €9,99

Da un luogo sconosciuto e rivolgendosi a un interlocutore sconosciuto, Andrew parla, Andrew pensa, Andrew racconta la storia della sua vita. Dei suoi amori, delle tragedie che l'hanno portato nel posto dove si trova adesso, un punto decisivo della vita. E mentre Andrew si confessa, sollevando a uno a uno i veli della sua strana storia - dell'adorata Briony, dell'ex moglie Martha e di una bambina da crescere -, anche il lettore comincia a dubitare delle proprie certezze. Sappiamo davvero cosa significa dire la verità? Quanto è ingannevole la nostra memoria? Cosa sappiamo del funzionamento del cervello e della nostra mente? A chiedercelo troppo a lungo potremmo iniziare a essere incerti su tutto quello che riguarda gli altri e noi stessi. Scritto con una precisione lirica e una profondità psicologica che fanno di E.L. Doctorow uno degli scrittori più importanti d'America, questo romanzo rivoluzionario e pieno di sorprese diventa la voce stessa del nostro tempo - irriverente, inquisitoria, scettica e maliziosa. La coscienza di Andrew dà una curvatura sorprendente e singolare alla produzione di un autore da sempre caratterizzata dalla capacità straordinaria di creare una sua personale rappresentazione del mondo, dell'America, delle nostre vite.


Titolo: "L'invenzione delle ali"
Autore: Sue Monk Kidd
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 393
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €17,00 mentre in ebook a €8,99

Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle da giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale. In questo splendido romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd, autrice di culto negli Stati Uniti, evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano, donne anticonformiste e coraggiose che in tempi difficili e contro tutto e tutti hanno intrapreso un arduo e doloroso percorso personale che le ha allontanate dal loro entourage e dalla loro famiglia per potere restare fedeli ai loro ideali di uguaglianza e libertà.


Titolo: "Tutta la luce che non vediamo"
Autore: Anthony Doerr
Editore: Rizzoli
Collana: Narrativa straniera
Pagine: 516
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €16,15 mentre in ebook a €9,99

E' il 1943, a Parigi, quando a Marie-Laure, una bambina di sei anni con i capelli rossi e il viso pieno di lentiggini, viene diagnosticata una malattia degenerativa: sarà cieca per il resto della vita. Ne ha dodici quando i nazisti occupano la città, costringendo lei e il padre a trovare rifugio tra le mura di Saint-Malo, nella casa vicino al mare del prozio. Attraverso le imposte azzurre sempre chiuse, perché così impone la guerra, le arriva fragorosa l'eco delle onde che sbattono contro i bastioni. Qui Marie-Laure dovrà imparare a sopravvivere a un nuovo tipo di buio. In quello stesso anno, in un orfanotrofio della Germania nazista vive Werner, un ragazzino con i capelli candidi come la neve e una curiosità esuberante per il mondo. Quando per caso mette le mani su una vecchia radio, scopre di avere un talento naturale per costruire e riparare questi strumenti di fondamentale importanza per le tattiche di guerra, un dono che si trasformerà nel suo lasciapassare per accedere all'accademia della Gioventù hitleriana, e poi partire in missione per localizzare i partigiani. Sempre più conscio del costo in vite umane del suo operato, Werner si addentra nel cuore del conflitto. Due mesi dopo il D-Day che ha liberato la Francia, ma non ancora la cittadina fortificata di Saint-Malo, i destini opposti di Werner e Marie-Laure convergono e si sfiorano in una limpida bolla di luce. Lirico, potente, malinconico, squarciato da improvvise speranze, il romanzo di Doerr è un ponte gettato oltre lo smarrimento che accomuna tutti, una delicata partitura che ci sussurra come, contro ogni avversità, viviamo alla ricerca di un gesto luminoso che ci avvicini agli altri. 

sabato 21 marzo 2015

Un Literary Game con Spiriti & Libri

Siete degli aspiranti scrittori e vorreste poter vedere i vostri lavori in libreria? Beh, qui di seguito forse potrete trovare qualcosa che vi possa aiutare a realizzare il vostro sogno. Qualche giorno fa ho ricevuto una email con la richiesta di diffondere e pubblicizzare questo progetto. Il lavoro, la lettura e i miei mille altri interessi, più qualche ora di sonno, mi hanno portato a far attendere questa richiesta. Ma non preoccupatevi perché di tempo ne avrete ancora a vostra disposizione per capire di che si tratta ed eventualmente partecipare. La data utile entro la quale poter presentare la vostra candidatura è il 12/04/2015. 
L'associazione culturale SpiritiLibri con sede in Puglia, ha voluto iniziare quest'anno proponendo un'iniziativa che permetterà a tutti di potervi partecipare, non costa nulla e tentar non nuoce, come si dice, no?
Il progetto partito mesi fa, come scritto nel comunicato stampa inviatomi, finanziato dal bando Pirncipi Attivi della Regione Puglia, entra nel vivo della sfida accettando, appunto, candidature di scrittori pronti a gareggiare con lo scopo di superare le quattro fasi che porteranno poi alla vittoria e alla pubblicazione. 
Si inizierà chiedendo agli sfidanti di mettere in gioco la sinossi del proprio lavoro poi l'incipit e, passate queste fasi, un'idea di copertina più la capacità di far vivere l'opera attraverso un booktrailer. Tutto questo circondandosi dell'aiuto di validi collaboratori. Nella giuria vi saranno personaggi  importanti dell'editoria italiana che vi terranno sotto controllo, un'ottima occasione per farsi notare e far vedere il proprio valore.
A luglio la finalissima dove verrà eletto il vincitore che, come premio, vedrà la sua opera pubblicata dalla casa editrice CaratteriMobili. Tutte le informazioni su spiritilibri.com 

mercoledì 18 marzo 2015

"L'estate del bene e del male" di Miranda Beverly-Whittemore

Titolo: "L'estate del bene e del male"
Autore: Miranda Beverly-Whittemore
Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
Pagine: 416
Prezzo: Amazon, Mondadori Store in versione cartacea a €15,73 mentre su LaFeltrinelli a €15,72 / in versione ebook a €11,99 su tutti e tre gli store.

