venerdì 22 novembre 2013

LA PROPRIETA' di Rutu Modan

Eccomi con il mio primo appuntamento con la rubrica Israele. Oggi vi parlero' di un'artista israeliana di grande talento, che ha saputo farsi conoscere anche oltre ai confini del proprio paese. Nei giorni scorsi, giusto per aggiungere una curiosita', ho scoperto essere stata l'insegnante di un mio carissimo amico. Piccolo il mondo, vero? Rutu Modan è una fumettista israeliana che, fin da piccola, ha scoperto il suo talento nel raccontare storie attraverso l'arte del disegno e del fumetto. L'anno scorso ho avuto il piacere di entrare in contatto con le opere di Rutu. Il primo libro illustrato che ho letto è stato "EXIT WOUNDS", uscito nel dicembre del 2008. I suoi non sono certo fumetti come siamo abituati a vederne sul mercato, ma vere e proprie opere di letteratura illustrata. Storia e presente si mescolano nei suoi racconti, portando il lettore in una vera dimensione in 3D della lettura grazie ai bellissimi disegni. Ultimo suo libro, da poco uscito nelle librerie ( anche online) si chiama "LA PROPRIETA' ", edito in Italia da Rizzoli-Lizard. Ieri sera l'ho letto e terminato tutto d'un fiato, senza smettere un attimo. Devo dire che mi ha proprio preso. Una signora e sua nipote si ritrovano ad affrontare un viaggio in Polonia per poter recuperare una vecchia proprietà di famiglia che, forzatamente, durante la seconda guerra mondiale, avevano dovuto abbandonare per riuscire a salvarsi. Moltissimi sono i ricordi che affollano la mente dell'anziana signora e molta la rabbia per un passato che ha visto una violenta svolta, cambiando il destino di molte persone. Durante la loro visita le due generazioni di questa famiglia faranno l'incontro fortuito e meno fortuito di altri personaggi, non certo marginali ma determinanti per lo sviluppo della storia. 

Segreti di famiglia tenuti nascosti nel tempo verranno a galla creando scompiglio nelle relazioni dei vari personaggi che molto ha del reale. La Modan ci permette un tuffo nei ricordi di un passato che tanto vorremmo toglierci dalla mente ma che, al tempo stesso, la sua memoria può farci capire dove non si debba mai più arrivare.


Un legame forte lega le due protagoniste, entrambe con un carattere molto forte, forse genetico? Da questa graphic novel ne ho assorbito la capacità di ricominciare una vita anche dopo dolori dai quali non esiste cura per poterli lenire. Speranza è una parola chiave di questo racconto assieme all'amore che i protagonisti dimostrano di conoscere bene. Mica, questo il nome della più giovane delle protagoniste, viene a scoprire le vere origini della sua famiglia e, in particolare, quelle del padre da poco venuto a mancare. Diventerà lei la custode di un segreto che, Regina, la sua nonna ha tenuto nascosto anche a suo figlio, al quale non potrà mai più dire la verità.

Rutu Modan è riuscita a mostrarmi un nuovo modo di poter raccontare storie e farmi riflettere sulle tematiche trattate nei testi inseriti nei fumetti. 
Non sono l'unico ad aver apprezzato la sua arte ma sembrerebbe che anche persone più competenti di me abbiano avuto la stessa reazione. La bravissima Giusi Meister nel suo blog "la biblioteca d'Israele" ha infatti segnalato l'assegnazione del premio Gran Guinigi 2013 consegnatole dalla direzione del festival "Lucca Comics". All'interno della segnalazione di Giusi Meister troverete un'interessante intervista di Ada Treves per Pagine Ebraiche. In questa intervista e nel link che vi ho lasciato all'inizio di questo post, avrete la possibilità di conoscere meglio Rutu.  


mercoledì 20 novembre 2013

Nuova etichetta: "ISRAELE"

All'interno del mio blog, dal giorno della sua creazione, sono sicuro d'aver già menzionato una delle mie più grandi passioni: Israele!

