sabato 30 marzo 2013

Buona Pasqua a tutti!

Ciao ragazzi, tra poco uscirò di casa per andare a passare le feste di Pasqua con la
mia famiglia che vive in un'altra regione. Purtroppo, dove sto andando, non avrò accesso ad internet (lo so, vi chiederete voi, nel 2013 c'è ancora un posto senza la rete? la risposta è sì!). Questo significa che non avrò la possibilità di aggiornare il mio blog o leggere i vostri commenti o email. Prometto che quando sarò di rientro, tra tre giorni,  scriverò gli sviluppi delle mie "letture pasquali"! Porterò con me i titoli che sto leggendo (potete vederli sul lato destro del blog), forse uno in più...giusto perchè avrò qualche ora di treno e perchè devo recuperare il tempo perso! Detto questo...auguro a tutti voi di passare una felice Pasqua nel modo più piacevole possibile. Vi abbraccio a tutti!

Ciao,
Simone

Peccato di lettura


Oggi mentre ero nel centro della città dove vivo, tra una commissione e l'altra, sono passato davanti alla libreria dalla quale mi rifornisco solitamente. Bene, avevo giurato a me stesso di non comprare altri titoli ma di leggere i quaranta libri che ho ancora da leggere...beh, dopo oggi posso dirvi che giurare non è servito a un bel niente! ;-) Non sono riuscito a resistere e così mi sono ritrovato alla cassa, contro la mia volontà, ovviamente, con tre libri da pagare! Come sia potuto succedere proprio non me lo so spiegare, ma quello che so è che ora sono più contento nel vedere quei libri nella mia libreria. Ovviamente sono le tre copertine sono quello mostrate in questo post...
Due sono di recente uscita, "Stay" è uscito il 5 febbraio 2013, "Hybrid"  è uscito nelle librerie il 6 marzo 2013, mentre uno leggermente più datato ( l'ho trovato a 7€!) "Venti Corpi Nella Neve" che ha visto la sua uscita il 5 gennaio 2012 ( con una versione eBook appena uscita il 12 marzo 2013).

Per cercare di recuperare alla mia scarsissima forza di volontà e alla mia poca resistenza all'acquisto di un libro, mi sono ripromesso che questi libri saranno le mie prossime letture. Come potete notare sto iniziando ad aumentare i titoli appartenenti al genere YA, e devo dire che comincia a piacermi parecchio. E' solo qualche mesetto che ho iniziato a leggere questi libri, grazie anche alla trilogia da me preferita: MATCHED di Ally Condie. Ho divorato i primi due libri e ora attendo con ansia la fine di maggio (momento dell'uscita in lingua italiana) per poter leggere l'ultimo episodio della saga. Potrei anche comprare il terzo capitolo in inglese su Amazon ma siccome i primi due sono in italiano...solo per un fatto di continuità! ;-) So benissimo che quello che sto per dire, a voi fan del genere, risulterà come una bestemmia ma non ho ancora letto la trilogia degli "Hunger Games"! Lo so, una mancanza imperdonabile ma alla quale ho intenzione di porre rimedio leggendo i tre libri al più presto possibile. Ora devo continuare le mie confessioni e dirvi che non ho nemmeno visto il film perchè prima voglio leggere il libro, come mi è solito fare.

venerdì 29 marzo 2013

IL FIGLIO DELL'ALTRA


Pochi giorni fa sono andato al cinema a vedere "Il Figlio dell'Altra"  (Francia 2012) con la regia di Lorraine Levy. In Italia l'uscita è stata il 14/03/2013. 