Preparatevi a passare delle bellissime ore a Winloch, proprietà della ricca famiglia Winslow. Passeggerete per le vie di una città popolata esclusivamente dai componenti della famiglia fondatrice, in compagnia della nostra narratrice e protagonista Mabel, dove tutto vi ricorderà atmosfere fitzgeraldiane. 
Una ragazza che, grazie ad una borsa di studio riesce a frequentare un prestigioso college, dove farà la conocenza di Ev Winslow, una coetanea con la quale dovrà dividere la stanza. Mabel è da subito vittima del fascino di quella ragazza, così diversa da lei, una famiglia grande e, a quanto sembrerebbe da quella foto sul muro della stanza, da invidiare.
Mabel non è bella, qualche chilo di troppo e una situazione familiare molto complicata. Forse un motivo in più per immaginarsi parte di quel mondo dorato al quale la sua coinquilina sembrava far parte. Ev, dal canto suo, ignara della fortuna che il destino le ha riservato, si comporta come se con lei, in quella stanza, non ci fosse nessuno.
Un giorno la signora Tilda Winslow, decide di invitare alla festa del 18esimo compleanno di Ev la sua compagna di stanza. Inizialmente Ev si mostra crudele nei confronti di Mabel, mostrandole il suo disappunto per quella scelta, chiedendole di non presentarsi.
Mabel ci andrà, rimarrà incantata da quel mondo così distante da lei, ma nel quale vede una speranza, una possibilità di allontanamento da tutto ciò che riguarda il suo passato e la sua vita, in continuo conflitto con la madre.
Proprio quella sera la signora Winslow comunica ad Ev del suicidio di Jackson, suo cugino. Il fatto provoca una reazione composta ma che la stravolge profondamente. Un comportamento strano quello di Ev, che a fine della festa rifiuta le parole di Mabel, chiedendole di lasciarla in pace. Nei giorni seguenti, cambierà idea e accetterà l'amicizia di quella goffa  compagna di stanza, pronta a consolarla per il lutto.
I winslow hanno una tradizione che riguarda il compimento del diciottesimo anno dei suoi componenti. Ognuno di loro avrà il compito di sistemare il cottage a loro destinato  che passerà di diritto solo dopo l'ispezione del capo della famiglia.
Mabel aiuterà Ev nell'inpresa con la possibilità di passarvi l'estate che stava per iniziare. Cene, cibo a volontà, gite in barca e molto altro abbaglierà il giudizio di Mabel nei confronti di quella famiglia.
Le due ragazze rafforzeranno la loro amicizia a Winloch, il lago e le giornate passate a nuotare contribuiranno a farle sentire l'una parte dell'altra, come sorelle. A mettere tutto in dubbio sarà Indo, l'eccentrica zia di Ev che abita in uno dei cottage più mal ridotti della proprietà, la quale chiederà l'aiuto di quella nuova arrivata per scoprire le carte di un gioco sporco di cui il padre di Ev, sempre a dir suo, ne sarebbe l'inventore..
Quest'ultimo scaltro e furbo, rivelerà a Mabel i segreti di Ev, chiedendole di riferirgli possibili comportamenti pericolosi che potrebbero nuocere alla figlia. Manipolandola, con la promessa di fornirle tutto ciò di cui ha bisogno, le rivelerà dei segreti che riguardano proprio il passato di Ev. Mabel dovrà fare i conti con la propria coscienza, dovrà decidere se far parte di quel sistema poco chiaro, privo di morale e basato solo sull'apparenza, o preparare la valigia e tornare da dove era venuta.
Una trama incredibile, rapisce fin dalle prime pagine, personaggi impossibili da dimenticare facilmente. Miranda Beverly-Whittemore è stata capace di raccontare la vita nella scelta tra il bene e il male. La morale verso uno stile di vita dorato, più facile. In questo romanzo, la scrittrice americana, ha voluto parlare di quel mondo dei balocchi che ci viene tanto sventolato sotto il naso dai media, un luogo dove le preoccupazioni e i dolori vengono risolti grazie al denaro e alla visibilità in questo caso sociale, a scapito di qualsiasi rimorso di una possibile e dimenticata coscienza.

martedì 17 marzo 2015

"TU" di Caroline Kepnes

Titolo: "TU"
Autore: Caroline Kepnes
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri 2015
Pagine: 384
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli e Amazon in versione cartacea a €14,45 mentre in versione ebook a €8,99

Guinevere Beck entra nella libreria dove lavora Joe Goldberg. Si incontrano alla cassa, Beck porge i libri che vuole comprare mentre Joe, perso per quella ragazza, le prepara il conto.
Caroline Kepnes ci permette di entrare fin dalle prime pagine nella mente di Joe, personaggio principale e narratore della storia. Il lettore vede attraverso i suoi occhi e ascolta i suoi pensieri disturbati, a tratti, ma lucidi e coerenti con ciò che osserva.
Joe è un ragazzo intelligente, osservatore, esperto di libri e snob dei bestseller. Proprio grazie alla sua acutezza e al suo fiuto, riesce ad analizzare e psicanalizzare i clienti solo dal contenuto del loro cestino. Dimmi quale libro compri e ti dirò chi sei.
Esattamente lo stesso ha fatto con Beck fin dal suo ingresso nel negozio, prevenuto inizialmente e piacevolmente sorpreso all'atto finale, prima di vederla sparire dalla sua vita. Ma Joe sa benissimo che quella non sarebbe stata l'ultima volta che avrebbe visto quella ragazza.
Beck paga con la sua carta di credito sulla quale c'è il suo nome. Questa potrebbe essere un'informazione di poca rilevanza, se vivessimo nel passato, ma oggigiorno grazie a internet e la nostra smania di essere al centro creando un personaggio attorno al nostro ego, un nome ed un comgnome, potrebbero renderci rintracciabili e quindi, vulnerabili.
Cosa succede quando un semplice nome porta quel commesso della libreria sotto casa nostra o, per dirla giusta, seduto dall'altra parte della strada, con i suoi occhi che mentre ci spiano viaggiano nell'immaginazione di vivere una vita al nostro fianco, pronto a qualsiasi mossa perché avvenga. 
Pieno di tensione e scritto in modo eccellente, questo thriller psicologico ci porta a scoprire la perdita di libertà e privacy che internet sembrava aver creato in partenza. Un nome per poter risalire al nostro passato, presente e futuro, la chiave per accedere alla nostra vita da parte di uno sconosciuto. Leggere vi farà riflettere sulle piccole quotidiane tracce che lasciamo dietro di noi ogni volta che mostriamo un documento o che riveliamo qualche piccolissimo dettaglio della nostra vita. 
Ho trovato interesante vedere come l'autrice ha saputo sviluppare per un terzo del romanzo i pensieri della mente del protagonista, permettendo così al lettore di conoscerlo nell'intimo, un personaggio inquietante e calcolatore ma che porterà a concentrarvi su di lui, quasi con affetto, fino a farlo diventare una specie di eroe ai vostri occhi. Ecco, questa è la parte che fa più paura...
Attualmente la Kepnes sta lavorando al seguito di "Tu" che in inglese si chiamerà "Love" titolo già svelato ai media. Beh, inutile dirvi che aspetterò questo libro con molta ansia, inoltre, visto che dalla stampa americana è stato paragonato vagamente a "Gone Girl" in italiano "L'amore bugiardo" ( se non avete ancora letto il libro o visto il film rimediate subito! ), forse sarà possibile un'opzione cinematografica!

lunedì 16 marzo 2015

Promozione ebook Oscar Mondadori!

Ciao a tutti!
Vi voglio segnalare una promozione Mondadori che avrà inizio tra pochissimi giorni. Pasqua si avvicina quindi, quale momento migliore per far scorta di libri con i quali riempire il vostro ebook reader? Bene, ascoltate quel che ho da dirvi, dal 19 marzo al 6 aprile avrete la possibilità di scegliere tra ben 50 titoli degli Oscar Mondadori che, già a prezzi più che convenienti, vi regaleranno un ebook ogni due comprati!
Questa fantastica promozione sarà valida per tutti gli ebook Oscar acquistati da Kobo, IBS e, ovviamente, Mondadori Store. Qui di seguito i cinquanta titoli dai quali potrete scegliere quelli che preferite. Inoltre ricordate che potrete far sapere le vostre scelte utilizzando l'hashtag #OscarFreeBook, raccontando quale ebook avrete avuto in regalo! 
Questo è proprio il caso di dire... buona lettura! In grassetto e sottolineati i titoli che preferisco di più!

1. Douglas Adams, Guida galattica per autostoppisti
2. Alberto Angela: Una giornata nell'antica Roma
3. Saul Bellow: Herzog
4. Luca Bianchini: Io che amo solo te
5. Daria Bignardi: L'acustica perfetta
6. Ray Bladbury: Fahrenheit 451
7. Dan Brown: Angeli e Demoni
8. Dino Buzzati: Il deserto dei Tartari
9. Italo Calvino: Il visconte dimezzato
10. Andrea Camilleri: Gli arancini di Montalbano
11. Agatha Christie: Assassinio sull'Orient-Express
12. Cassandra Clare: Shadowhunters
13. Mauro Corona: I fantasmi di pietra
14. Patricia Cornwell: Il nido di calabroni
15. Robert Crais: La sentinella
16. Maria Duenas: La notte ha cambiato rumore
17. Dave Eggers: Formidabile genio
18. Jeffrey Eugedines: Middlesex
19. Mario Calabresi: Spingendo la notte più in là
20. Fruttero e Lucentini: La donna della domenica
21. Paolo Giordano: La solitudine dei numeri primi
22. John Grisham: Il socio
23. David Grossman: Qualcuno con cui correre
24. Ernest Hemingway: Addio alle armi
25. Hermann Hesse: Il lupo della steppa
26. Hikmet: Poesie d'amore
27. Jack Kerouac: Sulla strada
28. Sophie Kinsella: I love shopping
29. David Leavitt: Ballo di famiglia
30. Lesley Lokko: Cioccolato amaro
31. Valerio Massimo Manfredi: L'ultima legione
32. Thomas Mann: Morte a Venezia/ Tristano/ Tonio Kroeger
33. Gabriel Garcia Marquez: L'amore ai tempi del colera
34. Margaret Mazzantini: Non ti muovere
35. Morelli: Dimagrire senza dieta
36. Margherita Oggero: Un colpo all'altezza del cuore
37. George Orwell: 1984
38. Osho: Con te e senza di te
39. Chuck Palahniuk: Soffocare
40. Federico Rampini: Banchieri
41. Roberto Re: Leader di te stesso
42. Rick Riordan: Percy Jackson/ Il ladro di fulmini
43. Roberto Saviano: Gomorra
44. Ignazio Silone: Fontamara
45. Zadie Smith: Denti Bianchi
46. Kathryn Stockett: L'aiuto ( The Help ) 
47. Licia Troisi: Le cronache del mondo emerso/ 1 Nihal della terra del vento
48. Scott Turow: Presunto innocente
49. Fabio Volo: Il giorno in più
50. Carlos Ruiz Zafon: L'ombra del vento