Devo subito premettere che la mia passione verso questo paese non è di tipo politico, militare, idealista o di qualsiasi tipo di propaganda possibile. Qualche anno fa mi sono ritrovato a Tel Aviv (il link vi porterà ad un video che merita di essere visto, girato nel 2008, ma molto ben fatto di TG2 Dossier) per la prima volta. Diciamo per sbaglio, per uno strano caso del destino. Quella precisa situazione ha acceso la mia curiosità verso un paese del quale tanto si parla ma che alla fine poco si conosce. Devo ammettere che è proprio vero quel che si dice solitamente: tutto ciò che è negativo, distruttivo e polemico attira da sempre l'attenzione, accrescendo così in noi una certa idea distorta, evitando così la fatica di approfondire le nostre conoscenze riguardo al fatto in questione. L'ho provato proprio sulla mia pelle, facendomi capire quanto sia stupido fermarsi e giudicare, unendosi al coro del gregge. 
In Israele, da quella volta, ci sono tornato una seconda volta, poi una terza, poi una quarta... e così via, fino a renderla la meta preferita del mio tempo libero. Nel corso delle mie visite in questa terra stupenda ho avuto l'occasione di incontrare persone fantastiche che ora fanno parte della mia cerchia di amici più intimi. 
Non so voi ma quando visito un paese cerco sempre di informarmi il più possibile riguardo alla cultura locale. E proprio così ho fatto con Israele, ho iniziato a guardare film, leggere libri di letteratura moderna fino a che ho deciso di fare un salto di qualità e superare le mie barriere: imparare la lingua. Un'estate dal balcone di casa dei miei ho preso coraggio e ho mandato una mail ad un ufficio a Milano chiedendo informazioni su corsi di lingua ebraica. Ho ricevuto dopo circa due giorni una risposta dove mi venivano date varie opzioni. Una di queste opzioni era ottenere lezioni private che ancora oggi seguo con la stessa persona. A causa di impegni di lavoro la mia conoscenza della lingua rimane basica, ma devo dire che noto progressi. Questo grazie alla mia prof che con pazienza ha saputo capire come ficcarmi in testa, anche attraverso l'intuizione, i vari argomenti. Il mio sogno è un giorno di poter frequentare l'ULPAN, per qualche mese, in modo da poter ampliare il mio vocabolario e poter iniziare a comunicare meglio. 
biblioteche in spiaggia a Tel Aviv
Il giorno che ho cominciato la mia avventura da blogger non avrei mai immaginato quanto tempo richieda la  gestione di un blog. Attenzione! Non è una lamentela, la mia, è solo una constatazione. Il mondo del BLOG è un universo senza fine, un'oceano infinito di informazioni da acquisire e da codificare prima di ogni passo. Ho imparato già molto anche se è solo pochi mesi dal mio "debutto". Perchè ho detto questo? Perchè ho intenzione di iniziare un blog proprio su Isarele, ma al momento non ho il tempo per poter seguire due progetti allo stesso tempo. Ho ancora molto da imparare sul mondo della rete e sulla scrittura. Per poter accondiscendere ai mie desideri però, ho deciso di inserire in questo blog una nuova sezione che avrà l'etichetta con nome
"ISRAELE" ( originale vero? ). Film e recensioni di autori israeliani saranno i contenuti di questa mia nuova sfida nel blog. Inizierò in questo modo a sondare il terreno e capire quel che si può fare e se potrà sbocciare in qualcosa di più unico e elaborato. Il diventare blogger mi ha insegnato a fare piccoli passi e a misurarmi meglio con le mie capacità se non a rendermi più consapevole dei miei limiti da superare. Un percorso lungo ma che mi insegnerà sempre di più. Con questo, spero di riuscire anche solo un pochino a trasmettere questa mia passione anche a voi. 
Parlare di Israele vuol dire parlare di molte più lingue, culture e paesi. Israele è diventato meta non solo per chi, come erroneamente si potrebbe pensare, appartenga alla religione ebraica, ma è luogo di arrivo di chiunque, abbia voglia di partecipare ad un futuro di un paese in continua evoluzione, che cerca sempre più di pensare al suo presente e, specialmente, al suo futuro. Tutto questo è comprensibile, però, solo attraverso la sua storia, anche più recente, che vede la sua popolazione cambiare ancor più velocemente del tempo. 

sabato 16 novembre 2013

"PILGRIM" il nuovo libro di Terry Hayes

Terry Hayes
Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana! Molti di voi staranno ancora dormendo ma io, grazie al fatto che oggi aspettiamo ospiti, mi sono svegliato leggermente prima. In questo momento sul tavolo, oltre al mio laptop, ho una bella tazza fumante di caffe' e un piatto con pane tostato e Nutella...
Ieri ho ricevuto una notizia formidabile, Terry Hayes, sono sicuro che molti di voi lo conoscano, ha da poco scritto un thriller mozzafiato dal nome "PILGRIM". Al momento il libro e' uscito in Inghilterra ed in Australia ma da settimana prossima fara' la sua uscita anche in Italia! La mitica Rizzoli pubblichera' questo romanzo che sembra gia' essere un successo. Io ho letto solo le prime 18 pagine, contenute nel sito ufficiale del libro e che qui vi riporto iampilgrim.it

