mercoledì 30 aprile 2014

Il mercoledì del libro sconosciuto

Pat Conroy, negli anni passati, ha scritto uno dei libri che più mi sono rimasti nel cuore: "IL PRINCIPE DELLE MAREE". Wow, quello si che era un bel libro. Rara volta, questa, dove la versione cinematografica dello stesso è riuscita a onorare le parole di questo bravissimo scrittore, unendo la magia della recitazione e delle immagini, anch'esse degne della bellissima storia narrata. Per farla breve, tutto fantastico. 
Sempre di Sud degli USA si parla in questo libro che vi propongo qui di seguito per la rubrica del mercoledì. I ragazzi di Charleston l'ho "ripescato" in una libreria di Merate, tranquillo e bel paese della Brianza in provincia di Lecco. L'ho scelto per diversi motivi; il primo motivo è perchè avevo da poco rivisto il film che vi citavo poche righe prima e secondo perchè non l'avevo ancora letto. Bellissima copia con una copertina pertinentissima al tema, al tempo e al luogo trattato e che, a mio modesto parere, immerge "l'avventore" già nell'atmosfera magica del racconto. 

Titolo: "I RAGAZZI DI CHARLESTON"
Autore: Pat Conroy
Editore: Bompiani
Collana: Narratori Stranieri
Pagine: 713
Prezzo: amazon, inMondadori in versione copertina rigida a €18,28 mentre su LaFeltrinelli a €18,27

Sinossi...
( come già sapete, ma è sempre meglio specificarlo ogni volta, le parole che seguono sono le parole dell'editore poste in quarta di copertina e, quindi, non mie!) 

Sullo sfondo sontuoso di Charleston, South Carolina, I ragazzi di Charleston raduna uno straordinario cast di santi e peccatori. Narra la vicenda Leopold Bloom King, figlio dell'amorevole e premuroso insegnante di scienze del liceo locale. Sua madre, ex suora, è preside della scuola e autorevole studiosa di Joyce. 
Dopo il suicidio - commesso a soli dieci anni - del figlio maggiore, la famiglia tenta di far fronte agli effetti della sua morte. Leo, solo e chiuso in se stesso, riesce a stringere amicizia con un gruppo molto affiatato di "anziani" del liceo: gli affascinanti gemelli Sheba e Trevor Poe, vittime di una madre alcolizzata e di un padre evaso di prigione; Niles e Starla Whitehead, fuggiti nell'infanzia dalla dura vita di montagna; la facoltosa Molly Huger e il suo fidanzato Chadworth Rutledge X. Un vorticoso circolo di relazioni che si espanderanno e complicheranno nel corso dei due decenni successivi, dalla controcultura degli anni Sessanta fino agli anni Ottanta. I legami tra i protagonisti durano per anni, sopravvivendo a matrimoni felici e tempestosi, ad amori non corrisposti e desideri inespressi, a successi duramente conquistati e a rovinosi crolli. 
Ma nessuno di loro sarà pronto, in fondo, ad affrontare l'estrema prova cui la loro amicizia verrà sottoposta. I ragazzi di Charleston ci regala un Pat Conroy al suo meglio: un lavoro, atteso oltr quindici anni, di un grande scrittore americano la cui passione per la vita e il linguaggio non conosce confini.

venerdì 25 aprile 2014

"Il Cardellino" di Donna Tartt: UNA NOVITA' LUNGA QUASI 1000 PAGINE!

Alla fine del mese di gennaio, mi trovavo all'aeroporto di New York, pronto a tornare a casa dopo due settimane intense passate in South Crolina. Già stanco per la levataccia e per i precedenti due voli per essere in quel luogo, ho deciso di sedermi da qualche parte e riposarmi prima di riprendere un'altro volo, invece di gironzolare per i negozi del duty free. Proprio da seduto, guardandomi in giro, intravedo un angolo di un negozio, posto esattamente a fianco del mio gate, pieno di libri e relative novità esposte in ordine di vendite. Conscio del fatto di aver già speso troppi soldi in libri la settimana prima (due dei quali vi ho descritto qui), cerco di resistere e mi dirigo nel negozio con l'intento di non mettere mano al portafogli ma di fare solo un poco di sano window shopping. Il libro di Donna Tartt, "The Goldfinch" ( il cardellino ) è letteralmente preso d'assalto, tutti in fila a prenderne una copia. Ricordo che il prezzo era abbastanza elevato allora ho deciso di girare al largo per combattere la tentazione, optando per un'escurione verso gli scaffali delle ultime edizioni in paperback che magari avevo avuto difficoltà a reperire in Italia. 
Assetato, prendo da bere e anche qualche snack, tenendo aperta l'opzione di un piccolo ultimo acquisto, alla faccia del window shopping! Finisce che esco con altri quattro libri in paperback e un conto che superava gli 80$. Tanto c'è la carta di credito... sì, carta che il mese dopo ti fa pentire delle tue azioni passate!
Visto l'andazzo il libro della Tartt non l'ho preso edi questo, oltre al conto della carta di credito, me ne sono pentito. Molti di voi lettori di professione, capirete benissimo quel che sto per dire. Perchè non aspettare l'uscita in Italia a meno? Beh, volete mettere la possibilità di leggerlo in anticipo e poterne parlare nel blog ad altri pazzi come me? Impagabile. 
Recentemente ho visto l'uscita del libro anche nel nostro paese, non l'ho ancora comprato e non penso che lo farò molto presto, per due motivi: 
1. Troppi libri da leggere che si accumulano settimana dopo settimana
2. 892 pagine non si leggono in due giorni. 
Mi sono ripromesso ad ogni modo di farlo prima della fine dell'estate, perchè tutti queli che ne hanno parlato come blogger e vlogger hanno fornito solo resoconti positivi a riguardo.
Ci sono anche delle interessanti interviste all'autrice stessa su YouTube che vi consiglio di guardare, per facilitarvi il compito le inserisco qui e qui
Questa cinquantenne del Mississippi ha pubblicato un libro di successo dietro l'altro, non molti, uno ogni dieci anni, ricevendo il premio Pulitzer for Fiction proprio quest'anno. Come voi stessi sentirete dalla sua voce, nelle interviste che vi ho lasciato, per lei scrivere è un piacere e quindi le risulterebbe impossibile finire un libro in un solo anno. 

giovedì 24 aprile 2014

IL SEGNALIBRO

Ultimamente ho messo il mio e-reader leggermente da parte. Continuo ad amare le sue performance e la lettura mi risulta più rapida e scorrevole, forse sarà solo una mia impressione, ma il piccolo dispositivo che non stanca la vista è ancora un elemento importante.