Diciamo che potrebbero bastare per un bel po' di tempo... che ne dite? Ricordate di segnalarci quali sarebbero o quali saranno le vostre scelte... #OscarFreeBook 

sabato 14 marzo 2015

Sapevate che Città di carta di John Green...

immagine presa da 20th century fox
John Green è un autore americano di grande successo. Veramente devo spiegarvi chi sia John Green? Tempo sprecato, vero? E' talmente famoso che non penso abbia bisogno di presentazioni, quindi taglio subito corto e arrivo al punto: il 24 luglio, nelle sale americane, uscirà la versione cinematografica del romanzo "Città di carta". 
Nel tempo, fin dal suo primo grande successo, "Cercando Alaska", è stato capace di creare una forte connessione con i suoi lettori, diventati suoi devoti fan. Io sono uno di loro, anche se non ho ancora visto il film tratto dal suo ultimo romanzo "Colpa delle stelle", ma sono sicuro che riuscirò presto a rimediare...

Città di carta è il secondo romanzo che ho letto di John Green e, dopo averlo terminato, penso sia stato il momento preciso in cui mi sono ripromesso di leggere tutti i suoi lavori futuri. 

Prima delle uscite nelle sale italiane cercherò di fare una piccola recensione del romanzo in modo da non farvi arrivare impreparati. 
Come molti di voi sanno, questo scrittore americano è anche molto conosciuto per i video del suo canale YouTube. Tra i quali, sono riuscito a trovarne alcuni proprio con questo argomento. Non sono molto lunghi e vi consiglio di dare un'occhiata, giusto per dimostrarvi che non vi sto raccontando balle... Quindi, se avete un momentino libero qui e qui e qui vi lascio i link. Buona visione e buona lettura! 

mercoledì 11 marzo 2015

"Una stanza piena di gente" presto un film con Leonardo Di Caprio

Titolo: "Una stanza piena di gente"
Autore: Daniel Keyes
Editore: Nord
Pagine: 541
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli e Amazon a €16,15 in versione cartacea.

Ecco un libro nella mia lista dei desideri da troppo tempo. Ancora non ho avuto il piacere di leggerlo e spero di farlo presto. Sì, penso che dovrò trovare il tempo di farlo, perché presto diventerà un film che vedrà come suo protagonista Leonardo Di Caprio nei panni di Billy Milligan, il personaggio dalle molteplici personalità. 
Ma di cosa parla il libro? La trama è senza dubbio la cosa che attirerebbe chiunque. Ve la propongo qui di seguito come scritta nel comunicato della casa editrice NORD. Vi sfido a dire che non lo comprereste subito!

Il 27 ottobre 1977, la polizia di Columbus, Ohio, arresta il ventiduenne Billy Milligan con l'accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti. Ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge una verità sconcertante: Billy soffre di un gravisimo disturbo dissociativo dell'identità.
Nella sua mente "vivono" ben 10 personalità distinte, che interagiscono tra loro, prendono di volta in volta il sopravvento e spingono Billy a comportarsi in maniera imprevedibile. Nel corso del processo si manifestano il gelido Arthur, 22 anni, che legge e scrive l'arabo; il timoroso Danny, 14 anni, che dipinge solo nature morte; il violento Ragen, 23 anni, iugoslavo, che parla serbo-croato ed è un esperto di karate; la bellissima Christene, 3 anni, che sa scrivere e disegnare, ma soffre di dislessia; e poi Allen, Tommy, David, Adalana e Christopher.
Così, per la prima volta nella storia giudiziaria americana, il tribunale emette una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale. Tuttavia Billy rimane un rebus irrisolto fino a quando, durante il ricovero in un istituto specializzato, a poco a poco non affiorano altre 14 identità autonome, tra cui spicca "il Maestro", la sintesi della vita e dei ricordi di tutti i 23 alter ego. E proprio grazie alla sua collaborazione è stato possibile scrivere questo libro, che con la passione e lo slancio di un resoconto in presa diretta ricostruisce l'incredibile vicenda di Billy Milligan e ci permette di entrare in quella "stanza piena di gente" che è la sua psiche. Una visita che ci lascia sconvolti e turbati, ma che ci induce a riflettere sull'abisso nascosto in ogni uomo. Perché, come scrive lo stesso Billy all'autore: "Solo chiudendo la porta sul mondo reale, noi potremo vivere in pace nel nostro".

martedì 10 marzo 2015

"Il giorno più felice della mia vita" di Sebastiano Mauri

Autore: Sebastiano Mauri
Editore: Rizzoli
Collana: Narrativa italiana
Pagine: 192
Prezzo: Amazon, Mondadori Store, LaFeltrinelli in versione con copertina rigida a €10,20 mentre in versione ebook a €6,99


Il libro di Sebastiano Mauri è semplicemente fantastico. A renderlo tale non è solo lo stile di scrittura, conciso, divertente, ironico e ordinato al quale, peraltro, ci siamo già abituati leggendo "Goditi il problema", ma soprattutto il contenuto che riesce ad inglobare così bene ogni aspetto dell'argomento trattato.
"L'amore è uno solo, come la libertà. Il matrimonio è un diritto di tutti". Questa citazione che ho preso dal libro è posta in grassetto sul retro e, a parer mio, il motivo per il quale tutti lo dovrebbero leggere. Libertà e diritti vanno senza dubbio di pari passo, dove il secondo è la certezza del primo o per dirla meglio: servono diritti per garantire la ( vera ) libertà dell'individuo. Entrambi hanno come fruitore la totalità dei cittadini, tutti, per l'appunto, anche perchè, se così non fosse, si creerebbero delle disparità non certo adatte ad una "democrazia". Ma dopo un'analisi più approfondita, pagina dopo pagina, capirete quanto la percentuale di quel "tutti" sia nettamente inferiore al 100%.
Sebastiano Mauri ha diviso il suo libro in tanti piccoli capitoli. Una specie di riassunto degli eventi che nel corso degli anni hanno portato ad una chiusura e quindi a continui rimandi verso l'argomento "matrimonio" tra persone dello stesso sesso. La chiesa, un grande potere che ha controllato il pensiero di tanti negli anni e che, ancora oggi, lo continua ad esercitare. L'autore vive tra l'Italia e l'Argentina, paese che ha visto la "gavetta" dell'attuale pontefice, allora cardinal Bergoglio del quale racconta come le sue idee a riguardo siano diventate "rivoluzionarie" da quando ha cambiato continente.
L'autore cerca di farci ragionare, come quando chiede al suo interlocutore ( il lettore ) di provare ad immaginare cosa vorrebbe dire "...crescere rinnegando una parte fondamentale di sé...", utilizzando parole forti, ma ancora troppo lievi per rendere bene l'idea. Mi sono commosso nel leggere alcuni passaggi perché mi hanno ricordato momenti del mio passato, momenti che tante persone stanno, purtroppo, vivendo in questo momento. 
Sebastiano Mauri dice che lui vive adesso, non domani, vuole essere libero nell'unica vita che gli è stata data. Un concetto talmente importante che mi ha fatto molto pensare e ragionare su quanto sia importante agire in fretta verso una legge che ci possa portare a quell'uguaglianza che distingue una società civile. 
Una cosa è certa, questo libro è utile a tutti, gay e non, la motivazione è che riesce a spiegare, con parole semplici, concetti che molti ci hanno detto essere troppo complessi per essere rilegati a poche righe, quindi rimandati. Vi e ci spiegherà come sia facile lasciarci alle spalle vecchi e stupidi stereotipi, vi e ci insegnerà ad aprire la mente, comprendendo quali siano i gesti importanti per vivere un mondo migliore, partendo dall'amore e dalla possibilità che questo venga riconosciuto.
Un libro che serve a risvegliare le coscienze di tutti, apre la mente, pone esempi che la storia ci ha insegnato ma che troppo presto abbiamo dimenticato, o dei quali non ne eravamo semplicemente a conoscenza.
Leggetelo!

