domenica 29 dicembre 2013

BETIPUL serie televisiva israeliana

Oggi voglio parlarvi di una delle serie israeliane che più mi piacciono. Difficile da dire perché le serie che ritengo le mie preferite sono molte ma... procediamo passo per passo. In futuro avrò modo di introdurvi maggiormente nel mondo della TV israeliana.
Innovazione è la parola più sensata per descrivere i lavori televisivi degli ultimi anni in Israele. Molto è stato investito nella creazione di opere televisive che non siano solo puro e mero intrattenimento ma che rispecchino la cultura del paese che dovrebbero rappresentare attraverso la "fiction". Nel caso d'Israele poi penso sia molto facile rischiare di cadere nello scontato e banale cliche' al quale siamo stati fino ad ora abituati a vedere nei nostri telegiornali.
Lior Ashkenazi
BETIPUL (2005) è il perfetto inizio per farvi capire quello di cui sto parlando. Intelligente, mai noiosa, coinvolgente e specchio fedele di molte delle nostre paure e insicurezze. Uno psicologo riceve nel salotto di casa sua - ormai trasformato anche in studio - diversi pazienti. Ogni paziente, racconta la sua vita durante ogni seduta. Lo spettatore ricostruirà puntata in puntata le loro vite al di fuori del contesto della terapia. Poche saranno le incursioni nella vita dei protagonisti fuori dalla casa dello psicologo. Molti di voi possono pensare che questa scelta risulti claustrofobica e quindi senza azione alcuna ma vi assicuro che cosi' proprio non sarà. Personalmente mi sono appassionato e ora sono arrivato in fondo alla seconda serie. Ho trovato qualche difficoltà con la prima serie per un fatto di traduzione, essendo il mio ebraico molto... basico, non avendo l'aiuto dei sottotitoli. La seconda serie, al contrario,  ha i sottotitoli in inglese ma sono sicuro che con il tempo, e visto il grande successo che la serie ha riscosso, avranno provveduto ad aggiungere ai gia' esistenti sottotitoli in lingua ebraica quelli in inglese. Dico cosi' perché quando ho comprato il cofanetto era uscito da poco tempo. Inutile dire che sono cofanetti che custodisco in maniera religiosa!
Progetto che si è rivelato essere il padre di copie più o meno ben riuscite, utilizzando lo stesso format e apportando qualche piccolo cambiamento per quanto riguarda le tematiche trattate in modo da farlo risultare più appropriato al paese nel quale veniva prodotto. Il pubblico deve vedere cose nelle quali ci si possa rispecchiare, ecco il vero successo, la realtà dev'essere si romanzata per renderla leggermente più interessante ma deve anche rimanere nei confini del possibile per inchiodare lo spettatore.
Nel cast di questa serie televisiva vi sono molti visi noti al pubblico israeliano. Due di questi attori sono, senza ombra di dubbio i miei due preferiti. Uno è Lior Ashkenazi e l'altra è (la bravissima) Assi Levy. Il primo penso sia il più famoso attore in Israele e non solo (USA?) in quanto protagonista indiscusso di moltissimi film - non preoccupatevi, ve ne parlerò presto - mentre la seconda è la protagonista del film Aviva ahuvati (soundtrack trailer) che rimane una delle mie pellicole preferite in assoluto!
Asi Levy
I due attori che vi ho appena nominato sono solo una piccola parte del cast presente in questa serie televisiva. Tali Sharon, per esempio, e' un'altra famosa attrice, impossibile da non nominare, ma anche di lei ve ne parlerò in futuro visto che e' parte del cast di un'atra serie famosissima: SRUGHIM. 
Nel nostro paese Sergio Castellitto ha preso le vesti dell'analista diventando la versione italiana del telefilm. Ho guardato la versione americana prima e la versione italiana poi e devo ammettere che quella originale è molto difficile da battere. Diverse, le definirei, a causa dei dialoghi e dei personaggi non sempre in completa simbiosi con la versione originale. Guardando le tre serie si riesce, ad ogni modo, a riconoscere quasi tutti i personaggi, c'é sempre un filo che li collega utilizzando però dinamiche diverse.
Qui di seguito vi lascio il video della serie e se cliccate sui vari link all'interno del post vedrete altri momenti della serie...