Detto questo, forse per un puro caso, nell'ultimo mese ho letto più libri in versione cartacea che in versione elettronica. Avendo non sempre a disposizione delle edizioni con "sovraccoperta" molte volte diventa difficile tenere il segno, si può fare una piega alla pagina, ma per uno come me non è la soluzione migliore. Leggendo molti libri, a volte anche due o tre contemporaneamente ( capita raramente, ma può succedere ) il mitico segnalibro entra in azione a svolgere una funzione importantissima. Nel corso degli anni ne ho comprati molti, di colori diversi, di forme diverse, a buon prezzo ma anche di un discreto valore, segnalibri regalati o magari provenienti da lontani luoghi visitati per vacanza, insomma, di tutto un pò.

Qui sorge la domanda: com'è possibile allora che non ne riesca a trovare uno? Dove sono finiti? Sono sullo stesso pianeta lontano, quasi irraggiungibile, dove solitamente si rifugiano i calzini?
Una cosa è certa, in lavatrice non sono finiti. Questo è poco ma sicuro, ma allora che fine hanno fatto? Ho sprecato un'ora a sfogliare velocemente gli utlimi libri letti dalla mia libreria, niente, ricerche inutili. Capita anche a voi o è una (S)fortuna che capita solo al sottoscritto?

Al momento i miei preferiti sono quelli che vendono in Feltrinelli. Colorati, pieni di citazioni più o meno serie, poco pretenziosi e discreti. Fosse per me li prenderei tutti anche solo per collezionarli ma poi... come vi ho appena detto... andrebbero inevitabilmente persi, un vero spreco!

Voi? Quali sono le vostre abitudini a riguardo? Li usate o preferite qualsiasi altra cosa tipo, che ne sò, biglietti del treno, l'abbonamento della metro, foglie secche, una ciocca dei vostri capelli ( no,beh, questo è un pochino estremo ), insomma... come fate a segnare la pagina alla quale siete arivati? 
Ricordo che quando ero piccolo, molti libri erano già provvisti di quel sottile nastro di stoffa, utilissimo per lo scopo ma... capisco che oggigiorno sarebbe visto come qualcosa di non "appropriato" e più relativo a libri di stampa religiosa tipo la Bibbia. 


mercoledì 23 aprile 2014

Il mercoledì del libro sconosciuto

Passeggiando tra gli scaffali di una piccola libreria, scperta da poco nel centro di un piccolo paese in Umbria, ho notato questo libro, stranamente in bella mostra, visto la data della sua uscita. Da tempo lo volevo leggere, non solo per l'autrice, che mi piace molto e che tutt'oggi seguo, ma anche per cercare di capire un pò di più di un mondo a me completamente sconosciuto.
Argomento di infiniti dibattiti, anche nella storia più recente del nostro paese, l'Islam e specialmente le sue donne, hanno diviso i pensieri di noi occidentali da molto tempo. Lilli Gruber, inviata in un percorso all'interno del mondo islamico, porta a riflettere i suoi lettori attraverso le varie testimonianze raccolte nei suoi innumerevoli servizi che il suo lavoro da giornalista l'ha portata a compiere.
Interessante è anche il glossario che l'autrice ha inserito al termine del libro, sicuramente apporterà maggiori risposte alle tante domande che ci siamo fatti ascoltando o leggendo i vari media.

Titolo: "FIGLIE DELL'ISLAM" la rivoluzione pacifica delle donne musulmane
Autore: Lilli Gruber
Editore: Rizzoli (prima edizione ottobre 2007) 
Pagine: 343
Prezzo: amazon, inMondadori, LaFeltrinelli con copertina rigida a €7,82 - mentre in versione ebook a €6,99

Sinossi...


Shabara è nata in Inghilterra da una famiglia pakistana, si sente "inglese al cento per cento" e il velo islamico lo mette solo quando va in moschea. Sua cugina Tiyaba lo tiene sempre: le hanno detto che nel giorno del giudizio il diavolo urinerà sulle teste delle donne che non lo portano. Asmaa ha una cicatrice che non guarirà mai: a quattro anni, la mammana del suo villaggio egiziano le ha reciso il clitoride con un rasoio. La madre di Husnia si è sposata a nove anni ma a quattordici sua figlia, oggi docente universitaria nello Yemen, è riuscita a rifiutare il marito scelto per lei. M., psicoanalista, e altre quarantasette donne dell'alta borghesia saudita si sono messe al volante per protestare contro la legge che vieta loro di guidare; hanno percorso poche centinaia di metri prima di essere arrestate. Khadija, fuggita dall'Algeria della guerra civile, ha scatenato polemiche indossando l'hijab per condurre il tg su Al Jazeera. Proprio perchè non voleva uscire senza velo, Hayrunisa, l'attuale first lady turca, da giovane è stata costretta a rinunciare all'università: nel suo paese il copricapo islamico è proibito nelle istituzioni pubbliche. A Tangeri, Meriam scrive la tesi di dottorato sulla condizione delle prostitute e per le sue ricerche ha vissuto un mese con loro; l'hanno sgridata perchè non rispettava il digiuno del Ramadan.