TERRY HAYES

"Pilgrim"

Pagine: 774
Pubblicazione: Novembre 2013
Prezzo: 19,50 Euro

Scott Murdoch, nome in codice Pilgrim, ha lavorato in una segretissima unita' di controspionaggio alle dirette dipendenze del presidente degli Stati Uniti, e prima di ritirarsi ha scritto sotto falso nome il libro definitivo sulle tecniche scientifiche di investigazione. Ben Wilson e' un agente dell'FBI che indaga su una donna uccisa in un hotel di New York l'11 settembre 2001: tutte le tracce sono state eliminate con perfetta cura, dai lineamenti del volto alle impronte digitali e ai denti della vittima, proprio come spiegato nel manuale di Murdoch. Quando Wilson lo rintraccia per associarlo all'inchiesta, Pilgrim e' stato richiamato in servizio per trovare un terrorista chiamato il Saraceno, pronto a lanciare un attacco biologico all'America. Le due indagini finiscono per intrecciarsi, in un crescendo di rischi mortali.

Che ne dite? Io dico che non vedo l'ora di immergermi nella sua lettura! Appena lo avro' terminato il scrivero' una recensione e vi faro' sapere qualche dettaglio in piu' e, ovviamente, le mie impressioni a caldo. Ora godetevi la copertina e anche il suo booktrailer che avrete la possibilita' di vedere nel sito del libro. Sempre sullo stesso sito potrete pre-ordinare il libro. Lascero' piu' tardi sulla vostra sinistra un reminder del libro in modo che potrete tornare a questo post quando lo vorrete. 

giovedì 14 novembre 2013

INTERVISTA A... ROBERTO PELLICO!

Eccoci qui anche oggi per una nuova intervista. Nuova sezione di questo blog. Pima di iniziare questo mio percorso da blogger leggevo con molto entusiasmo le interviste fatte agli scrittori. Penso che sapere qualche cosa in più dei nostri autori aggiunga quel valore in più ai loro scritti. Sono solo io a pensarla così? Beh, se no è la vostra risposta, sono contento di presentarvi la mia seconda intervista, questa volta ad un autore che con il fantasy/ YA ha poco a che vedere. Roberto Pellico è stato molto disponibile ed ha accettato di rispondere ad alcune domande che gli ho mandato via mail. Grazie Roberto. In Crazy About Fiction abbiamo già parlato di lui, abbiamo recensito due dei suoi libri. Se non avete avuto la possibilità di leggere i post vi rimando alle pagine relative qui & qua 

1. Ciao Roberto! Benvenuto nel blog CrazyAboutFiction e grazie infinite per aver accettato di rispondere alle domande di questa piccola intervista. La prima cosa che sento di dover dire è che la tua scrittura mi piace moltissimo, questo lo devi sapere! Navigando sul web ho scoperto di non essere il solo ad apprezzare quel che scrivi. Chi è il tuo lettore? Come lo descriveresti?

R.P. Ciao Simone, grazie a te per avermi ospitato. Cercando sul web devo ammettere di essere rimasto sorpreso anch'io. Dalle mail che ricevo posso dirti che non c'è un lettore che spicca rispetto ad altri. Ci sono sicuramente molte donne, ragazze e ragazzi giovani. Genitori, forse in cerca di risposte.

2. Ho letteralmente divorato il tuo libro "a pochi passi da te", racconti duri e personaggi che sembrano portare il peso del dolore del mondo intero. Quanto siamo lontani da questi personaggi? uanto c'è di loro in ognuno di noi?

R.P. C'è qualcosa in cui ogni lettore può riconoscersi. O almeno è quello che ho visto io nei personaggi. Il dolore, sì, chi non ce l'ha? Ma anche la voglia di reagire. Di ritrovarsi. Di ricominciare.

3. Non c'è personaggio nei tuoi racconti che non mi sia piaciuto. Sono tutti bellissimi, complicati, pieni di sconfitte e di dolore, ma al tempo stesso sembrano guerrieri agli occhi del lettore. E' stata questa la tua intenzione o è solo una mia percezione? 