Durante la visita di leva per il servizio militare Joseph, un giovane ragazzo Israeliano, scopre che il suo gruppo sanguigno non è compatibile con quello dei genitori. Orith, la madre, incomincia a farsi mille domande su come fosse possibile una cosa del genere. Il padre, un ufficiale dell'esercito, affolla la propria mente con dubbi riguardanti la fedeltà della moglie. Convocati in uno studio medico, dopo aver insistito sul conoscere la verità dei fatti, vengono a scoprire che durante l'evacuazione dell'ospedale, a causa dei bombardamenti sulla città, i due piccoli erano stati scambiati per errore. Lo shock li porta a continuare la loro ricerca fino a fare la conoscenza in ospedale, nello studio del direttore, dell'altra famiglia coinvolta. Ho trovato perfetta la scena dell'incontro, lo stupore e l'imbarazzo quando si sono accorti che "l'altra" famiglia era palestinese e per quest'ultimi sapere che "l'altra" era israeliana.
Il vero figlio di Orith, Yacine, è stato cresciuto da una famiglia "ostile" al loro mondo e apprende che ora vive e studia a Parigi per diventare medico. Le due famiglie dovranno conoscersi e dovranno affrontare l'ostacolo più grande, comunicare la notizia ai due ra
gazzi. Due mondi divisi non solo dalla guerra e ostilità ma anche dalla religione, modi di vivere e pensare completamente diversi. Un processo di accettazione difficile per chiunque. Joseph è un ragazzo di sangue palestinese ma cresciuto come un israeliano, mentre Yacine è un ragazzo di sangue israeliano cresciuto da palestinese. La confusione è molta e tutto quello che una situazione del genere può creare. 
Un film che ci aiuta a capire un po di più di una situazione non esattamente semplice da comprendere, se non per chi la vive, sulla quale sentiamo sempre e solo quello che ci viene raccontato dai media. In questa storia si vedrà molta umanità e capacità dell'essere umano nel capire e andare oltre i propri confini. Due famiglie "nemiche", perché i loro popoli lo sono, con un grosso problema da risolvere a da dover affrontare, insieme, una con l'aiuto dell'altra. Entrambe capiranno quanto poche siano le differenze tra di loro, conoscendosi e imparando ad apprezzarsi per quello che sono veramente come persone e non per l'appartenenza ad uno stato piuttosto che ad un'altro. Ho trovato la fine di questo film molto dubbia, in quanto il regista non fornisce indicazioni precise su cosa avverrà "dopo", ma penso che sia stata proprio questa, la sua intenzione.
Questo è un film impegnativo, deve essere visto con occhi nuovi, quindi, lasciate preconcetti e giudizi fuori dalla sala! Beh, che altro dire, andate a vederlo e fatemi sapere le vostre impressioni. 

giovedì 28 marzo 2013

LE OSSA DEL GABIBBO

Questo post, purtroppo, lo devo iniziare facendovi una confessione, non riuscirò a mantenere la mia promessa di leggere tutti i libri che avevo acquistato all'inizio del mese. Impegni di lavoro e personali non mi hanno lasciato molto spazio per la lettura ( scuse, scuse, sempre scuse!). Al momento ho circa una quarantina di libri che ho comprato e non ancora letto quindi, mi sa tanto che ad aprile cercherò di tenermi lontano da qualsiasi libreria e dal sito di Amazon in modo da non effettuare compere aggiuntive, ma cercherò di leggere quel che già ho in casa. Resisterò? Questo non lo so ma, come si dice, l'importante è provarci! Pensandoci bene poi...il mese non è ancora terminato e per questo potrei ancora recuperare. Terminato marzo tirerò le somme e ve ne renderò partecipi.

Un libro che ho letto e terminato da poco, è il romanzo d'esordio di Virginia Virilli (della quale sono diventato ufficialmente un fan!) dal titolo "Le Ossa Del Gabibbo". Ho gustato ogni sua parte, dedicandogli qualche giorno in più, rallentando la velocità nella lettura. Forse anche dovuto al fatto che ogni tanto ci sono espressioni dialettali (non molte), scritte benissimo, che rendono ancora più vero il racconto ma che, per chi non è umbro, come il sottoscritto,  possono inceppare la lettura. Non vi preoccupate perché, come vi dicevo, l'autrice ha un dono particolare nel farlo e quindi vedrete che le parole scorreranno veloci e in modo da regalarvi momenti piacevoli. Una scrittura attenta e decisamente originale. Non conoscevo per nulla l'autrice, ho scoperto questo libro sullo scaffale delle novità della libreria Feltrinelli. Ero in cerca di autori esordienti e, tra i cinque libri che ho comprato, quel giorno c'era anche questo dal titolo molto equivocabile. Dico così perché inizialmente mi ero immaginato una storia di poco conto dove avrei trovato solo personaggi legati alla televisione, uno di quei libri da godersi in spiaggia, anche con mille rumori attorno. Nulla di tutto questo, mi sono dovuto ricredere. Già alla terza pagina mi sono innamorato della scrittura della Virilli e della sua piccola protagonista. Virginia, questo il suo nome, è la voce narrante di questa storia che parla della sua famiglia e del lento progredire della malattia della madre. Il racconto inizia con una visita al genitore malato alla casa dei nonni. Virginia non è più una ragazzina, ma per far capire al lettore, il senso di quelle prime due pagini, la scrittrice ci porta subito indietro nel tempo di circa vent'anni, tenuti per mano dalla protagonista che torna bambina. Flashbacks che vengono utilizzati in modo sapiente, senza esagerare, il lettore sa sempre a che punto è nella storia, anche prima di aver posato il libro sul comodino, così come il giorno seguente dopo aver ripreso la lettura. In questo l'autrice dimostra grandi doti narrative.