Sono solo alcune delle voci che Lilli Gruber ha ascoltato nel corso del suo viaggio nel mondo islamico, alla scoperta di un universo femminile che si batte con straordinario vigore per il riconoscimento dei propri diritti in una realtà maschilista e retrograda. E' una lotta che non conta solo per il destino delle donne: dalla loro battaglia rivoluzionaria dipende l'avvento della democrazia e della modernità nei Paesi islamici, unico rimedio contro i mali opposti e intrecciati dell'estremismo e del dispotismo.





lunedì 21 aprile 2014

Recensione: "Moshi Moshi" di Banana Yoshimoto

Titolo: "MOSHI MOSHI"
Autore: Banana Yoshimoto
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 201
Prezzo: inMondadori in formato Brossura a €9,10, mentre in formato tascabile (brossura) su amazon, inMondadori e LaFeltrinelli a €6,80 - in versione ebook a €5,99 su tutti e tre i negozi online.

Questa storia di Banana Yoshimoto vi lascerà, come solo lei è capace, senza fiato. Un racconto difficile, con una tematica non molto trattata nella letteratura moderna. L'autrice nipponica riesce a renderci spettatori del rapporto che evolve e progredisce tra madre e figlia, un luogo perso nel tempo del cambiamento di quei ruoli stabiliti da una legge superiore dove, però, saranno le regole stesse ad essere stravolte. Più volte ho mostrato il mio apprezzamento verso la Yoshimoto, una donna che osserva il pensiero umano, entra nella mente dei suoi personaggi, ancor prima di crearli, priva di pregiudizio, come un bambino che racconta lo stupore di ciò che vede senza filtri alcuni. Un mondo dove non esiste giusto o sbagliato, solo i fatti che rendono il racconto una storia. Pagine e pagine di parole che scavano nel dettaglio, non si fermano mai in superficie, ricercano le motivazioni dietro quei gesti compiuti dai protagonisti che, umilmente, si prestano come volontari per trasmettere la saggezza della loro autrice.
Un padre che lavora nel mondo della musica, distratto, molto più assente della pioggia nel deserto, un giorno non rincasa, come invece aveva sempre fatto. Al suo posto bussa alla porta la notizia del ritrovamento del suo corpo all'interno di una macchina, in compagnia di una donna, anch'essa cadavere. Inizialmente si pensa ad una sua amante ma, successivamente, si scopre essere una sua parente della quale, nessuno aveva mai sentito parlare fino a quel momento.
Tutto lascia pensare ad una morte in stile Romeo e Giulietta, una fine tragica, subito contraddetta dalle analisi che affermano la non volontà dell'uomo di trovarsi in quella macchina. Addormentato e poi sistemato nel sedile del passeggero, è andato incontro al suo destino senza esserne consapevole, o così sembrerebbe.
Per Yocchan e per la madre, i risultati delle indagini, sembrano essere un ridicolo sollievo, ancora incredule del "possibile" suicidio del padre di famiglia.
Yocchan ( a volte chiamata Yoshie ) è la nostra narratrice che, un anno dopo l'accaduto, decide di lasciare la madre e di avventurarsi nell'età adulta, conquistando la sua indipendenza. Trasferitasi nel suo quartiere preferito, Shimokitazawa, meta caratteristica e alternativa di Tokyo, trova lavoro e conduce una vita scandita dai suoi ritmi, dalle sue necessità. Quella di Yacchan, però, sarà un'emancipazione che durerà molto poco, visto che un giorno si ritrova la madre alla porta che le chiede di potersi trasferire da lei per un breve periodo, incapace di sostenere quella solitudine che la loro casa aveva acquisito dopo il doloroso accaduto.
Da questo momento le vite di entrambe le donne si troveranno ad un bivio, capirsi e sostenersi o mantenere i loro ruoli di madre e di figlia? Yocchan, anche se inizialmente spaventata dall'arrivo della donna, decide di comprendere quella donna che le vive accanto, una donna che tolta dalle vesti di madre e moglie ritorna ad essere una persona, pretendendo la sua libertà e possibilità di riscatto.
Interessante vedere il cambiamento della madre, una donna abituata ad una vita molto più borghese di quella che, invece, la figlia ha intenzione di intraprendere. Detto questo, l'autrice mostra il graduale cambiamento della madre di Yocchan, attraverso i suoi comportamenti e attraverso il cambio di look. Una trasformazione che sembra farle bene, la pone in uno stato di libertà che solitamente contraddistingue i più giovani. Comprensiva e amorevole, Yocchan inverte leggermente il suo ruolo diventando lei la madre per un breve periodo, sentendo la responsabilità di starl evicino ed aiutarla. Banana Yoshimoto, allo stesso tempo ricorda come anche la ragazza stia attraversando il suo momento di dolore, la perdita del padre, una figura che se pur assente aveva il suo peso nella vita della protagonista. Molte pagine del romanzo sono rivolte a questo difficile bilanciamento, mostrando le fragilità dell'essere umano quando molte certezze vengono a mancare.
In questo romanzo, queste due donne, vengono descritte in un momento di fragilità, la morte del capofamiglia. Un lutto è sempre tragico, un evento talmente straordinario che mette a dura prova chiunque vi si trovi a subirlo. Proprio qui l'autrice mette in rilievo come la reazione ad un evento di simile portata possa diversificarsi in base al ruolo che i personaggi avevano con la persona deceduta. Una donna che ha perso il marito ed un'altra donna che ha perso il padre. I due dolori e i due modi di reagire le rendono compassionevoli l'una verso l'altra, sforzandosi di capire e comprendersi a vicenda. 
Un giorno Yocchan incontra Aratani, un ragazzo che lavorava in una Live House dove il padre era solito andare a suonare. E' un ragazzo premuroso, attento e discreto, tutte qualità non trascurabili in un uomo, pensa la protagonista, indecisa su come comportarsi nei suoi confronti. Aratani è una grande fonte di informazioni che permetteranno a Yocchan di scoprire sempre di più sulla morte del padre e su quella misteriosa donna che ne ha causato la morte. Man mano che le loro frequentazioni aumentano, altri personaggi entrano in scena a sconvolgere la vita di Yocchan, che si sente costretta ad agire senza fare più domande. Banana Yoshimoto ha questa caratteristica, che a me piace molto:inizia i suoi romanzi esplorando i personaggi chiave, li rende umani, quasi obbligando il lettore ad identificarsi in loro, ad amarli. Pagine e pagine anche solo per descrivere un sentimento o un'emozione provata, senza mai cadere nella noia o nella ripetizione, fino a rendere il racconto "maturo" agli occhi del suo fruitore, inserendo situazioni che rendono impossibile una pausa nella lettura.