R.P. No, non sbagli. Credo che il dolore e le sconfitte siano inevitabili. Però è anche indispensabile la forza e il coraggio per superarli. La speranza: è questo il messaggio che speravo passasse attraverso le mie storie. Che si può soffrire, certo, a volte anche moltissimo. Però la vita va avanti e va vissuta, nonostante il dolore, nonostante tutto.

4. All'inizio del tuo libro leggo che le storie raccontate, non sono proprio solo parte della tua fantasia, ma fanno parte della vita reale. Hai conosciuto queste persone? Sei stato tu il protagonista? Quanto la tua vita influisce nelle cose che scrivi?

R.P. Certo. Molti dei personaggi di cui parlo sono reali. Ho cambiato i nomi, le città, le ambientazioni. Ho cercato però di mantenermi fedele quanto più possibile alle storie, attraverso interviste, o più semplicemente grazie a lunghe chiacchierate. C'è stato un forte lavoro di immedesimazione. Ho cercato di spogliarmi dai pregiudizi, dalle esigenze letterarie. Volevo che le storie apparissero così come le avevo vissute io: autentiche. E sì, ci sono anch'io in quelle pagine, più che come protagonista, nelle sfumature. Credo sia inevitabile per ogni scrittore.


5. Una cosa che mi ha lasciato sorpreso è stata la mia incapacità di incupirmi o rattristarmi per le tue creature. Al termine del tuo libro "ci sono anch'io" e dei tuoi racconti in "a pochi passi da te" ho trovato un senso di continuità, quasi una lezione sulla gestione del dolore... mi sbaglio? 

R.P. Non sbagli. Anche se non ho la presunzione di poter impartire lezioni a nessuno. Una continuità c'è, però: si chiama speranza.


6. Ora dirò qualcosa di banale, ma questa domanda la devo fare perchè sono curioso di sapere. Vista la tua giovane età, da dove arriva tutta questa maturità ( da scrittore ) che traspare dalle tue parole? Come sei arrivato alla scrittura? Una passione che ha radici lontane? 

R.P. Ti ringrazio per la giovane età e la maturità che mi attribuisci. Se hai percepito questo mi fa piacere, però non posso essere io a dirlo. La scrittura è arrivata presto, principalmente per gioco o come esercizio per riparare certe sofferenze. Scrivere mi faceva bene, mi faceva sentire meglio. Soltanto più tardi, quando gli amici mi hanno spronato a inviare qualche racconto ai concorsi di scrittura sono arrivati i primi risultati. Eppure, anche oggi che qualche concorso l'ho vinto, che ho alle spalle pubblicazioni ( senza nessun contributo da parte dell'autore, lo specifico anche se dovrebbe essere scontato ), in me rimane una forte componente di insicurezza che mi impedisce di vedermi come un vero e proprio scrittore. La strada e' ancora lunga e ne sono consapevole. Comunque la definizione di scrittore non mi interessa. Mi piace vedermi come uno che ha delle storie da raccontare. Ecco, le storie, spero di averle sempre. 


7. Puoi raccontarci il processo che ti ha portato a scrivere "a pochi passi da te"? Perchè racconti brevi piuttosto che scrivere un romanzo? 

R.P. Sai cosa diceva Antonio Tabucchi? "Il racconto è il romanzo di un pigro". Penso avsse ragione. Forse avevo bisogno di mettermi alla prova, ero alla ricerca di conferme. In ogni caso le storie non le ho scelte, mi sono venute a cercare, io mi sono limitato a osservare, poi le ho raccontate.


8. A cosa stai lavorando in questi giorni? Cosa bolle in pentola per il futuro? Sarà un approccio digitale o cartaceo?

R.P. Da più di un anno sto lavorando a un romanzo. Come vedi ho superato la pigrizia del racconto. Il romanzo però richiede tempi e attenzioni diverse. Se si vuol scrivere un buon libro è necessario tempo, concentrazione e determinazione. Sono quattro storie che s'incontrano e una voce più irriverente. Questa volta c'è spazio anche per la leggerezza. Per adesso non ti dico altro, ma prometto di tenerti aggiornato. 
Prima di pensare alla pubblicazione c'è ancora tempo. Posso dirti, però, che nonostante abbia ancora un'idea molto romantica del libro cartaceo, vedo anche l'ebook come un aspetto fondamentale e non trascurabile del panorama letterario. Non sostitutivo, complementare.

lunedì 11 novembre 2013

FARE LA SCELTA GIUSTA: MA COME?


