giovedì 29 maggio 2014

Recensione: "UN CASO DI SCOMPARSA" di Dror A. Mishani

In questo periodo non ho molto tempo per leggere molto e, proprio per questo motivo, sto cercando di prediligere quei libri che avevo acquistato l'anno scorso ma che poi, chissà perchè, non ho mai nemmeno iniziato. Inoltre, ho fatto un calcolo veloce dei soldi che ho speso per quei libri ( e che continuo a spendere ) e la cosa mi ha dato da pensare...
Oggi vi parlerò proprio di una di queste letture dimenticate. Un libro che è uscito nel maggio dell'anno scorso per Guanda e che ho comprato in versione digitale.
L'autore si chiama Dror A. Mishani, un giovane scrittore israeliano di crime fiction. Ha ricevuto anche un premio come miglior libro tradotto in Svezia per il suo genere e questo, se pensate ai casi editoriali di questo paese a riguardo, indica senz'altro un vero talento.
Araham Avraham, questo il nome del nostro detective, un personaggio che è stato inventato per durare nel tempo. Dico così perchè "un caso di scomparsa" è solamente il primo capitolo di una serie di avventure che il poliziotto si troverà ad affrontare. Il secondo libro "A possibility of violence" è stato pubblicato in Israele nel 2013 e verrà tradotto e pubblicato in altre lingue proprio nel corso di quest'anno, così è quello che dice il suo sito internet. Ho anche dato un'occhiata su Amazon e dice che il 4 settembre è prevista l'uscita della versione in lingua inglese. Io lo spero proprio perchè il primo libro mi è piaciuto moltissimo, anche per il fatto di appartenere ad un genere poco seguito dagli scrittori dello stato mediorentale.

Titolo: "UN CASO DI SCOMPARSA"
Editore: Guanda
Pagine: 304
Prezzo: amazon.it, inMondadori e LaFeltrinelli.it in brossura a €15,30 mentre in versione digitale a €4,99.

Il commissario Avraham Avraham, è nel suo ufficio. Davanti a lui siede una donna, madre disperata a causa della recente sparizione del figlio. Le 24 ore non sono ancora passate, ma la donna ha trovato tracce di una routine interrotta che l'ha portata a recarsi alla polizia per chiedere aiuto. Il cellulare è stato uno degli indizi, abbandonato a casa, cosa che non era mai successa, per non parlare del fatto ancor più grave, e cioè il mancato ritorno a casa da scuola.

Avraham Avraham la ascolta, la osserva, ne percepisce l'ansia ma non può non fare a meno di pensare che, anche quella volta, si tratti di un semplice allontanamento temporaneo da casa classico dei giovani, intenti a scoprire il mondo cercando un pò di libertà. Ofer, questo il nome del ragazzo presumibilmente scomparso, un nome annotato su un qualsiasi foglio, scritto con la convinzione che nemmeno quel gesto potesse servire in quanto il caso era inesistente.

Tornando a casa, proprio quello stesso giorno, i pensieri di altri casi di ragazzi scomparsi affollano la mente dell'ispettore di polizia che, colto da un momento di apprensione, nota come la scarsa rilevanza di alcuni di quei casi abbia portato a conseguenze tragiche per i protagonisti. Atti di negligenza dei quali la polizia ha dovuto farsi carico addossandosi la colpa di non aver fatto abbastanza per evitre il peggio.
Sta di fatto che Ofer non torna a casa e i giorni passano. Avraham si pone a capo delle indagini, interroga i vicini, i compagni di scuola, vengono diramate le foto del ragazzo attraverso la pagina facebook della polizia; indagini che sembrano complicarsi giorno dopo giorno a causa della mancanza di indizi o piste possibili che possano ricondurre al ragazzo.
A partecipare alle indagini vedremo parecchi personaggi, antagonisti e sostenitori del principale. Avraham Avraham è il commissario perfetto per questo tipo di indagini, diciamo che incarna il giusto profilo: pensieroso, malinconico a volte paranoico, solitario, insomma c'è tutto quello di cui abbiamo bisogno per schierarci dalla sua parte e prenderne le difese. Per lo meno questo è quello che è successo a me.
 Un vicino di casa, Zeev,  che sembra sapere qualcosa alla continua ricerca di  un contatto con il nostro Avraham, diventa un personaggio chiave per la maggior parte del libro. Per cercare di rimanere solo con lui improvvisa una chiamata anonima alla polizia dove, fornisce dettagli falsi su dove si trovi il ragazzo in modo da "insidiarsi" nelle ricerche, non contento del risultato inscena un'idea ancora più malvagia e crudele, forse dettata dalla stupidità o dall'interesse dello scrittore nel farcelo pensare, o forse no. Ma per quale motivo compie tutti questi atti quasi da mitomane? Sarà veramente lui l'uomo da controllare? Mishani dedica un attento profilo psicologico e sociale di questo suo personaggio che mi ha affascinato molto. Frustrazioni, pensieri, responsabilità e voglia di ottenere un posto nel mondo, senza necessariamente pensare ad un riscatto sociale, sono tutti aspetti della vita dei personaggi di questo romanzo. Per niente scontato e per nulla noioso, ha tutte le carte per aggiudicarsi il podio tra i suoi colleghi di genere. Una scoperta piacevole, un libro che vi consiglio vivamente di leggere e vedrete che alla fine mi darete ragione! 
Dror A. Mishani riesce a creare aspettativa e tensione, per non parlare di quella curiosità da lettore di libri "crime". Penso che con questo libro assisteremo all'inizio della carriera di Avraham Avraham, il commissario che porterà il giallo ai primi posti anche in Israele. 


venerdì 23 maggio 2014

Recensione: "TRA AMICI" di Amos Oz

Titolo: "TRA AMICI"
Autore: Amos Oz
Editore: Feltrinelli
Collana: Narratori
Pagine: 131
Prezzo: Amazon, LaFeltrinelli, inMondadori versione brossura/tascabile a €6,80, mentre in versione digitale a €9,99

