martedì 8 dicembre 2015

Diciannove anni e sentirli tutti in "Tutto quello che siamo" di Federica Bosco

Titolo: "Tutto quello che siamo"
Autore: Federica Bosco
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 348
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €15,30 mentre in versione ebook a €9,99

Federica Bosco è una scrittrice molto conosciuta. Ha un sito internet molto interessante e concepito per non annoiare il visitatore, scritto in modo divertente ( specialmente la bio ) e senza fronzoli, dove poter reperire informazioni su di lei e sui suoi lavori. Quindi, nel caso non sappiate ancora chi è, vi invito, cliccando QUI, a farle una visitina. Io per primo, non avendo mai letto nulla di suo, me lo sono spulciato per bene. 
Avevo visto i suoi libri in libreria, negli store online, molta gente me ne aveva parlato, ma non ho mai avuto il tempo di leggerli. 

Veniamo al romanzo del quale vi vorrei parlare oggi. Questo libro è una delle mie letture della settimana scorsa, letto in due giorni e devo dire che mi è piaciuto parecchio.
Di cosa parla? Marina è una ragazza di 19 anni, sua madre muore, lasciandola a combattere con un padre assente e cieco ( nei suoi confronti, non letteralmente ), una matrigna ( parecchio stronza ) con la quale è scontro continuo e un fratello più piccolo da proteggere. Tutto in un periodo della vita di ognuno di noi in cui le difficoltà sono all'ordine del giorno. Diciamocelo, crescere non è semplice. Bisogna capire gli altri e capire se stessi, insomma, trovare la strada più indicata per noi, ovviamente senza quel cavolo di libretto di istruzioni di cui tanto si parla... è roba da supereroi.
Ed è proprio nella premessa che un coming out  recita: "Chiunque vi dica che avere diciannove anni sia una cosa fantastica è un imbecille". 
Dando uno sguardo alla vita di Marina non si può certo biasimarla. Dopo la perdita della madre, il padre ha iniziato ad interessarsi solo al lavoro e alla sua nuova compagna, dimenticando il ruolo e la presenza che aveva nelle vite dei suoi figli. Litigi continui generati dalla rabbia per l'impossibilità di vivere il dolore immenso per la perdita della figura materna.
Ad aumentare le ansie della giovane c'è il sogno di frequentare l'Accademia d'arte, idea bocciata sul nascere dal padre, facendole crollare ulteriormente il mondo addosso. Marina però è una ragazza forte, decisa, pronta ad affrontare due lavori per riuscire a costruirsi la sua indipedenza, decide di lottare e non di soccombere.
Un forte istinto di protezione, dopo la perdita del genitore, si rafforza nei confronti del fratellino... Sente che deve impedire che possa diventare come il padre e la matrigna cattiva che il destino, malvagio, gli ha assegnato. Cerca di stare con lui giorno e notte, maschera il dolore che porta dentro cercando in tutti i modi di renderlo partecipe della vita che continua.
Ingrediente che non può mancare è l'amore, quel sentimento che a quell'età prende il sopravvento e diventa assoluto. Avremo l'opportunità di conoscere i sentimenti di Marina e delle sue prime scoperte con l'altro sesso, fornendo al lettore un punto d'osservazione veramente privilegiato. Come anche l'amicizia, sincera e disinteressata, si potrebbe dire ad energia verde, senza possibilità di inquinamento del mondo degli adulti.

Ho trovato questo romanzo interessante sotto molti punti di vista. Se dovessi pensare ad un adolescente che lo legge lo vedrei come un amico speciale che ti fa capire di non essere solo, che quello che si vive è già stato testato da altri, che ne sono sopravvissuti, una via d'uscita c'è sempre, basta non mollare. Il lettore adulto, invece, potrebbe tornare con i ricordi verso quel periodo tanto estremo e provarne la libertà, oppure, riprovare quella sensazione di purezza persa nel cammino, tra il lavoro e l'aumento di responsabilità. 
All'interno del romanzo di Federica Bosco si toccano temi molto importanti, posti sotto una luce diversa dal solito, che pongono a riflettere. Tengo a dire che la storia può sembrare un po' tragica, da come ve l'ho raccontata, a causa di tutte le disavventure che la protagonista deve affrontare, ma non vi preoccupate, l'abilità della scrittice è stata quella di amalgamare bene gli ingredienti, aggiungendo in fine un pizzico di ironia per ammorbidire l'amaro della vita. 
La scrittura permette di scivolare sulle pagine e non crea intoppi. Io l'ho letto nella piena comodità che offre il mio divano, ma questa è un'altra storia.

sabato 5 dicembre 2015

Stefano Tummolini ci racconta "Un'estate fa"

Titolo: "Un'estate fa"
Autore: Stefano Tummolini
Editore: Fazi
Collana: Le Strade
Pagine: 143
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €11,90 mentre in ebook a €4,99

Molto tempo fa, quasi un anno, vi avevo parlato di questo romanzo. Un romanzo al quale è seguito il prequel, al cinema. Una cosa abbastanza fuori dagli schemi, ma Star Wars ci insegna che il fatto temporale nella fiction conta ben poco. Si può iniziare da dove ci si è fermati, oppure, come in questo caso, si può creare l'antefatto dopo averne viste le conseguenze.
Sempre in quel post vi avevo detto che sarei andato al cinema a vedere il film, beh, non ho potuto mantenere la promessa perché non avevo cinema vicini che lo proiettavano. Qualcuno di voi l'ha visto? Magari dopo aver letto il libro, o viceversa? Fatemelo sapere!
Nel frattempo vi parlo di questo libro e delle mie impressioni. Partendo dal fatto che la Fazi è una casa editrice che mi piace molto, devo dire che anche sta volta si è confermata all'altezza delle mie aspettative.
Ma lasciatemi dire come son venuto a conoscenza di questo romanzo. La gentilissima e bravissima Alice Di Stefano ( autrice del fantastico "Publisher" ), ne aveva parlato da qualche parte e allora mi sono fidato e informato. Grazie a lei ho "conosciuto" l'autore che ho scoperto poi essere il traduttore di "Stoner" libro di cui vi ho parlato e del quale mi sono innamorato!
Recentemente, ha anche curato la traduzione di "Nel bosco" di Thomas Hardy, pubblicato a fine mese scorso ( mi auguro di poterlo presto comprare ) sempre per Fazi Editore.
Ma bando alle ciance e veniamo al libro in questione. Come al solito divago e poi perdo il filo del discorso...
Guido è all'aeroporto di Palermo, pronto per imbarcarsi e raggiungere Roma. Un viaggio, questo, con l'unico scopo di partecipare ad un concorso della Regione Lazio. Salutato il padre, il giovane raggiunge la capitale, dove verrà ospitato a casa del cugino. Quello sarà il giorno in cui il Signor Costa vedrà suo figlio Guido per l'ultima volta.
Dopo essere arrivato, Domenico, il cugino, lo informa della possibilità di andare alla villa di Sabaudia di proprietà degli zii con alcuni amici per passare il weekend. Guido accetta e da quel momento tutto diventerà poco chiaro. 
Amici della Roma bene, stessa stirpe del cugino, ragazzi viziati e con una considerazione troppo alta di se stessi, ecco chi sarà a Sabaudia ad attenderli.
Guido il giorno successivo, terminando in anticipo la sua permanenza, prende un autobus che lo riporterà a Roma e da quel momento di lui non si avranno più notizie. A darne l'allarme sarà il padre, che non riesce più a contattarlo.
Ma sarà veramente salito su quell'autobus alla volta della città? 
Storia che prende il lettore per le corde giuste, per tutto il romanzo rimarrete seduti in un angolo della stanza delle interrogazioni, nel commissariato di Polizia, ad ascoltare i protagonisti uno ad uno, mentre svilupperanno le loro versioni dei fatti.
Qui sta il colpo di genio dell'autore e la particolarità del romanzo, la storia vi verrà narrata attraverso sì i fatti e i dialoghi tra i protagonisti, ma la maggior parte attraverso la lettura delle testimonianze verbalizzate dalla Polizia. 
Ottimo metodo per permettere al lettore di capire il carattere dei personaggi che animano la storia, trarre le proprie conclusioni, solo ed esclusivamente con gli elementi forniti dall'autore.
Verità? Bugie? Contraddizioni? Chi sono i buoni e chi sono i cattivi? Che motivo aveva un ragazzo come Guido di far perdere le proprie tracce, facendo così soffrire l'amato padre? 
Tummolini stuzzicherà la vostra capacità di giudizio, giocando con la vostra mente, ingredienti che noi lettori ricerchiamo nelle nostre letture.
In questo romanzo l'autore ci parla di una gioventù appartenente a quel ramo di società che molti invidiano, che i media ci propongono come modello assoluto di vita perfetta; celebrità, soldi, individualismo puro e sconvolgimento di quei valori ormai considerati obsoleti e in totale conflitto con il presente, insomma, pesce grande mangia pesce piccolo. Insicurezze che vengono medicate con una ingiustificata prevalenza sul prossimo. Ma fino a dove ci si può spingere per far valere il proprio "dominio". Un bullismo "adulto" e allarmante. 
Scritto bene e poco rivelatore, specialmente nel caso siate lettori accaniti di libri del genere. Ve lo consiglio e, ora che l'ho letto, mi impegnerò a cercar di vedere il film che ne è seguito. 

lunedì 30 novembre 2015

Due chiacchiere con Gabriella Genisi, per tutti noi, il commissario Lolita Lobosco!