lunedì 9 marzo 2015

Sediamoci e parliamo di Giappone con Patrick Colgan del blog Orizzonti

Foto di Patrick Colgan
Ciao Patrick, è un piacere averti qui a Crazy About Fiction! Ho letto il tuo libro e vi ho trovato aria di Giappone in ogni pagina. Il tuo blog mi ha rapito con le sue bellissime immagini e la moltitudine di informazioni contenute.
Veniamo ora alle domande che ho preparato per te man mano che leggevo il tuo libro, in questo modo potremo conoscerti un pochino di più...

Vi ricordo che tutte le foto che vedrete in questa intervista sono foto che l'autore del libro mi ha gentilmente mandato. Grazie Patrick per il contributo che hai dato, bellissime foto, complimenti. 

D. Come ci si appassiona ad un paese in particolare?
R. Non lo so. E' qualcosa che senti, che è come un'infatuazione, che può diventare un innamoramento. Può essere scatenata da qualcosa in particolare, come un paesaggio, un momento, un incontro. O da qualcosa di più insondabile, che non sai spiegare. Mi è avvenuto diverse volte, come in Turchia, Islanda, Norvegia, mentre altri Paesi, pur bellissimi, non hanno toccato le corde giuste. Ma ogni amore va coltivato. Con il Giappone l'ho fatto.

D. Quando hai deciso: ora parto, vado in Giappone?
R. Non avevo un interesse particolare per questo Paese. Molta gente si dice appassionata di Giappone, a volte in modo esagerato, anche senza esserci mai stata, perché è un Paese che ha una produzione e un'influenza culturale forte, da fumetti a cartoni animati fino al cibo. Per me è stata una scelta quasi casuale. Avevo già visto alcuni pezzi di Asia, come l'est della Turchia e l'India. E volevo vederne un altro completamente diverso.

Foto di Patrick Colgan
D. Nel tuo libro, se non sbaglio verso l'inizio, un nostro connazionale che vive e insegna italiano in Giappone ti pone un'importante domanda: cosa ti piace del Giappone? I giapponesi è la risposta che ti da, ignorando la tua risposta. Ma come sono questi giapponesi? Perché esercitano tanta curiosità in noi?
R. Trovo difficoltà a rispondere, anche perché non vorrei dire sciocchezze. Come scrive Paul Theroux chi scrive di viaggi è costretto a generalizzare da dati scarsi.
Penso che in tutti i viaggi l'aspetto più prezioso sia l'incontro con l'altro. E spesso ad affascinarci è proprio quanto è più diverso da noi. E la mentalità e la cultura giapponesi sono molto diverse, ermetiche, incomprensibili a volte. Gli opposti si attraggono, forse, e per questo ho trovato molta curiosità nei confronti dell'Italia e degli italiani.
E poi affascina la forma in cui vengono fatte le cose, e in questo Paese la forma è fondamentale, dal modo di mangiare al modo in cui si fa shopping; dà alle volte la sensazione di assistere a una rappresentazione teatrale. E' un aspetto che rapisce i turisti, mentre gli stranieri che vivono in Giappone lo trovano frustrante. E poi in questa società così rigida e piena di regole, si aprono spazi di diversità, assurdità, "follia" inaspettati. Lo trovo incredibile.
Spesso in Italia si riscontrano infine stereotipi che vogliono i giapponesi chiusi, riservati. Non è così, naturalmente, ho conosciuto persone di grande calore, umanità, sensibilità, generosità, che amano stare assieme, ridere, divertirsi.

Foto di Patrick Colgan
D. Ho notato anche dal tuo blog che Kyoto è il  luogo al quale sembri essere più legato, mi sbaglio? Se dovesse essere così, qual è il posto del Giappone che più ti piace?
R. Sì è sicuramente Kyoto. E' una città molto grande - e ha anche delle periferie piuttosto brutte - ma che ha luoghi di grande bellezza. E non sono solo quelli da cartolina, di cui è addirittura straripante. Ha degli angoli dove sembra di fare un viaggio nel tempo. Ha una cultura tradizionale molto forte. E a volte camminando si scoprono momenti di perfezione in templi o giardini completamente dimenticati dalle guide e dai turisti (ne ha 1.500, è facile che succeda). E poi è una città piacevole, umana: il centro si gira in bici, ci si cammina volentieri. E ha una sua innegabile armonia che lo sviluppo urbano ha solo intaccato: è abbracciata da fiumi, circondata da montagne, boschi, foreste di alberi e di bambù che cominciano appena dopo la fine dei palazzi. Kyoto ha una bellezza del tutto particolare.

D. Hai mai pensato di trasferirti?
R. Seriamente no, anche perché non è affatto facile. Ogni tanto ho immaginato come sarebbe viverci sei mesi, o magari lavorarci, aprire un'enoteca a Kyoto per esempio ( il vino è un'altra mia passione ). Non so se sarebbe la stessa cosa. E' un paese che è amato dai viaggiatori, estremamente accogliente, ma che chiede molto a chi ci vive e del quale uno straniero non farà mai davverp parte. Lo scrittore Pico Iyer, che vive da 25 anni a Nara, vicino a Kyoto, srive per esempio, con un pò di sofferenza, che non ha mai smesso di sentirsi straniero.

Cliccate qui per l'intervista in questione che Patrick ha gentilmente incluso nella sua risposta. Grazie! Molto interessante...

Foto di Patrick Colgan
D. La loro è una società sempre in movimento. Interessante scoprire che il 78% della popolazione ora vive nelle città metropolitane. Ma c'è una frase che mi ha colpito moltissimo all'interno del tuo viaggio quando parli di ramen che recita "...il mangiatore di ramen si distingue anche dalla velocità. E' un orgasmo rapido ma furibondo...". Può essere il ritratto della società nipponica?
R. Si tratta di una percentuale vecchia, ma credo che sia ancora attuale. C'è Miho Okai una ceramista e scrittrice giapponese che vive a Faenza, dove lavoro, che mi ha mostrato un libro per bambini che ha realizzato per il Giappone e parla dei piccoli paesi italiani, di come i piccoli paesi e le loro comunità siano belli, mostrando alcune semplici situazioni di vita quotidiana. In Giappone, come poi in Italia in realtà, i paesi si stanno spopolando.
Venendo al ramen, non credo però che la velocità con cui viene mangiato da certi "professionisti" possa essere un ritratto della società nipponica. Anzi, quello è proprio un momento in cui ci si lascia andare, in cui ci si scompone un po', mentre la società giapponese, presa nel suo complesso, ha semmai eccessivi problemi di rigidità e conformismo. Penso alla politica e al mondo dei media, al mondo del lavoro, almeno per come mi viene raccontato. Però non credo di esser titolato per parlarne, andrebbe chiesto a uno studioso.