venerdì 18 aprile 2014

Recensione: "La Mennulara" di Simonetta Agnello Hornby

Titolo: "LA MENNULARA"
Autore: Simonetta Agnello Hornby
Editore: Feltrinelli
Collana: Universale Economica
Pagine: 209
Prezzo: versione "tascabile" con amazon a €6,38, inMondadori a €6,75, LaFeltrinelli a €6,37 - mentre la versione ebook a €4,99 in tutti e tre gli online store citati.

Circa nove anni fa, ho avuto la fortuna di aver vissuto in Sicilia, per la precisione a Catania, per un anno intero. Mi sono trasferito per motivi di lavoro e forse, inconsciamente, per cambiare aria: ma questa è un'altra storia.
L'impatto con una realtà completamente diversa dalla mia non mi aveva creato molti problemi, infatti, la mia scelta era ricaduta su quel luogo per il fatto che vi ero già stato molte volte per brevi periodi di tempo, prima di quel momento.
Sono molto attaccato alla Sicilia perchè in quell'anno penso di averla vissuta veramente. Ho imparato ad immergermi nella sua bellezza e nella sua diversità facendomi coinvolgere, piano piano, da tutto quello che mi poteva offrire quella bellissima terra, posta ai confini del nostro paese. Chi è siciliano, o chi ha avuto l'opportunità di viverci, sa benissimo cosa intendo dire. Insomma, mi sono sentito a casa sin dal primo giorno.
Leggere Simonetta Agnello Hornby è come rivivere alcune di quelle atmosfere e sapori che, a dirla tutta, mi mancano parecchio.
Le storie di questa scrittrice, si svolgono nel passato di una Sicilia che le ha fatto da balia, prima di prendere il volo e stabilirsi nella allora lontana Inghilterra. Per chiunque di voi avesse avuto il piacere di vedere la signora Agnello Hornby in televisione, durante un'intervista o ad una presentazione dei suoi libri, sono più che sicuro che sarete rimasti colpiti all'istante dalla sua forza e dalla sicurezza che ipnotizzano il suo spettatore.
Così sono i suoi romanzi e così è per il libro che me l'ha fatta conoscere: "La mennulara", per l'appunto.
La storia della mennulara, inizia di settembre, anno 1962. Rosalia, questo il suo vero nome, è una donna che ha prestato servizio presso la famiglia Alfallipe, con infinita devozione e cura, salvandola addirittura da un possibile crollo economico. Donna forte, tutta d'un pezzo questa Mennulara, che molto ha da raccontare o, nel caso specifico di questo romanzo, da essere raccontata. Proprio così, il romanzo della Hornby inizia esattamente con la morte della sua protagonista, la cui storia si sviluppa nel racconto di chiunque la ricordi, nel bene e nel male, come ogni cittadino di Roccacolomba, il paese dove ha casa il romanzo.
Tantissime sono le voci che ha utilizzato questa scrittrice per delineare il suo personaggio. Ha utilizzato un'intero paese per far prendere forma a questa incredibile e fredda donna, un personaggio che difficilmente dimenticherete. Ogni lettore potrà farsi un'idea ben precisa della Mennulara, sono certo che ci sarà chi la amerà, chi la odierà e chi la troverà addirittura un'eroina. Pensandoci bene è uno dei pochi personaggi che abbia mai incontrato, in un romanzo,  che riesca a suscitare in me sentimenti contrastanti di ammirazione prima e di diffidenza dopo, così fino al termine del romanzo.
Ma ora torniamo al giorno della sua morte, cruciale per capire certe dinamiche. Per molti dei cittadini di Roccacolomba ( un paese come tanti ma inventato ) è stata una morte prematura e alquanto insolita. I figli della famiglia Alfallipe, appena venuti a conoscenza della morte della donna, sono accorsi al suo capezzale. Un gesto che a prima vista sembrerebbe dovuto, viste le premesse fin qui illustrate, ma non appena si ritrovano nella casa della Mennulara scoprono le loro carte al lettore, le motivazioni che li ha spinti a compiere quel gesto. Litigano, si agitano, si interrogano, chiedendosi chi dovrà pagare per il funerale e se qualcuno è a conoscenza dell'esistenza di un testamento. Fatto curioso pensò il medico; cosa poteva lasciare di tanto prezioso una donna che per vivere ha dovuto prestare servizio tutta la sua vita? A favore di chi avrebbe intestato un ipotetico testamento, non avendo amici o parenti vicini? Domande che insospettiscono ma che in quel momento infuocano solo il pettegolezzo e il chiacchiericcio delle piazze.
Una donna chiacchierata, rivoluzionaria, un'instancabile lavoratrice ma, allo stesso tempo, odiata per i suoi metodi poco diplomatici e la sua scarsa capacità di socializzare. Morto il Signor Alfallipe, il padrone di casa, la donna si era continuata a prender cura della moglie, accudendola e trattandola come fosse sua madre. Per far questo, la Mennulara, se l'era portata in casa sua, lontano dal palazzo di famiglia.
Serva nella sua stessa casa, per citare l'autrice, il pensiero di chi, lontano dal coro, reputava Rosalia detta la Mennulara una santa donna, che molto aveva fatto per gli altri e così poco per se stessa.
In questo romanzo di infinita bellezza, Simonetta Agnello Hornby ci racconta noi stessi, quanto diamo importanza alle apparenze e quanto siamo pronti a giudicare senza conoscere tutti i fatti. Un mondo infinito quello di Roccacolomba, un passato che niente ha di diverso dal presente, qualora si parlasse solo di persone. Dinamiche di pensiero magistralmente intrecciate, una quantità enorme di personaggi che, alla morte della Mennulara, tirano le somme di molto più della vita di una sola persona ma quelle dell'intera cittadinanza.
Un romanzo scritto in italiano ma che, in alcuni punti, per sintassi, piuttosto che per qualche parola o verbo "rubati" al dialetto, crea lo scenario perfetto nell'immaginario del lettore.
Ho letto questo romanzo prendendomela con calma, senza fretta, e così vi consiglio anche a voi di fare per gustarvelo e per addentrarvi tra le strade di Roccacolomba e commentare, anche voi, assieme ai suoi abitanti, la morte della Mennulara. 