In questo libro, di non molte pagine, Amos Oz riesce a ricreare quell'atmosfera da Kibbutz che molti di noi poco conoscono ma che attraverso la sua scrittura avremo l'occasione di assaporare. Un vero tuffo nel passato, forse il suo, ricordi di un'infanzia che proprio il bravissimo Oz ha passato all'interno di un Kibbutz.
Si impara molto di questo piccola galassia. Le relazioni tra i suoi abitanti sembrano essere le cose più difficili da digerire e capire per noi occidentali. Figli cresciuti da tutti, sì, perchè i ragazzi sono del Kibbutz e non dei genitori, famiglie che vivono in alloggi più che in case, una "comune" dove tutti contribuiscono al benessere della comunità, un fattore chiave per la convivenza in questi luoghi.
Io, dopo aver letto le parole di Amos Oz, mi sono creato la mia idea. Immagine di un luogo che ho avuto la fortuna di visitare e di conoscere un pochino, attraverso i racconti dei miei amici in Israele. Il kibbutz mi risulta come un microcosmo perfetto fondato sugli errori di una società imperfetta, in quanto fatta di uomini.
In questo romanzo, Oz, ha disegnato il Kibbutz utilizzando le persone che lo abitano, rendendolo vivo. Una serie di storie, legate tra loro attraverso i protagonisti, uomini e donne, con un passato e un presente che deve essere raccontato. Una normalità che riesce a sorprendere per la forza dei sentimenti che sprigionano le parole così ben sistemate in fila l'una dopo l'altra.
Amos Oz, già dalle prime righe mi ha aperto i cancelli di quel Kibbutz. Descrizioni che non si perdono in lunghe liste di colori, forme e spazi, ma un concentrato di situazioni lontane, per cultura e per tempo, dal nostro universo. Ogni persona descritta nel romanzo sembra che esca dalla memoria dello scrittore piuttosto che dalla sua penna.
Quel che si nota immediatamente è come la vita in Kibbutz era caratterizzata da una certa devozione verso quel luogo, che niente avrebbe dovuto contaminare.
C'è un passaggio significativo a riguardo dove David Dagan, carismatico personaggio molto attivo nella vita del Kibbutz, dopo aver dato il permesso ad un abitante per recarsi a far visita ai parenti dice: "...questi viaggi dai tuoi parenti ti allontanano da qui. In fondo ormai sei quasi uno di noi...".
Moshe, il ragazzo in questione, è la figura che più mi ha interessato. Pensoso, educato, rispettoso delle regole, anche quando non gli sembra che favoriscano la libertà dell'individuo ma che, al contrario, lo costringano in una gabbia per difenderlo da un nemico inesistente.
Prima di recarsi a trovare i parenti, incontra Zvi Provizor, il giardiniere con il quale Amos Oz apre questa serie di racconti.
Zvi vedendo che il giovane stava andando da qualche parte, domanda dove si stesse dirigendo e alla risposta "...in città..." Zvi replica: "Perchè? Che c'è lì che non c'è qui?". Senza rispondere Moshe dentro di se pensa "Estranei...".
Penso che il punto di vista dell'autore passi attraverso il personaggio di Moshe. Un inviato speciale nei ricordi di un'infanzia che l'autore cerca di riportare in superficie. Ancora una volta, lo scrittore israeliano di enorme talento ci regala un racconto che ci permette di conoscere un'altro pezzo di Israele, poche pagine ma di un'intensità incredibile. 

giovedì 22 maggio 2014

"ANGER" di Isabel Abedi

Titolo: "ANGER"
Autore: Isabel Abedi
Editore: Corbaccio
Pagine: 214
Traduttore: Anna Carbone
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in copertina rigida a €13,94 mentre in versione digitale a €9,99
Questo romanzo è uscito a marzo dell'anno scorso e, come mio solito, l'ho comprato a prezzo pieno la stessa settimana che ha visto il suo debutto nelle librerie. Ai tempi vivevo a Varese e, come ogni mattina, passeggiando per le strade del centro, l'ho visto nelle vetrine della Mondadori.
L'argomento trattato si è letto moltissime volte, abbastanza in voga nel 2012/2013 grazie agli Hunger Games della Collins. Interessante già dalla copertina ho deciso di dargli una chance e provare a leggerlo. Isabel Abedi, prima di questo libro, era reduce da un'altro grande successo nel 2012 che porta il titolo di Sono nel tuo sogno ma che non ho letto ancora.
Tornato a casa, quella mattina, ho messo il libro nella libreria e lì ci è rimasto, fino a quando, l'altro ieri, mi sono deciso di iniziare a leggere almeno le prime pagine: non sono riuscito a fermarmi e l'ho terminato!
L'Isola, il film del regista Quint Tempelhoff ha luogo, appunto, su un'isola al largo di Rio de Janeiro. I suoi protagonisti sono stati scelti da lui stesso, qualcosa in loro lo ha colpito, non tutti sono attori professionisti ma la maggior parte ha frequentato corsi di recitazione. Joy, la voce narrante del libro, parte alla volta dell'isola come coloro che diventeranno i suoi compagni di "lavoro". Si ritrovano tutti sullo stesso aereo che da Francoforte li porterà a Rio, luogo dal quale inizierà la loro avventura. Sei ragazzi e sei ragazze, un'isola deserta affollata di telecamere, un sistema utilizzato per la riabilitazione dei detenuti usato molti anni prima. Occhi che li spieranno in qualsiasi occasione, pronti a catturare l'inquadratura giusta, la scena o il dialogo perfetto.
Ognuno dei partecipanti, prima di partire per il lungo viaggio, ha dovuto scegliersi un nome, diverso da quello di battesimo. Una delle regole del gioco era appunto mantenere un certo anonimato all'interno del gruppo, reinventandosi, cominciando proprio dal nome. Tre oggetti ciascuno, le uniche cose consentite per sbarcare sull'isola. Tre cose che abbiano un significato speciale nelle vite di ciascun partecipante. 
Vera, il nome con il quale Joy sceglierà di partecipare a questo esperimento cinematografico, sarà l'unica ad avere dei legami veri con quel Brasile che, molti anni prima, aveva fatto parte della sua vita. Parte accettata per arrivare il più vicina possibile a Rio, accompagnata da quei tre oggetti che le serviranno per ristabilire un contatto perso quando era ancora una bambina.
Ho letto questo libro con attenzione, aspettandomi colpi di scena continui - da grande fan di LOST - che non sempre, però, hanno soddisfatto le mie aspettative. Il vero intrattenimento, a mio parere, arriva all'inizio della seconda metà del romanzo dove i partecipanti al progetto, dovranno scontrarsi con le prime sparizioni, perdendo ogni certezza e confidenza acquisita fino a quel momento.
Un assassino e undici vittime, questo è lo scopo della loro permanenza sull'isola. Quando scopriranno che la cosa non è più un gioco, la paura e il sopsetto si impadroniranno dei pochi protagonisti rimasti vivi sull'isola.
Questo romanzo, senz'altro ben scritto e ben tradotto, mi ha ricordato molto "Il terzo gemello" di Ken Follett, specialmente nel colpo di scena finale. Sicuramente chi è fan di Follett avrà già capito di cosa si tratta. 
Lo consiglio perchè è ben strutturato e la lettura scorre velocemente. Molti passaggi, a mio parere ripetitivi, si sarebbero potuti evitare ma nel complesso mi è piaciuto. I vari protagonisti, sono stati sviluppati bene e hanno avuto la loro funzione precisa nel racconto. Diciamo che leggerei qualcos'altro di questa autrice. 

mercoledì 21 maggio 2014

Il mercoledì del libro sconosciuto

Eccomi qui per un'altro appuntamento settimanale con la mia rubrica "Il mercoledì del libro sconosciuto". Oggi sono andato a ripescare un romanzo che risale a qualche tempo fa ma che non ho mai comprato o letto.
Siccome vi ho recentemente parlatodei 12 finalisti all'ambitissimo Premio Strega, da oggi, in questa rubrica vi parlerò di libri editi dalle case editrici delle quali fanno parte i vari scrittori in gara. Oggi inizio a parlarvi di Nir Baram, uno scrittore israeliano che ha scritto questo libro, riscuotendo parecchio successo anche fuori dai suoi confini.