Foto di Patrick Colgan
D. Nel tuo racconto si scoprono retroscena e traumi che ancora non hanno rimarginato alcune profonde ferite come Hiroshima e lo Tsunami del 2011. Nel leggere queste tue esperienze, oltre a reputarle di un interesse pazzesco, ho notato uno stile giornalistico ( mi riferisco al fatto che hai parlato con persone del luogo e hai raccontato delle "gru di carta" di Sadako Sasaki ) che forse ti appartiene. Quanto il tuo lavoro ti ha aiutato nel descrivere queste situazioni in modo conciso ma profondo?
R. Sicuramente il lavoro ha influito, così come il fatto di avere un blog. L'idea di scriverne al ritorno mi dà lo spunto per organizzare il viaggio in un certo modo, approfondito, come se dovessi realizzare un reportage. E mi piace moltissimo farlo. Mi documento, cerco contatti, cerco cose interessanti da fare o da vedere, per poi poterle raccontare, cos' come quando ho organizzato alcuni incontri nella zona colpita dallo Tsunami - che ho poi raccontato in un articolo sul mio giornale - o quando grazie a una guida locale, Shinji Nohara, ho avuto modo di parlare con alcuni personaggi interessanti del mondo gastronomico a Tokyo, che sono raccontati nel blog ( per esempio qui ). E' un modo di viaggiare che poi ha aiutato quando mi è stato proposto di scrivere un ebook. Avevo già molto materiale.
Però non posso fare un lavoro giornalistico vero, chiedere accrediti o interviste: per farlo in molti casi Paesi - Giappone compreso - avrei bisogno del visto.

Foto di Patrick Colgan
D. In un passaggio leggo che in Giappone tutti studiano inglese ma nessuno lo parla per la paura di fallire, imbarazzo, fallimento, disciplina e pazienza sono ricorrenti nel tuo libro. Quanta importanza viene data nella società al successo e al contributo dell'individuo? E tutto questo, quanto pesa sullo stato di serenità del giapponese?
R. E' un tema molto complesso, servirebbe un libro per rispondere e non credo di avere gli strumenti per farlo. Nella società il contributo del singolo alla collettività è fondamentale, discende anche dal confucianesimo e anche per questo manifestazioni politiche e scioperi sono fenomeni molto limitati. Mi limito a osservare come il comportamento delle persone in privato e in società sia estremamente diverso.

D. Quali sono le contraddizioni più evidenti del paese del Sol Levante?
R. Qui forse pecco di banalità, ma sicuramente spicca la compresenza di modernità e di una forte cultura tradizionale. C'è chi sostiene che sia solo forma, ma sono convinto che non sia così. E' quello che succede in un Paese isolato per millenni e che poi ha avuto almeno due periodi di forte modrnizzazione imposta.
Mi è capitato di incontrare templi in mezzo ai monti e alle foreste che avevano il wi-fi e una pagina facebook. Mi è capitato di esplorare un monte sacro su una bici elettrica. E poi ci sono gli spazi che io chiamo di "follia" che si aprono in questa società così dura, rigida. E' come se in una società più c'è rigidità, più si approfitta in modo estremo degli spazi di libertà concessi. Da qualche parte avevo letto che non c'è nessuno pazzo come un giapponese pazzo. E' una definizione che mi fa ridere, ma credo sia vero.
E' anche un Paese con forti chiaroscuri. Spesso chi ama il Giappone fa finta di non vederli, ma ce ne sono molti, per esempio una cultura fortemente maschilista e una gerarchizzazione della società, solo per citarne due.

D. Quante volte vai in Giappone in un anno? Stai studiando ancora la lingua?
R. Almeno una volta all'anno, in tutto sette finora. Ma ci sono stati anni in cui ci sono stato due volte, approfittando di voli molto economici e yen basso. La lingua la sto ancora studiando, anche se con meno intensità rispetto ad anni fa. Ma cerco di mantenerla, ascoltando podcast, andando a lezione da un'insegnante una volta al mese e ogni tanto rispolverando gli ideogrammi che con molta fatica sono riuscito a imparare e che non voglio perdere.

Foto di Patrick Colgan
D. Cosa distingue un turista da un viaggiatore?
R.Non so se è una distinzione che ha senso e mi è capitato di assistere a polemiche assurde su questo tema. Capita a tutti di essere sia una che l'altra cosa e comunque io non mi posso certo paragonare a certi viaggiatori che hanno per esempio mollato tutto per attraversare l'Asia via terra nell'arco di un anno. Se ci sono veri viaggiatori sono loro. Paul Theroux - lo cito sempre, ma del resto è uno dei miei scrittori preferiti - dà una definizione un po' drastica, tranchant: "I turisti non sanno dove sono stati, i viaggiatori non sanno dove stanno andando". Forse c'è del vero, ma fra i due poli ci sono anche una serie di sfumature.

D. Quali sono i tuoi consigli per affrontare un viaggio in modo che possa arricchirci?
R. Secondo me sta tutto in una parola, umiltà. Umiltà significa viaggiare cercando di capire, mettere in dubbio le proprie convinzioni, le proprie certezze. Questo non significa rinunciare ad alcuni punti fermi, che per me sono il rispetto per la libertà e la dignità umana che purtroppo in alcuni Paesi non sono garantiti. Però significa che apprezzo il viaggio soprattutto quando mi instilla dei dubbi.

D. Nella tua bio dici che sapere le lingue ti avvicina alle pesone e alle loro culture. Lasciami dire: grandissima verità! Come sei arrivato, però, a pensarla così?
R. Questa domanda si collega a quella precedente credo. Secondo me c'è un po' di arroganza nella pretesa che la nostra lingua o l'inglese debbano per forza essere compresi, che io debba poter usare le posate europee ovunque o trovare cibo che conosco, rassicurante, all'altro capo del mondo. Tanto valeva stare a casa e guardare delle foto, no?
Comunque imparare un po' di lingua, quando è possibile, è sempre molto apprezzato e tende a ben disporre le altre persone. E poi anche poche parole permettono una comunicazione. Conoscendo semplici espressioni come "bello/buono", "lento/veloce", "caldo/freddo", "destra/sinistra" si può già trasmettere un significato, capirsi. E bastano dieci minuti per impararle. Qualche volta non si fa nemmeno questo minimo sforzo.
Il vero problema è con alcune lingue particolarmente difficili, come quelle asiatiche. In Laos, come in Thailandia, ci sono numerosi toni in cui puoi pronunciare una sillaba e il significato cambia completamente. E per impararli servono tempo e orecchio. E' l'unica volta che mi sono un po' arreso. 

D. Avendo un blog che parla di libri non posso non farti questa domanda: cosa e quanto leggi?
R. Per me è una grandissima passione e cerco di leggere almeno un paio di libri al mese. Vado a periodi, fermo restando che amo alcuni autori come  Haruki Murakami e Roberto Bolano e che a volte recupero dei classici, nell'ultimo anno ho letto moltissimi libri di viaggio. Ho approfondito Paul Theroux, fra gli italiani ho scoperto , apprezzato e letto Davide Sapienza, che ha una scrittura molto profonda e originale. E poi ci sono i libri legati ai Paesi nei quali ho viaggiato. Se scorro l'elenco dei libri letti su Anobii ( se qualcuno mi vuole venire a trovare basta cliccare QUI ) vedo che ci sono periodi legati a Cuba o ai Balcani per esempio. I viaggi a volte iniziano proprio in un libro, o è lì che continuano al ritorno.

Foto di Patrick Colgan in un Capsule Hotel
D. Hai intenzione di scrivere altri libri di viaggio? Se sì, possiamo sapere cosa stai preparando?
R. Sicuramente sì. Vorrei organizzare un viaggio importante per scriverne. Ma non succederà prima di un anno, come minimo. Però sono al lavoro su due progetti in qualche modo legati ancora al Giappone.

D. Un'ultima domanda: da questo tuo racconto di viaggio la mia mente malata da amante della fiction, ha notato mille spunti per un possibile romanzo, ci hai mai pensato?
R. Sarei curioso di sapere quali sono questi spunti! Ho scritto tante prime pagine, ma poi non sono mai andato avanti. Sono lì, che mi aspettano. Però sinceramente non so se ho l'immaginazione che serve a un romanziere. Il viaggio è anche questo, un modo per far lavorare la mia immaginazione, per nutrirla, riempirmi di idee e, sì, magari diventerà lo spunto per una storia. Quando viaggio la mia mente sembra andare al doppio, al triplo della velocità.

