lunedì 30 giugno 2014

"L'estate sta finendo... Un'estate fa" di Stefano Tummolini

Come vi avevo precedentemente menzionato, il Publisher Fazi è un'uomo che ha l'istinto per le novità e per le sfide. Cinema e letteratura che si incontrano, questa volta in modo leggermente diverso rispetto all'ordine al quale siamo abituati. Solitamente i film precedono la loro trasposizione sul grande schermo, in questo caso, invece, vedremo come il seguito del film finirà su carta. Stefano Tummolini il 3/07/2014 sarà nelle librerie con il suo "Un'estate fa" (edito, appunto, da Fazi), sequel del suo film "L'estate sta finendo"(prodotto nel 2013), nelle sale a luglio. L'idea di scrivere un seguito alla storia narrata nel film è venuta proprio a Elido Fazi che ho imparato a conoscere un pochino di più attraverso Publisher di Alice Di Stefano. Se avete la voglia di avventurarvi nel sito della casa editrice Fazi, avrete la possibilità di leggere l'intervista all'autore/traduttore (di "Stoner" e non solo)/regista e sceneggiatore Stefano Tummolini. 
Qui sotto vi riporto alcune informazioni del libro e la sinossi come appare sul sito della casa editrice. Devo ammettervi che sono curioso di leggerlo e di vedere, ovviamente, il film.

Titolo: "UN'ESTATE FA"
Autore: Stefano Tummolini
Editore: Fazi Editore
Collana: Le Strade
Pagine: 144
Pubblicazione: 03/07/2014

Sinossi...

Un gruppo di ragazzi della Roma bene s'immerge nelle languide giornate di fine estate. Sono giovani, belli e inconsapevoli. Hanno una gran voglia di divertirsi e l'occasione per poterlo fare. Tutto sembra perfetto, finchè uno di loro non scompare misteriosamente nel nulla. Cos'è successo? Che ne è stato di lui? Cosa hanno visto gli altri? Accusarli della sparizione sembra davvero impensabile: ma le apparenze, si sa, spesso ingannano... Interrogati dalla polizia, i ragazzi riportano ciacuno la propria versione dei fatti - finendo così per rivelare ognuno il proprio peccato e il proprio lato oscuro. Deposizione dopo deposizione, l'equilibrio comincia a incrinarsi: una alla volta cadono le maschere e si delinea un quadro sempre più torbido. Spuntano gelosie, seduzioni incrociate, egocentrismi e giochi di potere, spietate dinamiche di gruppo. Nessuno si salva e la soluzione lascia inevitabilmente l'amaro in bocca.

mercoledì 25 giugno 2014

Recensione: "Publisher" di Alice Di Stefano

Titolo: "PUBLISHER"
Autore: Alice Di Stefano
Editore: Fazi Editore
Collana: Le Strade
Pagine: 377
Prezzo: Amazon, inMondadori in brossura a €14,03 mentre LaFeltrinelli a €14,02. In versione digitale su tutti e tre i negozi online a €1,99 (prezzo incredibile se paragonato ad altri libri da poco usciti)

Ho iniziato a leggere questo libro a causa della curiosità che mi ha assalito dopo aver letto la sinossi. Il libro era riuscito ad arrivare allo Strega 2014, si è presentato ma non ha è riuscito a passare tra i 12 fortunati che vi ho già riportato qui.
Non conoscevo Alice Di Stefano e, pur conoscendo la casa editrice Fazi, non sapevo nulla dell'uomo dal quale ha preso il nome. Elido Fazi fino a poco tempo fa mi avrebbe solo ricordato la casa editrice, a causa del cognome, ma niente di più.
Il Publisher del titolo è proprio lui, quel Fazi che firma pubblicazioni di grande livello e di successo e che tutti  noi conosciamo da molto tempo.
Inizialmente mi ero domandato cosa avesse quest'uomo di tanto interessante tanto da dedicargli un libro di cotanta importanza di numero di pagine, poi, dopo aver trascorso in suo compagnia i primi capitoli, ho trovato la risposta da solo.
L'autrice ha deciso di raccontare questa storia di verità/fiction, raccontando proprio dal punto di vista di Alice, moglie del Publisher e cioè dal suo. Tutto raccontato in terza persona, giusto per distaccarsi più facilmente da se stessa e immergersi in quello che smebra apparire un genere fiction non fiction.
Un modo di narrare decisamente unico se si considera l'argomento. Leggendo il libro si ha l'idea di essere seduti sul divano di casa Fazi al fianco di Alice mentre, con un album di fotografie in mano, ricostruisce la vita del Publisher dalla nascita fino ad arrivare all'ingresso nella sua vita, proseguendo fino ai giorni nostri passando dai loro primi incontri alla vita di coppia e lavorativa che oggi condividono.
All'interno di queso libro ho trovato moltissime parole che mi hanno obbligato a verificarne il significato sul vocabolario del mio ebook, non mi vergogno a dirlo, mostrando quanto la lettura possa essere un'esperienza nuova e formativa. Non voglio spaventare i lettori meno propensi ad utilizzare troppo il vocabolario, infatti, l'autrice ha saputo trovare il connubio migliore tra parole da letterato a parole che appartengono ad un gergo meno ricercato.
L'ironia è l'ingrediente vincente che Alice Di Stefano ha saputo aggiungere (quanto basta) per rapire il lettore ed evitargli di avere un'immagine negativa di quell'uomo soggetto del... romanzo? Il libro inizia con un viaggio combattuto, nel quale Elido e Alice prendono e partono per le Maldive. A seguito di questo viaggio Alice lo raggiunge in India, lo segue alla Buchmesse di Francoforte, sempre al suo fianco ma come editor, collaboratrice, amica, insomma, mai come compagna. Scene che vedono una simil-imbranata editor accompagnatrice, unite alla goffaggine e sfacciataggine del Publisher, ma insignificanti visto la sua posizione nell'editoria.
La cosa che mi ha lasciato perplesso e anche pensieroso è stato il modo in cui Alice fotografa ( in modo alquanto comico ) il "Nostro", diciamo che subito non ne esce un'opinione positiva. Non che si possa avvertire un senso di risentimento o di insopportazione verso Elido, ma un che di oggettivo senso critico nei suoi confronti. La sua bravura, di Alice ovviamente, è stata quella di trasmettere il suo amore verso un uomo che non sembrerebbe incarnare il classico Principe Azzurro. Utilizzando le sue parole, e qui riporto para para quel che si trova scritto nel romanzo: "Il Publisher, è vero, è altalenante: è nervoso, euforico, s di giri, compresso, eppure la vita sull'orlo dll'ictus per lui è normale. Lievi equivoci e sbalzi..." e ancora "Il Publisher d'altra parte non brilla in tenerezze...".
Insomma, diciamo che a volte sembra andarci pesante, ma mai una volta il personaggio mi è risultato antipatico, tanto da "tifare contro". Questo penso proprio che sia da accreditare alla bravura nella scrittura dell'autrice.
Ad un certo punto mi è venuto da chiedere: " ma qual'è la parte romanzata e qual'è la verità? ". Penso che a questa domanda potrà rispondere solo chi è veramente vicino al Publisher in questione, anche perchè potrebbe essersi riconosciuto in alcune situazioni. Ebbene sì, Alice Di Stefano non prende di mira (in senso buono del termine) solo il soggetto del titolo ma anche tutta il team di persone che gli ruotano attorno, dai collaboratori della casa editrice agli autori stessi, tanto cari al Publisher.
A mio parere molte delle cose nel libro rispecchiano la realtà, anche perchè la curiosità ha preso il sopravvento e quindi mi sono gettato a controllare nomi e visi e varie possibili connessioni con la casa editrice. Non sono uno stalker ma il libro mi ha preso, mi è piaciuto e quindi ho voluto approfondire.
Ora non voglio far diventare questo post infinitamente lungo e quindi sfiorare la noia ma giusto per fare un piccolo esempio, troverete anche accenni alla disputa tra l'editore e la fortunata Melissa P. che, dopo messa e lasciata con il figlio del Publisher ha incominciato ad avere non idilliaci rapporti con la casa editrice e, ovviamente, con il suo capo. Tutto questo documentabile, basta digitare i nomi su Google e... scoprirete molto.
Quante cose ci sarebbero da raccontare e citare di questo libro. Troppe per un post in un piccolo blog come il mio.
Personalmente ho trovato questo libro interessantissimo e, cosa che faccio poco spesso, penso che lo acquisterò anche in versione cartacea da tenere nella libreria. Avendolo letto in versione ebook, visto il prezzo allettante...
Alice Di Stefano ed Elido Fazi mi sono risultati simpatici, una coppia che si nutre delle proprie diversitàe delle proprie peculiarità, adatta in un momento dove la verità e la passione per qualcosa viene a mancare a causa di uno scoraggiamento generale. Interessante sarebbe conoscere il punto di vista dell'interessato, osservato e studiato per molto tempo, a quanto sembrerebbe, uomo che ha un fiuto per gli affari e per le storie importanti infinito, tanto da esporsi in un ritratto di sè che non sempre risulta positivo ma almeno autentico. Leggetelo!