Ma torniamo al racconto. Virginia, questa piccola eroina, è una bambina che inizia la scoperta del mondo, delle difficili relazioni con i genitori e con la scuola, fino ad arrivare alle prime esperienze alla scoperta del corpo umano con altre bambine. Una situazione difficile questa, per chiunque nel periodo adolescenziale ma per Virginia, le cose si complicano ancora di più, in quanto deve fare i conti con la malattia della madre, che la porta ad avere continui e repentini sbalzi d'umore. La madre, Picozzi, questo il suo nome, è malata di Sclerosi Multipla. Una malattia che viene descritta attraverso i suoi strani comportamenti, facendola diventare, con molta ironia, quasi una cosa estranea al racconto. Il lettore molte volte può anche non pensare a questo, importante, dettaglio. Un genitore che molte volte mette in imbarazzo la piccola, quando si esibisce in momenti di "simpatica" pazzia. 
Il tempo passa e la nostra narratrice cresce, tra varie difficoltà e mille domande. Il tutto poi culmina con la sua ribellione, una ribellione classica della sua giovane età, nei confronti della situazione, per riuscire a trovare la sua identità ed un suo spazio nel mondo. Il suo andamento scolastico cade in picchiata e rischia la bocciatura. Il padre lavora come restauratore in giro per l'Italia e quindi molte volte assente, lasciando il peso di quello che la madre stava diventando, tutto su di lei. Le poche volte che passa del tempo con lei è per farle la predica per il non interesse alcuno negli studi, invece che aiutarla nella comprensione di quello che sta accadendo, vedendola come deve essere vista, un'adolescente nel duro percorso di formazione. 
Per ora non voglio raccontarvi di più della storia, anche se ce ne sarebbero di cose da dire, ma voglio invitarvi a leggere questo libro e a lasciarmi un commento dopo averlo fatto, per sapere cosa ne pensate. Spero quindi di esservi stato utile presentandovelo così come ho fatto. Qui ho deciso di inserire la foto dell'autrice di "Le Ossa Del Gabibbo" Virginia Virilli per darle un volto e un video molto carino di una sua intervista che ho trovato su YouTube per conoscerla un pò di più. 



BLOGGING: I PRIMI PASSI!

In questi giorni il mio piccolo blog compie ben due mesi, pensate! C'è da festeggiare? beh, io direi di si. So benissimo che solitamente i festeggiamenti delle varie ricorrenze, in stile "anniversario", si dovrebbero fare dal compimento del primo anno in avanti ma, visto le energie spese, devo proprio dire che si può anche fare uno strappo alla regola. Quando ho iniziato con il primo layout, colori da decidere, template da usare, pagine da creare, il mio primo post, ho capito subito che non era una passeggiata come molti mi avevano descritto.
Ricordo ancora quando ho visto alcuni video sulla creazione di un BLOG. Mi sono subito detto, sarà semplicissimo. Quanto si sbaglia, vero? Non è un errore quando si dice che non bisogna mai giudicare le cose a priori.
Lo "sforzo" (che poi si è rivelato puro divertimento) maggiore non è stato la creazione del blog in se ma, piuttosto, la raccolta di idee e tutto il tempo passato su internet per capire, controllare, prendere spunto, raccogliere l'infinita quantità di materiale presente in rete, raggruppare, tutto per poi creare anche solo pochissimi gadgets o widgets utili al completamento della pagina del blog. Questo poi senza distrarsi dal vero scopo di un blog: creare post(s), comunicare, raccontare quel che si ha da dire sull'argomento! Anche questo, non semplicissimo come possa sembrare. Infatti, mentre si scrive un post bisogna sì pensare a quel che si scrive, ma anche a chi lo leggerà, in che formato, in quale luogo e quindi, riuscire ad adattare il tutto alle varie situazioni. Le conseguenze di tutto questo possono riferirsi alla lunghezza, linguaggio, interruzioni di immagini, link utili alla comprensione del testo (non sempre facili da reperire) ecc...
Sono sicuro che solo chi di voi abbia un blog (quante risate vi starete facendo in questo momento...), possa capire bene quel che sto dicendo! Così spero, perché se no vuol dire che sono io l'imbranato! Il che, ora che ci penso bene, non sia poi così tanto difficile...auch! ;-)
La cosa che ho trovato ancora più sorprendente è proprio la community che si forma attorno all'universo dei blog(s). Il web si è rivelato un luogo dove conoscere e scambiare idee con persone interessantissime e molto propense a condividere le proprie esperienze e la propria conoscenza. Questo è uno degli insegnamenti che vorrò fare mio e tenerlo custodito per tutto il tempo che passerò in rete, la condivisione di ciò che si è appreso senza necessariamente pensare di essere i primi della classe. In uno dei blog che guardo più spesso, non solo per le informazione sui libri che fornisce ma, anche per le sue dinamiche tecniche, ho trovato moltissimi consigli utili riguardo al "fare blogging" che, gentilmente, la creatrice fornisce a tutti coloro che si affacciano a questo nuovo mondo. La cosa che mi ha colpito di più è stata questa frase, rivelatrice di una verità schietta e assoluta: "ricorda che il tuo successo non dev'essere la conseguenza dell'insuccesso di qualcun'altro: fare blogging non è una competizione!" -Kristi- ("The Story Siren"); la traduzione è la mia!
Volete sapere una cosa? beh, a me tutto questo esalta moltissimo e ne sono entusiasta. Ogni piccolo ostacolo incontrato rafforza in me la passione per quel piccolo mondo che si riesce a creare con un blog. Un punto d'incontro dove parlare e comunicare la passione per i libri e per la scrittura in generale. 
Questo viaggio è appena iniziato per me e già sto imparando molto senza, a volte, rendermene veramente conto. Non oso immaginare da qui ad un anno quante cose in più che avrò la possibilità di capire e conoscere, spero che la mia mente sarà così capiente da poterle contenere tutte! Per questa ragione vi invito a mandarmi il più alto numero di commenti possibili, in modo da capire dove si può migliorare, ma anche dove si sta facendo bene...