C.A.F. Patrick è stato un vero piacere aver avuto la possibilità di fare due chiacchiere con te e conoscerti un po' di più, tienimi aggiornato su ciò che scriverai! Nel frattempo continuerò a visitare il tuo blog...

P.C. Prego, e grazie a te per aver letto il mio libro e aver pensato di rivolgermi queste domande!

venerdì 6 marzo 2015

Giulia Alberico racconta tutti i lati di "Un amore sbagliato"

Titolo: "Un amore sbagliato"
Autore: Giulia Alberico
Editore: Sonzogno
Collana: Romanzi
Pagine: 176
Prezzo: Mondadori Store, Amazon, LaFeltrinelli in versione cartacea a €12,75 mentre in versione ebook a €9,99

Lo scorso 12 febbraio è uscito in libreria il nuovo romanzo "Un amore sbagliato" di Giulia Alberico. Grazie alla casa editrice ho potuto leggerlo e

L'amore sbagliato, senza dubbio non c'è titolo più azzeccato ho pensato immediatamente, dopo aver letto la sinossi. Poi però, ho capito che la cosa era molto più complessa di quelle poche righe a presentazione del romanzo.

Lea, la protagonista del romanzo nonché l'unica narratrice, è sposata con Stefano. Entrambi colti, borghesi negli atteggiamenti, conosciuti sui "banchi di scuola", da adulti e non da adolescenti; Lea intenta a passare un esame per diventare maestra elementare e il LUI, parte della commissione che deve giudicarla.
Stefano è un uomo impegnato, scrive libri, parla a convegni, un intellettuale pieno di sé, tronfio per usare le parole dell'autrice, forse uno di quelli che odiano i blog come il mio, ritenendoci inadatti a parlare di libri. Questa la butto lì così, giusto per rendervi l'idea.
Come si può immaginare, detto questo, il loro rapporto negli anni tende a cambiare, non si parla di crisi dei sette anni ma di tanta noia e quotidianità sfociati in una completa indifferenza dei ruoli all'interno del loro matrimonio.
Un giorno, per caso, Lea conosce Marco, si innamora di lui e lui sembra ricambiare. Si sentono, si scrivono email, sms e appena possono stanno assieme, dove capita, a Parma da lui o a Roma mentre lui è di passaggio.
La relazione che Lea ha con Marco è una cosa speciale, unica nel suo genere, che riesce a donare luce e forza nella sua vita. La riempie di attenzioni, si preoccupa per lei e le fornisce quella speranza di cambiamento di cui tanto ha bisogno. Ne parla con il quadrilatero, composto da lei e dalle sue tre amiche. Con loro sa di poter parlare di tutto senza essere giudicata. Difficile trovare amiche del genere, direte voi, e così ho pensato io, ma queste donne portano con sé quel senso amaro di troppi incontri e relazioni andate male che a lungo andare creano il disincanto e rassegnazione, aiutandosi a non sentirsi loro quelle sbagliate.
Ecco, fino a questo punto ho letto il libro con interesse attendendo il colpo di scena, la svolta. Insomma, la protagonista ha problemi con il marito, la loro relazione va a rotoli, lei trova quel che le serve per avere un barlume di felicità e allora uno si chiede: tutto qui?
No! L'Alberico prepara il lettore ad un secondo tempo molto complesso, che perderebbe di intensità se non fosse per quelle emozioni iniziali così ben descritte che tanto caratterizzano il personaggio principale.
Marco le confida che la persona che ama e con la quale ha una relazione si chiama Carlo e non Carla come volontariamente aveva deciso di raccontarle all'inizio della loro conoscenza. La grande sorpresa è che Lea decide di voler continuare i loro incontri nonostante la rivelazone dell'altro.
E qui viene da pensare l'amore a tutti i costi, di cosa ci rendiamo capaci pur di essere amati, anche l'esclusiva sembra non essere più un requisito per una relazione ma un part time può andar bene ugualmente. Una cosa che mi ha rattristato, mi ha fatto temere per la salute mentale di Lea.
Ad aggravare la loro situazione, di amanti precari, è la decisione di far incontrare i rispettivi amanti e mariti in occasioni come cenette o lunghe telefonate piene di consigli culinari o d'arte. Imbarazzante a dir poco, se non allarmante. Questo fa intuire in qualche modo al lettore quanto gli anni di una relazione che si è ammalata abbiano influito sulla capacità di ragionare della protagonista. 
Interessante scoprire dinamiche che un po' appartengono a tutti noi, che forse non raccontiamo per la paura del giudizio negativo o di essere giudicati immaturi. Molte volte sappiamo quando stiamo intraprendendo una strada che ha solo una direzione e cioè una pessima idea, così come Lea, ma è interessante vedere fino a che punto siamo capaci di incastrarci in situazioni che possono solo peggiorare la nostra situazione. 
Non voglio creare SPOILER quindi non vi racconterò del fatto che Stefano, chiederà a Lea di definire la sua relazione con Marco...
Questo è stato il mio primo incontro con l'Alberico, senz'altro positivo, la sua scrittura è fluida, delicata, la trama veramente complessa ( come penso abbiate capito dal mio riassuntino ) e segue una via poco prevedibile... 


giovedì 5 marzo 2015

Uno sguardo ad oriente: "Orizzonte Giappone" di Patrick Colgan

Titolo: Orizzonte Giappone
Autore: Patrick Colgan
Editore: goWare
Collana: Viaggi
Prezzo: Mondadori Store e LaFeltrinelli in ebook a €4,99 mentre su Amazon €3,74 ed in versione cartacea a €12,99

Inizio nel mostrarvi la sinossi scritta dalla casa editrice...
Dalla folla di Tokyo agli orsi dell'estremo nord, dalle giungle delle isole tropicali ai ciliegi in fiore di Kyoto, per arrivare fino al grande vuoto lasciato dal devastante tsunami del 2011 e dal disastro nucleare di Fukushima. Patrick Colgan, giornalista e viaggiatore, si immerge nella cultura, nella natura e nella gastronomia giapponesi per raccontare la scoperta di un mondo all'apparenza incomprensibile. Un Paese, il Giappone, dove sentirsi un po' persi può essere emozionante e nessun viaggio può mai dirsi davvero finito.