Titolo: "BRAVE PERSONE"
Autore: Nir Baram
Editore: Ponte alle Grazie
Collana: Romanzi
Pagine: 564
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in copertina rigida a €18,70. In versione digitale a €6,99.

Sinossi...
Mentre l'Europa assiste all'ascesa del nazismo e dello stalinismo, a Berlino la vita dell'ambizioso ricercatore di mercato Thomas Heiselberg è messa in discussione dalle ingerenze della nuova politica e anche la sua sfera di affetti è tragicamente turbata. Parallelamente a Leningrado la giovane Aleksandra Andreevna Weisberg, appartenente a na famiglia ebraica dell'intellighenzia russa, vede minacciata dal regime comunista la sua esistenza e quella dei suoi cari. Per tutta risposta i due protagonisti compiranno una scelta apparentemente plausibile, salvo poi rendersi conto delle sue drammatiche conseguenze solo quando ormai è troppo tardi. Thomas e Aleksandra: sono loro le "brave persone" che danno il titolo a questo romanzo di Nir Baram che, molto più di un affresco storico, è una riflessione sull'uomo comune di fronte alla devastazione dei regimi. Da "brave persone", infatti, i due hanno aspirazioni e desideri innocenti ma, come emergerà bene nel dipanarsi della vicenda, non sanno, o forse non vogliono, leggere i segni tangibili della tragedia storica che si sta consumando intorno a loro. Con il piglio del grande classico, Nir Baram ci regala un romanzo spiazzante e provocatorio, una dolorosa meditazione sulla banalità del Male che alberga in ciascuno di noi, "brave persone", rammentandoci quanto peso possano avere le scelte individuali.

Questo libro, con una sinossi così, è entrato a far parte dei miei TBR immediatamente. Parecchie pagine ma sono sicuro che varrà la pena sedersi sul divano o, visto il periodo, sopra una sdraio in giardino o sul balcone ed immergersi nella lettura. Attendo qui sotto i vostri commenti nel caso in cui l'abbiate già letto. 

martedì 20 maggio 2014

PREMIO STREGA 2014

Dodici, questo il numero dei romanzi che in questo momento restano nella sala d'aspetto del Premio Strega 2014. L'appena trascorso 4 aprile ha visto la presentazione allo Strega di 27 libri che, dopo una prima selezione, si sono ridotti a 12. Numero che dall'11 giugno dovrà diminuire per ridursi a cinque, i quali passeranno, poi, alla seconda e ultima votazione che proclamerà il vincitore del premio. 
Per quanto riguarda i libri non amo questi tipi di "competizioni". I libri sono di tutti e cambiano la loro forma ogni volta che un lettore inizia a leggere le prime righe. I libri sono personali e trovo quasi impossibile trovare un vincitore, rispetto ad altri. 
Ovviamente tra chi deciderà le sorti della gara, saranno presenti personaggi molto più competenti del sottoscritto, che analizzeranno elementi dei vari romanzi con uno sguardo professionale, del mestiere insomma, ma che certo non cambierà le sorti delle vendite. 
Ma perchè allora ne sto parlando? Ecco, questa è una bella domanda che ho rivolto anche a me stesso quando ho deciso di scrivere questo post.
Leggere è ancora un'attività poco svolta nel nostro paese ( cosa detta e ridetta che quasi viene noia a ripeterla, ma serve ai fini del mio pensiero... ) e questi generi d'eventi pubblicizzano il piacere di prendere in mano un libro e immergersi nella storia raccontata, per non parlare della visibilità di autori italiani che, non sono conosciuti al grande pubblico. 
Io, per esempio, pur leggendo molto, non conoscevo molti di quei 27 scrittori che si erano presentati inizialmente al Premio. Esempio: ho letto la sinossi di "Publisher" di Alice Di Stefano, a me sconosciuta ( le chiedo scusa per questo ) e mi è sembrata una storia da leggere, interessante. Quello che so è che ho scaricato il libro subito dopo e mi auguro di leggerlo appena potrò! Vedete? Come accennavo prima, basta solo conoscere, spargere la voce e magari, il nostro interesse può risvegliarsi e farci rimanere intrappolati in una storia ben raccontata.
Penso che leggere faccia aumentare la voglia di riprendere a sognare, anche ad occhi aperti, senza vergogna o paura che sia una cosa immatura. Ricordo che quando ero più piccolo sognavo moltissimo, mi sarò fatto e rivisto mille film nella mente. Con il passare del tempo, l'età adulta mi ha un pò allontanato da questa bellissima possibilità, ormai riservata ai più piccoli, ma attraverso la lettura sono riuscito a riprendermi quell'io bambino che altro non siamo noi, solo con qualche capello in meno e qualche bolletta in più da pagare. 
Ma chi sono i finalisti? Chi sono questi dodici fortunati? Qi di seguito vi elencherò i vari libri con le varie sinossi ( trovate sul sito premiostrega.it, quindi non sono parole mie! Onore e merito a chi le ha scritte! ) per darvi un'idea e, perchè no, nuovi spunti per le vostre letture estive. 
Molte sono le novità di quest'anno a partire dalla prima volta di un romanzo a fumetti, quello di Gipi, e da altre case editrici mlto meno conosciute di quelle che siamo abituati a vedere in gara. Almeno parlo per me stesso, forse a voi sono tutte conosciutissime...
Vi dico solo che leggendo queste sinossi, mi è venuta la voglia di leggerli tutti!!! Fatemi sapere se ne avete già letti alcuni o anche solo quali vi andrebbe di leggere.