martedì 24 giugno 2014

Recensione: "VOGLIO SCRIVERE PER VANITY FAIR" di EmmaT alias Erica Vagliengo

Titolo: "VOGLIO SCRIVERE PER VANITY FAIR"
Autore: Emma Travet
Editore: GoWare edizioni
Collana: Pesci Rossi
Pagine: stampa 261, dimensione file 5142 KB
Prezzo: solo in versione digitale su Amazon €4,74 mentre su inMondadori e LaFeltrinelli a €4,99

Chick lit è il termine per desrivere questo tipo di romanzi. Letteratura per signore, così come una gentile traduzione vorrebbe, anche se il discorso sarebbe leggermente diverso e molto più ampio. Nato ed esploso negli anni novanta, è un genere che ha visto un'enorme quantità di best seller negli USA e in Inghilterra. 
La prof dell'autrice le aveva annunciato che avrebbe scritto romanzi in stile Harmony, portandole fortuna anche senza volerlo. 
Il titolo stesso evoca immediatamente altri romanzi sul genere, ma anche telefilm come Sex and the City, uscito dai racconti "romance" di Candace Bushnell, con le avventure di Carrie Bradshaw e le sue tre migliori amiche per le strade di New York che tanto abbiamo amato negli anni passati.
Personalmente sono letture che ho sperimentato e devo dire che la critica non rende spesso giustizia. 
I contenuti sono spesso rivolti ad un pubblico femminile e meno ad un pubblico maschile ma, sono sicuro che anche i maschietti potrebbero divertirsi leggendo le pagine di questi romanzi.
Voglio scrivere per Vanity Fair ha attirato la mia attenzione quando ho conosciuto la sua autrice tramite alcuni video trovati sulla rete. Emma Travet, pseudonimo di Erica Vagliengo, è una web journalist e anche una blogger. Collabora con marieclaire.it e tiene anche una rubrica su larivistaintelligente.it. Inoltre la rete, se inserite il suo nome su google, vi dirà che è anche Managing Editor di scenariomag.it e molto altro. Insomma, come la sua alter ego non si ferma mai!
In particolare, oltre alla sua bio, mi ha attirato il fatto che questo libro è stato un prodotto di marketing ancor prima di essere pubblicato.
Circa cinque anni fa è uscito il primo Voglio scrivere per Vanity Fair, precaria si ma con stile che la sua autrice ha voluto modernizzare rendendolo un ebook interattivo, migliorando l'esperienza di lettura rendendolo un vero prodotto completo, pubblicandolo con la GoWare edizioni. Questo significa che tutto quello che è presente nell'ebook, dai prodotti ai luoghi ai personaggi, prendono vita al tocco magico di un clic aprendo nuove finestre durante la lettura arricchendo il suo contenuto e dando la possibilità al lettore di immergersi nel mondo di Emma T. 
Idea che le era balenata nel 2005, grazie a MySpace, suggeritogli da un'amica americana. Aveva creato i primi due capitoli del romanzo, testando così le possibiltà che a sua insaputa si sarebbero aperte in futuro, con l'uscita del libro. Ma restiamo agli inizi, al progetto di marketing che Erica Vagliengo aveva in testa; per completare il suo pacchetto degno di nota agli Marketing Awards ( nel caso esistessero ), ha creato del merchandising relativo ad Emma T. Tutto questo lo potrete sentire direttamente dall'autrice in questo video ( a 1,45 minuti dall'inizio ) che vi consiglio di guardare perchè è interessante e potrebbe regalarvi delle idee. 
Grazie alla casa editrice GoWare, che gentilmente mi ha mandato il libro, mi sono immerso nella lettura di questo prodotto Emma T al quale il libro è legato e devo dire che mi ha divertito. Non ho comprato nulla dei prodotti che vengono menzionati, visto che si tratta di accessori femminili, ma i video che vi ho trovato e molte scene descritte hanno reso l'idea di ciò che Erica Vagliengo diceva in una sua presentazione del libro. Ha reso il suo romanzo accessibile ai sogni e ai desideri di chi incarna Emma T nelle province del nostro paese, nascoste in minuscole scrivanie dietro a mille scartoffie delle redazioni di giornali di provincia, con una paga che non permetterebbe di vivere come quelle eroine di film americani sopra citati. 
Emma Travet, alle prese con un direttore Vintage che sembra usare una fragranza che nemmeno Eta Beta userebbe, costretta a stare nella monotonia dei "reportage" che le vengono assegnati di volta in volta. Emma ha dei sogni, delle aspettative, molte idee che, attraverso la sua tenacia, cercherà di mettere in atto evitando di lasciarsi abbattere dalle avversità che, una vita di provincia, le aveva già riserbato per il suo futuro.
Prossima al matrimonio, l'energica ventiseienne Emma T, si troverà ad affrontare le improbabili richieste del suo ottuso e dispotico capo che per un misero stipendio da contratto co.co.pro la rende sfruttabile e "ricattabile" ad ogni occasione.
Una storia leggera che tratta un tema importante, quello della disoccupazione e della precarietà utilizzando il divertente e fumettistico personaggio di Emma, l'eroina delle sue coetanee sparse per tutto lo stivale.
Erica Vagliengo conosce bene come utilizzare la scrittura e, anche se ha scelto di posizionarsi in un genere che vanta una certa nicchia di lettori, penso che in futuro ci potrà regalare una Emma T cresciuta, non più precaria e magari in conflitto con gli impegni lavorativi poco concilianti con la famiglia. L'autrice sta già scrivendo il seguito di uesto libro, quindi, sarò curioso di vedere se i miei pronostici si riveleranno fondati.