giovedì 17 aprile 2014

Recensione: " La sovrana lettrice " di Alan Bennett

Titolo: "LA SOVRANA LETTRICE"
Autore: Alan Bennett
Editore: Adelphi Editore
Pagine: 95
Prezzo: amazon, inMondadori, LaFeltrinelli in versione brossura a €6,80 (gli adelphi) - in versione ebook a €4,99

Non ricordo esattamente il giorno, ma circa uno o due mesi fa, mentre bevevo un aperitivo con degli amici inglesi che vivono vicino a me, abbiamo iniziato a parlare di letture recenti che avevamo fatto e, come solitamente succede, è saltato fuori il titolo di un libro che subito mi ha incuriosito. "The uncommon reader" era il titolo originale di quest'opera. Conoscevo il suo autore ( chi non lo conosce? ) ma il titolo non mi suonava familiare.
Chiedo subito di cosa si trattasse, quale fosse la storia narrata. Un giorno, per puro caso, l'attuale regina d'Inghilterra, si trova a seguire i suoi pestiferi cani in un'ala del palazzo dove non era mai stata. Allarmata dal baccano che questi facevano attorno ad un furgone parcheggiato nel cortile.
Arrivata per scusarsi di tale frastuono sale sul furgone creando, come più che comprensibile, una reazione di shock per l'autista e uno dei suoi dipendenti delle cucine, in quel momento intento a prendere un libro in prestito. Il furgone era una biblioteca ambulante che forniva, gratuitamente, la possibilità di prendere in prestito dei libri ai dipendenti del palazzo.
Norman, lo sguattero che lavorava nelle cucine, si ritovò così a suggerire un libro alla sua sovrana, nonché datore di lavoro. Non essendo mai stata una grande lettrice, la regina, si trova attirata da tanti titoli e dalle mille storie al loro interno contenute. Inizia così, per puro caso, un mercoledì, la passione sfrenata per la lettura, un hobby che ad una persona come lei non era mai stato possibile coltivare.
Questa nuova attività, assorbe così tanto la regina da diventarne quasi dipendente, con serie conseguenze per il suo ruolo. Norman, il brutto sguattero delle cucine, viene promosso - ovviamente sotto ordine della sovrana - a consulente privato, il suo factotum. Un termine a lui sconosciuto, del quale è dovuto correre a leggerne il significato.
Inizia così un bellissimo ma breve racconto dove l'impossibile sembra accadere. Il nuovo hobby della regina finirà col portare gioie e guai a corte con un epilogo degno del suo autore. 
La regina l'avrà letto? Sicuramente qualcuno, come il giovane Norman, l'avrà portata a conoscenza ma non ci sarà certo tenuto sapere il suo commento a riguardo. 
Bennett è riuscito, con questo racconto, a trasformare la lettura nel tallone d'Achille della regina, rendendola debole perchè dipendente da qualcosa, ma anche piena di passione e di voglia di evadere, attraverso le parole che portano la mente a viaggiare dove si è veramente liberi. 
Una lettura che vi scivolerà tra le mani, poche pagine che potrete leggere in poco tempo. Comprate questo libricino e portatelo con voi, vi terrà compagnia nei viaggi in treno, nelle pause pranzo o nelle terrificanti attese di un mezzo pubblico che tarda ad arrivare. 

mercoledì 16 aprile 2014

Il mercoledì del libro sconosciuto

Un libro che da tempo avevo intenzione di leggere ma che, per motivi a me del tutto sconosciuti ( diciamo così per non essere troppo ripetitivo ), ha dovuto subire la sorte di molti suoi "colleghi". Il destino di rimanere troppo tempo nella mia libreria, intonso, senza un graffio con pagine che, se passate in rassegna rapidamente tipo ventaglio, ancora producono quel profumo di carta appena stampata, insomma, come nuovo!
Migliaia di voi, mi sto allargando? Non mi seguite così numerosi? Vabbè, allora diciamo centinaia? Decine? Così pochi? Beh, quel che voglio dire è che moltissimi di voi ( così va meglio? ), lo avranno già letto ma, fosse anche questo il caso, voglio parlarvene ugualmente. Per una persona che lo ha letto ce ne saranno almeno mille a non averlo fatto, me compreso, quindi... 
Il fatto che ve lo accenni, non significa certo che lo inizierò a leggere da domani, ma penso che lo porterò a termine entro la fine dell'anno. 

Titolo: "TRE ANNI LUCE"
Autore: Andrea Canobbio
Editore: Feltrinelli
Collana: I Narratori
Pagine: 347
Prezzo: amazon, inMondadori, LaFeltrinelli  formato Brossura €15,30 - mentre a €12,99 in versione ebook

Sinossi...