Titolo: "NON DIRMI CHE HAI PAURA"
Autore: Giuseppe Catozzella
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 236
Prezzo: Amazon, inMondadori, LaFeltrinelli in brossura a €12,75

Sinossi...
Samia è una ragazza di Mogadishu. Ha la corsa nel sangue. Divide i suoi sogni con Ali, che è amico del cuore, confidente, e primo allenatore appassionato. Mentre intorno la Somalia è sempre più preda dell'irrigidimento politico e religioso, mentre le armi parlano sempre più forte la lingua della sopraffazione, Samia guarda lontano, e avverte nelle sue gambe magre e velocissime un destino di riscatto per il paese martoriato e per le donne somale.
Gli allenamenti notturni nello stadio deserto e le prime affermazioni la candidano alle Olimpiadi di Pechino dove non vince ma si fa notare. Il suo vero appuntamento sarà quello di Londra. Ma tutto diventa difficile. Corre chiusa dentro il burka, il padre viene ammazzato al mercato di Bankara, la sorella decide di fuggire in Europa, Ali entra nel gruppo dei terroristi. E' tempo di andarsene. Allenarsi ad Addis Abeba e farsi candidare per Londra. Purtroppo il comitato olimpico di Mogadishu non fa arrivare i documenti necessari e Samia si riscopre clandestina. Sola, decide per il viaggio, il terribile viaggio dei migranti dall'Etiopia al Sudan, e attraverso il Sahara verso la Libia per poi arivare via mare in Italia. Sono mesi di umiliazioni, di vessazioni, di pura devastante corporeità. Quando sale sulla barca per Lampedusa, Samia è il sogno di se stessa, e l'acqua azzurra della libertà la inghiotte per sempre. 

Titolo: "LISARIO O IL PIACERE INFINITO DELLE DONNE"
Autore: Antonella Cilento
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Pagine: 195
Prezzo: inMondadori, Amazon in brossura a €14,88 o con LaFeltrinelli in brossura a €14,87

Sinossi...
Lisario Morales è muta a causa di un maldestro intervento chirurgico, ma legge di nascosto Cervantes e crive lettere alla Madonna. E' poco più di una bambina quando le propongono per la prima volta il matrimonio: per sottrarsi a quest'obbligo cade addormentata. Quando non può opporsi alla violenza degli adulti, infatti, Lisario dorme. E addormentata da mesi, come la protagonista della più classica delle fiabe, la riceve in cura Avicente Iguelmano, medico fallito giunto a Napoli per rifarsi una reputazione. Tra mille incertezze, pudori, paure, la terapia, al tempo stesso la più prevedibile come la più illecita, sarà coronata dal successo, e però spalancherà davanti alla mente del dottore, fragile, superstiziosa, supponente - in una parola, seicentesca -, un vero e proprio abisso di fantasmi e di terrori, tutti con una radice comune: il mistero abissale, conturbante, indescrivibile del piacere femminile. Storia di una donna che scopre il piacere, di un pittore che scopre la passione, di una città intera che si ribella ai potenti, Lisario o il piacere infinito delle donne è soprattutto un romanzo di avventure, molto vicino alla maniera in cui si scrivevano nel Seicento, dal Quijote di Cervantes al Gil Blas de Santillana di Lesage, romanzi epici e picareschi con apparenti saggi del tutto folli e conclamati pazzi non scevri di qualche saggezza, in una girandola infuocata di invenzioni, tute attorcigliate attorno allo stesso interrogativo: ma è del primo Seicento che qui si narra o di noi e di oggi?

Titolo: "UNASTORIA"
Autore: Gipi
Editore: Coconino press
Collana: Maschera nera
Pagine: 126
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in brossura a €15,30

Sinossi...
Unastoria è la storia di un uomo che va in pezzi. Silvano Landi, scrittore di successo lasciato dalla moglie, alla soglia dei cinquant'anni finisce in un ospedale psichiatrico. Lo hanno trovato in stato confusionale su una spiaggia. Sembra non comprendere più la realtà e disegna ossessivamente due cose che ricorrono nelle sue visioni: una stazione di servizio e un grande albero spoglio. Landi è affascinato dalle lettere ritrovate del bisnonno, soldato nella carneficina della Prima guerra mondiale, che dalle trincee scriveva a casa. Sempre a un passo dalla morte, ma animato da un'incrollabile volontà di vivere per poter tornare un giorno dalla moglie e dal figlio. Le due storie, il presente di Silvano Landi e il passato del suo avo Mauro, si intrecciano e diventano unastoria. La storia della fragilità di ognuno di noi, sospesi tra la bellezza e il continuo sentimento della sua perdita, tra la dolcezza e la tragedia della vita.

Titolo: "BELLA MIA"
Autore: Donatella di Pietrantonio
Editore: Elliot
Collana: Scatti
Pagine: 191
Prezzo: inMondadori, Amazon in brossura a €14,88 o con LaFeltrinelli a €14,87. In versione digitale a €8,99

Sinossi...
Bella mia è la storia di una donna che si ritrova a improvvisarsi madre, nonostante quell'idea di sé fosse stata abbandonata da tempo, con un adolescente taciturno e scontroso. Accade tutto alla protagonista e io narrante di questo romanzo quando la sorella gemella, che sembrava predestinata alla fortuna, rimane vittima del terremoto de L'Aquila. Il figlio Marco viene affidato in un primo tempo al padre, che però non sa come occuparsene. Prendersi cura del ragazzo spetta dunque a lei e alla madre anziana, trasferite nelle C.A.S.E. provvisorie del dopo-sisma. Da allora il tempo trascorre in un lento e tortuoso processo di adattamento reciproco, durante il quale ognuno deve affrontare il trauma del presente, facendo i conti con il passato. Ed è proprio nella nostalgia dei ricordi, nei piccoli gesti gentili o nelle attenzioni di un uomo speciale, che può nascondersi l'occasione di una possibile rinascita. 

Titolo: "COME FOSSI SOLO"
Autore: Marco Magini
Editore: Giunti Editore
Collana: Italiana
Pagine: 224
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in brossura a €11,90. In versione digitale a €8,99

Sinossi...
Marco Magini era solo un ragazzo durante l'ultima guerra di Jugoslavia, quando sentì pronunciare il nome di Drazen Erdemovic, un ventenne costretto a combattere una guerra voluta da un'altra generazione. Da qui, da un incontro doloroso, nasce la vicenda di questo romanzo che racconta il più grave dei fatti storici seguiti in Europa alla conclusione della Seconda guerra mondiale: la strage di Srebrenica. E, naturalmente, il dramma di molte coscienze costrette a rinunciare a un cammino di giustizia. La scelta di uno dei più drammatici momenti della storia europea recente, insieme al modo emotivamente coinvolgente di raccontarlo, fanno di questo testo un testo speciale. La rievocazione del massacro e del successivo processo presso il Trobunale penale internazionale per la ex Jugoslavia è affidata a tre voci che si alternano in una partitura ben scandita. La voce del magistrato spagnolo Romeo Gonzalez che rievoca lo svolgersi del processo seguito, evidenziando le motivazioni non sempre etiche e limpide che determinano una sentenza. Nell'eterno dibattersi tra ubbidire a leggi fratricide o ribellarsi appellandosi ai diritti inviolabili dell'uomo, viene fuori solo un'immagine povera e burocratica dell'esercizio della legge. Al giudice Gonzalez si affiancano le voci di Dirk, caso blu olandese di stanza a Srebrenica, rappresentante del contingente ONU colpevole di non avere impedito la strage, e quella del soldato serbo-croato Drazen Erdemovic, vero protagonista della storia, volontario nell'esercito serbo, che fu l'unico a confessare di avere partecipato al massacro, l'unico processato e condannato.