Ultimamente, mi sto rendendo conto, il mio interesse per i saggi sta in qualche modo aumentando. Questo non significa certo che stanno diventando o saranno le mie uniche letture ma, da che non ne leggevo proprio, noto che il genere mi attira sempre più. Son sicuro che parte di questo dipenda dal fatto che oggigiorno vengono posti in maniera più "romanzata", in modo da togliere parte della loro indiscussa struttura, come dire, schematica. Si fanno leggere con più ritmo, i protagonisti vengono aggiunti di una verve che prima certo non li contraddistingueva. Per farla breve, la lettura scorre e le pagine si sfogliano abbastanza velocemente. Il tema scelto e', senza discutere, la chiave per una lettura di successo.
In uno dei miei post, direi abbastanza recente, avevo parlato di un libro che si intitolava: "La Scelta Giusta: come contrastare i fattori che influenzano le nostre decisioni", scritto dalla Dottoressa Francesca Gino per la Sperling & Kupfer.
La Gino e' professore associato di Economia aziendale presso l'Harvard Business School. Il libro e' il frutto di ricerche e studi, condotti dalla stessa autrice, volti a capire le cause che si sovrappongono e che potrebbero essere la causa primaria, appunto, di molte delle decisioni che prendiamo quotidianamente. Ho deciso di comprarlo incuriosito dal primo capitolo, velocemente letto in libreria, seduto sulle scale che servono per raggiungere il piano da dove avevo preso il libro. Molte delle cose scritte possono sembrare, ad occhio inesperto, solamente una lista di semplici banalità di tutti i giorni, ma cosi' proprio non è. Ogni situazione o esperimento effettuato che si voglia, viene spiegato in modo semplice ma senza tralasciare anche il più piccolo dei dettagli. Una lettura utile per capire varie dinamiche che ci riguardano ma, a mio parere, è sopra ogni dubbio un'ottima opportunità per conoscere leggermente più a fondo noi stessi. Impossibile non immedesimarsi in uno degli esperimenti che vengono discussi e analizzati, con minuzia di dettagli dalla Gino.
Sarà che il mio lavoro, in parte, mi permette di capire i comportamenti delle persone, entrando in contatto giornalmente con almeno 500 persone, o sarà altro ma il contenuto del libro mi ha affascinato. Il lettore interagisce con l'autrice e i suoi studi, diventandone parte attiva. Di tanto in tanto vi verrà richiesto di sottoporvi, onestamente, ad alcuni esercizi per mostrarne l'effetto. Con me hanno funzionato e molte il risultato mi ha sorpreso parecchio. Quello che ne esce non è sempre positivo a mio avviso, direi quasi allarmante. Nulla di troppo distante dalla società odierna e da ciò che siamo abituati a vedere o sentire o leggere attraverso i media. 
Ma quante possono essere le cause che possono influenzare le nostre scelte? Più o meno importanti che siano? Francesca Gino ci porta a ragionare sui nostri sentimenti, l'ambiente in cui viviamo o quello in cui siamo cresciuti, le nostre frequentazioni e la società in generale, tutti elementi che influenzano le nostre decisioni. 
Girando le pagine di questo libro vedrete come diversi studenti di diverse università verranno utilizzati a scopi di ricerca, semplicemente avvalendosi della loro presenza e cercando di "ostacolare" le loro scelte mimetizzando parte della verità, avvalendosi di piccole bugie per testarne l'effetto. 