Certi amori sembrano distanti anni luce. Eppure a volte sono i più importanti, gli unici che contino davvero per noi: quelli che fanno nascere l'universo in cui viviamo.
Cecilia e Claudio, medici nello stesso ospedale, imparano a parlarsi e a desiderarsi in un tempo cadenzato dalla ritualità dei pranzi, dall'infittirsi di conversazioni e confidenze, da un'attrazione reciproca che, per quanto intensa, non riesce a manifestarsi, come una costellazione non ancora tracciata. Ma a vederla da fuori la loro storia è visibilissima: visibili le cautele che li allontanano - sono un uomo e una donna che vengono da convivenze esaurite e tuttavia spente, lei accesa da una tormentata maturità di madre, lui protetto da una polvere di timide certezze -, visibile l'amore che li unisce. E' proprio allora che al loro tavolo siede un giorno la sorella di Cecilia, l'estroversa e generosa Silvia. In un gioco sempre più accelerato di rivelazioni e rincorse, Claudio, Cecilia e Silvia finiscono con l'abitare un triangolo singolare. E da lì in poi è come se l'amore cercasse un'altra strada, e questa strada s'aprisse il varco fra le scorie del passato, verso l'imprevedibile disegno di un nuovo universo affettivo.



lunedì 14 aprile 2014

Leggere per Scrivere

Infinite sono le fonti sul web che elargiscono informazioni di ogni genere sulla scrittura. Altrettante, sempre per restare in argomento, sono i luoghi della rete che dedicano importanti sezioni e dialoghi riguardanti la lettura e, principalmente, l'importanza di diventare dei lettori meno distratti e più attenti. Inizialmente mi sono posto un pò di domande a riguardo pensando a come si possa imparare a diventare divoratori consapevoli di pagine. Leggere alla fine è un'attività abbastanza semplice, utilizzata anche per rilassarsi, un momento per distrarre la mente, ultimamente annebbiata dalle preoccupazioni di arrivare a fine mese. Insomma, parola dopo parola e il libro è terminato, giusto? Una volta arrivati alla parola fine ( ormai sparita con mio grande dispiacere ) si tirano le conclusioni generali su quel che l'autore ha scritto, no? Ma cosa realmente analizziamo, qual'è il processo mentale che ci porta a decretare se un romanzo ha avuto la nostra approvazione o no? Ci avete mai riflettuto? 
Un mio amico, anche lui collega di blog, ha frequentato due corsi di scrittura creativa dei quali uno online. Parlando della sua esperienza, ho notato come l'analisi del processo creativo insegnatogli, abbia affinato la sua percezione della storia, dei personaggi, del tempo utilizzato, della narrazione in generale, insomma è riuscito a raggiungere quella profondità che rende più vicini lo scrittore al suo lettore. Questo mio amico, che per privacy chiamerò Ermenegildo, non ha intenzione di diventare uno scrittore per pubblicare, ha solo intrapreso un percorso di interesse personale. Per questo lo stimo moltissimo e lo invidio anche un pochino, non molto, giusto quanto basta. Io non ho ancora frequentato nessun corso di scrittura ma è, senza ombra di dubbio, visto i risultati, nella mia lista dei desideri. 
Leggere piace ancora a tantissime persone, la lettura non è assolutamente out o tendente all'estinzione, tanto per dirne una e tirare le somme.
Se leggete questo blog anche solo di tanto in tanto o se non capitate per caso su siti che parlano di libri, ma li visitate per vostra decisione, beh, già significa che siete dei lettori di un certo livello. Questo post è senz'altro quello che fa per voi. Da quando ho iniziato la mia avventura con questo blog, mi sono reso conto di come cambi l'approccio con la lettura se fatta in un determinato modo. Leggere tanto è un perfetto sistema per affinare e velocizzare le nostre capacità ma, quanto recepiamo del contenuto? Quali domande ci poniamo sul testo che stiamo leggendo? Da poco è passato un anno dal mio primo post e devo ammettere che sono rimasto sorpreso di quanto sia riuscito a scrivere. Avrò scritto anche molte cavolate, forse la maggior parte, avrò fatto errori grammaticali madornali, ma è certamente un inizio. 
Ammetto inoltre che i consigli e alcune direzioni da prendere per scrivere i post, li ho assorbiti proprio da quei libri atti a regalare qualche succulento segreto sulla scrittura. Se, come il sottoscritto, vi piace passare del tempo nelle librerie, cercando a fondo con l'aiuto del personale, riuscirete a trovare delle letture molto interessanti e utili allo scopo. Senza nemmeno dirlo, non starò qui, ora, ad elencarvi tutte quelle che ho visto o che già possiedo perchè faremmo notte ma, velocemente, vi inizierò a consigliare quelle che ho letto di recente. 

Titolo: "LEGGERE per SCRIVERE, manuale di lettura attiva e scrittura creativa"
Autore: Pergentina Pedaccini Floris, Patrizia Cotroneo Trombetta
Editore: Centro di Documentazione Giornalistica
Pagine: 472
Prezzo: amazon, inMondadori a €16,92 e su LaFeltrinelli a €16,91

Sinossi...
( così come riportata in quarta di copertina, insomma, non sono parole mie )
Bestseller! Cosa c'è dietro il libro dei miracoli? Qual è il segreto dietro alla magica catena di parole che ci lega ad una storia, che non da tregua e che lascia liberi solo dopo la lettura del punto dopo l'ultima parola? Non è un dono divino. O meglio non è solo un dono. Dietro al successo di un libro c'è tanto studio e altrettanta tecnica.
Leggere per scrivere è un manuale per imparare a decifrare i segreti della scrittura. Una guida alla lettura attiva, analitica e alla scrittura creativa. Un manuale prezioso, ricco di citazioni per apprendere dai grandi maestri le vie dello scritto efficace, coinvolgente e, perché no, di successo con spiegazioni teoriche e pratiche delle tecniche di scrittura adottate e da utilizzare nei propri scritti. 

Recentemente, ho scoperto questa collana di libricini, utilissimi, che porta il nome LeggereScrivere ( ma guarda un pò ) della SUGARCO EDIZIONI scritti da Mario Arturo Iannaccone. Al momento ho il primo ed il secondo volume della collana. Devo dire che è già abbastanza materiale da visionare. 
Come si può leggere dalla copertina si tratta di Analisi, tecniche narrative, struttura. Capolavori del passato, grandi lavori di veri maestri sezionati e spiegati passo per passo per fornire una panoramica generale sulle opere e sul loro significato. Vivamente consigliato.