Titolo: "NELLA CASA DI VETRO"
Autore: Giuseppe Munforte
Editore: Gaffi Editore in Roma
Collana: Godot
Pagine: 198
Prezzo: inMondadori, Amazon n brossura a €12,67 o con LaFeltrinelli in brossura a €11,90. 

Sinossi...
Cos'è una famiglia felice? Ecco la domanda impellente che Munforte ci pone. Davide, voce narrante nel libro, padre di Andreas e marito di Elena ( con la quale cresce anche una figlia concepita con un'altro uomo, Sara ), osserva la vita dei suoi cari con discrezione. Vede Sara che si sistema gli occhiali mentre impara a leggere una nuova parola, e poi Elena che trattiene il dolore - ma per cosa? La casa nella quale condividono il quotidiano sembra protetta da una bolla di vetro mentre appena fuori dalla finestra, sulla tangenziale milanese, le macchine sfrecciano in un frastuono. Quella bolla è la voce stessa del narratore a crearla, quasi volesse posare sulla casa un'aura che la difenda dagli urti contro il mondo.
Davide si nasconde, forse non c'è, vede soltanto, e si domanda se questa esistenza che un giorno lasceremo, tutto ciò che abbiamo costruito, le persone che abbiamo amato, continuerà anche senza di noi. Com'è il mondo quando gli voltiamo le spalle? Nella casa di vetro è una favola metropolitana, o una preghiera, quella di un padre, e di un marito, che cerca di conservare ogni attimo d'amore, di non dissipare il tempo condiviso, perchè sa che questo è il solo modo per riconsegnarli all'eternità.

Titolo: "LA VITA IN TEMPO DI PACE"
Autore: Francesco Pecoraro
Editore: Ponte alle Grazie 
Collana: Scrittori
Pagine: 509
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in brossura a €14,28. In versione digitale a €9,99

Sinossi...
L'ingegner Ivo Brandani è sempre vissuto in tempo di pace. Quando il libro comincia, il 29 maggio 2015, Ivo ha sessantanove anni, è disilluso, arrabbiato, morbosamente attaccato alla vita. Lavora per conto di una multinazionale a un progetto segreto e sconcertante, la ricostruzione in materiali sintetici della barriera corallina del Mar Rosso: quella vera sta morendo per l'inquinamento atmosferico. Nel limbo sognante di un viaggio di ritorno dall'Egitto, si ricompongono a ritroso le varie fasi della sua esistenza di piccolo borghese: la decadenza profonda degli anni Duemila, i soprusi e le ipocrisie di un Paese travolto dal servilismo e dalla burocrazia, il sogno illusorio di un luogo incontaminato e incorruttibile, l'Egeo. Epoi, ancora dietro nel tempo, le lotte studentesche degli anni Sessanta, la scoperta dell'amore e del sesso, fino ad arrivare al mondo barbarico del dopoguerra, in cui Brandani ha vissuto gli incubi e le sfide della prima infanzia. Chirurgico e torrenziale, divagante e avvincente, La vita in tempo di pace racconta, dal punto di vista di un antieroe lucidissimo, la storia del nostro Paese e le contraddizioni della nostra borghesia: le debolezze, òe aspirazioni, gli slanci e le sporcizie, quel che ci illudevamo di essere e quel che alla fine, nostro malgrado, siamo diventati.

Titolo: "LA TERRA DEL SACERDOTE"
Autore: Paolo Piccirillo
Editore: Neri Pozza
Collana: Bloom
Pagine: 232
Prezzo: inMondadori, Amazon in brossura a €14,03 o con LaFeltrinelli a €14,02. In versione digitale a €9,99

Sinossi...
Una ragazza corre nella campagna buia più veloce che può, senza voltarsi indietro. E' finalmente riuscita a scappare dalla gabbia in cui la sua aguzzina la teneva prigioniera. La ragazza si accascia, urla e partorisce, ma a quell'urlo di dolore non segue alcun pianto che annunci la vita. Lascia il bambino morto sotto un albero e prosegue fino a un fienile. La ragazza non lo sa ma la terra su cui sta cercando rifugio è conosciuta da tutti come "la terra del Sacerdote". Agapito è un uomo burbero e solitario, arido e secco come la sua terra, violento e duro. 
Tanti anni prima aveva provato a fuggire la povertà della sua terra, il Molise, emigrando in Germania; lì era divenuto sacerdote ma ormai di quel saio e della promessa fatta prendendo i voti è rimasto solo un soprannome. Dalla Germania è tornato con un segreto troppo grande e ha barattato il suo silenzio con la terra su cui vive. Quando Agapito scopre la ragazza nascosta nel fienile si trova di colpo al centro di un affare molto più grande di lui; la ragazza è un'immigrata clandestina, portata con l'inganno dall'Est dell'Europa e costretta a ripagare il passaggio in Italia in modo disumano: rinchiusa come un animale in gabbia e utilizzata per partorire figli da destinare all'adozione o al traffico d'organi. Agapito decide di non mandarla via ma di subentrare ai precedenti "carcerieri" mettendo a disposizione della malavita la sua casa e la sua proprietà come "allevamento" per questa e altre ragazze.

Titolo: "IL DESIDERIO DI ESSERE COME TUTTI"
Autore: Francesco Piccolo
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Pagine: 264
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in copertina rigida a €15,30. In versione digitale a €9,99

Sinossi...
I funerale di Berlinguer e la scoperta del piacere di perdere, il rapimento Moro e il tradimento del padre, il coraggio intellettuale di Parise e il primo amore che muore il giorno di San Valentino, il discorso con cui Bertinotti cancellò il governo Prodi e la resa definitiva al gene della superficialità, la vita quotidiana durante i vent'anni di Berlusconi al potere, una frase di Craxi e un racconto di Carver. Se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo all'indietro la strada è ben segnalata, una scia di intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli: il filo dei nostri giorni. Francesco Piccolo ha scritto un libro anomalo, che è insieme il romanzo della sinistra italiana e un racconto di formazione individuale e collettiva. Ogni uomo vive almeno una storia d'amore che dura tutta la vita: quella con il proprio tempo e il proprio Paese, il matrimonio ( burrascoso ) tra la vita privata e la vita pubblica.