Eccoci qui, anche oggi, come ogni lunedì, pronti ad iniziare una nuova settimana. Per molti di noi sarà un inizio complicato, per alcuni un po' meno ma per Crazy About Fiction è di sicuro un ottimo giorno!
Gabriella Genisi, scrittrice che ci ha regalato Lolita Lobosco e le sue avventure, è stata così carina da dedicarmi il suo tempo e rispondere alle mie (numerose ed infinite) domande...
Sono sicuro che questo vi farà piacere e allieterà la vostra giornata lavorativa, i suoi fan saranno contentissimi, almeno quanto lo sono io!

Ciao Gabriella, benvenuta nel mio blog! Grazie per avermi dedicato il tuo tempo e per aver accettato di rispondere ad alcune domande.
Il tuo romanzo mi è piaciuto e l'ho letto in una giornata sola. Ne ho parlato QUI nel blog e tutte le persone alle quali l'ho consigliato mi hanno ringraziato subito dopo averlo letto.

D. Dopo le mie ultime interviste ad autori, ho ricevuto parecchie email di persone che seguono il blog con richieste in merito alle domande rivolte a voi scrittori. Per questo motivo, proprio con te, inizierò ad usare alcuni di questi suggerimenti. Una di queste domande, penso necessaria all'apertura dell'intervista, è chiedere di introdurti da sola: chi è Gabriella Genisi?
R. Ciao Simone, intanto grazie per la recensione e un saluto ai lettori del blog. Dunque, sono principalmente una lettrice, prima ancora che una scrittrice. Ho cinquant'anni, due figli già grandi e molte passioni, tra cui la cucina, argomento che si infila spesso nelle pagine dei miei libri.

D. Quando è nata la tua passione per la scrittura, com'è stato il tuo percorso fino alla prima pubblicazione?
R. Non so indicare un momento preciso, so che già dalle elementari ero molto brava nella scrittura. Da bambina volevo diventare una giornalista come la Fallaci, che leggevo sull'Europeo. Poi però, dopo il tema della maturità non ho più scritto nulla. E poi, a quarant'anni è accaduto, improvvisamente. Come una magia.

D. Hai mai frequentato corsi di scrittura? Pensi siano necessari?
R. No, mai. Mi sono informata come gli scrittori del passato. Leggendo sin da piccolissima centinaia e centinaia di libri. Possono essere utili nel metodo, forse. Ma la lettura è imprescindibile.

D. Lolita Lobosco è il nome della tua/nostra eroina. Un commissario di Polizia con un carattere forte, che incarna molto bene l'immaginario che abbiamo della donna mediterranea. Quando è nata e da dove è partita l'ispirazione? Esiste una Lolì in carne ed ossa?
R. L'ispirazione arriva nelle vacanze di Natale del 2006, dopo aver letto molti libri di Andrea Camilleri con Montalbano protagonista. Stupita dallo scoprire che nella letteratura poliziesca erano assenti i commissari donna, decido di inventarne una. Forse esiste, ma non l'ho ancora incontrata.

D. Questa non è la prima avventura del commissario Lobosco. Infatti prima di "Spaghetti all'Assassina" ci sono stati altri romanzi che l'hanno vista in azione. Quando hai iniziato a delineare questo personaggio, già sapevi che non ti saresti fermata ad un solo libro?
R. Sì, questo è il quinto episodio e sono alle prese con il sesto. Ecco, inizialmente no, non ho pensato a una serie. Poi la volontà dell'editore (Cesare De Michelis della Marsilio/Sonzogno) e l'entusiasmo dei miei 25 lettori, hanno fatto il resto.

D. Il linguaggio è senza dubbio uno degli ingredienti principali del successo dei tuoi libri, a parer mio, ovviamente. La Puglia è la tua terra e le espressioni usate nel tuo territorio aggiungono quel tocco esotico-locale che immerge ancor di più il lettore nelle atmosfere dove si svolgono gli avvenimenti narrati. Quanta attenzione hai avuto nel trovare un equilibrio senza rischiare di esagerare, pensando ad un pubblico più vasto e diversificato a livello territoriale? ( a me è risultato perfetto )
R. L'ingrediente principale dei miei libri è la spontaneità, così è stato anche per la lingua usata. Un linguaggio parlato, più che un dialetto, proprio come si usa a Bari. Mescolato però a modi di dire tradizionali e coloriti. Un modo per opporsi a una lingua sempre più uniforme e omologata. Creata unendo le parole e anticipando di qualche anno gli #hashtag.

D. La vita di un commissario di Polizia non dev'essere facile da scrivere. Linguaggio, relazioni con i colleghi, la vita privata... hai avuto aiuto da qualcuno che lavora nel ramo?
R. In tutta sincerità no, tranne qualche lettore poliziotto e un amico questore con cui chiacchiero a volte. Non mi piace raccontare la vita di una vera poliziotta, troppo aderente al reale. La letteratura deve essere fantasia, immaginazione, altro rispetto alla cronaca che ogni giorno arriva da televisione e stampa. Certo, è molto più facile raccontare un commissario se sei un poliziotto vero, o un processo se fai il magistrato, ma nel mio caso, la cifra alla quale tengo maggiormente è quella della creatività, nell'inventare cioè un personaggio credibile che diventa amico dei lettori. Ho però anch'io un consulente che mi aiuta per l'aspetto medico legale, ed è il Professor Franco Introna, ormai diventato personaggio dei miei libri a tutti gli effetti.

D. E' un periodo nel quale gli investigatori stanno riscuotendo un determinato successo nella narrativa contemporanea. Pochi, però, i personaggi femminili di rilievo come il tuo ( e con una continuità nel tempo ). Quando l'hai creata, quante trasformazioni ha avuto prima di arrivare alla stampa?
R. Direi nessuna. Lei è nata così, ed è piaciuta subito alla mia agente Maria Paola Romeo della Grandi & Associati, alla editor Patricia Chendi, e all'editore. 

D. Come definiresti il tuo pubblico? Chi sembra appassionarsi di più alle vicende del commissario Lobosco?
R. E' un pubblico caldo ed eterogeneo, formato in parti pressoché uguali di lettori e lettrici. Ci sono avvocati, poliziotti, medici, studentesse, casalinghe, insegnanti, operai, appassionati di cucina o di libri, giornalisti...

D. Cosa che mi ha incuriosito molto, alla fine di questo romanzo, ma anche negli altri, si possono trovare delle ricette di cucina che riportano al romanzo appena terminato. Da dove è arrivata questa idea, interessante e sicuramente molto originale? ( visto che nel web molti hanno postato foto di piatti preparati proprio con le tue ricette )
R. L'idea di inserire le ricette in coda al libro nasce sin dalla mia prima pubblicazione, Come quando fuori piove, edito da Manni nel gennaio 2006. Mi parve che raccontare una storia mescolando anche odori e sapori fosse il modo migliore per sollecitare memoria ed emozioni. Da allora l'ho sempre fatto. Diciamo che ho anticipato di parecchio quella che poi è diventata una moda. La cosa bella è che ai lettori piace molto e ultimamente anche importanti blog e siti di cucina dedicano attenzione alle ricette del Commissario Lolita. Per quanto mi riguarda, sapere che una lettrice di Cuneo qualche tempo fa si è cimentata in un riso patate e cozze dopo aver letto Gioco pericoloso, bè è una grande soddisfazione.

D. I tuoi libri hanno riscosso successo e, dopo averne letti alcuni, capisco il motivo. Che effetto ti ha fatto leggere che Vanity Fair pensa che potresti diventare la Camilleri pugliese?
R. Sei molto buono, ti ringrazio. Ecco, quando Vanity l'ha scritto ho provato molta felicità. Camilleri è un mito, lo scrittore più amato dagli italiani, e per me assomigliargli un pochettino non può che essere un grande complimento. Anche perché senza Montalbano, io la mia Lolita non l'avrei neanche pensata.

D. A cosa stai lavorando ora?
R. Adesso al nuovo episodio della serie, ma ho appena terminato un saggio divertente scritto a quattro mani con un'amica. E ricamo ogni tanto un manoscritto al quale tengo moltissimo. E' una storia familiare contemporanea raccntata in prima persona da un protagonista maschile.

Attenderemo allora di poterti leggere ancora in futuro e di vedere i tuoi progetti realizzati! Crazy About Fiction ti seguirà e farà il tifo per te! 

Grazie infinite per avermi dedicato il tuo tempo e per la ricetta degli Spaghetti all'Assassina, l'ho sperimentata e ho ottenuto un ottimo risultato!

G.G. Grazie a te, domande molto interessanti. E' stato piacevole rispondere, intanto che nel forno cuoce una torta. 



domenica 29 novembre 2015

Quanti e quali libri vorrei leggere? Ecco a voi la mia lista!