Buone Letture a tutti voi! 

Simone

mercoledì 20 marzo 2013

INFERNO, Dan Brown

copertina versione cartacea
L'attesa è quasi terminata! "INFERNO", ecco il titolo dell'ultima fatica di uno degli autori più venduti e amati in tutte le parti del globo, Dan Brown. Terminato e consegnato alla casa editrice "Knopf Doubleway Publishing Group" vedrà la sua pubblicazione negli Stati Uniti e Canada simultaneamente il giorno 14 maggio 2013. Disponibile sarà sia la versione cartacea che la versione e-Book. Sembrerebbe che la prima tiratura sarà di 4 milioni di copie, ma sono sicuro che ci sarà prestissimo una seconda ristampa a causa del grande successo che avrà. All'interno di questo romanzo vedremo il ritorno di "Robert Langdon", il tutto ambientato (nuovamente) in Italia, precisamente a Firenze, al centro di uno dei più misteriosi lavori letterari di tutti i tempi: "L'INFERNO" di Dante Alighieri. 
Sono andato a controllare se in Italia ci sarà la possibilità di averlo nella data sopra indicata e questo è quello che sono riuscito a trovare:
www.amazon.it : per ora vedo che la disponibilità sarà solo in versione e-Book (Kindle) al prezzo di €9,99 in lingua italiana, mentre a €15,04 per la versione in inglese, sempre in formato elettronico. Ho notato che in molti blog è stato detto che anche in Italia la versione cartacea uscirà il 14 maggio ma anche sul sito della casa editrice Mondadori non ho trovato nessuna informazione a riguardo. Appena avrò notizie maggiori vi farò sapere! Questo è proprio quello che anche voi, con solo un po di ricerca riuscirete a trovare sul web. Nel caso contrario, fatemelo sapere e così potremo dare maggiori informazioni a chi ne fosse veramente interessato! Vi informo inoltre che se andate su amazon.it avrete la possibilità di scaricare a costo di €0,00! il primo capitolo. Per chi non ha un Kindle invece...clikkate qui
copertina versione elettronica
www.amazon.com : se avete un account sul sito americano di Amazon, avrete più possibilità. Infatti potrete pre-ordinare il libro in versione Kindle a $19,67, Rilegato a $17,97 oppure in brossura a $17,82. 
Stessa cosa per quanto riguarda il sito di Barnes&Noble dove la versione Nook è a $14,99 e la versione rilegata a $17,97. Non conosco le spese di spedizione al di fuori degli Stati Uniti, nel caso vogliate avere una copia in inglese con la prima stampa del libro, ma se clikkate sul link vi porterà direttamente sul sito e potrete dare una controllatina voi stessi e giudicare se ne valga la pena. 
Come potete notare qualche riga più in alto, avrete la possibilità di capire cosa avevo in mente con il mio post precedente. Osservate negli USA come il formato elettronico sia molto più costoso della versione cartacea, mentre in Italia non sembra essere così...

Titolo: Inferno
Pagine: 480, versione cartacea in inglese
Editore: Knopf Doubleway Publishing Group
Editore distribuzione in Italia: Mondadori

lunedì 18 marzo 2013

PIU' TITOLI IN LIBRERIA? SCOUTING!