lunedì 23 giugno 2014

Sullo scaffale della libreria

Eccomi qui anche questo lunedì a proporvi una lettura nuova. Ho visto questo libro sullo scaffale in libreria dedicato ai libri gialli, ai thriller. "Omicidi in pausa pranzo..." scritto da Viola Veloce. Date un'occhiata al suo blog, sono sicuro che vi piacerà molto. Così è stato per me. 
La copertina mette allegria, ironica, divertente, degna da film degli anni '80. L'argomento mette meno allegria, infatti, si tratta di omicidi. Situazioni che avvengono proprio durante la pausa pranzo in un ufficio "X". Pensate che questo romanzo, prima di essere pubblicato su carta è stato in vetta alle classifiche di Amazon per un anno! Se si butta uno sguardo in quarta di copertina si può notare quella che sembrerebbe la descrizione perfetta per il libro: "Comico, ironico, graffiante. E assolutamente italiano!" oppure "Un gustosissimo mix giallo-rosa-vita lavorativa che spinge il lettore, soprattutto se impiegato, a ritrovarsi emotivamente coinvolto." Un mio amico lo ha letto e mi ha detto che è esattamente così. E lui in ufficio ci lavora! 
Personalmente l'ho già scaricato sul mio Kobo e spero di poterlo leggere presto, magari questa settimana stessa.  
Come al solito vi lascio la sinossi del libro così come riportata dalla casa editrice Mondadori. Spero che sia una lettura piacevole e spero di aver fatto cosa gradita a parlarvene oggi.

Titolo: "OMICIDI IN PAUSA PRANZO"
Autore: Viola Veloce
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 236
Prezzo: Amazon, inMondadori, LaFeltrinelli in copertina rigida a €11,90 oppure in versione digitale a €4,99

Sinossi...

Francesca Zanardelli sta per affrontare il solito pomeriggio in ufficio. E' davanti allo specchio del bagno, con in mano lo spazzolino da denti, quando intravede due piedi sbucare da sotto la porta del w.c. Per terra c'è il cadavere di Marinella Sereni, la sua insopportabile compagna di scrivania! Qualcuno l'ha strozzata con una corda bianca, rimasta ancora intorno al collo, per poi ricomporre perfettamente il cadavere, come se fosse già pronto per entrare nella bara. E lo strano delitto è avvenuto... mentre tutti erano in pausa pranzo.
Francesca diventa così la principale testimone delle indagini sulla morte della collega, affidate alla procura di Milano. Ma il killer è stato bravissimo a non lasciare tracce. L'assassino potrebbe essere chiunque: un altro impiegato oppure uno sconosciuto entrato dalle finestre aperte al piano terra.
Il caso suscita un incredibile clamore mediatico e la paura diventa una compagna di vita dei trecento dipendenti dell'Azienda Omicidi, come la chiamano i giornalisti.
I colleghi cominciano addirittura a sopsettare tra loro, mentre la vita privata di Francesca va a rotoli. Il fidanzato l'ha lasciata il giorno prima delle nozze con duecentoventitré regali da restituire, e i suoi genitori vorrebbero che si licenziasse perchè hanno paura che l'asassino possa uccidere anche lei.
Ma Francesca non vuole perdere il lavoro: sa che il posto fisso è un privilegio da non abbandonare. Preferisce rischiare la pelle pur di continuare a "portare a casa lo stipendio" e non finire in un'agenzia interinale per precari, come capita alla generazione di trentacinquenni alla quale appartiene.
E mentre le cotolette di plastica in pausa pranzo si susseguono identiche ogni giorno, la procura di Milano non riesce a scoprire chi sia l'assassino, nel frattempo divenuto un vero serial killer, bravissimo tutte le volte a non lasciare tracce sulla scena del crimine...
Viola Veloce inscena una satira pungente sulla vita nelle aziende in un paese come l'Italia, dove i sindacati sono sempre meno rappresentativi e i lavoratori sempre più soli. Una commedia esilarante e autentica che si colora di giallo e racconta le inquietudini sentimentali di un'impiegata che non vuole perdere il proprio lavoro. La fortissima corrente di simpatia nata tra i lettori della Rete testimonia come Omicidi in pausa pranzo tocchi con precisione e delicatezza alcuni dei temi più profondi e inquietanti di questi nostri anni, regalandoci il liberatorio sorriso per superarli.