Buongiorno miei cari lettori, buona domenica! Chiedo scusa per il ritardo, questo post sarebbe dovuto uscire ieri pomeriggio ma ci sono stati dei problemi tecnici: Mi sono dimenticato di pubblicarlo! 
Quando ho iniziato a scrivere questo post, il mio intento era quello di segnalarvi quelle letture fresche di stampa che tanto vorrei comprare e leggere, e quante ce ne sarebbero. Beh, queste erano le premesse, ma guardandomi in giro nei vari web store e nelle infinite wishlist che ho in ognuno di loro, ho dovuto fare un passo indietro di qualche mese e aggiungerne alcuni...
Spero che possiate trovare ispirazione per le vostre prossime letture. Nel caso, fatemi sapere e tenetemi aggiornato su ciò che state leggendo.
Come sempre, quando vi propongo libri che non ho ancora letto, vi proporrò la sinossi come scritta dalle case editrici, quindi, farina del LORO sacco.

Titolo: "Chirù"
Autore: Michela Murgia
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Pagine: 200
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli in versione cartacea a €15,72 su Amazon €15,73, mentre in versione ebook a €9,99

Estratto del romanzo a questo link 

Quando Eleonora e Chirù s'incontrano, lui ha diciotto anni e lei venti di più. Le loro vite sembrano non avere niente in comune. Eppure è con naturalezza che lei diventa la sua guida, e ogni esperienza che condividono - dall'arte alla cucina, dai riti affettivi al gusto estetico - li rende più complici. Eleonora non è nuova a quell'insolito tipo di istruzione. Nel suo passato ci sono tre allievi, due dei quali hanno ora vite brillanti e grandi successi. Che ne sia stato del terzo, lei non lo racconta volentieri. Eleonora offre a Chirù tutto ciò che ha imparato e che sa, cercando in cambio la meraviglia del suo sguardo nuovo, l'energia di tutte le prime volte. E' così che salgono a galla anche i ricordi e le scorie della sua vita, dall'infanzia all'ombra di un padre violento fino a un presente che sembra riconciliato e invece è dominato dall'ansia del controllo, proprio e altrui. Chirù, detentore di una giovinezza senza più innocenza, farà suo ogni insegnamento in modo spietato, regalando a Eleonora una lezione difficile da dimenticare. Michela Murgia torna al romanzo, e lo fa con coraggio, raccontando la tensione alla manipolazione che si nasconde anche nel più puro dei sentimenti. Negli occhi di Eleonora e Chirù è scritta la distanza fra quello che sentiamo di essere e ciò che pensiamo di dovere al mondo: l'amore è la più deformante delle energie, può chiederci addirittura di sacrificare noi stessi.

Titolo: "Il matrimonio di mio fratello"
Autore: Enrico Brizzi
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri 2015
Pagine: 504
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €18,70, mentre in versione ebook a €9,99

Estratto del romanzo a questo link

Teo ha trentanove anni, n lavoro sicuro, una macchina aziendale e una ragazza diversa ogni weekend. Sta bene, per il momento la vita gli piace abbastanza. Non come suo fratello Max, più grande di tre anni, che è sempre stato radicale in ogni cosa: nella ribellione ai genitori come nella passione per l'alpinismo che lo ha condotto a imprese estreme, nel costruire una famiglia e fare figli, come è giusto, passati i trenta e anche nel divorziare rovinosamente subito dopo i quaranta... Si sono sempre amati, questi due fratelli, e al tempo stesso non hanno potuto evitare di compiere scelte opposte, quasi speculari, sotto gli occhi spalancati e impotenti della sorella e dei genitori, che nella Bologna dei gloriosi anni Settanta e dei dorati Ottanta erano certi di aver offerto loro tutto ciò che serve pr essere felici. Teo sta rientrando in città per immergersi in uno dei suoi weekend di delizie da single quando i genitori lo chiamano: Max è scomparso, insieme ai suoi bambini. Così Teo resta alla guida e punta verso le Dolomiti per andare a cercarlo. E, lanciato lungo l'autostrada tra angoscia e speranza, ci racconta tutta la loro vita...

Titolo: "L'ultima settimana di settembre"
Autore: Lorenzo Licalzi
Editore: Rizzoli
Collana: Narrativa italiana
Pagine: 308
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €15,30,  mentre in ebook a €4,99

Estratto del romanzo a questo link

Pietro Rinaldi ha ottant'anni e vuole essere lasciato in pace. Ormai è convinto che la sua vita sia arrivata al capolinea e, mentre mangia penne all'arrabbiata, riflette su quanto i libri siano meglio delle persone. Se già fatica a sopportare se stesso, figuriamoci gli altri! Non ha proprio intenzione di avere a che fare con l'umanità... fino a quando, un giorno, nel suo mondo irrompe Diego, il nipotino quindicenne. Lui ha l'entusiasmo degli adolescenti e la forza di chi non si lascia abbattere dagli eventi, neanche da quelli più terribili, e non ha paura di zittire i malumori del nonno. Da Genova partono in direzione di Roma, a bordo di una Citroen DS Pallas decapottabile su cui sembra di volare. Sul sedile posteriore c'è Sid, l'enorme incrocio tra un San Bernardo e un Terranova - vera e propria calamità. Ed è così che un viaggio di sola andata si trasforma in un'avventura on the road, piena di deviazioni e ripensamenti, vecchi amori e nuove gioie. Perché è proprio quando credi di aver visto tutto che scopri quanto la vita riesca ancora a sorprenderti. L'ultima settimana si settembre è il racconto esilarante e commovente del viaggio di un nonno  un nipote alla ricerca di se stssi. E' una storia che, senza giri di parole, scava nei sentimenti più profondi e ci porta di fronte alle emozioni più vere, quelle che richiedono una buona dose di coraggio per essere affrontate ma rimangono impresse indelebili dentro di noi.

Titolo: "La ferocia"
Autore: Nicola Lagioia
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Pagine: 418
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli in versione cartacea a €16,57, mentre in ebook a €8,99 (anche con Amazon)

Estratto del libro a questo link

In una calda notte di primavera, una giovane donna cammina nel centro esatto della strada statale. E' nuda e coperta di sangue. A stagliarla nel buio, i fari di un camion sparati dritti su di lei. Quando, poche ore dopo, la ritroveranno ai piedi di un autosilo, la sua identità verrà finalmente alla luce: è Clara Salvemini, prima figlia della più influente famiglia di costruttori locali. Per tutti è un suicidio. Ma le cose sono davvero andate così? Cosa legava Clara agli affari di suo padre? E il rapporto che la unisce ai tre fratelli - in particolare quello con Michele, l'ombroso, l'instabile, il ribelle - può aver giocato un ruolo determinante nella sua morte? Le ville della ricca periferia barese, i declivi di ogni rapida ascesa sociale, le tensioni di una famiglia in bilico tra splendore e disastro: utilizzando le forme noir, del gotico, del racconto familiare, scandite da un ritmo serrato e da una galleria di personaggi e di sguardi che spostano continuamente il cuore dell'azione, Nicola Lagioia mette in scena il grande dramma degli anni che stiamo vivendo. L'intensità della scrittura - mai così limpida e potente - ci avviluppa in un labirinto di emozioni, segreti e scoperte, che interseca le persone e il loro mondo, e tiene il lettore inchiodato alla pagina.

Titolo: "La bambina e il sognatore"
Autore: Dacia Maraini
Editore: Rizzoli
Collana: La Scala
Pagine: 416
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €17,00 mentre in ebook a €9,99

Estratto del romanzo a questo link

Ci sono sogni capaci di metterci a nudo. Sono schegge impazzite, che ci svelano una realtà a cui è impossibile sottrarsi. Lo capisce appena apre gli occhi, il maestro Nani Sapienza: la bambina che lo ha visitato nel sonno non gli è apparsa per caso. Camminava nella nebbia con un'andatura da papera, come la sua Martina. Poi si è girata a mostrargli il viso ed è svanita, un cappottino rosso inghiottito da un vortice di uccelli bianchi. Ma non era, ne è certo, sua figlia, portata via anni prima da una malattia crudele e oggi ferita ancora viva sulla sua pelle di padre. E quando quella mattina la radio annuncia la scomparsa della piccola Lucia, uscita di casa con un cappotto rosso e mai più rientrata, Nani si convince di aver visto in sogno proprio lei. Le coincidenze non esistono, e in un attimo si fanno prova, indizio. E' così che Nani contagia l'intera cittadina di S., immobile provincia italiana, con la sua ossessione per Lucia. E per primi i suoi alunni, una quarta elementare mai sazia dei racconti meravigliosi del maestro: è con la seduzione delle storie, motore del suo insegnamento, che accende la fantasia dei ragazzi e li porta a ragionare come e meglio dei grandi. Perché Nani sa essere insieme maestro e padre, e la ricerca di Lucia diventa presto una ricerca di sé, che che lo costringerà a ridisegnare i confini di un passato incapace di lasciarsi dimenticare. Con questo romanzo potente, illuminato per la prima volta da un'intensa voce maschile, Dacia Maraini ci guida al cuore di una paternità negata, scoprendo i chiaroscuri di un sentimento che non ha mai smesso di essere una terra selvaggia e inesplorata.