giovedì 7 novembre 2013

RECENSIONE: "ANNI SVANITI" di Rupert Everett

Questo pomeriggio, in preda ad una crisi ipoglicemica, mi sono gettato nella credenza della colazione,  da me cosi' soprannominata, e ho agguantato un bel pacchetto di biscotti con gocce di cioccolato mentre la macchinetta del caffe' ( mia adorata...) preparava un ottimo cappuccino. Sara' stato il tempo, sara' la voglia di qualcosa di leggero con il quale impegnare la testa, mi sono ritrovato con la biografia di Rupert Everett "ANNI SVANITI" sul tavolo, li', aperta e pronta per essere sfogliata. Il mio intento primario era quello di leggerne solo qualche pagina, cosi', giusto per dare un valore aggiunto alla mia "merenda", invece, mi sono ritrovato a terminare l'intero libro senza nemmeno accorgermene. Non e' mio solito comprare autobiografie di personaggi dello spettacolo ma, da qualche tempo, mi sono ritrovato in libreria a sfogliarne un numero sempre maggiore. Fosse solo leggerne qualche pezzo qua e la', non sarebbe un problema, ma alla fine me le ritrovo in mano alla cassa assieme agli altri titoli che, come mio solito, dovevo assolutamente comprare. Leggere fa sempre bene quindi... non ci trovo niente di male, non fosse che e' sempre il mio portafogli a soffrirne!
Rupert Everett lo ricordo in un film che da piccolo mi era piaciuto molto e dal quale avevo ricavato alcuni insegnamenti. In "another country" ho conosciuto questo autore e, per una qualche strana ragione, non ricordo altro se non un film con la leggenda vivente Madonna "sai che c'e' di nuovo", uno con la bravissima Kathy Bates (molto divertente) che porta il titolo "insieme per caso" e il piu' famoso "il matrimonio del mio migliore amico" al fianco di Julia Roberts, che se vogliamo proprio dirla tutta ha visto l'uscita nelle sale prima di questi ultimi due. L'anno d'uscita qui non ha importanza, la cosa che piu' mi ha sorpreso e' che questo attore ha fatto moltissimi film, una lista molto lunga che qui vi risparmio, molti dei quali ho visto ma non mi sovvenivano se non dopo averne letto il titolo. Ora i fan di Rupert mi malediranno, ma con tutta sincerita' penso che questo sia accaduto per il semplice motivo che Mr. Everett in Italia non abbia poi fatto questo gran parlare o forse per il fatto che vivevo sopra un pianeta diverso... :-)

Il libro, che scopro una seconda biografia, un'aggiunta al precedente "bucce di banana" (che cerchero' di leggere, se la Sperling&Kupfer gentilmente me ne regaleranno una copia... non opporro' resistenza...) rivela una vita vissuta non una ma tre volte tanto rispetto ad un comune mortale.

All'interno di questo interessante viaggio nella vita di questo attore troverete prima di tutto un linguaggio molto libero, cosa che gia' lo contraddistingue poi, moltissime situazioni riguardanti il suo lavoro che molti di voi troveranno non prive di ....
Sulle spiagge della Giamaica Rupert Everett cerca l'ispirazione per il suo libro, quando, incontra per puro caso una persona che evoca in lui ricordi ai quali fara' appiglio per iniziare a scrivere.
Una dopo l'altra troverete aneddoti della vita della star, una sincerita' disarmante e il piu' delle volte senza censura. A fare da sfondo ai suoi racconti, Hollywood e i suoi famosi frequentatori che si intrecceranno con la vita del nostro narratore.
Una delle frasi che mostrano la sincerita' redentiva di Everett in questo libro penso sia: "...il successo porta con se il compromesso...". Come dargli torto? Specialmente continuando la lettura, esattamente, da quel momento in poi. Il nostro Rupert descrive il mondo dello spettacolo non propriamente sotto la luce che lo riflette ai nostri occhi, anzi, tutto l'opposto. In queste pagine l'attore e' come se stesse raccontando quel che ha scritto al suo analista o ad un amico fidato con il quale sfogarsi senza dover necessariamente implodere nella propria privacy da star. 
Qui certo non svelerò nulla, giusto per non rovinarvi la lettura. Un modo perfetto per passare un pomeriggio in compagnia di una lettura che ci permette di conoscere qualcosa in più di questo famoso attore.