sabato 21 giugno 2014

"IL BACO DA SETA", il ritorno di Robert Galbraith a.k.a. Rowling e del suo investigatore Cormoran Strike

Sono sicuro che molti di voi nell'udire il nome di Robert Galbraith non avranno nessuna reazione. Chi è quest'uomo? Avete mai letto nulla di suo? Lasciate che vi rinfreschi la memoria, visto che proprio l'altro ieri, per la precisione il 19 giugno ( specifico solo per chi si dovesse trovare in una dimensione-temporale diversa dalla nostra ) ha visto l'uscita nelle librerie del suo secondo best seller. Ebbene sì, amici miei, un best seller che ancor prima di uscire aveva visto pre-ordini con numeri da capogiro e librerie pronte a sgomberare le proprie vetrine per lasciare spazio a questo imminente successo. 
E qui vi starete chiedendo: ma come fa ad essere un best seller se il nome non mi dice proprio nulla? Questa è proprio la sorpresa, il nome non è altro che uno pseudonimo di J.K. Rowling ( la ricchissima mamma di Harry Potter, per intenderci ) autrice acclamata in tutto il mondo capace oramai di trasformare in oro qualsiasi cosa tocchi. 

Il 4 novembre 2013 era uscito per la Salani il primo romanzo con le avventure dell'investigatore privato Cormoran Strike, "Il richiamo del cuculo"che si era trovato a dover risolvere il caso di una modella il cui corpo senza vita era stato trovato sull'innevato marciapiede di un quartiere di Mayfair a Londra.

Personalmente non posso avanzare nesun giudizio a riguardo, visto che non l'ho letto ma, fonti delle quali mi fido, mi hanno riportato un'ottimo giudizio a riguardo. 
Dopo le avventure del mago più popolare del mondo, della Rowling ho letto solamente Il seggio vacante, che proprio non mi è piaciuto. Ben scritto, senza ombra di dubbio ma non faceva per me. 
Come vi dicevo prima il nuovo romanzo della "serie investigativa" di Galbraith a.k.a. Rowling ha visto da pochi giorni la luce con il titolo di "The Silkworm", dove Cormoran Strike dovrà investigare sulla scomparsa dello scrittore Owen Quine. In Italia, per la sua traduzione, con il titolo "Il baco da seta" bisognerà attendere fino ad ottobre 2014 stando a quanto riporta la pagina del sito della casa editrice Salani.

venerdì 20 giugno 2014

LA CINQUINA DELLO STREGA 2014

Il giorno 11 giugno, appena trascorso, si è votato a Casa Bellonci per eleggere i cinque libri che parteciperanno alla finale del premio Strega 2014. Come già vi avevo annunciato in un precedente post, vi voglio tenere aggiornati e vi comunico qui di seguito i titoli e gli autori dei libri che hanno "passato il turno", come si direbbe in un gergo sportivo ma che trovo perfetto anche per questa occasione.


Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella ( edito da Feltrinelli )
Il padre infedele di Antonio Scurati ( edito da Bompiani )
Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo ( edito da Einaudi )
La vita in tempo di pace di Francesco Pecoraro ( edito da Ponte alle Grazie )
Lisario o il piacere infinito delle donne di Antonella Cilento ( edito da Mondadori )


giovedì 19 giugno 2014

NOVITA' IN ARRIVO DAGLI USA

Nel caso vi siate persi l'informazione, Stephen King ha da poco pubblicato (03/06/2014) il suo nuovo libro negli USA, che porta il titolo di "Mr Mercedes" e farà la sua apparizione nelle librerie italiane il 30 settembre prossimo. Enorme successo già riscosso in casa sua e sono convinto che questo romanzo riceverà la stessa sorte anche qui da noi, vista la quantità di fan dello scrittore. 
Titolo: "Mr Mercedes"
Autore: Stephen King 
Editore: Scribner per gli USA e Sperling & Kupfer per l'Italia
Pagine: 496
Prezzo: Per quanto riguarda il suo acquisto, al momento tramite Amazon, lo potrete acquistare in lingua inglese al prezzo di €17,12 per il formato con copertina rigida e a €13,99 per il formato digitale. 

In una piccola cittadina del Midwest, molte persone sono in fila ad un evento organizzato per chi cerca nuove assunzioni e per chi un lavoro ancora non l'ha. 
Tutto si svolge nella piena tranquillità quando una macchina irrompe e, a grande velocità, urta contro tutte le persone presenti, con l'intento di ucciderne la maggior parte possibile. Avanti e indietro, retromarcia e prima marcia sui corpi per assicurarsi di raggiungere il suo scopo, l'autista assassino sparisce approfittando dello sgomento delle persone rimaste. Otto persne vengono uccise e altre quindici ferite brutalmente. Mesi dopo l'accaduto, sempre nella stessa cittadina, Bill Hodges, un poliziotto in pensione, ancora turbato dal crimine irrisolto, riceve una lettera da un anonimo che minaccia un piano diabolico per uccidere migliaia di persone. Risvegliato dal suo stato di pensionato, con la collaborazione di validi agenti, cercherà di fermare il pazzo dal commettere un massacro. Come potete immaginare un horror/thriller degno della penna del maestro del brivido. Se cliccate sui link che vi ho lasciato potrete godere del video-trailer del libro e anche il video che riporta la lettera che Mr Mercedes spedisce all'agente di polizia. Buona visione e buona lettura.