giovedì 19 dicembre 2013

SEI COME SEI di Melania G. Mazzucco

Melania G. Mazzucco scrive ed emoziona i suoi lettori come pochi riescono a fare. Con "Sei come Sei" quest'autrice si è aggiudicata la mia fiducia di lettore. La trama è l'elemento chiave ad avermi conquistato. Il tema trattato molto attuale e direi molto pionieristico, una novità nel lavoro dell'autrice. In questo romanzo esplora il mondo che ci circonda, portando alla luce personaggi molto complessi, veri guerrieri alla conquista di un posto nel mondo, riconosciuto e rispettato dalla società. Un lavoro difficile da portare a termine a mio parere, anche per una scrittrice così brava ed esperta. Leggerla è scoprire quanto sia importante la felicità di ogni essere umano, secondo le leggi dell'amore e non quelle scritte nei tribunali. Questo libro è un inno all'uguaglianza e un goal a sfavore dell'ingiustizia, per i pari diritti e per una maggior comprensione di cosa voglia dire amare.
La Mazzucco ha ancora una volta un'eroina nel suo romanzo. Eva, una ragazzina con una famiglia speciale, cresciuta con l'amore di due papà. La sua storia è una vera storia moderna, forse mai raccontata prima con tanta intensità e carattere letterario.
Questa nostra autrice italiana dimostra d'avere delle capacità di immedesimazione del terzo tipo. Ho letto questo romanzo pagina dopo pagina con moltissima attenzione ed un certo coinvolgimento personale, come pochissime volte mi è capitato. Lettura che ho faticato a smettere anche quando, a letto, mi calavano le palpebre.
Eva si trova in metropolitana con i suoi compagni di classe quando, esausta dalle continue pressioni e cattiverie di alcuni di loro, commette un gesto incontrollato, scatenato dalla rabbia e da un fardello troppo pesante da dover portare per una ragazzina della sua età. Scappa, il cuore le batte forte, nella sua mente crede d'aver commesso qualcosa di irreparabile, gravissimo. Questo fatto, che non voglio svelarvi, scatena in lei la forza per fare ciò che aveva da tempo pensato di fare, ma che mai aveva messo in pratica.  Quello che Eva vuole è trovare suo padre che, sapientemente tenuto nascosto dall'autrice, si trova lontano dalla figlia e sembra averla abbandonata.
Questa bambina di poco più di undici anni si trova catapultata in una situazione che mai avrebbe immaginato possibile. A causa della morte di uno dei padri, si vede costretta a vivere con parenti che, per la legge, vengono ritenuti più adatti alle cure della protagonista in quanto coppia formata da genitori di sesso differente. Eva non capisce, Eva vuole solo riavere la sua famiglia; due padri, una madre ed un padre, due madri, che importanza può avere per lei che conosce solo la parola genitore riferita alle persone che l'hanno cresciuta e amata?
La sua forza e la sua determinazione, unita all'incontrollata spontaneità dei bambini, porteranno Eva nelle braccia di suo padre. Un gesto che li obbligherà a fare un viaggio in macchina per riportarla a casa senza complicare l'intricata situazione in cui già si trovano, aggravata dal gesto col quale Eva si trova responsabile all'inizio del romanzo.
Tutto questo è solo una piccola parte del racconto, offerto al lettore in piccole gocce, quasi a sottolineare l'importanza di ogni parola, gesto o emozione dei suoi personaggi. Il lettore viene rapito dalle emozioni che le parole dell'autrice suscitano in ogni pagina.
Due persone di sesso maschile formano una famiglia, decidendo di vivere assieme. Decidono di completare la loro unione mettendo al mondo un figlio attraverso una donna disposta, dietro compenso monetario, a portare a termine il loro desiderio. Un desiderio che va al di la del sogno, una cosa quasi irrealizzabile. Del romanzo, la cosa che mi ha lasciato più a pensare, una volta girata l'ultima pagina, è la forza che i vari personaggi mostrano d'avere, lottano con una forza tale che forse nemmeno loro stessi sanno di possedere, il loro dolore risulterà meno rilevante e invasivo dell'amore che essi provano l'uno per l'altro. Melania G. Mazzucco invita alla riflessione, permettendo al lettore di conoscere nei suoi personaggi quelli che potrebbero essere i nostri vicini di casa, amici, colleghi di lavoro che giornalmente , a nostra insaputa, combattono una battaglia silenziosa, pacifica e atta più alla difesa che alla conquista.
Consiglio questo libro a chiunque voglia sapere qualcosa sull'amore e su cosa sia realmente una famiglia. 