Titolo: "STORIA UMANA E INUMANA"
Autore: Giorgio Pressburger
Editore: Bompiani
Collana: Narratori italiani
Pagine: 474
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in brossura a €16,15. In versione digitale a €13,99

Sinossi...
Giorgio Pressburger compie con questo libro un viaggio "dantesco", conducendo il lettore tra figure storiche, grandi dittatori, grandi filosofi e grani artisti, personaggi delle Divina Commedia, protagonisti della contemporaneità come il camorrista Sandokan e Nelson Mandela, figure amate e rimpiante come il nonno e il fratello Nicola... Tutte le presenze del libro vengono a costituire una galleria ricchissima e sfaccettata che impone al protagonista di ripensare alla propria vita collocandola sia all'interno della storia millenaria del popolo ebraico, sia sullo sfondo del recente "secolo breve" - quel Novecento che ha segnato la sua esistenza e che più che mai si è accanito contro i valori supremi cui Pressburger nonostante tutto crede: l'amore e la libertà. Il dialogo con i morti, la riflessione sulla storia, l'analisi critica di una realtà caotica e multiforme si risolvono in versione onirica, ma soprattutto poetica: e dichiaratamente poetica è infatti la prosa di Pressburger, scandita da spazi bianchi  che accennano a un ritmo di versificazione e invitano a una lettura "inattuale", segnalando un progetto letterario contro corrente rispetto alle tendenze dominanti di questo inizio secolo. 

Titolo: "OVUNQUE, PROTEGGICI"
Autore: Elisa Ruotolo
Editore: Nottetempo
Collana: Narrativa
Pagine: 306
Prezzo: inMondadori, Amazon in brossura a €14,03 o con LaFeltrinelli in brossura a €14,02. In versione digitale a €8,99

Sinossi...
In una giornata qualsiasi dei suoi cinquant'anni, Lorenzo Girosa riceve una lettera in cui qualcuno mostra di conoscere un segreto che da anni ha smesso di tormentarlo: un delitto commesso quando era poco più che bambino. Tentando di riannodare i fili di quell'epoca remota, Lorenzo racconta della grande villa in cui ha vissuto, generosa negli spazi ma gravata dalla malasorte di casa senza figli, e della sua famiglia fatta di uomini inconcludenti e donne compromesse. E' la storia del nonno Domenico che cerca fortuna in America, di suo padre Nicola che senza un mestiere e un talento diventa un rude saltimbanco chiamato Blacmàn, di sua madre Francesca che scappata di casa per andare sulla pubblicità del sapone LUX. Tutti loro rivivono nello sguardo di Lorenzo che, nascosto dietro le tende di una Villa Girosa ormai deserta, è ben determinato a proteggere quanto di oscuro c'è nel proprio passato. Con una prosa classica e una lingua di carne, Ovunque, proteggici denuncia la forza di un destino che è scelta e di un sangue che si riconosce solo nelle ferite.

Titolo: "IL PADRE INFEDELE"
Autore: Antonio Scurati
Editore: Bompiani
Collana: Narratori italiani
Pagine: 188
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in brossura a €14,45. In versione digitale a €4,99.

Sinossi...
"Forse non mi piacciono gli uomini". Il giorno in cui tua moglie, all'improvviso, scoppia a piangere in cucina, è una piccola apocalisse. Uno di quei giorni in cui la tua vita va in frantumi ma giunge, anche, per un attimo, a dire se stessa. E allora Glauco Revelli, chef di un ristorante blasonato, maschio di quaranta anni, padre di una figlia di tre, va alla ricerca della propria verità di uomo.
Dall'ingresso nell'età adulta, l'innamoramento, la costruzione di una famiglia, la nascita e l'accudimento di una figlia, fino al disamore della moglie ( che gli si nega dal momento del parto ) e al ritorno feroce degli insaziabili demoni del sesso, tutto è passato in rassegna dal suo sguardo implacabile e commosso. Con Il padre infedele Antonio Scurati scrive il suo libro più personale, infiammato dal tono accorato della confessione e, al tempo stesso, il romanzo dell'educazione sentimentale di una generazione.







giovedì 15 maggio 2014

FLIPBACK, una novità Mondadori!

Con l'avvento dell'e-reader, credevamo che la lettura le avesse conosciute tutte. Ovviamente ci stavamo sbagliando, io mi stavo sbagliando e di molto!
In questi giorni, la Mondadori (innovatori!), che di idee ne ha parecchie, ha portato nel nostro paese i FLIPBACK, libri di piccolo formato, "grandi" 1/6 rispetto ad un libro normale. Talmente piccolo che sarà possibile reggerlo con una mano sola e con l'ausilio del pollice girare le pagine (immaginatevi la loro comodità in un treno o una metro affollati). Com'è possibile? Beh, se proprio volete una dimostrazione vi basterà guardate QUI il filmato. Si leggeranno in verticale invece che in orizzontale, come siamo abituati a fare, e penso che ci abitueremo in fretta.
Molti Blogger e Vlogger ne stanno già parlando. Anche io non ho resistito e ho voluto provare per voi questa novità! Il video che avete visto cliccando sul link che vi ho appena lasciato, mostra la pura verità. Semplice da sfogliare, proprio perchè di dimensioni ridotte, e di prezzo decisamente ridotto rispetto ai formati tradizionali. Una nuova esperienza di lettura quindi, e poi non dite che leggere è noioso! Per ora non sono molti i titoli disponibili, giusto per segnalarvene qualcuno: "quattro etti d'amore, grazie" della Gamberale, "polvere" della Cornwell, "la solitudine dei numeri primi" di Giordano, "il codice Da Vinci" di Brown, "la strada verso casa" di Volo, "splendore" della Mazzantini, "l'ombra del vento" di Zafon...

La lista prosegue e come potete vedere ci sono anche titoli freschi di stampa e non solo "datati". Vedranno la luce tra maggio ( mese del debutto ) e settembre per poi crescere in modo esponenziale, si spera ( trilogie comprese, belle e brutte...)! Personalmente la trovo una genialata e spero che invoglierà le persone a leggere di più. Gli e-reader ( che amo alla follia ) hanno contribuito molto ma, a mio parere, sono diretti ad un pubblico di lettori onnivori e affamati, come il sottoscritto, in quanto caratterizzati da un costo iniziale abbastanza impegnativo. 

Se fate un giretto sul sito di inMondadori, avrete un'idea un pochino più chiara sui prezzi, che variano dalle €7,65 alle 12,75; questi i prezzi sul negozio online, altrimenti mi pare che nelle librerie sarà leggermente più alto, attorno alle €9,00. Avendo già molti di questi titoli, il mio debutto l'ho fatto con "otto etti d'amore, grazie" della Gamberale, libro che già da tempo avevo intenzione di leggere e che mi ha iniziato a questa nuova esperienza.
A dirla proprio tutta non lo leggerò subito, è stato un acquisto finalizzato alla scoperta del prodotto. Tutto per informarvi che un'altro libro si è unito alla mia piramide di libri da leggere! 