Titolo: "L'estate infinita"
Autore: Edoardo Nesi
Editore: Bompiani
Collana: Letteratura italiana
Pagine: 480
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €16,15 mentre in ebook a €9,99

Estratta del romanzo a questo link

Italia. Estate del 1972. Ivo il Barrocciai convince il padre Ardengo a finanziargli l'acquisto di un terreno per costruire una fabbrica di tessuti da "far invidia ai milanesi". Cesare Vezzosi, piccolo impresario edile, sposato con la bellissima Arianna che lascia lunghi mesi al mare a badare al figlio Vittorio, costruisce di lena appartamenti popolari per ospitare l'ondata di intrepida immigrazione che viene dal Sud. Pasquale Citarella è venuto dall'Irpinia a cercare fortuna, con moglie e figli, e pittura senza sosta le case e i capannoni e i palazzi che sembrano spuntare ovunque. Siamo all'alba di un nuovo mondo e l'albero della vita sta intrecciando i destini: l'audace Barrocciai incarica il Vezzosi di costruire la faraonica fabbrica mentre lui si getta, con l'entusiasmo di un fanciullo, alla conquista del mercato tessile d'Europa e d'America. Il Vezzosi, a sua volta, incarica Citarella della costruzione: una commissione che può valere il futuro suo, della sua famiglia, e anche di qualche parente rimasto ad Ariano Irpino. E mentre la fabbrica si va edificando, gloriosa ed eccessiva come il sogno che l'ha voluta creare, mentre quei tessuti iniziano a generare denaro e spargere benessere condiviso, mentre gli anni vengono divorati dalla voglia di futuro, le vite private dei protagonisti iniziano a scricchiolare...

Spero che abbiate trovato, tra i titoli che vi ho elencato, almeno uno che vi piaccia o del quale non avevate ancora sentito parlare. Credetemi che ce ne sarebbero tanti altri da segnalare ma, per ora, ho preferito non esagerare troppo. Già questi mi sembrano più che sufficienti.
Buone letture a tutti!

giovedì 26 novembre 2015

Capire, ecco come: "Ama ciò che sei" di Silvia Tesio

Titolo: "Ama ciò che sei"
Autore: Silvia Tesio
Editore: Mondadori
Collana: Narrativa moderna e contemporanea
Pagine: 168
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €15,30 mentre in versione digitale a €8,99

Silvia Tesio, che non conoscevo, ha scritto un bellissimo libro. L'argomento è molto delicato e scrivere un romanzo che ne parli non dev'essere stato facile. L'identità di genere sta diventando sempre più un argomento del quale parlare. Personalmente ne sono molto contento, specialmente per il nostro paese, che ancora non riesce a guadare oltre a quei paletti ed etichette del giusto e sbagliato che qualcuno per molto tempo ha inculcato nel cervello di molti.
A volte mi è capitato di intervistare degli autori e chiedere loro come avessero fatto a descrivere o ad inventare un personaggio così reale pur essendo di sesso opposto. Penso che essere un bravo scrittore sia proprio questo, oltre a molto altro, e cioè riuscire a immedesimarsi nel personaggio come un attore deve fare ogni volta che deve entrare nella pelle di qualcun'altro, prima di salire sul palco. Uscire dalla propria pelle e in qualche modo rinascere, per incontrare quello che un destino diverso avrebbe potuto renderci partecipi.
In questo caso, l'autrice parla attraverso la voce narrante della protagonista, Marta, una donna sulla quarantina che vive a Parigi, madre di una ragazza ventenne che vive a Londra, un ex marito ed un uomo molto più giovane che vive con lei. Insomma, una vita abbastanza complicata già di suo. A rendere la sua quotidianità ancora più difficile, è la telefonata che riceve dalla madre. Qualcosa sta accadendo a Torino e Marta è costretta a tornare. Il suo amico d'infanzia sta per morire e ha chiesto di poterla vedere prima di chiudere gli occhi per sempre.
Al suo arrivo Marta non dovrà solo affrontare l'incontro con l'amico morente ma anche con i molti fantasmi della sua infanzia. Momenti e personaggi che intrecciano la sua vita con quella di Andrea, ormai steso in un letto di ospedale.
Marta anni prima aveva deciso di porre delle distanze con ciò che era stata la sua vita fino a quel momento. Chilometri che non hanno del tutto risolto la sua volontà nella ricerca di una libertà 
Marta entra nella stanza dove Andrea è ricoverato e scopre che in realtà il suo amico, negli anni, aveva subito una trasformazione inaspettata: in realtà in quel letto di ospedale Marta troverà una donna. Il suo amico però è presente in quel corpo così tanto differente e provato dalle condizioni di salute. Lo riconosce, è lui, la persona con la quale aveva condiviso i dolori di una vita meno fortunata di altre. 
Da quel momento, il lettore si ritroverà a Torino, in quel palazzo dove entrambi vivevano e dove Andrea aveva deciso di tornare.
Questo romanzo ha parecchi pregi. Silvia Tesio è molto brava nel suo mestiere di scrittrice, racconta questa storia con un trasporto che sembra personale, pur non essendolo, ovvero, non ha vissuto le scene desritte nel suo romanzo, le ha "inventate". Leggendo, però,  ho avuto l'impressione di ascoltare una storia realmente accaduta, come se Marta l'avessi incontrata nel corridoio antistante la stanza dove Andrea era ricoverato. Luoghi, ricordi, attimi che obbligheranno Marta ad affrontare quel processo di autoanalisi che aveva eitato molto tempo prima. 
Questo romanzo mi ha commosso in molti punti, una lettura che vuole trovare spazio nella nostra intimità, nella parte più debole del nostro essere, essendo quello lìunico modo per riuscire a capire fino in fondo il lavoro dell'autrice. 
L'altro giorno sono entrato in una grossa catena di librerie nel centro di Roma e ho notato la pila di libri del sue romanzo in un luogo a mio parere troppo nascosto. Senza che nessuno se ne accorgesse ho spostato quel numero di copie in un punto più visibile. Spero che nessuno me ne voglia, specialmente i commessi che poi l'avranno risistemata. Penso che questo romanzo debba trovare più visibilità per l'importanza che porta nelle sue pagine. 
Spero presto di poter recapitare all'autrice alcune domande che vorrei tanto rivolgerle, per capire meglio il suo lavoro. 
Negli USA recentemente, ha avuto inizio una serie televisiva, edita da Amazon Studios ( in Italia non vediamo ancora le loro produzioni essendo trasmesse su Amazon Prime TV ), che si chiama "Transparent" (cliccate per vedere una scena), la storia di un padre di famiglia, avanti negli anni che decide di iniziare a vestirsi da donna e di entrare finalmente in contatto con il suo vero essere. Intelligente e acuta, ho avuto l'occasione di vedere solo alcune puntate che, spero, presto trasmetteranno anche nel nostro paese. 

mercoledì 25 novembre 2015

Uno scrittore a Tel Aviv, Etgar Keret e "Sette anni di felicità"

Titolo: "Sette anni di felicità"
Autore: Etgar Keret
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Traduttore: Vincenzo Mantovani
Pagine: 164
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €11,90 mentre in versione ebook a €8,99

Sette anni possono sembrare pochi per molti di noi, ma per uno scrittore dalle grandi doti come Etgar Keret sono sufficienti per raccontare un mondo intero, il suo.
La narrativa utilizzata come lente di ingrandimento per aiutare la comprensione attraverso le parole di chi riconosce la potenza di un racconto.
Ma da dove far partire il tutto se non dalla nascita del proprio figlio? Quale momento e ricordo migliore per descrivere quella felicità contenuta nel titolo stesso?
E' quindi dall'ospedale con la moglie in procinto di partorire che vediamo partire il conto alla rovescia di questi sette anni di felicità.
Un evento speciale, se non fosse che nel suo caso si riveli complicato per la mancanza di personale medico, impegnato nell'emergenza di un attentato terroristico appena accaduto. Con questo inizio l'autore sembra quasi descrivere l'immaginario che molti hanno di Israele, sua nazione di appartenenza. Ci ricorda come un evento naturale, il parto, possa diventare complicato in base alla posizione geografica nella quale ci si trova.
Racconti o, dovrei meglio dire, frammenti di vita che l'autore ha raccolto in sette anni. Tra le pagine di questo libro ci parlerà del suo paese, del suo passato come soldato durante il servizio militare obbligatorio, che coincide esattamente con l'inizio della sua carriera di scrittore, della sua famiglia e anche un po' di noi stessi.
In modo ironico, ma anche serio, ci dirà della morte di sua sorella il giorno del suo matromonio, pur abitando ancora oggi con il marito in un quartiere ultraortodosso di Gerusalemme, vedremo il declino della malattia del padre, del fratello che dopo aver combattuto in Libano si ritrova a vivere in Thailandia con la moglie e molte altre storie. 
Ogni storia richiede una lettura profonda e mai sbrigativa. In pochissime righe Etgar Keret riesce a narrare la sua vita, ci racconta delle sue emozioni e di quelle delle persone che lo circondano, parla delle sue radici e di cosa significhi per lui andare in Polonia, luogo dal quale la sua storia e quella della sua famiglia hanno avuto inizio.
Quando terminerete di leggere l'ultima pagina vi sentirete bene, avrete riso e avrete tenuto un atteggiamento più serio, vi sarete riconosciuti in molte situazioni e avrete apprezzato il piacere della buona narrativa, dal primo al settimo anno. 
Pur avendo un filo che segue il tempo d'azione, attraverso un progressivo passare del tempo, troverete il tocco magico di Keret, proprio per il fatto che ha suddiviso questo spazio temporale in una modalità che riprende i suoi precedenti lavori, piccoli racconti che serviranno a ricomporre i suoi ricordi in una fotografia meno sbiadita e abbastanza nitida da poterla incorniciare, per essere ammirata.

lunedì 23 novembre 2015

Tempo di GIVEAWAYS! by Crazy About Fiction!