Titolo: "sei come sei"
Autore: Melania G. Mazzucco
Editore: Einaudi, "stile libero BIG"
Pagine: 235
Prezzo: €14,88 amazon.it e inmondadori.it

mercoledì 18 dicembre 2013

"RICETTE DELLA DIETA DEL DIGIUNO" di Marco Bianchi

Una delle cose che mi contraddistinguono di più è, senza ombra di dubbio, il cibo. Mi piace mangiare, trovo che il cibo sia una di quelle cose nella vita alle quali proprio non potrei mai rinunciare. Intendiamoci, mangiare è vitale, direte voi, come si può rinunciare? Non si può, ma mangiare con consapevolezza è diverso dal puro aspetto nutritivo. Quando mi siedo a tavola ecco, mi rilasso. Prima di raggiungere i trenta non ho mai dovuto confrontarmi con i chili che si accumulavano, ho sempre bruciato molto. Ora, passata la trentina, anno dopo anno, noto che l'attenzione a quello che ingerisco - specialmente nelle quantità - è aumentata, conseguenza connessa  al non riuscire più ad abbottonare alcuni jeans comprati poco tempo prima. Ho incominciato a pensare a come poter restare in forma - questo è il momento giusto per porre le basi per gli anni a venire - senza dover rinunciare a nessun pasto.
Credetemi, di libri ne ho letti parecchi sull'argomento, ho addirittura pensato di diventare vegetariano. Ogni autore sembra avere, passatemi il termine, la giusta ricetta per impedire ai chili di troppo di prendere in noi la residenza. In qualsiasi libreria, anche la meno fornita, si trovano scaffali interi dedicati all'argomento. Ce n'è per tutti, ogni tipo di dieta o di rimedio o di mantenimento possibile e immaginabile. Ma come è possibile che tutti loro abbiano ragione? Questo il punto: non ce l'hanno. Se fosse così semplice saremmo tutti magrissimi senza nessun problema di colesterolo o di diabete, saremmo tutti dei perfetti bersagli per stilisti e le agenzie pubblicitarie avrebbero di sicuro molto meno lavoro.
Per come la penso io bisognerebbe prendere spunto un po' ovunque. Ognuno di questi libri può portare consigli utili da poter seguire facilmente, senza troppi sforzi e quotidianamente. Diciamocelo poi, in tv specialmente,  si fa un gran parlare di organizzarsi ma... non è sempre e solo un fatto di organizzazione rinunciare a seguire un'alimentazione più sana. Il più delle volte è un fatto di costi e di tempo e, senza nascondersi dietro un dito, anche di pigrizia. Prendo me come esempio: ho un lavoro con turni che possono variare di giorno in giorno, rispettare l'orario del pranzo e della cena è quasi impossibile e, specialmente d'estate, non facile conservare i cibi preparati a casa. 
Molti di voi si saranno riconosciuti in questo ritratto e sono certo di affermare che anche chi non lavora con turni così diversificati incontri difficoltà di tipo organizzativo. 
Comprare cibi sani è costoso, per molti quasi proibitivo ma, oggigiorno, la cosa sta leggermente cambiando, fortunatamente. Nei supermercati, anche i più piccoli, aumentano le corsie e la varietà di prodotti che vengono da una produzione responsabile e controllata. Ingredienti che poco hanno di "modificato" con la sconvenienza, aime', della data di scadenza più prossima che futura. Questo però lo ritengo un fatto più che positivo, in quanto ci obbliga a comprare più spesso e quindi ad avere un rapporto con il nostro carburante, il cibo, più intimo. Per non parlare poi del fatto che ci obbliga ad alzare i nostri sederoni e a fare un po' di moto in più. 
Quello che ho potuto apprendere da tutti i libri che trattano l'argomento le cose da seguire sono pressapoco queste:
  1. Fare la spesa: trovare il supermercato che offre più scelta di cibi freschi e, nel caso dei cibi confezionati, etichette che riportino quanto più fedelmente il loro contenuto.