lunedì 16 giugno 2014

Sullo scaffale della libreria

Ciao a tutti! Com'è andato il fine settimana? Vi siete divertiti? Avete letto qualcosa degno di nota? Oggi è lunedì e la settimana lavorativa inizia inesorabile come sempre, togliendo un pò di quell'entusiasmo delle gite fuori città tipiche dei giorni dedicati al riposo, magari al mare, viste le alte temperature che abbiamo avuto negli ultimi giorni. Per prepararvi al prossimo fine settimana, invece, eccomi pronto a consigliarvi un libro che ho trovato tra le novità in libreria, ottimo da gustarsi sotto l'ombrellone. L'autore è Roni Dunevich, un autore israeliano che ancora non conoscevo. A colpirmi immediatamente è stata la copertina, una bandiera israeliana sullo sfondo e l'immagine di un uomo che tiene in mano una pistola.  Se cercavo elementi da thriller, beh, non avrei potuto trovare di meglio. Immediatamente ho aperto e dato una veloce lettura a quello che c'era scritto nella sinossi. Subito dopo, cercando di non comprare libri in quantità industriale, ho tirato fuori il telefonino e l'ho inserito nella mia lista dei desideri dell'applicazione di Amazon. Quando lo leggerò? Il prima possibile ma per ora ve ne parlo sommariamente, lasciandovi parola per parola quel che ho letto nella sinossi.

Titolo: "AGGUATO AI NIBELUNGHI"
Autore: Roni Dunevich
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 552
Prezzo: Amazon, InMondadori, LaFeltrinelli in versione con copertina rigida a €15,30 mentre in versione digitale a €9,99

Sinossi...

Quando Galia, un'agente speciale israeliana impegnata in una pericolosa missione in Turchia, viene catturata dalle autorità locali, Alex Bartal, che dirige la divisione operativa del Mossad dal quartier generale di Glilot, decide di intervenire per salvare la vita della coraggiosa collega.
Questa vicenda non solo scatena un'ulteriore crisi in Medio Oriente ma è anche l'inizio di una misteriosa catena di delitti: uno dopo l'altro, infatti, molti agenti israeliani "dormienti", appartenenti al cosiddetto "Anello dei Nibelunghi", vengono eliminati. Si tratta di uomini e donne che vivono e lavorano nelle principali città europee. Hanno una copertura perfetta, agiscono da soli e possono rimanere inattivi per anni ed entrare improvvisamente in azione. Non si conoscono tra loro e nessuno sa chi siano tranne chi li comanda, la cui identità è custodita gelosamente dal capo del Mossad. Convinto che tra i Nibelunghi si nasconda una talpa, Alex Bartal parte alla volta di Berlino per incontrare questo misterioso personaggio, ma l'uomo scompare subito dopo in circostanze oscure.
Ha così inizio per Alex una corsa contro il tempo per anticipare le mosse del traditore che continua inesorabile a lasciarsi alle spalle una lunga scia di sangue.
Agguato ai Nibelunghi è un thriller dall'ottimo ritmo in cui l'attualità si mescola al passato dell'Olocausto, con uno stile incisivo e un protagonista che non nasconde le proprie debolezze, particolare che aggiunge alla narrazione incalzante, di stampo cinematografico, un elemento emotivo e romantico.

lunedì 9 giugno 2014

Sullo scaffale della libreria

Tra le innumerevoli novità in libreria in questi giorni, la mia attenzione è caduta su questo romanzo di Massimo Bisotti, a me ancora sconosciuto. La sinossi, riportata qui di seguito fedelmente come scritta sul sito librimondadori.it mi ha incuriosito molto e penso che sarà un libro che leggerò. Ora lascio a voi la decisione...

Titolo: "IL QUADRO MAI DIPINTO"
Autore: Massimo Bisotti
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Pagine: 228
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in brossura a €12,75 o in versione digitale a €7,99

Sinossi...

Patrick è un insegnante e un pittore con l'ossessione per la perfezione. In una mattina di giugno entra per l'ultima lezione nella sua aula dell'Accademia di Belle Arti. E' pronto a lasciare Roma per ripartire da zero a Venezia, città fatta d'acqua e d'incanto. Si congeda dai suoi allievi, lasciando loro un messaggio d'addio che è anche un testamento spirituale: "Credete sempre nelle emozioni, credete nell'amore, senza avere paura di sbagliare perché a volte sono proprio gli errori a portarci alla felicità". Torna a casa e prima di partire decide di andare una volta ancora in soffitta per dare un ultimo sguardo al quadro che ritrae la donna che ha molto amato, la donna il cui ricordo porta sempre con sé. Ma, quando scopre la tela, la vede vuota: la donna sembra avere abbandonato il quadro. Sgomento, Patrick copre nuovamente il dipinto. In fretta e furia abbandona la soffitta e Roma, e corre all'aeroporto. Durante il volo, però, batte la testa e all'arrivo si ritrova confuso, non riesce a ricordare bene il motivo per cui è partito. Ma in tasca ha un biglietto con un indirizzo e un nome: "Residenza Punto Feliz". Si recherà là e troverà una nuova strana famiglia pronta ad accoglierlo. Miguel, il proprietario della pensione, uno spagnolo saggio cui è facile affidarsi; Vince, gondoliere con il cuore spezzato da un amore andato male; e il piccolo Enrique, curioso ed entusiasta come solo i bambini sanno essere. La nuova vita di Patrick scorre tra amnesie e scoperte, finchè a una festa incontra Raquel e non ha dubbi: è lei, la donna che è fuggita dal suo quadro.





venerdì 6 giugno 2014

Intervista a... Luigi R. Carrino, autore di "IL PALLONARO"

Qualche temo fa, ho letto un libro in versione ebook dal titolo "Il Pallonaro", scritto da Luigi Romolo Carrino. Lette le prime pagine non sono riuscito a smettere e devo dire che mi è piaciuto molto. Dopo aver letto qualche informazione in più sull'autore e sulle sue precedenti pubblicazioni ( che vi invito a sbirciare ), ho deciso di scrivergli una mail con alcune domande che troverete interessanti. Se non avete ancora letto nulla di suo vi invito a farlo e nel caso vi stiate preoccupando per possibili spoiler... potete stare tranquilli, non ce ne saranno. Ma ora iniziamo con l'intervista!

Ciao e benvenuto nel blog Crazy About Fiction! Ho letto di recente il tuo romanzo "Il pallonaro" e ne sono rimasto colpito. Qui ne ho fatto una breve recensione e ora, mi piacerebbe farti qualche domanda...