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Buongiorno, cari lettori del blog, buon lunedì! Come già anticipato con vari bombardamenti di tweets nel fine settimana, oggi, Crazy About Fiction inizierà a rendervi più partecipi, ricambiando la vostra partecipazione con dei PREMI
Qui di seguito vi elencherò le modalità per partecipare al concorso per poter vincere una copia del nuovo libro di Fabio Volo "è tutta vita" appena uscito nelle librerie, fresco fresco di stampa. Per rendere il regalo più appetibile ho comprato per voi ben due copie del libro autografate! direttamente dal sito Mondadori! Parlo al plurale perché avremo DUE VINCITORI! Domani mi verranno consegnate e vi mostrerò la foto di quello che potrebbe essere vostro!

Regole:

1) Dovete avere più di 18 anni
2) Dovete essere iscritti al blog.
3) Dovete essere follower su Twitter e apporre un bel "like" alla pagina Facebook del blog.
4) Mandate le vostre risposte a crazyaboutfiction@gmail.com Nella email, ricordatevi di specificare i nomi per identificarvi nei social in modo da verificare che abbiate aderito a queste piccole regole e, se volete, ditemi cosa fate e chi siete, giusto per conoscerci un po' di più.
5) Lasciate un commento qui sotto, anche breve, per mostrare la partecipazione.

In base al successo di questo GIVEAWAY, metterò in palio altri libri ogni mese... cercate di essere numerosi! 

Ma cosa dovrete fare per aggiudicarvi il libro in palio? Tutto molto semplice! Qui di seguito accennerò un racconto, voi non dovrete far altro che proseguire. Scrivete quanto volete, fino ad un massimo di dieci righe... Il racconto diventerà vostro, sfogate la vostra immaginazione. Chi di voi attirerà la mia attenzione per originalità vincerà il premio!

Crazy About Fiction scrive...

Come ogni mattina, Mattia, prima di aprire i cancelli del cimitero, ispezionava i vialetti per assicurarsi che tutto fosse in ordine. Controllava che i lumini fossero accesi, che le tombe fossero in ordine e che le fotografie avessero il vetro pulito. Con andatura spedita, ma incerta, trascinava la gamba sinistra come se fosse ancorata ad una sfera di metallo, una di quelle che si vedono alle caviglie dei carcerati nei film o nei cartoni animati.
Odiava quei vialetti almeno quanto odiava quel lavoro. Non sopportava la ghiaia della quale erano coperti, ammassi di stupidi sassolini che la sua pesante gamba trasformava in solchi, che lui stesso doveva sistemare a fine giornata. Sembrava uno scherzo, visto da fuori, ma per lui era un incubo. Dopo l'incidente, due anni prima, l'unico lavoro che era riuscito a procurarsi era quello, guardiano al cimitero comunale del paese. Carpineto a mare, peccato che si trovava a circa 1250 metri di altezza. Come per la ghiaia, Mattia pensava che il destino si stesse prendendo gioco di lui. Diciamo che non era esattamente il lavoro perfetto per un ragazzone di 25 anni ma, al momento, era l'unica nota positiva nella sua vita.
Lo stipendio faceva schifo, però, a renderlo più appetibile, se così si può dire, era un piccolo appartamento di circa 50mq a sua disposizione, qualche mancia tintinnante e una bicicletta tutta arrugginita a sua disposizione, catena con lucchetto inclusi. Solo uno stupido poteva rifiutare una simile offerta. Specialmente nelle sue condizioni.
Mentre sistemava i secchielli per l'acqua, gli sembrò di sentire qualcuno piangere... CONTINUATE VOI!



Il nome (o nick) del vincitore verrà annunciato con un post pubblicando quel che avete scritto... il termine per mandare le vostre risposte è il giorno 03/12/2015! Dieci giorni per pensare a come continuare il racconto che ho iniziato. Il più originale avrà la meglio e non quello che arriverà per primo, prendetevi tutto il tempo necessario! 
Ricordo nuovamente che per questo GIVEAWAY i vincitori saranno due! In bocca al lupo e buona fortuna!



sabato 21 novembre 2015

Consigli di lettura. I miei ultimi acquisti firmati...Giuntina!

Di recente ho acquistato molti titoli, nell'ultimo mese penso di aver portato a casa dalle varie librerie nelle quali mi servo, almeno una quindicina di libri. Non resisto, li vedo e li compro. A volte riesco a rimetterli sullo scaffale, dove li ho trovati, pensando a quanti ancora ne ho a casa e mai letti, ma ci sono giorni in cui questa forza mi abbandona e mi lascio andare. 
Soldi sempre spesi bene, se spesi per un libro. Questo pensiero lo condivido e lo sottoscrivo. Non è un modo per giustificare me stesso ma è la pura verità. I libri costano, se si pensa che già solo comprare cinque titoli nuovi, dipende dalla casa editrice poi, si può raggiungere alla cassa anche un bel centinaio di euro, o comunque andarci vicino. Oggigiorno sono parecchi soldini. 
Badate bene, il fatto che ho un blog che parla di libri, non ha nulla a che vedere con la quantità di libri che compro, ne compravo altrettanti anche prima di iniziare questa avventura. 
Solo un lettore come il sottoscritto può capire quel che dico, infatti, penso di rivolgermi ad un pubblico con i miei stessi interessi, visto che siete sul mio blog e mi state dedicando il vostro tempo! 
Oggi vi segnalo due letture che non ho ancora avuto modo di cominciare ma che sono sicuro fantastiche, è come un sesto senso. 
Qui di seguito vi mostro le copertine e vi propongo la sinossi con due note sugli autori esattamente come trovate in quarta di copertina, scritte dalla casa editrice. Ovviamente, a lettura terminata seguirà una mia recensione.  

Titolo: "Il grande circo delle idee"
Autore: Miki Bencnaan
Traduttore: Anna Linda Callow
Editore: Giuntina
Collana: Israeliana
Pagine: 407
Prezzo: Mondadori Store, Amazon, LaFeltrinelli in versione cartacea a €15,30 mentre in versione ebook con Mondadori e Feltrinelli a €12,99, mentre Amazon propone l'ebook a €6,49

Una mattina d'inverno, due anziane donne vengono trovate morte in una casa di riposo a Gerusalemme.
Una di loro indossa un costume da elefante, l'altra è vestita da bambola. La causa della morte è certa, asfissia causata da una stufetta a gas, ma nessuno sa spiegarsi perché sembrino appena scappate da un circo.
Il mistero è celato nelle vite segrete di quattro ospiti della casa di riposo che quindici anni prima, nel tentativo di trovare un senso agli anni che restavano loro, hanno fondato un coro riscuotendo un certo successo. Concerto dopo concerto, veniamo a conoscere le loro vite, tragiche e tuttavia miracolose, animate dalla convinzione che l'estro, la fantasia e l'ingegno possono incidere sul proprio e altrui destino.
Una bambina salvata dalle camere a gas da uno stormo di corvi. Un prete che si è messo in testa di creare il paradiso in terra. Un orfano geniale che decide di redimere il mondo creando un trono biologico da semi di ciliegio. Tutti e tre riuniti a loro insaputa da una regista teatrale che vuole riportare indietro il tempo attraverso un'ultima temeraria messa in scena. Questi i protagonisti di uno straordinario romanzo che conduce il lettore in un mondo magico dove realtà e fantasia si mescolano in trame che raccontano la vita e la Storia e colpiscono in profondità il cuore. 

Miki Bencnaan è nata a Tel Aviv. Oltre che scrittrice è scenografa e costumista per il National Habima Theater. Insegna presso la Bezalel Academy of Art and Design di Gerusalemme.
Ha inoltre fondato una start-up che sviluppa tecnologie per il campo medico. Il grande circo delle idee è il suo primo libro pubblicato in Italia, definito da Ha'aretz "un romanzo da accogliere con una grande ovazione".

Titolo: "E' questa la terra promessa?"
Autore: Eli Amir
Traduttore: Shulim Vogelmann
Editore: Giuntina
Collana: Israeliana
Pagine: 249
Prezzo: Mondadori Store, Amazon, LaFeltrinelli in versione cartacea a €12,75 mentre in versione ebook a €8,99

Nuri è un ragazzo nato a Baghdad e immigrato in Israele agli inizi degli anni '50. I genitori, costretti a vivere in condizioni di estremo disagio in un campo profughi, acconsentono a mandare il figlio in kibbutz. Provenendo da una società mediorientale, conservatrice e tradizionalista, Nuri dovrà affrontare una lotta interiore tra il suo vecchio mondo e l'esperimento sociale più audace del XX secolo, volto a far nascere un ebreo nuovo, ribelle, laico e creatore di una cultura nuova. Il cibo, la musica, il rapporto con i genitori e con le ragazze, l'ideologia socialista - tutto è nuovo e diverso, e Nuri sa che deve farli propri se non vuole restare emarginato. Il lettore si affezionerà a questo ragazzo sensibile e coraggioso le cui vicende ci offrono un'opportunità unica per comprendere l'angoscia dello sradicamento dalla propria cultura sperimentata dagli immigrati.