  2. Imparare a leggere il contenuto degli alimenti confezionati.
  3. Cibo: preferire cibi freschi a quelli confezionati.
  4. Quantità: controllare le qualtità di cibo che giornalmente ingeriamo. Mai esagerare!
  5. Abbinamenti sbagliati: abbinare i cibi in modo sapiente può aiutarne la digestione.
  6. Digiuno: il digiuno non estremo può aiutare l'organismo a riprendere coscienza delle proprie funzioni.
Uno degli ultimi libri che ho letto sull'argomento è "Ricette della dieta del digiuno" scritto da Marco Bianchi con Mariagiovanna Luini, senza dimenticare un'importante prefazione di Umberto Veronesi.
Quest'ultimo autore di un libro che proprio di digiuno parla. Ovviamente capite da soli che le cose sono abbastanza correlate. 
Beh, l'ho trovato interessante e molto utile. Ammetto la mia totale ignoranza perché non conoscevo l'autore Marco Bianchi (se mai dovessi leggere questo post, scusami!) non avendo mai potuto seguire il programma in televisione. Mi sembra un ragazzo intelligente e che sa il fatto suo. Ispirato dal libro dello stesso Veronesi che porta il titolo "La Dieta Del Digiuno". Il libro riporta ricette che ho gia' avuto il piacere di sperimentare come le "orecchiette con broccoli e sesamo", "conchiglie con pesto di fave" e  gli "spaghetti con pesto di pistacchi", solo per citarne alcune. 
Molte volte nel libro noto come sia tenuto in considerazione il contenimento dell'uso del sale. Mai esagerare! Questa una delle cose che più mi sono rimaste in mente.
All'interno del libro, nella parte introduttiva, troverete testimonianze di persone che hanno iniziato a digiunare, portando la loro esperienza diretta. Un digiuno light, sia chiaro, infatti non ho riscontrato nessun messaggio di totale astinenza dal cibo ma una sostituzione dei pasti con frutta e yogurt, il più delle volte. Dopo aver letto le esperienze delle persone interpellate, vi addentrerete sempre più nel processo di preparazione al VOSTRO giorno di digiuno, una data da scegliere in base ai vostri impegni o che meglio si possa prestare a questa esperienza. Esatto, un giorno solo a settimana, ecco di cosa si parla. Sembra facile poter rinunciare per un giorno intero al cibo per come siamo sempre stati abituati ad ingerirlo? Io questo non l'ho ancora preso in considerazione, prima dovrei studiare molto bene il capitolo alla preparazione e seguire passo dopo passo i consigli: una vera sfida!
Ammetto che guardo tutta questa attenzione verso il cibo e all'alimentazione in generale di buon'occhio, visto l'impatto che un'assunzione sbagliata di tali elementi ed una vita troppo comoda possano avere sul nostro benessere fisico e mentale.  
DIGIUNARE CON GUSTO è lo slogan che questo libro ci propone quindi... perché non provarci? Una lettura utile che vi porterà piano piano a mostrare curiosità verso il cibo e alle sue proprietà, almeno questo è stato l'effetto che ha avuto su di me. Senza ombra di dubbio immancabile per chi ama cucinare e sperimentare come il sottoscritto. Penso che di libri di cucina sia impossibile averne troppi! Io ho una piccola libreria dedicata esclusivamente alla cucina. Marco Bianchi non lo conoscevo e devo dire che questa scoperta mi ha fatto piacere. Ora mi toccherà (grande sacrificio!) comprare gli altri suoi libri (ovvio che se qualcuno volesse regalarmeli...) e vedere le puntate del suo programma.
Giusto per rimediare al fatto che di Marco non ne avevo mai sentito parlare... eccovi qui e qui due link ai suoi video.
Considero questo libro un'ottima lettura ed un ottimo ricettario. Un passo in avanti per la divulgazione di una vita sana e meno calorica! 