Circa due giorni fa ho dato una sbirciatina, come faccio quasi giornalmente, al sito della Barnes & Noble e mi è "costato" l'aggiunta di mooolti nuovi titoli da inserire nella mia lista dei desideri. Ovviamente la maggior parte ( in quanto nuove o prossime uscite ) di questi libri, vedranno il loro ingresso  nelle nostre librerie, in italiano, fra un anno o forse mai. E chi l'inglese non lo conosce abbastanza o affatto? A mio modesto parere è un vero peccato, gli Stati Uniti sfornano una quantità di libri e nuovi autori ( grazie anche alla vastità di questo paese ) che potrebbero benissimo trovare posto tra i nostri scaffali, variando così, il mercato italiano attuale. I libri hanno il loro costo, questo lo ammetto e al momento capisco che non stiano godendo di ottima salute, ma noto un crescente numero di blog e canali YouTube che trattano l'argomento con tantissime visite giornaliere. Significherà qualcosa, no? Non potremmo, per una volta, pensare che agli italiani sia tornata la voglia di leggere? E nel caso in cui, quel che penso, corrisponda alla realtà dei fatti, perchè non diversificare di più il mercato? Trovare nuove vie per attirare il lettore all'interno delle librerie? Gli americani si sa, sono i geni del marketing, e proprio questo marketing li porta a migliorare molte realtà, si tratta solo di creare la voglia di avvicinare le persone ad un libro piuttosto che al telecomando. L'e-Book è proprio nato da loro e mi viene da sorridere quando sento in italia dibattiti infiniti sulla ( prossima ) futura rovina della carta stampata a causa, appunto, di questi nuovi apparecchi elettronici. Da loro il mercato del libro elettronico ha iniziato ancora quando noi non sapevamo cos'era questo marchingegno chiamato e-reader. Quindi, detto questo, perchè negli States molte librerie resistono o decidono di aprirne di nuove? Perchè secondo molti, nel nostro paese, nel giro di qualche anno le librerie dovranno chiudere tutte? Cosa che non penso avverrà. Molti di voi mi diranno che proprio il colosso Barnes & Noble ha da poco chiuso tantissimi dei suoi negozi ( qui un'articolo a riguardo ) su tutto il territorio, sì, avete ragione, ma molte librerie indipendenti nelle varie comunità trovano il loro spazio creandosi la propria clientela più o meno fissa. Non molto tempo fa sono stato in una cittadina della California dove l'indipendente e ( relativamente ) "piccola" libreria, aveva esposto un calendario di eventi di non poco rilievo. Dall'incontro con lo scrittore dell'ultimo successo editoriale alla star televisiva che per far fronte alle sue spese ha deciso di pubblicare un libro di memorie per ottenere un incasso sicuro. Bene, ad uno di questi incontri almeno 3 persone su 5 se ne sono uscite con non solo il libro in questione, ma anche con altri acquisti che hanno trovato tra gli scaffali nell'attesa, che altrimenti, se non grazie a quell'evento, non avrebbero mai nemmeno considerato. 
Un esempio incredibile sono i libri considerati Young Adult (YA), quella categoria di libri che si caratterizzano per il fatto di trattare argomenti per la maggior parte da teenager ma che possono anche essere letti da adulti appassionati del genere. Questi sono romanzi che vanno da storie d'amore tra alieni e mortali, distopici, bullismo e molto altro. Hanno quasi sempre copertine accattivanti, (book)trailers che ne raccontano la storia attraverso immagini, proprio come se fossero film, tutto per attirare più attenzione ed invogliare un certo tipo di pubblico a diventarne un fedele fruitore. Perchè dico questo? Basta guardare gli innumerevoli blog o vlog che parlano solo ed esclusivamente del tema YA. Un oceano non basterebbe a contenerli tutti. 
A mio parere variare la scelta mettendo sul mercato più titoli, non solo di autori noti o stra-conosciuti, farebbe anche leggermente abbassare i prezzi delle "novità", attualmente di un costo decisamente esagerato. Se vi dovesse capitare di passare per una libreria, entrate, e guardate voi stessi. Noterete che i libri appena usciti, con copertina rigida, di autori più o meno noti, variano dalle 17€ alle 20€! 
Non fare queste scelte, da parte delle case editrici, invoglia i talenti esordienti a cavalcare quello che la rete e la tecnologia possono offrire a costo minimo, senza dover passare attraverso frustranti rifiuti e infinite attese in uffici, lasciando invece la scelta ed il giudizio direttamente al pubblico, attraverso il self-publishing. Numerosi scrittori, tra cui molti che stimo e dei quali sono un fan, hanno scritto nei loro blog/siti che il lavoro dell'editore non potrà mai competere con la pubblicazione del fai da te, e che quindi anche il fruitore del prodotto ( scusate queste parole, lo so sono terribili ) sarà decisamente diverso da chi preferisce il libro stampato dalla casa editrice. Devo dire che non sono del tutto in disaccordo con questo pensiero, quello che dico io è che mi piacerebbe vedere più diversità nelle librerie senza troppi "snobbismi" che potrebbero unire lettori di diversi generi letterari. Forse un post non basta per elencare le innumerevoli possibilità  o situazioni fattibili, senza pensare anche a tasse da pagare e dipendenti da assumere. Scriverci sopra un libro, non mi sembra il caso e non voglio annoiare chi mi sta seguendo. Volevo solo esporre il mio pensiero a riguardo. 
Per concludere, cosa succede a chi, come me, divora una quantità di libri non indifferente durante l'arco dell'anno? Non ci resta che mettere quei titoli nelle varie liste dei desideri sui vari negozi on-line e aspettare che il loro prezzo cali. Possibile che non ci sia una strada possibile per far si che tutto questo possa cambiare?  