martedì 5 novembre 2013

Film: CONFESSIONS di Tetsuya Nakashima

Devo ammetterlo, ho una vera passione per gli autori giapponesi. La mia preferita e', senza ombra di dubbio, Banana Yoshimoto. Leggendo questo nome sono sicuro che moltissimi di voi staranno pensando: anche la mia! Ho letto quasi tutti i suoi libri e, spero presto, riusciro' a far sparire quel "quasi" di troppo. In futuro vi parlero' di questa scrittrice formidabile e sicuramente unica. La Yoshimoto non e' la sola a rappresentare il Giappone nella mia libreria, infatti, oltre a lei potrei aggiungere Natsuo Kirino, Haruki Murakami e Kanae Minato. Questo solo per citarne alcuni. Da molti dei loro romanzi sono stati tratti film che mi hanno veramente emozionato, alcuni mai usciti in Italia, ma acquistabili nei vari negozi online in lingua originale con i sottotitoli in inglese. Uno dei piu' recenti e' "Confessions", tratto dal libro della Minato che in italiano porta il titolo: "Confessione" edito dalla Giano nel 2011per la collana "NeroGiano" ( copertina rigida ) e, sempre per la stessa casa editrice, una piu' recente edizione ( brossura ) del giugno 2013 per la collana "I Libri Della Civetta" dove, pero', il titolo cambia in "Confessions".
Non conosco il motivo per il quale la caa editrice abbia sentito l'esigenza di cambiare il titolo in inglese ma forse sara' per il fatto che e' uscito in DVD il film tratto da questo stupendo romanzo. Per ora vi lascio il video qui sotto o, se state leggendo da un tablet o cellulare cliccate qui. Sappiate che avete la possibilita' di acquistarlo su iTunes in italiano oppure su amazon.it doppiato in italiano o in versione originale con sottotitoli in inglese. Di questo libro, che non puo' mancare nella vostra libreria, vi parlero' nel blog prima della fine di questo mese. Godetevi il trailer e fatemi sapere le vostre impressioni. Ciao e buon inizio di settimana a tutti! 



sabato 2 novembre 2013

RECENSIONE: "ASCOLTAVO LE MAREE" di Guido Mattioni

Guido Mattioni un giorno mi ha parlato del suo romanzo e molto gentilmente mi ha spedito qualche video e info riguardanti lo stesso. Per questo lo ringrazio. Preso dalla curiosita' mi sono documentato e ho scaricato sul mio KOBO il libro. A causa di qualche impegno di lavoro, ho dovuto ritardare la lettura di "ascoltavo le maree" di qualche giorno. Ora che l'ho finito mi sono pentito di questa attesa. Un libro incredibilmente ricco. Non solo per la storia che fra poco vi raccontero' brevemente, ma ricco di descrizioni e di sapori di un luogo che si chiama Savannah, Georgia, dove il lettore vi arriva come per magia, trasportato dal ritmo delle parole che, come le maree, si susseguono con un ritmo perpetuo e rassicurante. Un'inizio ed una fine che ripetendosi all'infinito, portano la speranza di un futuro dove poter ricominciare a vivere, sempre.

Ascoltavo le Maree, e' un libro che si e' fatto strada da solo, lontano dalla macchina travolgente delle grandi case editrici. Il suo autore, il giornalista e scrittore Guido Mattioni, ha saputo far parlare del suo romanzo "semplicemente" con  le parole che ha adoperato per comporne la sua essenza. Autobiografia o qualcosa che le assomiglia. Lui, e' diventato cittadino onorario della citta' che tanto bene ha descritto nel suo romanzo che, a sua voltanota, e' diventato una delle letture utilizzate dalla Georgia State University, come l'autore stesso ha svelato in una sua recente intervista che potrete vedere qui.