1) Tema caldo, quello trattato nel tuo libro. L'omosessualità nel calcio non è argomento di cui si possa parlare facilmente. Come mai hai scelto di scrivere proprio questa storia? Da dove ti è arrivata l'idea che ti ha permesso di iniziare a scrivere le prime righe?
Da una cena a Roma a casa di amici, a luglio del 2007. A questa cena c'era un calciatore con il suo compagno. Siamo diventati amici e mi ha raccontato un po' di cose confluite poi nel mio romanzo.

2) Sei un tifoso sfegatato? Ti faccio questa domanda per il semplice motivo che all'interno del romanzo ho trovato anche un certo linguaggio tecnico...
Sono tifoso del Napoli e un pochetto anche del Barcellona e un pochetto pure della Roma. Mi piace molto il calcio, ma anche il tennis e il volley. Poi, da poco ho aperto una sala scommesse sportive nel mo paese d'origine (l'ho chiamata Foolgame non a caso...), quindi anche non volendo certi termini li impari. Tuttavia, sono del parere che occorra scrivere di cose che si conoscono, e se uno scrittore vuole parlare di cose che non sa quantomeno si deve documentare.

3) Ho trovato interessanti alcune dinamiche descritte nel libro. Nel mondo del calcio sembra esserci più "contorno" (parecchio "aggressivo") che gioco vero e proprio. Come sei riuscito a capire quest'universo? Qual'è stato il tuo processo di ricerca?
Parlare con i procuratori, lo staff tecnico, massaggiatori, con alcuni calciatori, con ex fidanzati dei calciatori, escort, e poi leggendo molti lavori di cronisti sportivi e soprattutto i libri di Carlo Petrini, scomparso di recente e al quale dedico il romanzo insieme a Justin Fashanu, tutti editi dalla Kaos Edizioni

4) Raccontaci invece come hai costruito la storia: sei partito dalla storia, dai personaggi...?
Dal personaggio del portiere, Stefano Baldini. La sua storia è quasi totalmente presa dalla realtà, a parte il nome e il fatto che non è un portiere ma un centrocampista. Ero stato a casa sua nelle Marche e mi aveva colpito l'atteggiamento della sua famiglia, così solare e accogliente, e poi suo nipote mi aveva scambiato per il nuovo fidanzato dello zio. E' stato anche il primo a raccontarmi della rete di sostegno tra calciatori gay.

5) Hai mai frequentato corsi di scrittura creativa? Qual'è il tuo pensiero a riguardo? Possono essere utili per un aspirant scrittore?
No. Nessuna scuola. Credo che una scuola di scrittura creativa possa insegnarti molte cose, tranne il talento. Quindi, diventa utile quando hai qualcosa da dire e utile, se non dannosa, quando cerca di uniformarti a tutti gli altri autori.

6) Alcuni fatti di cronaca recenti hanno evidenziato quanto estrema la tifoseria possa diventare. Nel tuo romanzo si parla anche di questo; c'è un episodio dove dei tifosi esprimono il loro dissenso rispetto ad un avvenimento che vede coinvolti Diego e Stefano, i due protagonisti ( non dico altro per non creare spoiler... ), attraverso l'utilizzo della violenza. Una cosa del tipo "don't ask don't tell". Perchè secondo te succede questo?
Sai, gli ultras hanno un grande potere e non solo per quanto riguarda tutta la tifoseria. In alcuni casi possono inficiare il risultato di una partita (vedi alla voce scommesse), terrorizzare la propria squadra se non si allinea ai loro desiderata (vedi alla voce Nocerina), persino stabilire se una partita va giocata o meno (vedi, sob, alla voce ultima Coppa Italia). Per certe persone, e non solo gli utlras, tu puoi essere drogato, un puttaniere, persino un assassino, ma non ti perdoneranno mai di essere ricchione.

7) Hai ricevuto dissensi per aver parlato di questo argomento?
Nessun editore lo ha voluto pubblicare su carta (a dire il vero uno sì, ma non poteva pubblicarlo per esigenze di collana). Un addetto ai lavori ha sostenuto che Il Pallonaro non andava proprio scritto, per dirti come stiamo messi e in che mani è la sorte della scrittura italiana. Sul mio profilo facebook non ti dico gli insulti che mi sono arrivati. Ho fatto finta di nulla e via. Non mi interessa chi non ammette critiche al totem calcio, al virilissimo calcio...


8) Per chi non ti conoscesse ancora, uno dei tuoi romanzi passati "Acqua storta", aveva già trattato l'omosessualità impossibile nel mondo dei camorristi; come mai hai voluto per i tuoi protagonisti degli ambienti così ostili rispetto alla loro natura?

Perchè non sopporto chi si rappresenta a scapito del vero sé. Non sopporto l'ipocrisia, men che meno quella sociale. Perciò ho scelto contesti che nell'immaginario collettivo non prevedono l'omosessualità come possibile.

9) Stai lavorando a qualcosa in questo periodo? Ci puoi dare qualche anticipazione? 
Ho finito da un po' di mesi il sequel di Acqua Storta, una storia che m piace molto e che tratta del matriarcato nella camorra. Ha per titolo provvisorio La legge di Mariasole. Qualche mese fa ha trovato il suo editore. Considerato chi me lo pubblicherà e chi me lo curerà, sono davvero strafelice.


10) Bene! Siamo molto felici per te anche noi del blog e mi auguro di leggerlo presto! In una tua precedente intervista che hai rilasciato in un blog (2008), avevo letto che stavate cedendo i diritti per un possibile film basato proprio su "Acqua storta": com'è andata?

Per ben due volte hanno opzionato i diritti per Acqua Storta, e ci sono almeno tre sceneggiature in giro, una scritta anche da me in coppia col regista Fabiomassimo Lozzi. Ma alla fine non se ne è fatto niente. Troppo duro, almeno questo è quello che sostengono i produttori, e in Italia poi si guardano solo commedie. Mah, non è il mio campo, sarà senz'altro come loro dicono, ma non sono disposto ad accettare stravolgimenti tali da ridicolizzare la storia e i personaggi. Di fiction ridicole e inverosimili sulla camorra ce ne stanno già troppe.