sabato 16 marzo 2013

SETTANTA ACRILICO TRENTA LANA

 Prima esperienza personale nel mondo di Viola Di Grado. Quello che questa giovane autrice ha creato, con il suo modo di far letteratura, è un vero e proprio mondo parallelo. Prima di leggere questo libro ho avuto il piacere di conoscerla attraverso interviste e un'operazione seria di promozione dovuta alla sua unicità e bravura. Con questa sua opera prima ha vinto già alla sua giovane età dei premi e ha ottenuto una grande attenzione che le è valsa la candidatura al "Premio Strega".
Ho deciso di leggere questo libro perché, appunto,  incuriosito di conoscere quest'autrice pulp e con una personalità forte, nascosta sotto un'apparente timidezza. 

Edito da "e/o" (tascabili), non solo possiede una prova letteraria notevole, ma ha anche una copertina molto accattivante e una delle poche che rispecchia il contenuto narrato nella storia. Devo dire che questa casa editrice è anche una delle mie preferite per svariati motivi che non elencherò certo ora.


Camelia, la protagonista del romanzo, vive sola con la madre dopo che il padre muore in un incidente stradale a bordo della sua auto, in compagnia dell'amante. La macchina finisce in un fosso, un buco, che perseguiterà la protagonista e condizionerà la sua vita. 
Dal giorno del ritrovamento dell'auto del padre, Camelia e la madre ( Livia ) perdono l'uso della parola e iniziano una strana comunicazione fatta di sguardi. La madre cade in un abbandono totale della propria persona, diventa quasi un vegetale. Camelia vuole fuggire da quella situazione e dalle paure e angosce create dai genitori sin da piccola, a causa del loro fragile matrimonio. Una figlia che si ritrova abbandonata dal padre e a dover diventare la badante di una donna che ormai non riconosce quasi più. 
A fare da sfondo a questa situazione c'è la città di Leeds nel nord dell'Inghilterra. Una città apocalittica, dove fa sempre freddo, piove sempre e dove raramente il sole si ricorda di mostrare il suo bagliore. La loro casa in Christopher Road è una casa come tutte le altre nella zona, un quartiere non ben frequentato. Camelia odia quel posto fino a paragonarlo all'inferno. 

La giovane capisce che deve fare qualcosa per poter cambiare la sua situazione, quindi, comincia con un piccolo lavoro che consiste nel tradurre manuali per lavatrici. Le cose sembrano prendere una piega diversa quando avviene l'incontro fortuito con Wen, un giovane cinese che aiuterà Camelia a riprendere lo studio della sua lingua e diventerà il suo insegnante. Jimmy, il fratello di Wen troverà spazio all'interno della storia nel momento che le incomprensioni tra i due cominceranno ad aumentare fino a sfociare in un litigio che li separerà. L'instabilità emotiva e la mancanza di punti di riferimento la porteranno a compiere scelte sbagliate.
Il rapporto morboso che viene ad instaurarsi tra Camelia e la madre, ormai totalmente dipendente dalla protagonista, viene a cambiare con l'ingresso di un uomo con il quale la madre riesce ad interagire.