Sempre in questa & quella intervista, Mattioni ha, in pochissime parole, espresso e spiegato il complicato e complesso "conflitto" della pubblicazione di un romanzo oggi. I tempi cambiano e con loro cambiano i canali con i quali un artista, in questo caso uno scrittore, puo' rivolgersi per farsi conoscere ad un pubblico piu' vasto. Proprio attraverso un canale di vendita alternativo - ultimamente sempre piu' utilizzato - ha saputo trovare il suo giusto collocamento, mostrando che il merito paga, qualsiasi sia il suo percorso. "Ascoltavo le Maree" e' uscito in versione eBook in lingua inglese prima (Whispering Tides) e, sempre in versione digitale,  successivamente, in lingua italiana. Attualmente e' possibile acquistare anche la versione cartacea grazie alla casa editrice INK, che l'ha voluto pubblicare adottando cosi', una vera perla.
Eccovi spiegato parte del passato (non troppo remoto) di questo libro, ma ora vorrei raccontarvi, brevemente, di cosa si tratta e quali sono le motivazioni che mi hanno spinto a decretarlo una delle letture a me preferite del 2013.
Alberto atterra negli Stati Uniti, direzione Savannah. In moltissime pubblicita' di autovetture si sente sempre una voce fuoricampo che spiega come a volte sia il viaggio e non la meta quello che conta. Beh, in questo caso e' proprio il contrario. La destinazione e' la cosa piu' importante per il protagonista della storia. Una citta' non certa scelta a caso puntando il dito sulla cartina, ma un luogo speciale, pieno di ricordi, di affetti, il luogo che puo' definirsi casa. Non ci si deve addentrare troppo all'interno del romanzo per capirne le motivazioni. Nina e' la moglie di Alberto, la compagna di quei viaggi verso quella parte degli Stati Uniti che li ha attratti per molto tempo, come una calamita. Una descrizione fotografica, fermi immagini di luoghi che vengono descritti con particolari che sembrano rendere qualsiasi cosa viva. Le emozioni che il protagonista vive in quei luoghi rendono quasi "umana" questa "piccola" parte di uno dei paesi piu' vasti al mondo.
La citta' parla, le statue parlano, si raccontano come se le anime delle vite che li hanno vissuti dalla loro creazione potessero farsi sentire attraverso le loro fibre immobili e statiche, confondendosi con i suoi abitanti, persone che mantengono la dignita' del luogo che abitano e del suo passato. Un passato che, come vi dicevo prima,  ha un'importanza enorme nel romanzo. La vita di Alberto, sconvolta dalla perdita, si vede proiettata verso quel passato dove perdita non vi era. Nina, la compagna di viaggio, la compagna di una vita intera, viene a mancare, lasciando il vuoto improvviso, colmato solo dal dolore dei ricordi. Savannah diventa il rifugio e la custode di quei ricordi, la casa lontano da casa, il posto giusto per ricominciare, una partenza che serve ad Alberto per mantenere la propria sanita' mentale, per non farsi travolgere dall'incombenza pericolosa di una routine vissuta nel lento processo di mantenere vivo un ricordo che manterra' la ferita aperta. Guido Mattioni riesce ad equilibrare i sentimenti di Alberto, lo rende forte ma allo stesso tempo fragile, bisognoso di capire quale sia l'inizio della sua vita senza la tanto amata moglie Nina. Liz, amica della moglie, ma anche sua amica, e' il personaggio che senza dubbio incarna il salvagente di un uomo alla deriva. L'amicizia vera, discreta, quella formata da quel silenzioso contratto che unisce due o piu' persone, un elemento importante, nella vita del protagonista. Un'amicizia matura, mai forzata, come poche ne ho viste in un romanzo. Il nostro Alberto si trasferisce a Savannah, immerso in un presente inseguito dai fantasmi del passato. Cambiare aria rende Alberto un uomo diverso, avra' l'opportunita' di fare la conoscenza di persone che nel loro piccolo esprimono la forza incalcolabile di ogni essere umano. Un romanzo che porta un vero e proprio marchio di fabbrica, unico, che appartiene e apparterra' al suo autore per sempre. L'intervento della natura dei luoghi descritti, il dolore del protagonista sempre presente senza mai invadere il racconto, riescono a creare un mix perfetto ed unico nel suo genere che mai annoiano il lettore, rendendolo parte del disegno artistico creato da Mattioni. 
Ho trovato complicato poter descrivere la trama di questo stupendo romanzo. Avrei potuto fare di meglio scrivendo che dopo la perdita della moglie Alberto si trasferisce a Savannah, luogo amato da entrambi i coniugi. Una fuga dettata dal fatto che Milano, dopo la morte di Nina, si era trasformata in un teatro di tristezza e rabbia, una Milano diventata cattiva, che ha sottratto la moglie senza fornire spiegazioni precise e senza chiedere il parere di nessuno. Ma una citta' non puo' essere incolpata di tutto questo, la citta' non puo' far morire nessuno. Sono tutti quei momenti che succedono la perdita di una persona amata. Ogni luogo, ogni rumore, ogni gesto parla di quella morte. E' proprio questo che spinge all'allontanamento verso un luogo la cui materia e' fatta di felicita', amicizia, ricordi felici. Ma questa e' solo una mia interpretazione del pensiero dell'autore. 
Come vi dicevo all'inizio di questo post, esiste una prima versione del romanzo in lingua inglese. Beh, proprio negli USA questo esordio letterario ha riscosso un enorme successo, portando Mattioni al Global eBook Awards e al USA Best Book Awards, che lo hanno visto come unico finalista italiano tra mille partecipanti. Inoltre, il suo libro e' stato adottato dalla scuola Learn Italy di New York come testo per lo studio della lingua e cultura italiana. 
Inutile concludere questo post dicendovi che e' una lettura importante. Guido Mattioni in una sua intervista ha comunicato che sta gia' lavorando al prossimo libro, beh, caro Guido, qui a CrazyAboutFiction non vedremo l'ora di leggerlo! Tienici informati!

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