11) Hai degli autori che prediligi rispetto a altri o leggi un po' di tutto? Cosa stai leggendo in questo periodo?
Apprezzo tanti autori. Di italiani, ad esempio, ce ne sono un bel po' e che scrivono romanzi di vario genere. Ho una venerazione per Daniele Del Giudice, ad esempio. Ma anche per Michele Mari, e di recente ho letto proprio il suo nuovo romanzo, Roderick Duddle, straordinario sia dal punto di vista letterario sia della trama.

Bene Luigi, purtroppo l'intervista è terminata e ci dobbiamo congedare, di domande te ne avrei volute fare almeno altre dieci! Grazie infinite per esserti reso disponibile per il blog e per essere stato così sincero nelle tue risposte. Aspettiamo allora tue notizie per l'uscita del seguito di Acqua Storta, e per chi non lo conoscesse ancora, ne farò a breve una recensione a riguardo. Ciao!

GRAZIE!

giovedì 5 giugno 2014

"INTER-NAPOLI. DELITTO A MILANO" di Chiara del Vaglio

Titolo: "INTER-NAPOLI. DELITTO A MILANO"
Editore: GoWare
Collana: Pesci Rossi
Pagine: 175 lunghezza stampa in quanto disponibile solo in versione digitale
Prezzo: Amazon in versione digitale a €4,74 mentre su inMondadori, LaFeltrinelli in versione digitale a €4,99

Un'altra sorpresa della casa editrice GoWare, alla quale mi sto affezionando, è stata la lettura del giallo scritto dall'italiana Chiara del Vaglio.
Questo romanzo d'esordio della scrittrice si apre a Milano, un dicembre che più che neve non sembra minacciare. Tutto fino a quando non viene scoperto il cadavere di una donna nel suo appartamento.
Attorno a questo tragico evento girerà tutta la storia narrata. Ora, però, lasciate che vi presenti per prima cosa il personaggio principale di questo giallo tutto italiano; Alessandra Martini è il commissario incaricato delle indagini del delitto, una donna dura e attenta sul lavoro che alterna momenti di frivolezza a momenti di attenta e scrupolosa tenacia. Non beve caffè e la cosa la disturba perchè nel suo lavoro ha notato che la relativa pausa sembrerebbe molto utile per rompere il ghiaccio prima di una conversazione. Il suo pasto preferito è un bel piatto di fritto misto di pesce e magari da consumare con i suoi amici più stretti. 
Le persone che le sono più care sono due ragazze ed un ragazzo che vivono nello steso palazzo. Asssieme a loro forma una specie di famiglia allargata, ognuno di loro con pregi e difetti perfettamente complementari l'uno all'altro. Come questo sia possibile lo potrete scoprire solamente leggendo il libro.

mercoledì 4 giugno 2014

Il mercoledì del libro sconosciuto

Questo mercoledì ho intenzione di proporvi una lettura che è leggermente datata ma che porta la firma di una delle mie autrici giapponesi preferite. Mi sono letteralmente innamorato di quest'autrice dopo aver letto "Grotesque", non sono sicuro d'avervene già parlato ma vi consiglio vivamente di leggerlo. Uno dei suoi libri che, per chissà quale motivo, mi sono sempre ripromesso di leggere è appunto il romanzo in questione: "Le quattro casalinghe di Tokyo".
Nel caso vi sia sconosciuta, magari proprio con questo romanzo, rimediate subito e correte in libreria, virtuale o reale che vogliate. Qui di seguito vi riporto la sinossi come riportata sul sito della caa editrice Neri Pozza.

Autore: Natsuo Kirino
Editore: Neri Pozza
Collana: Biblioteca Neri Pozza
Pagine: 656
Prezzo: Amazon, inMondadori, LaFeltrinelli in brossura a €11,90 mentre in versione digitale a €8,99

Sinossi...

La pazienza di Yaoyoi, della dolce e graziosa Yaoyoi, si è rotta oggi improvvisamente come un filo. Nell'ingresso di casa, davanti alla faccia insopportabile insolente di Kenji, il marito che ha dilapidato tutti i suoi risparmi, Yaoyoi si è tolta la cinghia dei pantaloni e l'ha stretta intorno al collo del disgraziato. Kenji ha tentato di afferrare la cintura, ma non ne ha avuto il tempo. La cinghia gli è penetrata subito lenna carne.
E' stato buffo vedere come il collo di Kenji si sia piegato all'indietro e le mani abbiano cominciato ad annaspare disperatamente nell'aria. Sì, buffo, veramente buffo, poiché un uomo così. un infelice che beve e gioca, non si cura dei figli, è attratto da donne impossibili e picchia la moglie, non meritava certo di vivere!

martedì 3 giugno 2014

MILTON CLASS, Scuola Holden - Torino

Sul numero di Vanity Fair n.21, e cioè quello della appena trascorsa settimana, ho trovato nelle ultime pagine un piccolo trafiletto molto interessante.

In viaggio con Baricco, è il titolo di queste poche righe. Perchè Baricco? Nel 2013 sembrerebbe, da come interpreto quelle pochissime righe, proprio lo scrittore ha effettuato dei reportage per Vanity Fair chiamati "I cinque migliori posti al mondo in cui pensare e avere idee intelligenti" (secondo lui!). 


Io questa rivista la leggo di tanto in tanto perchè vi trovo sempre tante cose interessanti e moltissime idee per iniziare a pensare e fantasticare su possibili progetti futuri. Dico di tanto in tanto perchè non ho una rivista che seguo in modo continuo. La motivazione è il semplice fatto che dopo un pò, le riviste, rischiano di diventare noiose, a mio parere, perchè c'è il rischio della mancanza di argomenti interessanti e quindi la possibilità di dover parlare di argomenti astratti con fiumi di parole che alla fine servono solo a raggiungere il numero di parole necessario per completare l'articolo o trafilettino che sia.