Disperazione, confusione, diffidenza, ingratitudine, ruoli genitori-figli che vengono a mancare e a capovolgersi, vendetta e richiesta di riscatto, tutti elementi che Viola Di Grado è riuscita a far convivere in un solo personaggio. Una personalità molto forte e complicata quella di Camelia, la protagonista di questo cupo racconto, che grazie alla maestria dell'autrice nell'uso delle metafore riesce a diventare una specie di eroina sino a rivelarsi fragile, come solo ogni essere umano può essere, sbagliando, nella ricerca di una tranquillità familiare persa con la morte del padre.
Una scrittura che in molte sue parti può risultare complicata da seguire ma che se letta senza sosta, conduce il lettore nella mente della protagonista. La simbologia cinese poi, gioca un ruolo importante in questo racconto, sapientemente utilizzata dall'autrice. Una lingua, questa, non sconosciuta a Viola Di Grado in quanto laureata in lingue orientali a Torino.
Attualmente è nelle librerie con il suo nuovo romanzo dal titolo "Cuore Cavo" edito da e/o, collana "Dal Mondo", e pubblicato il 13 febbraio scorso. Romanzo che tratta l'argomento del suicidio e di ciò che avviene successivamente al fatto stesso.

TITOLO: Settanta Acrilico Trenta Lana
EDITORE: e/o
PAGINE: 189
PREZZO: Amazon.it , Ibs.it, LaFeltrinelli.it €7,65 e €6,99 formato kindle per Amazon.it  e formato EPUB per LaFeltrinelli.

I PREZZI DA ME ESPOSTI SI RIFERISCONO AL MOMENTO DELL'USCITA DEL POST!






martedì 12 marzo 2013

CI SONO ANCH'IO

Ho trovato questo libro in formato e-Book attraverso Amazon.it, mi è apparso come suggerimento dopo aver aggiunto un'altro titolo nella mia, infinita, lista dei desideri. L'ho comprato, letto e devo dire che sono stato veramente contento di averlo fatto. 

Un romanzo che scorre come la velocità degli eventi descritti al suo interno. Situazioni difficili, forti, come pugni allo stomaco, per molti difficili da comprendere, ma descritti senza entrare troppo nei dettagli e rimanere al di fuori della volgarità spiccia per riempire pagine. Molti autori ultimamente noto che per riempire quelle due o tre pagine in più, entrano nei minimi e scabrosi particolari di vicende accadute ai loro protagonisti senza preoccuparsi del lettore. Roberto Pellico invece mostra rispetto per i suoi lettori e sceglie l'eleganza del racconto senza morbosità in perfetto stile televisivo, solo per creare chiacchiericcio e marketing aggressivo. Sono sicuro che chi, tra di voi, leggerà il libro, capirà perfettamente quello che intendo dire con le mie parole.

"CI SONO ANCH'IO" non è un romanzo semplice, richiede attenzione e impegno serio nell'aprire la propria mente. David, il giovane protagonista, scappa da una situazione casalinga invivibile e quindi troppo difficile da poter sopportare. Un padre cieco ( in senso metaforico ), accerchiato dai fantasmi del passato, che non riesce a vedere il dolore di un figlio, bisognoso di confessare i suoi tormenti, quel figlio che è rimasto l'unico a testimoniare le colpe di una famiglia che ha avuto l'unica sfortuna di nascere sotto un cielo pieno di nuvole.
Smarrito, David, decide di non soccombere a questa situazione e cerca un cambiamento. Lascia Claudia, la sua migliore amica, che rimarrà sempre a sua disposizione, da lontano, con discrezione, dimostrando di essere quasi una sorella maggiore.
Al suo arrivo a Milano, il protagonista, è ospite di un ragazzo conosciuto attraverso una chat in internet.Una convivenza difficile, ostile, che butta David ancor più nello sconforto, aumentando le sue paure e diffidenze. 
Marco, questo il nome del suo coinquilino, è un ragazzo tormentato, con un passato ingombrante, che riversa il suo dolore, frustrazione e rabbia verso il suo ospite. Tutta la storia narrata dal protagonista prende una forma di tipo epistolare a senso unico. David racconta al padre quello che gli accade, fino a scavare nei sentimenti più nascosti, aprendo quelle porte delle quali non ha mai avuto le chiavi, quando ancora abitava sotto lo stesso tetto. Un diario che giorno per giorno scrive forse più che al padre a se stesso, per riuscire in qualche modo ad esternare il dolore che lo incatena privandolo della libertà. Una storia reale, che parla di vita vera.
Ora non voglio raccontare nulla di più per non rovinarvi il piacere della lettura. Anch'io non sopporto molto quando viene detto troppo nelle recensioni. Al momento in libreria, edito da 0111 Edizioni potrete trovare "A pochi passi da te" €10,63 su Amazon, Ibs, €11,25 LaFeltrinelli (€8,49 formato pdf). Presto cercherò di leggere anche questo libro e seguirò quest'autore. 