Patrick Colgan è sicuramente innamorato del Giappone e, grazie alla goWare edizioni, ha potuto pubblicare quello che definirei un privilegiato diario di viaggio verso il paese del Sol Levante.
Non si tratta di una sola occasione descritta dettagliatamente giorno per giorno ma è il frutto di sei viaggi che l'autore ha fatto in quattro anni verso questo incredibile paese, ricco di fascino proprio per la sua diversità.
Personalmente sono sempre stato attirato dal Giappone. Esattamente non vi sparei bene dire da dove provenga questo fascino, sarà perchè sono cresciuto guardando i loro cartoni animati e la cosa mi è rimasta nel subconscio? Proprio non so. Quello che so è che la cultura giapponese è ricca di storia e di cultura. Un paese che ha tenuto, e forse ancora tiene, le distanze verso l'invasione esterna dei popoli occidentali. Paese che segue e crea tendenza anno dopo anno e che vede crescere il numero dei suoi fan.
Patrick arriva in Giappone per la sua prima volta. Tokyo, l'inizio di un legame che si porterà dentro per molto tempo. L'interesse per questo libro è nato già dalla prefazione. Mi sono detto: questo ragazzo è un vero viaggiatore. 
Una frase che potrebbe essere il manifesto di una vita dedita alla conoscenza e allo spostamento: "...E' la paura di affacciarsi su qualcosa che non si conosce, un brivido piacevole di cui improvvisamente si perde il controllo...", questa la reazione dei suoi primissimi passi in questo affollato luogo del Pacifico.
foto donata dall'autore del libro 
Da Tokyo a Kyoto, luogo che sembra prediligere più degli altri, passando per le isole più a sud che quasi sembrano appartenere alla vicina Taiwan, e ancora su in alto verso nord a contatto con luoghi popolati da orsi dalle spaventose dimensioni. Patrick ci racconta dei giapponesi e del loro cibo, così famoso e venerato nel mondo occidentale, ma che nella sua terra d'origine offre un'enorme varietà riducendo ciò che conosciamo ad un misero antipasto. Leggendo questo libro noterete come sia riduttivo il modo in cui conosciamo questo paese, quanto ci sia ancora da scoprire e capire. 
Questo giornalista esploratore riesce a trasmettere l'entusiasmo e l'attrazione che prova in terra nipponica attraverso uno stile narrativo quasi da romanzo. Moltissimi sono i consigli che io stesso porterei con me in un futuro viaggio verso questo luogo. 
Ma questo ebook non è solo un'ottima fonte di informazioni culinarie o geografiche, infatti Patrick ci porta nei luoghi che hanno caraterizzato la storia più nera del Giappone, passata e recente. Entrambe con effetti collaterali che portano il segno della cattiveria dell'uomo e della supremazia della natura. 
Leggendo alcune pagine ci si riesce quasi a commuovere, dalla delicatezza con la quale ci viene raccontata in maniera rapida, sottovoce e quasi giornalistica la tragedia di Hiroshima e dello Tsunami. 
A completare questo viaggio che l'autore vi inviterà a percorrere, ci sono le foto scattate da lui stesso nei luoghi raccontati e citazioni letterarie interessanti da poter approfondire dopo essere arrivati all'ultima pagina.
Patrick Colgan ha un blog che si chiama Orizzonti e vi invito a visitarlo visto che è fonte di ispirazione e scritto con grande cura, ricco di bellissime immagini. 



mercoledì 4 marzo 2015

Le complessità dell'amore "La dittatura dell'inverno" di Valeria Ancione

Titolo: "La dittatura dell'inverno"
Autore: Valeria Ancione
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 308
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €15,30 mentre in versione ebook a €2,99

Quanto mi è piaciuto questo libro. Valeria Ancione è riuscita a catturarmi pagina dopo pagina e, per continuare con una banalità, parola dopo parola. Dovete concedermelo perchè così è stato. Ma quanti bei libri sto leggendo ultimamente.
Una storia molto complessa. Una donna, Nina, madre di cinque figli e super impegnata moglie di Michele con il quale gestisce le tre librerie di loro proprietà.

Il primo incontro tra Nina ed Eva avviene ad un matrimonio. C'è musica, Michele non ama ballare ma Nina sì. Eva le si avvicina facendole dei complimenti. Michele, al contrario della consorte fiuta odore di bruciato ed interrompe questo "flirt" mettendosi in mezzo tra le due. Nei giorni a seguire, la narratrice e protagonista di questo romanzo, Nina, comincia a riflettere sull'accaduto ma poi il tempo scorre e finisce per dimenticarsene. Sullo sfondo c'è Roma d'inverno, la routine famigliare e molti impegni da dover assolvere. Un turbinio di cose da fare, comprese le nuotate in piscina ascoltando audiolibri. E sarà proprio in piscina che Eva, quella ragazza conosciuta tempo prima rifarà il suo ingresso nella sua vita. Forse un caso o forse no, ma il destino deciderà che quella superficiale conoscenza si dovrà trasformare in una salda e ossessiva amicizia.
La dittatura dell'inverno obbligherà Nina a trovare momenti liberi per poter rimanere in compagnia di quella dolce e giovane ragazza, piena di vita e antidoto per superare meglio i mesi più difficili dell'anno.
Eva è attratta da Nina così tanto che vorrebbe oltrepassare quella rigida forma di distanza che distingue l'amicizia dall'amore. Nina ne è a conoscenza ma sembra quasi fidarsi troppo delle promesse della giovane, capace di sottrarsi all'attrazione che prova per quella donna pur di poterla avere anche solo come amica. Ma cosa succede quando sarà Nina a buttar legna sul fuoco di passione che arde dentro Eva?
Una storia come poche, un argomento che viene poco trattato e che ha suscitato in me moltissime opinioni. Molti i punti di vista dai quali poter considerare il comportamento della protagonista, con la quale ho quasi simpatizzato inizialmente, ma che poi mi ha procurato un senso quasi di rabbia per il suo comportamento. E' poi successo che anche la rabbia è cambiata in compassione, quasi comprensione, lasciandomi con molti interrogativi anche sul mio modo di giudicare certe situazioni.
Tutto ciò è stato creato dalla maestria nella scrittura dell'autrice, mostrando la protagonista sotto luce diversa in molti punti del racconto.
Ma sarei ingiusto a dire ciò senza informarvi che in questo romanzo le protagoniste sono due e non una. Eva, giovane e single, Nina sposata con cinque figli e tantissimi impegni. Cosa le unisce, come vivono l'amore e la passione, l'abbandono e quel tira e molla tipico di un adolescente ancora immaturo, incapace di una decisione definitiva.
Vi consiglio vivamente di leggerlo e di non lasciarvelo scappare. Ora che l'inverno volge al termine, e per fortuna, sarà un ottimo modo per festeggiare l'arrivo della stagione dei cambiamenti. 
Molto presto scriverò qualche domanda da rivolgere a Valeria Ancione, una scrittrice che mi ha veramente conquistato e che ha saputo trattare con dovizia di particolari e altrettanta delicatezza un argomento complicato.
Rimanete quindi connessi per leggere le sue risposte, un modo in più per capire di cosa tratta questo romanzo che ho divorato in pochissimo tempo. 


martedì 3 marzo 2015

Leggere fa bene allo spirito: pubblicazioni goWare!

Un'altra volta mi dovrò ripetere, purtroppo, troppi libri da leggere! Non riesco a starci dietro nemmeno sforzandomi al massimo. Il tempo è quello che è e leggere un libro attentamente richiede tempo. Inoltre, quando leggo, voglio immergermi nella storia e voglio conoscere bene i personaggi che la animano. 
Vi invito a fare un giro sul sito di questa casa editrice, troverete moltissimi libri di narrativa e non che vi interesseranno moltissimo. Quello che mi piace molto è anche la loro varietà tra argomenti e stili che riescono benissimo a coesistere nel loro vasto catalogo. 
Qui di seguito vi propongo delle edizioni goWare, ovviamente non ho ancora potuto leggerle ma ve le suggerisco. Le sinossi ve le propongo così come sono scritte sul sito dell'editore quindi... tutto lavoro loro e non mio. I libri che mi hanno mandato fino ad ora non mi hanno MAI deluso, giudicate un po' voi...

Titolo: "Il prezzo del silenzio"
Autore: Alex B. Di Giacomo
Editore: goWare edizioni
Collana: Pesci Rossi (Thriller)
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli in ebook a €4,99 mentre su Amazon in ebook a €5,03 mentre in versione cartacea a €13,00

Gli attentati mafiosi degli anni Novanta, la trattativa con lo Stato e le vicende di Tangentopoli rivivono in una folgorante spy-story. Un vero pugno nello stomaco del lettore.
Esperto di intercettazioni, Davide era a Palermo nel '92. Dal centro di spionaggio ha visto saltare in aria la poliziotta che amava. Da allora vive come un eremita. Quando il suo destino incrocia quello di una rapinatrice, è costretto ad affrontare i fantasmi del passato. Coinvolto suo malgrado in un gioco più grande di lui, scoprirà l'esistenza di un patto segreto tra Cosa Nostra, politici e istituzioni.
Un racconto mozzafiato. Un'opera che varca il "confine che separa Stato e anti-Stato, crimine e legge, in un paesaggio umano dove Bene e Male sono inutili astrazioni" (Alan Altieri).

Alex B. Di Giacomo è lo pseudonimo di un noto sceneggiatore. Docente di scrittura creativa, autore di serie tv di successo, di un premiato corto e di un horror realizzato all'estero, ha scritto un manuale di sceneggiatura e diretto una collana di gialli. 