mercoledì 14 maggio 2014

Il mercoledì del libro sconosciuto

Quest'oggi per l'appuntamento con i libri che hanno attirato la mia attenzione, ma sui quali non ho ancora potuto metterci le mani, vorrei parlarvi di un grande successo che appartiene ad una categoria di romanzi che a me piace molto: YA/Urban Fantasy.
Ultimamente non ho letto molti libri del genere ma con l'estate mi riprometto di inserirne due o tre tra le mie letture. Inoltre voglio parlarne per dare spazio, anche nel mio blog, agli autori YA/Fantasy del nostro paese, in netto svantaggio rispetto a quelli di lingua anglosassone. Anche noi abbiamo i nostri talenti e quindi trovo giusto parlarne. Difficile includere anche Leonardo Patrignani tra questi, in quanto tradotto in molti paesi esteri, riscuotendo lo stesso successo che ha ottenuto in patria, se non di più. 
Parlare di un libro solo non sarebbe corretto visto che, come nella maggior parte dei casi di qusto genere letterario, si tratta di una trilogia. Una storia, decisamente avvincente, che ha visto la parola fine solo con il terzo libro "UTOPIA", uscito recentemente, per la precisione a febbraio 2014.
Qui di seguito vi riporto le copertine e le sinossi così come trovate sul sito della casa editrice. Immagino che moltissimi di voi avranno già letto questi tre libri, quindi, lasciate un commento qui sotto e fateci sapere il vostro parere!

Titolo: "MULTIVERSUM"
Autore: Leonardo Patrignani
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 341
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in versione con copertina rigida a €13,60 mentre la versione digitale a €4,99

Sinossi...
Secondo la teoria del Multiverso, esistono infiniti mondi come infinite sono le possibilità della nostra esistenza. Si suppone che queste realtà non siano in contatto tra loro. Alex vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Un filo sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che si verifica senza preavviso, in uno stato di incoscienza. Fino a quando non decidono di incontrarsi e scoprono una verità che cambierà totalmente le loro esistenze, distruggendo ogni certezza sul mondo in cui vivono.

Titolo: "MULTIVERSUM" - MEMORIA - 
Autore: Leonardo Patrignani
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 331
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in versione con copertina rigida a €14,45 mentre la versione digitale a €4,99

Sinossi...
Alex, Jenny e Marco hanno provato sulla loro pelle cosa vuol dire perdersi nelle infinite strade del Multiverso. Ora, però, non sanno come uscire da Memoria, una dimensione mentale, non meno chiusa di una gabbia, nella quale vedono solo cià che ricordano. Mentre i secoli trascorrono dopo la fine della loro civiltà, una nuova Era comincia sul pianeta Terra. Ma in che modo si possono usare i ricordi per fuggire da Memoria e scampare all'eterna condanna? Quali segreti disseppelliti dal passato permetteranno loro di risvegliarsi nel futuro?

Titolo: "MULTIVERSUM" - UTOPIA - 
Autore: Leonardo Patrignani
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide
Pagine: 235
Prezzo: inMondadori, Amazon, LaFeltrinelli in versione con copertina rigida a €14,45 mentre in versione digitale a €4,99

Sinossi...
Quella in cui Alex, Jenny e Marco vivono da diciotto anni è una realtà confortevole, una nuova vita lontana dal drammatico ricordo del 2014, sepolto nelle loro anime. Ma il rifugio sicuro in cui sono cresciuti è solo una delle infinite facce del dado, una delle molteplici realtà del Multiverso.
Altrove, i loro corpi sono invecchiati e il mondo si trova sotto la nefasta guida di qualcuno che teme il loro potere. Hanno attraversato le dimensioni parallele, hanno varcato i confini del tempo scavando nel passato. Il senso del loro viaggio sta per svelarsi. La loro memoria è l'ultima speranza rimasta.

venerdì 9 maggio 2014

THE FLAT, un film di Arnon Goldfinger

Titolo: "THE FLAT"
Regista: Arnon Goldfinger
Stato: Israele
Anno d'uscita: 2011

Dopo la morte della nonna materna, il regista Arnon Goldfinger, ha deciso di filmare i momenti che hanno caratterizzato la pulizia dell'appartamento appartenuto alla parente, per la preparazione alla vendita. Mai avrebbe immaginato di ritrovarsi nella situazione di venire a scoprire del materiale così importante che, successivamente, avrebbe dato vita all'idea di questo film-documentario. Film che era presente anche alla rassegna di film israeliani tenutasi, come ogni anno, allo Spazio Oberdan a Milano. A causa di impegni lavorativi non ero riuscito a vedere questo film ma, grazie ad un viaggio di lavoro, sono riuscito a comprare il DVD al duty free dell'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Il film mi è piaciuto tanto. L'ho trovato innovativo, originale e veramente interessante. 
Tra le varie carte che la madre del regista ha vagliato una per una per capire cosa tenere e cosa no, ha trovato un mucchietto di riviste di propaganda nazista dell'epoca della seconda guerra mondiale. Un momento storico che ha visto il popolo ebraico sotto assedio e che nessuno, che lo abbia vissuto in prima persona, avrebbe mai voluto tenere quei giornali nella popria scatola dei ricordi. Impensabile anche per chi, come la defunta, aveva continuato a vivere la propria esistenza in Israele come se fosse ancora in Germania. Libri e letteratura tedesca sugli scaffali, ovviamente in lingua, cucina prettamente di origine germanica e poco che potesse far intuire del luogo dove l'appartamento, protagonista del nome del film, potesse essere geograficamente.
Le domande che il regista si è posto sono state innumerevoli, dopo una tale scoperta. Domande che hanno portato ad altre domande e che, come è inevitabile, hanno pian piano portato alla ricerca delle risposte. 
I nonni materni di Golfinger sono emigrati in Palestina dalla Germania nei primi anni '30, portando con loro il misterioso rapporto d'amicizia con la famiglia Mildenstein. Un nome importante nella Germania del tempo, infatti, Leopold Von Mildenstein era a capo dell'ufficio  delle SS per le questioni ebraiche che poi sarebbe stato sotto il comando di Eichmann, uno dei maggiori organizzatori dell'Olocausto. 

Com'era possibile quindi che una coppia di ebrei, costretta a lasciare la propria terra per recarsi in Palestina, tutto per scampare alla persecuzione, potesse avere un rapporto così stretto con chi aveva preso parte attivamente della struttura delle SS? E come mai i Mildenstein avevano fatto il loro viaggio in Palestina accompagnati proprio dalla coppia amica di religione ebraica? 