Eli Amir è nato nel 1937 a Baghdad. Immigrato in Israele nel 1950, si è laureato in Storia del Medio Oriente e Letteratura ebraica all'Università di Gerusalemme. E' stato consigliere del primo ministro per l'immigrazione e responsabile dell'Agenzia Ebraica per l'immigrazione giovanile. Si è sempre adoperato a favore delle relazioni tra israeliani e palestinesi. Nel 2008 ha ricevuto la laurea honoris causa dall'Università di Tel Aviv. Da E' questa la terra promessa? è stata tratta una serie televisiva. Questo è il secondo romanzo di Eli Amir pubblicato in Italia dopo Jasmine (Einaudi, 2008).


Un vero lettore non può essere snob!

Buongiorno a tutti voi, miei cari lettori. Oggi vorrei iniziare la giornata con un piccolo pensiero che ho partorito, se così si può dire, ieri pomeriggio. 
Mentre navigavo per il web, come sono solito fare, mi sono imbattuto in alcuni blog dove, tra le loro pagine, ho notato uno snobbismo assurdo nei confronti di alcuni autori e, quindi, dei loro libri. 
Vorrei esprimere il mio pensiero a riguardo e condividerlo insieme a tutti voi. Non voglio essere frainteso e non voglio fare l'ipocrita, quindi cercherò di esprimermi nel miglior modo possibile. Nel mio blog, parlo solo di libri che mi sono piaciuti. Ho preso questa decisione sin dal primo post. Perché perdere tempo a parlare di qualcosa che non mi è piaciuto? Inoltre, visto che il mio intento è di fornire idee per le vostre letture... sarebbe assurdo farvi perdere tempo a leggere di un libro che, di certo, non vi invoglierò a comprare, parlandone negativamente. Giusto? 
I libri che mi hanno proprio deluso o che non mi hanno nemmeno permesso di arrivare a pagina dieci, li ho lasciati perdere, li ho regalati o li ho donati a qualche biblioteca locale. Non ne ho parlato male nel blog e non ho cercato di creare una discussione - sarebbe troppo facile - solo per ottenere molti commenti o visite al blog. 
Credetemi, di libri che mi hanno fatto pentire di averci speso dei soldi ce ne sono e sono molti, altri mi hanno addirittura irritato, per le parole o il pensiero dell'autore. Parlo di fiction e non-fiction, i libri in questione spaziano da un genere all'altro. 
Ma quel è il punto di sputare su autori di successo solo perché funzionano a livello commerciale? Anche quelli sono libri e, anche nel loro caso, qualcuno si è seduto e ha scritto tutte le parole che vi sono contenute, se a qualcuno piace, è giusto che sia così. Non siamo tutti uguali e quindi i gusti ben venga se diversi. L'editoria sarebbe monotana altrimenti, non trovate?
Si dice sempre, direi allo sfinimento, che in Italia ci sono pochi lettori e che il mercato non sta andando tanto bene. Molte persone, da giovani, si appassionano a libri YA, che vanno alla grande, quando crescono, questi piccoli lettori ( perché questo sono diventati, grazie a questo genere ) modificano man mano le loro preferenze, grazie anche al fatto che stanno crescendo. Io ho quasi 40 anni e di tanto in tanto leggo libri YA (mi piacciono tantissimo), sono scritti bene e intrattengono moltissimo. Un lettore è un lettore e noi blogger, che trattiamo l'argomento per passione personale, dobbiamo renderci conto che il mondo dei lettori è tanto vasto quanto lo è l'offerta di libri, dei generi ai quali appartengono e delle modalità con le quali vengono pubblicizzati. 
Ognuno ha diritto ad una opinione, chiunque voglia aprire un blog per esprimersi lo può fare in modo democratico e chi vuole può seguirlo oppure, come si dice per la TV, può cambiare canale. Non metto in dubbio nessuno di questi aspetti ma, la cosa che trovo un pochino fastidiosa, è la snobberia fine a se stessa, che non porta da nessuna parte e che trovo gratuita, la maggior parte delle volte.    

venerdì 20 novembre 2015

"Underground" la tragedia dell'attaco alla metropolitana di Tokyo raccontata dallo scrittore Murakami

Titolo: "Underground"
Autore: Haruki Murakami
Traduttore: Antonietta Pastore
Editore: Einaudi Super ET
Pagine: 503
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €10,40 mentre in versione ebook a €6,99

La scorsa domenica, bellissima giornata, con la mia dolce metà abbiamo deciso di approfittare del tempo per fare una passeggiata nel centro di Perugia.
Tardo pranzo, visto che non ci siamo resi conto dell'ora, quasi a rischio chiusura di tutti i ristoranti, dopo un ottimo caffé con panna sono entrato in Feltrinelli di Corso Vannucci.
Moltissimi i libri che ho visto e dei quali vi parlerò. Alcuni di questi li ho già ricevuti a casa per gentilissima concessione delle case editrice che li hanno pubblicati, mentre tanti altri li ho comprati io stesso o già sono in cima alla mia lista dei desideri.
Chi di voi segue il mio blog con una certa frequenza già conosce il mio amore e interesse verso il Giappone e la sua ricchissima cultura. Essendo, il mio blog, uno spazio improntato sulla narrativa moderna, fino ad ora ho parlato solo delle mie letture di autori nipponici, attuali, senza mai entrare in quel ramo della letteratura che prende il nome di non-fiction, al quale questo libro appartiene, di questo affascinante paese.
Ma di cosa parla questo libro? Underground, come molti di voi sanno, è la metropolitana, e questa nuova copetina Einaudi ( come tutte le altre copertine dei lavori di Murakami ) riesce benissimo nell'intento di spiegare l'argomento trattato nel libro. 
Il giorno 20 marzo 1995 la città di Tokyo è stata sconvolta dall'attacco terroristico di un gruppo/setta che prende il nome di Aum. Cinque uomini, muniti di un ombrello e due piccoli sacchetti di plastica, ognuno,  contenenti Sarin (potente gas nervino classificato come arma di distruzione di massa ) , si sono mischiati tra i milioni di passeggeri che affollano i treni della metropolitana di una delle città più popolate al mondo.
Hanno pianificato il tutto e hanno portato a termine la loro terrificante missione, tutto in nome di chissà quale strano concetto di credenza. Veramente inspiegabile. Murakami Haruki, scrittore nipponico di fama mondiale, che tutti noi conosciamo ( e amiamo per i romanzi che ci ha regalato ), ha deciso di agire e di fare la sua parte intervistando alcune delle persone coinvolte o anche solo presenti quel terribile giorno.
Ma da dove è arrivata questa voglia di raccontare i fatti della metropolitana di Tokyo? Un giorno era capitato all'autore di leggere una lettera di una donna ad un giornale. In questa lettera la signora raccontava di come il marito aveva perso il suo lavoro dopo essere stato intossicato dal gas. Non c'era rabbia nelle parole della donna ma voleva solo raccontare il fatto. Perché era successo tutto quello? Quante persone hanno subito danni da quell'attentato? Che tipo di ripercussioni ha avuto sulla vita delle persone toccate dall'attentato? 
Queste e tante altre sono le domande che Murakami si è posto dopo aver letto quella lettera anonima in un giornale prettamente per un pubblico femminile. 
Un lavoro di ricerca enorme è stato fatto per riuscire ad entrare in contatto con chi ha subito l'attacco alla metropolitana. Come dice l'autore stesso nelle prime pagine del libro, per riuscire a contattare le persone coinvolte si sono affidati ai giornali e alle televisioni, copiando i nomi contenuti negli articoli e durante i telegiornali. Dopodiché hanno iniziato a prendere i vari appuntame per rivolgere loro alcune domande per capire meglio ciò che è successo, con gli occhi di chi l'ha vissuto, purtroppo, sulla propria pelle. 
C'è un ordine ben preciso con il quale sono state pubblicate queste interviste, sequenza necessaria per raccontare l'accaduto, una via di mezzo tra un romanzo e un pezzo giornalistico. I testimoni con i loro racconti, da brividi, danno vita a scene che riescono a descrivere attimo dopo attimo tutta la vicenda. Il lettore riesce ad essere alla stazione della metropolitana, in strada assieme ai feriti, ma anche nella macchina di un operatore televisivo, in corsa verso l'ospedale, nel tentativo disperato di un operatore della metropolitana di salvare il suo collega, entrato in contatto diretto con il liquido letale. Tutto per poi riportare l'attenzione sulle strade alle uscite della metropolitana e sulle banchine dei binari delle stazioni colpite. Un continuo susseguirsi di eventi raccontati dalle testimonianze e dai diversi punti di vista di chi si trovava nei luoghi degli attentati. 
Leggere le interviste contenute in questo libro fornisce uno spaccato della cultura giapponese. Anche nelle risposte e nei ricordi di un evento così terribile, quanto inspiegabile, affiora la gentilezza e la calma razionale tipica di questo fantastico popolo. Pronti a tornare al lavoro e alla loro routine quotidiana pochi giorni dopo quella terribile esperienza. Nelle loro parole non c'è odio ma solo un terribile ricordo che porteranno con sé per tutta la vita. 
Provo tantissima ammirazione per le persone rimaste colpite dal gas per la forza che mostrano nel raccontare quel che gli è accaduto combattendo, senza forse saperlo, quel tentativo di infondere la paura di vivere, scopo dei terroristi. 
Ho iniziato a leggere questo libro pochi giorni prima dei fatti terroristici di Parigi e l'ho terminato due giorni dopo. E' agghiacciante essere immerso in così tanto odio leggendo e ascoltando la televisione, per non parlare dei social media. Una paura che si cerca di insinuare dentro di noi, scopo del terrorismo, nella malata speranza di cambiare il nostro modo di vivere quotidiano. 
Questo libro lo consiglio proprio per momenti come questi, per cercare di capire qualcosa di più, ci permette di ascoltare cosa voglia dire essere parte di un attacco di terrorismo, cosa vuol dire vivere il terrore, essere vittime innocenti per una causa impossibile da capire anche a chi agisce in suo nome.
Se volete saperne di più vi lascio qui di seguito il video disponibile su YouTube. Nel caso stiate leggendo questo post con un dispositivo diverso da un laptop o PC cliccate QUI per essere rimandati al video.