Marina Petrillo
Ripeto: questo è un mio pensiero. Detto questo, devo anche ammettere che quei fiumi di parole li leggo fino alla fine. Contraddizione? si!
Arrivo al punto, www.miltonclass.it è lo scopo di questo post. Se andate sul sito della mitica Scuola Holden, nella pagina di presentazione avrete la possibilità di scegliere tra on earth e on line. Nel primo caso vi porterà alle informazioni vere e proprie della scuola, mentre nel secondo vi rimanderà a Milton Class, un sito dove sarà possibile ascoltare e vedere alcune lezioni della scuola comodamente da casa, acquistare e-book e tanto altro ancora.
La trovo un'ottima idea e lascio a voi la decisione a riguardo attraverso questo video, disponibile anche su YouTube, che ho trovato interessantissimo. Quello che vedrete è un'introduzione con Baricco riguardo al progetto con Telecom Italia per #WEHAVEADREAM, racconti nati da un'unica parola in un tweet. Verso il diciannovesimo minuto potrete godere di una lezione sullo storytelling attraverso i social media, Twitter appunto, tenuta da una passionale e carismatica Marina Petrillo (@alaskaRP). 
Vi consiglio vivamente la visione, io ho imparato molto e sono sicuro che anche per molti di voi sarà la stessa cosa. Spero che questa mia condivisione possa essere una cosa gradita e aspetto dei vostri commenti, ricordo che i commenti alimentano molto i blog! 














lunedì 2 giugno 2014

Sullo scaffale della libreria

Chi di voi mi segue, e per questo vi ringrazio moltissimo, avrà notato che da poco tempo ho iniziato a segnalarvi dei libri, per l'esattezza di mercoledì (lo scorso non ho avuto tempo materiale di sedermi al computer, scusatemi, non succederà più!...promesse da marinaio...), che non ho ancora comprato ma che mi sono sembrati degni di nota. Alcuni di questi libri, la maggior parte, non sono recentissimi, ma sono comunque quelle letture che per mancanza di tempo non sono riuscito ancora a leggere, ma che tengo nella wishlist di vari siti dove possiedo un account. 
Oggi stesso, stavo facendo un giretto in una libreria non distante da dove vivo e mi è venuta in mente un'idea per riordinare quel casino che solitamente faccio nel blog. 
Intendiamoci bene, una passione e non un lavoro. Proprio da questa passione nasce la voglia di tenere e, di tanto in tanto, aggiornare ciò che si è creato per poter condividere con il popolo della rete gli interessi riguardo ad un determinato argomento. 
Nel mio caso l'argomento sono i libri e molto a loro connesso; scrittura, cinema, televisione, insomma, tutto ciò che con la parola si riesce a creare. Ho sempre avuto una forte immaginazione, nella mia testa ho dei film continui che si rinnovano o ripetono in continuazione e, la lettura, stimola la mia fantasia visiva sempre più.
Non sono un esperto, non sono un critico e non sono laureato in letteratura. Nulla di tutto questo. Come appena detto, cerco di condividere, in larga scala, la mia passione con altre persone, cercando un confronto e nuovi stimoli. 
Detto questo, torno sul mio binario e vi spiego cosa ho intenzione di fare. Il mercoledì manterrò la rubrica, cercando di far più fede possibile al suo titolo "il mercoledì del libro sconosciuto" ( a me! ), andando alla ricerca di tesori nascosti in libreria; il lunedì, invece, vi segnalerò quelle novità che attirano la mia curiosità da lettore, tutto sotto il nome di "sullo scaffale della libreria", virtuale e non virtuale. 
Leggere libri è impegnativo per quanto riguarda il tempo dedicatogli, a volte bastano poche ore e a volte qualche giorno ( devo anche lavorare... ), inserendo queste due rubriche mi darà la possibilità di portarvi suggerimenti e di avere più tempo per leggere. 
Guarda caso, oggi è lunedì e quindi, inizierò a segnalarvi libri che al momento hanno un posto in prima fila in libreria. Ancora una volta vi dico che riporterò la sinossi del libro e altri piccoli dati tecnici così come li troverò sul sito dell'editore o in quarta di copertina. 
Spero che questi consigli di lettura vi siano utili con l'augurio di risparmiarvi il tempo di cercare un qualcosa di nuovo da leggere. 

Titolo: "CHE SIA CANCELLATO IL SUO NOME"
Autore: Anouk Markovits
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori Italiani e Stranieri
Pagine: 252
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in brossura a €16,15

Sinossi...

Transilvania, 1939. Josef ha solo cinque anni quando la Guardia di Ferro romena uccide brutalmente tutta la sua famiglia. Sopravvive per miracolo. A trovarlo, terrorizzato sotto il tavolo, vivo, è la domestica cristiana che lo ha allevato e che non esita a prenderlo con sé, crescendolo assieme al proprio figlio.
Cinque anni dopo, un identico massacro colpisce un'altra famiglia ebrea e anche questa volta a salvarsi è solo una bambina, la piccola Mila. Sola e senza nessuno a occuparsi di lei, Mila riesce però a trovare una via di salvezza nella casa del rabbino Zalman, che la accoglie offrendole protezione, una rigida educazione hassidica e l'amicizia con sua figlie Atara.
Le due bambine crescono come sorelle anche se non potrebbero essere più diverse: Mila è una credente devota e scrupolosa, Atara invece è curiosa, appassionata al mondo dei libri e della conoscenza, pronta a spingersi lontano dai dettami dell'ortodossia che si respira in famiglia. E quando le due ragazze, per sfuggire al regime comunista, decidono di rifugiarsi a Parigi, sotto le seduzioni e le attrazioni della capitale le loro strade si separano definitivamente.
Ormai adulte, In America, andranno incontro alla rottura definitiva: Mila sposerà Josef, profondamente religioso, e costruirà la propria vita nella comunità hassidica di Brooklyn, Atara abbandonerà la religione rivendicando una libertà emotiva e intellettuale senza obblighi di appartenenza e riconoscimento con nessuna comunità, con nessuna religione.
Che sia cancellato il suo nome è un'intensa saga familiare che racconta quattro generazioni segnate dal più drammatico degli scontri, quello tra l'amore assoluto e le regole intransigenti di una tradizione millenaria.
Un romanzo che apre una finestra sorprendente su un mondo, quello degli ebrei hassidici, rimasto a lungo inaccessibile alla maggior parte di noi, fino a oggi.

Ecco a voi due righe sull'autrice, così come riportate nella stessa pagina della sinossi che avete appena letto.
Anouk Markovits è cresciuta in Francia in una comunità ultraortodossa, che ha abbandonato a 19 anni per sfuggire a un matrimonio combinato. Si è laureata in architettura all'università di Harvard e vive a New York con il marito.


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