Titolo: "IL GRANDE GATSBY" di Francis S. Fitzgerald
Autore: Mario Arturo Iannaccone
Editore: Sugarco Edizioni
Collana: LeggereScrivere
Pagine: 129
Prezzo: inMondadori a €10,63





Titolo: "IL GIRO DI VITE" di Henry James
Autore: Mario Arturo Iannaccone
Editore: Sugarco Edizioni
Collana: LeggereScrivere
Pagine: 148 brossura
Prezzo: amazon, inMondadori a €12,33

mercoledì 9 aprile 2014

Il mercoledì del libro sconosciuto

Ultimamente si parla molto di Russia. Proprio per questo motivo ho pensto di parlarvi di questo libro. Ovviamente, come faccio per questa rubrica, vi trascrivo la sinossi così come la si trova sul libro. Romanzo che ho acquistato nel 2011, ancora nella mia libreria, del quale non ho letto nemmeno una pagina. Ancora una volta, vi invito a farmi sapere cosa ne pensate nel caso in cui l'abbiate già letto, lasciando i vostri commenti qui sotto.
L'autrice ha ricevuto molti premi, tra i quali il  Premio maria Grazie Cutuli del Corriere della Sera dove viene così descritta: "Latynina scrive con la stessa tenacia e intransigenza che ha condannato a morte la sua collega Anna Politkovskaja". Penso di non dover aggiungere granché a queste parole.

Titolo: "IL RICHIAMO DELL'ONORE"
Autore: Yulia Latynina
Editore: Marco Tropea Editore
Collana: Fuorionda
Pagine: 318
Prezzo: inMondadori €11,90, Amazon e LaFeltrinelli €14,45 (brossura)-

Sinossi
In una immaginaria repubblica caucasica vicina alla Cecenia, si fronteggiano due uomini che in modo diverso cercano di mettere ordine al caos che li circonda. Pankov è un alto funzionario russo, educato ad Harvard, segnato dallo choc di un rapimento avvenuto molto tempo prima proprio nel paese che oggi cerca inutilmente di governare. Nijazbek è un leader ceceno dal cuore di lupo, musulmano devoto, omicida ed eroe del popolo. Intorno a loro si agita un'umanità livida e feroce. Politici, militari, banditi, imam, donne brutalizzate, oppressori ed oppressi: tutti contribuiscono a rendere la vicenda politica del caucaso una tragedia senza soluzioni. Tra l'islam in ascesa e la Russia in bilico sull'orlo del precipizio, sembra impossibile salvaguardare l'onore sepolto sotto le macerie.

Yulia Latynina non si limita a denunciare la corruzione, le malversazioni, la violenza celate all'ombra del potere russo, ma descrive il mattatoio del Caucaso attraverso un romanzo di rara intensità visionaria: un Anime morte della contemporaneità, la narrazione grottesca e spietata di un mondo capovolto.


Yulia Latynina ( Mosca 1966 ) è giornalista e scrittrice di bestseller. Dopo il dottorato in Filologia, a metà degli anni Novanta raggiunge rapidamente la notorietà con i suoi articoli sulla corruzione politica e finanziaria della Russia, e le sue acute analisi basate su ricerche personali e viaggi sul territorio. Avversaria dichiarata del regime di Putin, Latynina scrive per il maggior giornale di opposizione, La Novaya Gazeta, dove ha preso il testimone della collega Anna Politkovskaja, e per The Moscow Times. Conduce inoltre una trasmissione molto seguita su radio Moscow Echo.

giovedì 3 aprile 2014

"Caffè Trieste" di Olga Campofreda

Titolo: "Caffè Trieste... colazione con Lawrence Ferlinghetti"
Autore: Olga Campofreda
Editore: Giulio Perrone Editore
Pagine: 123
Prezzo: amazon, inMondadori, LaFeltrinelli in brossura €8,50 