giovedì 19 novembre 2015

Illusionismo letterario da thriller "Non mi troverete mai" di Robert Wilson

Titolo: "Non mi troverete mai"
Autore: Robert Wilson
Editore: edizioni e/o
Collana: e/originals
Pagine: 456
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli, Amazon in versione cartacea a €15,30 mentre in versione ebook a €9,99

Vi avevo segnalato qualche tempo addietro nuovi arrivi in casa e/o. Beh, tra tutti i miei impegni di lavoro, sono riuscito a finirne uno. Wow, mi è piaciuto e ve lo consiglio. La versione cartacea è un pochino scomoda da portare con voi per la mole del romanzo ma... credetemi che ne vale la pena!
Amy Boxer, il personaggio di questo romanzo scritto da Wilson è una ragazza adolescente. I genitori sono separati ed entrambi sono investigatori di polizia. Trovano le persone scomparse e nel loro campo sono degli esperti. Il troppo lavoro li porta a creare delle mancanze verso loro figlia, che un bel giorno decide di vendicare questo suo sentimento di abbandono e decide di inscenare la sua sparizione. "Non mi troverete mai" ecco cosa lascerà scritto prima di far perdere tracce.
Se questo non vi sembra abbastanza per decidere di leggere questo libro vi propongo un'altro motivo. Provate a pensare ai libri e agli scrittori di questo genere che ritenete "maestri" nel farvi venire i brividi e a tenervi incollati alle pagine dei loro libri. Fatto? Bene, scordateveli perchè con questo romanzo cambierete i vostri idoli del thriller. Robert Wilson è stato capace di crearmi aspettative che poi si sono sgretolate una dopo l'altra man mano che le pagine si giravano da sole. Un illusionista della scrittura. Impossibile decifrare cosa stia accadendo. C'è stato un passaggio dove sono dovuto tornare indietro di qualche pagina per essere sicuro di aver capito bene, Mi è capitato raramente, vi dico solo questo.
Per non rovinarvi il divertimento, aggiungo solo che, Amy, mostrerà ai suoi genitori di essere diventata più brava di loro. Infatti rimarranno sconvolti nel scoprire quanto la loro premiata professionalità e riconoscimenti vari, verranno messi in discussione dalla crisi adolescenziale della loro adorata figliola. 
La scrittura, che ve lo dico a fare, scorre che è un piacere e la trama è organizzata alla perfezione. Tantissimi gli spostamenti tra Londra e Madrid per non parlare dei prsonaggi coinvolti in questa macabra caccia al tesoro. Brividi e suspance come se non ci fosse un domani. Scritto in terza persona riesce a mostrare al lettore le fragilità di questi due genitori, così sicuri di loro stessi sul lavoro ma poco inclini ad utilizzare il loro genio per la vita privata. Puro intrattenimento letterario. 

sabato 17 ottobre 2015

"La parabola delle stelle cadenti" di Chiara Passilongo

Titolo: "La parabola delle stelle cadenti"
Autore: Chiara Passilongo
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 384
Prezzo: Mondadori Store e LaFeltrinelli in versione cartacea a €15,72 su Amazon a €15,73 mentre in versione digitale a €9,99

Il giorno 13 ottobre è uscito in libreria il primo romanzo di Chiara Passilongo, "La parabola delle stelle cadenti". Un esordio con i fiocchi, oserei dire. Grande casa editrice, bella copertina e bello il titolo, ma soprattutto ben scritto e ben strutturato. Studente della scuola di scrittura Palomar di Mattia Signorini a Rovigo, la Passilongo, ha saputo mettere a frutto il proprio talento e gli insegnamenti ricevuti. Dico così perché ho letto il libro e me ne sono innamorato.
Sono andato a cercare sul vocabolario la parola "parabola" -  di tanto in tanto mi piace rinfrescare la mente con i giusti significati delle parole che usiamo - e questo è quello che ho trovato: "Evoluzione di un fenomeno che comincia a decadere dopo avere raggiunto il suo culmine" ( diz. Zanichelli ). Ovviamente non è l'unica definizione ma è senza ombra di dubbio quella che più descrive questo romanzo. Con questo intendo che non si poteva trovare titolo migliore. Denota attenzione ai dettagli; storia di un cambiamento storico e sociale messo in scena con l'ausilio di personaggi che hanno saputo incarnare perfettamente lo spirito di un'epoca ormai persa.
Uno degli aspetti più piacevoli di questo romanzo è stata, senza dubbio, la capacità di avermi trasportato nel mio passato, in quegli anni '80/'90 che hanno visto la mia generazione crescere e gioire in una Italia in pieno fermento. Un lavoro ben fatto, la Passilongo ha creato in me l'illusione di essere riuscita ad entrare nei miei, nostri, ricordi per poi metterli su carta.
Contesto nel quale l'autrice ha deciso di far nascere due dei suoi protagonisti: Francesco e Gloria Vicentini. Gemelli eterozigoti, nati dall'imprenditore Achille Vicentini e dalla moglie Nora, questi neonati non conoscono ancora la fortuna che il destino ha in serbo per loro, ma nemmeno i dolori che da quella stessa fortuna deriveranno. Inizia così il romanzo, descrivendo i genitori dei ragazzi per poi continuare a scoprire i caratteri, in mutazione e formazione, dei due fratelli man mano che raggiungeranno l'adolescenza e l'età adulta. Genitori, i Vicentini,  che con il duro lavoro hanno saputo creare un'azienda diventata famosa in tutto il paese. Famiglia senza dubbio patriarcale e con la mentalità di dover passare ai figli e alle generazioni future l'azienda di famiglia, creando un legame tra passato e futuro predestinato, indissolubile. 
Ma quelli sono gli anni di grandi cambiamenti che non hanno visto solamente uno sviluppo economico ma anche uno strappo generazionale. Un periodo storico che ha aperto il paese a mille possibilità. Uscire da schemi ormai vecchi, appartenenti ad un passato che vuole rimanere tale. L'individualità che si fa strada verso una migliore conoscenza di se stessi e delle proprie passioni ed inclinazioni. Tutto, ovviamente, in netto contrasto con i principi che quella generazione di genitori credeva unici e sacri. Francesco e Gloria si troveranno così a crescere rompendo quegli schemi che produrranno grandi contrasti con i propri genitori e con se stessi. Ma saranno anche i grandi dolori in quella ricerca di se stessi che formeranno i loro caratteri, aiutandoli a guardarsi dentro e a trovare la forza per continuare verso la strada scelta da loro. 
La scrittura piacevole, lineare e coerente con lo svolgersi degli eventi mi ha permesso di arrivare alla fine di questo corposo romanzo in pochissimo tempo. Troverete piacevole il modo in cui sono stati suddivisi i capitoli, uno schema che permette di ricordare eventi e personaggi senza dover rileggere a ritroso, come spesso può accadere quando si legge nei ritagli di tempo. 
In questo romanzo la scrittrice ha voluto raccontare l'Italia del cambiamento, ha centrato il tema dell'individualità e della necessità di trovare la propria strada, tipica di quel momento storico. Tantissimi sono i temi toccati in questo romanzo che ne spiega la quantità di pagine. Ci sarebbero abbastanza spunti per crearne un book club.
Ho notato che ultimamente c'è una grande voglia di tornare a quegli anni, sia a livello letterario che televisivo. Diverse angolazioni e punti di vista per descrivere il mondo degli anni '80/'90, nel bene e nel male, sicuramente testimoni anche di scandali e di un mal costume che ha iniziato a generarsi forse, e qui fornisco la mia personale visione, proprio grazie a quel benessere in crescita e alla corsa al consumo. 

IED e Mondadori: due chiacchiere con Davide Francesco Cabra, uno dei vincitori di "Match the Cover"

Buongiorno a tutti voi, miei cari lettori, oggi vorrei proporvi un'intervista che ho rivolto ad uno degli studenti dello IED che hanno partecipato e vinto il concorso in collaborazione con MONDADORI: "Match the Cover!".
Già avevo avuto l'occasione di parlarvene qui, mostrandovi alcune delle copertine e i nomi dei vincitori. Bene, grazie alla disponibilità di Anna Cantaro - responsabile dei Progetti Speciali dello IED di Milano - sono riuscito a coinvolgere uno dei vincitori ponendo qualche domanda per capire qualcosa in più di questa iniziativa. Il suo nome è Davide Francesco Cabra ed ha realizzato la copertina de "Il Piacere" di Gabriele d'Annunzio.

Ciao Davide! Benvenuto nello spazio delle interviste di Crazy About Fiction. Grazie infinite per aver deciso di rispondere ad alcune domande riguardanti il progetto "Match the Cover" che ha visto coinvolti voi, studenti dello IED, e la casa editrice Mondadori. Ho trovato l'idea molto interessante e innovativa, insomma, valevole di essere raccontata all'interno del blog.