martedì 17 dicembre 2013

MASTERPIECE

La mia esperienza con i reality show nasce molti anni fa con l'arrivo nel nostro paese del grande fratello. Ricordo ancora l'entusiasmo del nuovo prodotto presentato al grande pubblico. Da quelle infinite serate in compagnia di Daria Bignardi, di tempo ne è passato, parecchio. Da quel momento in poi, i reality hanno  conosciuto un boom pazzesco, ipnotizzando il pubblico con i loro format accattivanti e molte volte violenti, quasi estremi.
Personalmente non ho ancora capito se possano piacermi oppure no. Ho guardato i primi due anni del Grande Fratello e alcune puntate di altri show simili. Sono riuscito a divertirmi e anche a partecipare emozionalmente con alcuni dei concorrenti, famosi e non, durante le prove che venivano loro di giorno in giorno imposte.
Nel tempo mi sono stufato e ho cominciato ad annoiarmi, incominciando a sviluppare un senso critico (altamente negativo) verso il dilungarsi delle serate e del continuo dramma inflitto agli spettatori, per non parlare dei concorrenti, disposti a tutto per raggiungere la fama o per riscattarne una perduta.
Passano così anni di rifiuto alla visione dei suddetti programmi, uno la brutta copia via l'altra, quasi una sfida a chi riesce a crearne uno peggiore. Innegabile dire che questo è solo un mio modesto parere, assolutamente personale, direi uno dei pochi del genere, visto il seguito di pubblico che riescono a "catturare".
Nell'ultmo mese mi sono riavvicinato al genere attraverso il nuovo reality, dedicato alla scrittura, che va in onda su RAITRE la domenica sera con il nome di MASTERPIECE. Moltissimi i concorrenti che a suoni di parole si contenderanno il premio ambitissimo: un contratto editoriale con la casa editrice Bompiani. Come funziona: vari concorrenti in ogni puntata si devono sfidare mostrando di avere doti di scrittura degne del premio in palio. Un vincitore per ogni puntata, che andrà poi a sfidarsi con quello scelto la settimana successiva. Una giuria di tre scrittori famosi, tra i quali Andrea De Carlo, uno dei miei scrittori preferiti,  Taiye Selasi e Giancarlo De Cataldo. Come si scrive un romanzo? Cosa deve avere uno scrittore per potersi definire tale? Queste e molte altre sono le domande che il programma offre allo spettatore, per la prima volta il mondo della scrittura viene spogliato e mostrato nella sua misteriosa essenza come mai era stato fatto prima. Questo è quello che credevo, infatti, il programma ha una traiettoria leggermente diversa. Che significa questo: i concorrenti presentano uno scritto e i giudici lo leggono, un romanzo che non deve aver visto nessuna precedente pubblicazione, insomma, un inedito. Sulla base di quello che vedono e giudicano traggono le loro conclusioni sul personaggio e ne valutano poi, man mano che si procede con la puntata, le doti con esercizi di scrittura creativa, chiamata "prova immersiva". A coppie vengono portati in luoghi diversi per fare la conoscenza di persone e luoghi a loro sconosciuti, tutto questo per portare al rientro in studio un'esperienza unica da codificare e trasformare in parole e scriverne una breve storia. Storia che deve essere coerente con le "direttive" che vengono date loro dai giudici. 
Subito dopo individualmente, coppia dopo coppia, passano sotto l'esame dei tre scrittori/giudici. In base a quello scritto verra' deciso chi potrà rimanere e chi no. Ogni "vincitore" di ogni coppia, successivamente, si dovra' scontrare - utilizzando lo stesso scritto, senza prove aggiuntive - con gli altri concorrenti fino a quel momento sul podio del vincitore. Un solo vincitore per puntata. Rimasti in due, le loro sorti verranno decise in pochi secondi all'interno dell'ascensore della Mole Antonelliana (scenario spettacolare) di Torino dove, senza proferire parola alcuna, un/a importante esponente dell'editoria italiana, scrittore o editore chicchessia, prenderà la decisione finale ascoltando solamente la trama dei loro romanzi. 
Spero di essermi spiegato bene e spero di avervi fatto capire bene le regole del gioco. 
Sinceramente mi sarei aspettato qualcosa in più. Una sola prova di scrittura, un blando riassunto dei vari romanzi e direi troppe informazioni sul personaggio. Sembra quasi che il carisma di ogni concorrente sia prevalente rispetto alle sue capacità di scrittura. 
Lo spettatore non riesce a dare un proprio giudizio su ciò che vede, si rimane costretti a seguire quel che i giudici dicono, in quanto "arrivati" ed in quanto competenti sulla materia trattata. Insomma, sembra quasi che se la cantino e se la suonino da soli. Una delle cose che più non mi attrae di questo programma è la velata cattiveria dei giudici di sesso maschile verso alcuni dei concorrenti in pieno stile Masterchef. Capisco che il premio in palio non è poco ma penso che di cattiveria gratuita in televisione, non ce ne sia proprio alcun bisogno.  
Magari posso anche sbagliarmi, magari il pubblico non vede tutto il lavoro che c'è dietro ma sinceramente è proprio quello che avrebbe dato più rilevanza al tema stesso del programma. Detto questo vi dico che non mi dispiace guardarlo e penso che continuerò sino all'ultima puntata ma ho deciso di non farne nessuna telecronaca sul blog. Ho voluto parlarne ora giusto perchè è parte dell'attualità legata ai libri ma questo è tutto. 
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