Qualche tempo fa, un amico, mi ha prestato questo libro. Per motivi personali, che non sto qui a raccontarvi, ho avuto per un pò di tempo una certa connessione con la città di San Francisco. Proprio per questo motivo, un giorno, bevendo un caffè proprio a casa di quest'amico, parlando di questa città, siamo entrati nell'argomento. E' andato a prendere il libro in questione e me lo ha mostrato. Ora, chiedendo scusa anticipatamente a tutti i fan di Ferlinghetti e quello che questo caffè rappresenta, devo ammettere che non ne sapevo molto. Ma i libri servono anche a questo, ci rendono curiosi e ci spingono a verificare le fonti, arricchendoci ogni giorno di più. Ogni giorno si può imparare qualcosa, giusto? Esattamente come piace a me, venire a conoscenza di cose e personaggi per puro caso e poi, piano piano, recuperare più informazioni a riguardo. Ieri pomeriggio, dopo essere tornato dal lavoro, mi sono deciso a prenderlo dalla libreria e leggerlo. Inizialmente, ho deciso di cominciare la lettura perchè mi sono detto: prima o poi dovrò ridarglielo, ma poi, dopo ave letto le prime dieci pagine mi ci sono appassionato e quindi... sono arrivato alla fine.
Olga Campofreda, ha scritto un diario di un viaggio speciale. La passione e la determinazione l'hanno portata a prendere un volo per San Francisco, scoprendosi sorpresa in prima persona per averlo fatto, trasmettendo al lettore la tenacia di chi si è messo in ballo e che non ha ancora deciso quale sia l'ultima canzone da suonare per chiudere la serata.
Lawrence Ferlinghetti, se date un'occhiata sul web, vedrete che è un uomo che può dire d'aver vissuto una vita movimentata, non solo per quanto riguarda i suoi numerosi spostamenti ( e aver partecipato ad un conflitto mondiale ) ma anche per le vicende che hanno visto protagonista la sua famiglia e quindi,  le sue origini. Famoso per le sue opere ma anche per aver fondato nel 1953 la casa editrice (e ora anche famoso e indipendente bookstore per tutti i booklovers) City Lights che ha visto le pubblicazioni di molti amati autori della Beat Generation di cui, due tra i tanti, Jack Kerouac e Ginsberg (dei quali ho già letto qualcosa e sono sicuro anche voi!).
Il Caffè Trieste, invece, è uno storico e famoso caffè di San Francisco aperto nel 1956 da Giovanni Giotta, un italiano immigrato pochi anni prima negli States. Dico famoso perchè è stato utilizzato per molte riprese televisive e cinematografiche, ma anche perchè è stato uno dei punti di ritrovo degli artisti della Beat Generation e non solo. Pensate che parte de "Il Padrino" è stato scritto da Coppola in questo locale. Devo aggiungere altro?
Olga Campofreda, ha dato una tesi proprio sulla Beat Generation americana e questo fa intuire il suo interesse nell'intraprendere un viaggio per poter incontrare Ferlinghetti e per respirare l'aria di un luogo che ha vibrato assieme a questa generazione d'artisti.
Quello che Olga riesce a trasmettere, attraverso le sue parole, è la continua capacità di sorprendersi ed entusiasmarsi man mano che prosegue il suo viaggio. La sua storia che viene scritta mentre altri personaggi  le raccontano la loro, artisti che hanno una connessione speciale con quella Beat Generation della quale, l'autrice, sembra sentirne la mancanza, pur essendo nata molti anni più tardi. La scrittura riesce anche questo, ci connette, come uno stargate, con luoghi e tempi diversi, riesce a farci apprezzare un sentimento comune che ha attraversato una generazione. Riesce ad interpretare i nostri sogni e a farci sentire meno strani e più connessi, meno soli,  con chiunque in quel preciso istante, attraverso le parole di un libro, riesca a provare le stesse emozioni. 
Olga Campofreda è riuscita a parlarmi di un mondo che prima non conoscevo per nulla, attraverso i suoi occhi di scrittrice e sognatrice, facendomi venire voglia, la prossima volta che sarò a San francisco, di includere una visita al Caffè Trieste, con la speranza di vedere proprio ciò che mi ha descritto. 
Duante la sua permanenza a San Francisco, Olga, incontrerà innumerevoli personaggi che ancora oggi rendono viva la vita culturale di North Beach, artisti che le regalano e comunicano una passione che la giovane scrittrice già possiede e, che lo sappia o no, l'ha portata dall'altra parte del mondo. Se Olga incontrerà o no Lawrence Ferlinghetti non ve lo voglio dire, niente spoiler, ma vorrei lasciarvi con una frase che ho trovato nel libro; Jack Hirschman (poeta con alle spalle moltissime pubblicazioni e vicino ai poeti della Beat), invita Olga alla festa di compleanno della moglie Agneta Falk e avvicinandola per regalarle un plico di fogli le dice ( e qui cito lettera per lettera le parole dell'autrice ): "... la poesia, come tutte le cose che realizziamo, sentimenti compresi, deve essere data via. Da mano in mano, regalata. Il mondo migliore è quello in cui le opere d'arte si regalano...."

mercoledì 2 aprile 2014

Il mercoledì del libro sconosciuto

Per il terzo appuntamento di questa rubrica ho scelto un libro che ho nella mia libreria da molto tempo ma che non ho ancora avuto il piacere di leggere. Il formato che ho è in brossura, edito da Neri Pozza per la collana Beat. Capisco che molti di voi staranno pensando: "ma come, non lo hai ancora letto?" è un MUST! Beh, perdonatemi e lasciate che mi sdebiti con questa mancanza almeno parlandone qui. Sono più che sicuro di non essere il solo a non averlo ancora letto, quindi, spero di fare cosa gradita! Questa volta vorrei anche mostrarvi cosa Niccolò Ammaniti e Daria Bignardi hanno detto del libro:

"La cena è un romanzo teso, doloroso... politicamente scorretto... molto contemporaneo". -Daria Bignardi, Donna Moderna

"Due fratelli con rispettive mogli si incontrano in un ristorante di Amsterdam... Il romanzo attraverso chiacchiere conviviali e improvvise rivelazioni si trasforma in un thriller senza respiro dove nessuno è innocente". 
-Niccolò Ammaniti, Corriere della Sera-

Titolo: "LA CENA"
Autore: Herman Koch
Editore: Neri Pozza
Collana: Beat o Bloom
Pagine: 255
Prezzo: amazon, inMondadori e LaFeltrinelli €7,65 (brossura), mentre la versione ebook a €7,99 o €9,00 se acquistato in libreria. 

Due coppie sono a cena in un ristorante di luso. Chiacchierano piacevolmente, si raccontano i film che hanno visto di recente, i progetti per le vacanze. Ma non hanno il coraggio di affrontare l'argomento per il quale si sono incontrati: il futuro dei loro figli.
Michael e Rick, quindici anni, hanno picchiato e ucciso una barbona mentre ritiravano i soldi da un bancomat. Le videocamere di sicurezza hanno ripreso gli eventi e le immagini sono state trasmesse in televisione. I due ragazzi non sono stati ancora identificati ma il loro arresto sembra imminente, perché qualcuno ha scaricato su Internet dei nuovi filmati, estremamente compromettenti.
Una storia dura, emozionante, provocatoria. Un dramma contemporaneo che racconta l'intimità di una famiglia e lo sconvolgente attrito tra le necessità del cuore e quelle della morale, la scelta a volte impossibile tra l'amore verso un figlio e il rispetto per la vita degli altri. 

Herman Koch (1953) è noto come autore televisivo, giornalista e romanziere. Dopo "La Cena", best seller internazionale, ha pubblicato il romanzo "Villetta con Piscina" (Neri Pozza 2011) 

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