Moltissime le domande che anche lo spettatore si farà, specialmente quando il regista entrerà in contatto con la figlia di Mildenstein, facendole visita a casa sua in Germania, prima da solo e successivamente assieme alla madre. Interessante anche sotto il profilo storico, pieno di pezzetti interessanti di una vicenda che di interessante ha ben poco. Ma è proprio la storia che ci insegna a doverla capire per non ripetere gli stessi errori, se così si possono chiamare. 
Grazie ad un incontro fotuito, proprio come i documenti trovati nell'appartamento, il regista Arnon Goldfinger è venuto in contatto con la cinematografa Talya Galon che ha aiutato alle riprese del film, dopo aver ascoltato l'incredibile storia. 
Bisogna dire che è molto più un documentario che un film vero e proprio, anche se, a dirla tutta, ne uscirebbe un film incredibile, chissà mai che qualcuno ci penserà in futuro, forse il regista stesso di questo documentario. Io dico: stiamo a vedere. Nel frattempo non perdetevi l'occasione di vedere questo film! 
Vi lascio qui di seguito il trailer; nel caso stiate leggendo questo post da un tablet o da uno smart phone cliccate sul link del titolo o qui per essere rimandati alla pagina su YouTube. 




giovedì 8 maggio 2014

Salone del Libro 2014, Guido Mattioni: "Soltanto il cielo non ha confini"

Recentemente ho avuto un'ottima notizia per quanto riguarda il mio lavoro. Finalmente ho avuto la conferma che la mia richiesta di trasferimento è stata accettata e che quindi, dal primo di agosto mi trasferirò a Roma. La cosa mi ha reso molto felice per diversi motivi. Il principale è che sarò più vicino alla mia dolce metà, quindi a casa, e inoltre avrò la possibilità di vivere la città come mai avevo fatto prima.

A cuasa di questo, però, non potrò andare alla Fiera Internazionale del Libro di Torino e la cosa mi spiace moltissimo. Trovare un appartamento in città non sarà cosa da poco, il che significa che da ora in avanti mi dovrò dedicare alla ricerca di quello giusto.

Una delle cose che mi spiacerà moltissimo perdere è la presentazione del nuovo romanzo di Guido Mattioni "Soltanto il cielo non ha confini"; in libreria dal 30 aprile 2014. Per voi fortunati che da oggi avrete questa possibilità, vi invito a non perdere l'occasione di incontrare Guido che sarà presente tutti i giorni al Padiglione 2 Stand H80-J79.
Domani, mentre sarò in giro per Roma a cercare casa, mi fermerò in libreria per comprare il libro, che ovviamente non vedo l'ora di leggere. Con "Ascoltavo le maree" (2013 adottato nei corsi di italiano alla Georgia State University) Guido ha saputo catturare la mia attenzione di lettore e quindi, leggere il suo secondo romanzo è quasi un obbligo!
Ma di cosa parla questo libro? La storia è un tema difficile da trattare anche se, ancora oggi, molto presente nella cronaca statunitense. L'immigrazione clandestina dal Messico verso gli Stati Uniti.
Visto che, come vi ho appena detto, non ho ancora aperto una pagina di questo romanzo...incomincio a lasciarvi la sinossi che, scusatemi se è poco, ho già trovato interessantissima!

Titolo: "SOLTANTO IL CIELO NON HA CONFINI"
Autore: Guido Mattioni
Editore: Ink Edizioni
Collana: Narrativa Ink
Pagine: 194
Prezzo: amazon (non ancora disponibile), inMondadori, LaFeltrinelli in brossura a €11,90

Sinossi...

E' un fiume poco profondo, il Rio Grande, ma traccia per più di 1400 chilometri la frontiera tra Messico e Stati Uniti; tra ciò che è ancora Terzo Mondo e le prime luci della Grande Giostra a stelle e strisce; tra miseria certa e ricchezza possibile; tra il Male conosciuto e un Bene sperato.
Nel punto in cui la città americana di El Paso e la sua dirimpettaia messicana Ciudad Juarez si guardano, le acque particolarmente basse e lente del fiume sono diventate la più frequentata porta di servizio degli States, quella dove ogni notte, da decine di anni, disperati di ogni sesso ed età cercano di conquistare con l'acqua alla cintola il proprio pezzo di American Dream. E' ciò che cercano di fare i due gemelli Hernando e Diego, l'uno all'inaputa dell'altro, protagonisti di una vicenda dove vilenza e amore, avidità e altruismo, tragedia e farsa si intrecciano fino all'ultima pagina prima di arrivare alla più imprevista delle conclusioni. 

All'interno del blog vi avevo già parlato di questo scrittore in occasione del suo esordio letterario. Inoltre gli avevo anche rivolto delle domande in una mini ntervista, alle quali mi ha risposto con dettaglio e in modo sincero. Giusto due righe per chi non lo conoscesse ancora. Guido Mattioni è nato a Udine nel 1952, vive a Milano ed è cittadino onorario di Savannah, Georgia ( leggete il bellissimo Ascoltavo le maree e capirete il perchè ). Per molti anni ha esercitato la professione di giornalista come inviato in Italia e all'estero, ha lavorato per Epoca e poi per Il Giornale, questo romanzo è il suo secondo lavoro nella letteratura moderna. 




mercoledì 7 maggio 2014

Il mercoledì del libro sconosciuto

Anche se un pochino in ritardo rispetto al solito, vi propongo un'altra possibile lettura. Questo è un libro che è uscito abbastanza recentemente - mi pare settembre dell'anno scorso-  e che avevo addocchiato in libreria già dalla sua pubblicazione. Due amici me ne hanno parlato bene, io non l'ho ancora letto. Forse qualcuno tra voi lo ha fatto e magari può farci sapere qualcosa a riguardo. 

Titolo: "A Chloe, per le ragioni sbagliate"
Autore: Claudia Durastanti
Editore: Marsilio Editori
Pagine: 318
Prezzo: amazon, inMondadori, LaFeltrinelli in copertina rigida a €15,30 ed in versione digitale a €11,99

Sinossi...

Il 14 settembre del 2003, l'incontro casuale tra Mark Lowe e Chloe Gilbert nell'affollata metropolitana newyorkese si conclude a letto. E nonostante qualche giorno dopo Chloe venga ricoverata in una clinica per tentato suicidio, i ragazzi cominciano una relazione che li vede, tre anni dopo, accomunati dal tentativo di condurre una vita emancipata dal dolore. Sullo sfondo di una Brooklyn lontana dai circuiti hip, tra cliniche mentali, famiglie italo-americane, madri scrittrici ritiratesi dalle scene, casinò, amici che vogliono mettere in commercio chewing-gum organiche e bambine che ricevono pistole per il compleanno, le vicende di Mark e Chloe si alternano a quelle dei loro genitori, in un confronto tra generazioni in cui la responsabilità di traumi e dolori emergono solo in un cortocircuito sociale e culturale. 
In A Chloe, per le ragioni sbagliate Claudia Durastanti continua il racconto - intrapreso nel felicissimo esordio di Un giorno verrò a lanciare sassi alla tua finestra - di un'America offuscata, affrontando questa volta le circostanze che costringono una vita a deragliare.
Ma se le proprie origini culturali e biologiche non fossero sufficienti a spiegare un fallimento? Mark e Chloe coltivano l'illusione che l'amore possa correggere determinate distorsioni. Ma le possibilità di riscatto non possono che prescindere dall'amore, perché seguono binari diversi, verso destinazioni a volte sorprendenti.



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