Titolo: "Vedi Napoli e poi niente"
Autore: Corrado Castiglione
Editore: goWare edizioni
Collana: Pesci Rossi (Racconti)
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli in ebook a €4,99 mentre su Amazon in ebook a €5,03 e in versione cartacea a €8,10

Nove racconti attraversano la città che dorme anche quando è sveglia in un viaggio a volte reale e altre immaginifico.
Dalle cave di tufo della Sanità al mare di Mergellina, dai presepi di San Gregorio Armeno alla vecchia acciaieria di Coroglio.
Salti temporali si susseguono in passati remoti o paralleli: dal Medioevo, che salutò il grande Federico II, alla fine del Novecento, che vide ucciso nientemeno che il sindaco.
Sulla scena si alternano uomini e donne, ambizioni e bassezze, da Cola Pesce a Maradona, dal barbone che scriveva ai giornali alla donna che fittava l'utero ai Quartieri Spagnoli.
Così la città sospesa tra oleografia e campanilismo sciovinista diventa metafora di ogni città.
Calvino diceva che le sue città invisibili "sono un sogno che nasce dal cuore delle città invivibili". Questi nove racconti inseguono quel sogno, perché città felici "continuamente prendono forma e svaniscono, nascoste nelle città infelici".


Titolo: "Confessioni di un malandrino"
Autore: Marco Lino Ferrario
Editore: goWare edizioni
Collana: Pesci Rossi (Romanzo) 
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli in ebook a €4,99 mentre su Amazon in ebook a €3,74 e in versione cartacea a €11,99

"Il mio nome è Rufo, l'eretico, il brigante, l'assassino". Fra i monti sperduti della Lunigiana così inizia la storia di Rufo, narrata in prima persona dal protagonista. La vicenda si svolge all'inizio de XIII secolo, sotto il segno della potente casata dei Malaspina, snodandosi fra borghi, casolari e antiche foreste sull'Appennino. Vagando senza fissa dimora intorno al valico di monte Bardone, Rufo affronta la dura lotta per la sopravvivenza osservando il mondo con il suo sguado ingenuo e curioso. Testimone di avventure, leggende, fantasie popolari, scoprirà l'amore inavvicinabile di una nobile fanciulla finché, nella parabola della sua esistenza, un incontro inatteso segnerà definitivamente un punto di non ritorno.


Titolo: "Fantabestie"
Autore: Emiliano Corrieri
Editore: goWare edizioni
Collana: Pesci Rossi (Humour)
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in ebook a €4,99 mentre su Amazon anche in versione cartacea a €11,99

Un viaggio immaginario alla ricerca di animali sconosciuti. Pazienti accostamenti, lunghe ore di osservazione per riuscire a descrivere l'aspetto e le abitudini di nuove, pazze formedi vita: le fantastorie.
Grazie a esilaranti giochi di parole nascono animali assurdi, dissacratori e politicamente scorretti.
Incontrerete bestie come il bivacco (simpatico bovino a due teste), il giaguardo (dolce e curioso felino maculato dagli enormi occhi neri) o la cerbottana (rumnante femmina decisamente disinvolta).
Ma non sentitevi offesi se la natura, nel proprio sacrosanto desiderio di ribellione alla stupidità umana, si è presa gioco anche di voi!
Fantabestie è alla seconda edizione, che presenta una cinquantina di nuove improbabili "bestie".

lunedì 2 marzo 2015

"The minimalists" una vita piena di cose

Titolo: "Minimalism" live a meaningful life
Autore: Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus
Editore: Asymmetrical Press
Pagine: 138
Lingua: Inglese
Prezzo: Mondadori Store in versione cartacea a €10,03 o €8,44 mentre in versione ebook a €6,27/ Amazon in versione cartacea a €9,35 e in versione ebook a €5,19 / LaFeltrinelli in versione ebook a €6,27

Qualche giorno fa vi avevo parlato di un libro di gran successo riguardo al potere del riordino. Una forza potente che, se esercitata, ci permetterà di avere una vita più libera e meno basata sull'attaccamento agli oggetti.
Come mai tutto questo successo a livello mondiale? Beh, la risposta non può essere altro che una richiesta di aiuto dell'uomo moderno, troppo impegnato ad accumulare lasciandosi passare il proprio presente davanti agli occhi senza nemmeno accorgersene. Altrimenti perchè così tante persone avrebbero comprato il libro? Risposte, ecco cosa vogliamo, tante risposte a tutti i nostri problemi. Semplificare la nostra vita, questo vogliamo.
Non saprei dirvi se questo sia un trend che finirà presto, dubito, ma quello che ho notato è che già da molto se ne sta parlando, specialmente negli USA. Ho iniziato ad interessarmi a tutto questo quando un giorno ho sentito parlare di "tiny houses". Case di dimensioni molto ridotte, solitamente trasportabili, avete capito bene, su ruote, ridotte all'osso arrivando a toccare la perfezione dell'essenzialità. Vivere con solo ciò di cui si ha bisogno, niente di più e niente di meno.
Un giorno stavo ascoltando in macchina dei podcast di alcuni TED talks ( ideas worth spreading ) che avevano attirato la mia attenzione. Visto che mi capitava di passare molte ore in auto in quel periodo, mi preparavo la mia bella playlist per affrontare il viaggio, impegnandolo con dell'ottimo e utile ascolto. Amy Hanion era la persona che spiegava come il movimento delle piccole case fosse in avanzata e quali erano i vantaggi di tanta "austerità" casalinga. Ha spiegato in pochi minuti un'idea di vita che, inizialmente, potrebbe essere ridicola per quanto assurda ma, nell'addentrarsi nei dettagli riusciva ad acquisire un senso logico col quale mi sono trovato subito d'accordo.
Da quel momento ho iniziato ad interessarmi sul quel "movimento" come stile, e ho scoperto moltissime altre cose interessanti. La grandezza di internet è proprio questo, permette con pochi click di arrivare ovunque e scoprire cosa succede nel mondo. Sempre sullo stesso tema ho trovato anche questo video di Angela Horn che ho trovato molto interessante, ora la seguo anche su Twitter. La lista potrebbe continuare all'infinito...
Per farla breve mi sono imbattuto in due personaggi che hanno un sito che si chiama "The Minimalists" e che vi invito a visitare di tanto in tanto. Una storia come poche se ne sentono, hanno iniziato qualche tempo fa a scrivere i loro pensieri all'interno del blog e da 40 contatti sono arrivati a raggiungere 4 milioni di lettori. Non è incredible?
Joshua e Ryan avevano un'ottimo lavoro ed un compenso mensile molto alto, vivevano una vita agiata e non si facevano mancare nulla. Amici da una vita si sono ritrovati a scambiarsi pensieri che mostravano quanto fossero infelici pur vivendo il sogno americano, che tanti, invece, avrebbero invidiato.
Hanno iniziato a liberarsi di ciò che li teneva prigionieri, come debiti derivati dall'acquisto sfrenato grazie ad una busta paga a sei cifre, praticamente spendevano più di quello che guadagnavano. Come dicono loro nessun debito è un buon debito...
Hanno voluto migliorarsi e hanno deciso di cambiare, hanno aperto il blog e... boom! Il loro stile di vita ha raccolto consensi da ogni parte del pianeta e non solo. Sono apparsi come ospiti in molti programmi televisivi, vi lascio qui e qui i link ai video relativi. Ma come avranno fatto a rinunciare a tutto ciò che una società orientata verso il consumismo, come la nostra, ci invoglia a possedere e ad accumulare con unico scopo finale la felicità?
Insomma ragazzi, scrivendo questo post non volevo rivelarvi nulla di particolare, non sono diventato un minimalista anch'io ma mi ha fatto molto riflettere sull'importanza di certe cose. Diciamo che sto cercando di mettere in pratica questi consigli pian piano, senza incastrarmi in nulla di drastico. 
Spero solo che lo possiate trovare di vostro interesse, guardate i video che ho linkato a molte parole e leggete il libro. Ovviamente aspetto i vostri commenti! 



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