1. Quando vi è stato proposto di partecipare al progetto? Come siete venuti a coniscenza delle modalità di svolgimento?

R. Attorno ad ottobre del 2014 è stato lanciato il contest aperto a tutti gli studenti IED. Come sempre per i Progetti Speciali, ci hanno mandato una comunicazione interna con l'invito a partecipare alle selezioni, incuriosito ho deciso di partecipare al colloquio di selezione e sono stato scelto tra i partecipanti. Io e gli altri studenti selezionati, abbiamo poi incontrato i referenti di Progetto Mondadori che ci hanno descritto il progetto e consegnato il brief. Da quel momento e fino a febbraio, ci siamo incontrati ogni settimana per discutere delle copertine e dei progetti che stavamo realizzando seguiti da tre tutor interni allo IED: Anna Cantaro, Carlo Amico e Alessandro Busseni.

2. La scelta delle copertine da creare, è stata obbligata o avete avuto la possibilità di scegliere liberamente?Quali sono le tue copertine?

R. La lista dei libri ci è stata data direttamente da Mondadori. Io, come altri, ho lavorato su tutte dieci le copertine e nella fase finale è stata selezionata quella de "Il Piacere" di Gabriele d'Annunzio.

3. Avete dovuto leggere i libri in questione prima di mettervi all'opera?

R. Non ci sono stati obblighi in questo senso, erano per la maggior parte libri che avevo già avuto modo di leggere durante il periodo scolastico, per cui mi è bastato dargli una rispolverata. In alcuni casi abbiamo preferito, piuttosto che lavorare sulla trama, trasporre una sensazione, un concetto o un immaginario che secondo noi risaltava all'interno del libro.

4. Quanto conta la copertina di un libro secondo te? E' vero quel che si dice... non giudicare un libro dalla copertina?

R. Penso che la copertina sia una parte fondamentale nella scelta del libro, soprattutto se non lo si conosce. Ci lasciamo conquistare dai colori, dall'immagine e dal titolo che ci troviamo davanti, per poi voltare il libro e, leggendo la sinossi, cercare una conferma alle nostre fantasie. Detto ciò, il libro preferito resterà sicuramente tale a prescindere dalla copertina.

5. Qual è stata la visione necessaria per creare la copertina giusta?

R. Essendo studenti di diversi indirizzi ci siamo soffermati per lo più sugli ambiti di nostra competenza, nel mio caso ho cercato di raccontare "Il Piacere" con un'immagine diversa rispetto a quelle che sono state usate nelle versioni precedenti. Ho cercato di renderlo più accattivante per un target giovane e ho spostato l'attenzione dalla donna avvenente e seduttiva che aveva rappresentato fino ad allora il libro.

6. Quanti tentativi hai fatto prima di arrivare al prodotto finito da presentare?

R. L'immagine che ho realizzato è piaciuta da subito e non ha subito sostanziali modifiche, mentre invece per quanto riguarda l'apporto grafico ci sono state numerose correzioni in corso d'opera che ho seguito direttamente nel reparto di grafica della sede di Mondadori, con le indicazioni di Giacomo Callo e Gianni Camusso.

7. Vi è stato chiesto di lavorare ad altre copertine?

R. No, per il momento questa è stata la prima ed unica occasione a cui ho avuto la possibilità di partecipare.

8. Siete passati in libreria per vedere le vostre creazioni? Che effetto ti ha fatto? Avete già avuto un riscontro dalla Mondadori? ( lo so, qui sono tre domande ma... le ho ritenute abbastanza complementari... ).

R. Solo nel vedere la copertina esposta in libreria mi sono reso conto che il progetto era definitivamente terminato, per cui è stata una sensazione abbastanza agrodolce: ero felice della riuscita, ma allo stesso tempo ancora tormentato dai dettagli, dalle scelte fatte che ormai non potevano più essere modificate. La cosa più piacevole sono sicuramente gli amici che mi mandano fotografie dalle varie librerie dove trovano il libro.
I primi riscontri sulla copertina li ho avuti dal web, non tutti esattamente positivi. Ma citando Wilde "Non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli."
Volevo dare un'immagine diversa, meno stucchevole a questa copertina e trovo normale che non tutti i lettori siano concordi in questa visione personale del libro.

9. Avete partecipato a qualcosa di simile in passato?

R. No, è stata la prima volta in cui ho avuto a che fare con una grande azienda come Mondadori e si preannunciava una pubblicazione cartacea. Fino ad oggi avevo collaborato con i miei coetanei e per progetti per lo più personali.

10. Quali sono i tuoi progetti futuri?

R. Non sono ancora sicuro di "quello che voglio fare da grande". Sicuramente vorrei continuare a lavorare nell'ambito della comunicazione visiva, ma forse allontanandomi dalla fotografia per un indirizzo un po' più ampio, come la direzione creativa.

Beh, caro Davide, noi di Crazy About Fiction ti auguriamo di poter realizzare i tuoi desideri. Le tue risposte sono state esaustive e centrate nel rispondere alle nostre domande. La tua copertina per noi è molto bella, nuova e innovativa. E' molto piacevole leggere l'entusiasmo nelle tue parole e nel modo in cui ci hai descritto il processo di questo progetto. Per questo motivo ti ringraziamo e speriamo di poter parlarci ancora in futuro!
Tantissimi ringraziamenti allo IED di Milano tramite Anna Cantaro che è stata così disponibile e gentile nell'aiutarci a far recapitare le nostre domande all'interessato, e un ringraziamento per aver reso possibile questa intervista ad Anna Da Re di Mondadori, amica del blog! 
Come potete vedere lo IED conferma, attraverso i talenti che forma, un luogo che ha a cuore la creatività e la passione per l'arte e per la comunicazione, così come una grande azienda come Mondadori che si presta a questi tipi di progetti che aiutano a scoprire nuovi talenti. 


venerdì 16 ottobre 2015

"Acqua Storta" di Luigi Romolo Carrino

Titolo: "Acqua Storta"
Autore: Luigi Romolo Carrino
Editore: Meridiano Zero
Collana: Gli Obliqui
Pagine: 159
Prezzo: Mondadori Store, LaFeltrinelli in versione cartacea a €7,56 mentre su Amazon a €7,48. Su tutti gli store potrete trovare anche la versione con il CD dello spettacolo teatrale e anche la versione in fumetto del romanzo.

Ho letto l'ultimo libro di Luigi Romolo Carrino "La buona legge di Mariasole" appena uscito. Iniziato e subito terminato. Non potevo farlo attendere. Ho anche messo in pausa il romanzo che stavo leggendo in quei giorni per concentrarmi meglio.
Ancora fresco di lettura, mi siedo al pc e comincio a buttar giù due righe per parlarvene, una piccola recensione, poi però, mi sono scordato che non vi avevo ancora parlato di "Acqua Storta"! La lettura di "La buona legge di Mariasole" è vivamente consigliata ma, essendo un seguito, propongo di immergevi prima nella conoscenza del personaggio attorno al quale ruota un pochino tutto, Giovanni, e di come si è arrivati all'inizio dell'ultimo romanzo di questo autore.
Per questo motivo ho voluto prima rileggermi "Acqua Storta" e proporvi questo post. Cercherò di non fare troppi spoiler, anche se la vedo dura...
Giovanni è il figlio di un boss della malavita napoletana. Per caso, ad un festino abbastanza trasgressivo, incontra Salvatore, un uomo che lavora per il padre e, di conseguenza, anche per lui. Quell'incontro si trasformerà in una relazione di sesso e muto amore, soffocata dal contesto che li circonda. Un mondo che partorisce violenza come unica legge, dove l'onore è tutto, un valore assoluto.
Giovanni è sposato con Mariasole, donna alla quale anni prima si era dovuto unire in matrimonio per decisione dei rispettivi padri. Due famiglie che, invece di continuare a farsi guerra, decidono di cancellare il campo di battaglia che le separa attraverso il matrimonio dei figli.
Mariasole odiava Giovanni e odiava la sua famiglia che l'aveva costretta ad una vita di coppia forzata. Giovanni era indifferente alla cosa, rispetto alla sposa, almeno così appare al lettore. Ma questa sua indifferenza è dettata dall'incapacità del soggetto di vivere qualsiasi sentimento affettivo a causa della violenza, sua maestra e di una vita che lascia poco tempo da dedicare a se stessi.
Carrino è riuscito in poche pagine a descrivere un mondo intero. I personaggi sono degni figli del contesto nel quale vivono e nel quale sono cresciuti. L'amore e l'affetto sono solo legati ai codici della malavita e delle famiglie che ne reggono le sorti.
Potente e sconvolgente, un linguaggio che porta il lettore nel malaffare, rendendo le scene descritte "reali" quanto quelle di un film. L'uso di espressioni dialettali aumentano la forza delle parole usate dall'autore, donando forma ai personaggi e al loro carattere. 
Finisco il post dicendovi anche che questo libro ha venduto i diritti ad una casa di produzione e che non si è fermato lì. Vi sono state delle rappresentazioni teatrali ( esiste una versione del libro contenente il CD ) ed è stata fatta una graphic novel ispirata al romanzo. Nel caso foste interessati vi consiglio di fare un giro negli online store per trovare il materiale che vi ho appena descritto.

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