Autore: Roberto Pellico.
Titolo: "Ci sono anch'io".
Prezzo: €0,96 Amazon, €0,99 ( in formato EPUB ) LaFeltrinelli.

I prezzi da me segnalati sono aggiornati al giorno della pubblicazione del post!




domenica 3 marzo 2013

BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE

Tra i vari successi editoriali degli ultimi tempi, non si può non nominare il bellissimo romanzo edito da Mondadori ( 2010 ) scritto da Alessandro D'Avenia: " Bianca come il latte, rossa come il sangue ". Specialmente in questo periodo che vede l'uscita della versione cinematografica del libro in questione. Io sicuramente andrò a vederlo e sono convinto che molti di voi seguiranno la mia decisione. 
Il film uscirà nelle sale il 4 aprile 2013 e la colonna sonora sarà affidata ai Modà con il brano " Se si potesse non morire ", il tutto diretto da Giacomo Campiotti ( clikkate per leggere un0intervista apparsa su "Avvenire.it") e che vede un cast composto da Luca Argentero, Filippo Scicchitano, Aurora Ruffino e Gaia Weiss.

NORA EPHRON


Ho sempre guardato molta televisione. Quando ero piccolo a volte fingevo d'avere la febbre per riuscire a rimanere a casa per godermi tutti i telefilm che venivano trasmessi solo di mattina. Di sera, invece, subito dopo cena con la mia famiglia abbiamo sempre avuto l'abitudine di guardare i film che venivano programmati sui vari canali. Ai tempi, sto parlando di circa 26 anni fa, non c'era la scelta di titoli e di canali che abbiamo oggi e,  quindi, si guardava quel che c'era senza troppi problemi.

Crescendo, questa passione per film e telefilm non mi è passata, anzi, si è rafforzata. Anche se gli anni sono passati e sono diventato più "adulto" appena un film inizia provo sempre quel sentimento di eccitazione tipico dei bambini. Stessa identica cosa per quanto riguarda  le serie televisive. Una vera passione!
Le immagini, i personaggi, i dialoghi, i luoghi che fanno da sfondo a tutte le scene, le incredibili storie che molti di noi possono solo sognare di poter vivere un giorno: non è questa magia? Forse non sarete d'accordo , il mondo si muove troppo velocemente e molte volte non troviamo il tempo per fermarci ad osservare, ma se solo iniziassimo a guardare, non solo con gli occhi, ma anche con la mente, queste parole non sarebbero prive di significato. Non voglio e non posso credere che ci sia qualcuno che non si sia mai emozionato o che non sia riuscito a far volare la fantasia e sognare almeno un po con un film o una serie televisiva. Mi autorizzo a dire: impossibile!

Gli attori poi, se particolarmente bravi e capaci di trasmettere la loro passione per ciò che stanno facendo,  svolgono una parte importantissima nel processo che porta un film ad emozionare il pubblico. Il regista, che ha il difficile ruolo di dirigere il tutto, di trasformare in storia e sequenza, battute scritte sopra ad un copione. Ma chi c'è veramente dietro a tutto questo? Proprio lui, il regista? No, anche se la sua bravura è fondamentale. Prima non mi ero mai posto la domanda, ma diventando un divoratore visivo di FICTION in molte delle sue forme, ho incominciato chiedermi: ma chi scrive le battute degli attori? Chi decide come dev'essere la scena, il set? Da dove arriva l'immagine che poi il regista trasformerà in un movimento di persone, chiamata scena?

Con questo post è proprio ad una di queste persone che voglio dedicare un piccolo omaggio semplicemente raccontandovi un pò di più sul suo conto: Nora Ephron.
Nora Ephron è per me una specie di idolo. Una di quelle persone che hanno fatto moltissimo per il cinema e la televisione. Ha dedicato la sua vita a raccontare la materia di cui essa stessa ne è composta, attraverso i suoi racconti ed i suoi scritti, regalandoci scene che ancora oggi non riusciamo a toglierci dalla mente, come se fossero parte dei nostri ricordi. Questo è possibile solo attraverso il dono di chi, come la Ephron, riesce a fotografare la realtà e a tradurla prima in parole e dialoghi e, successivamente, in immagini.
Come da una delle sue interviste che potete trovare qui, racconta il processo che l'ha portata a diventare una grande scrittrice
La madre era una sceneggiatrice ( così come il padre ), una donna di polso, ricorda la stessa Nora, e molto determinata nel trasformare tutti i suoi figli in futuri scrittori. Ovviamente senza imporre nessun obbligo, per evitare l'effetto contrario, ma iniziando a farli diventare prima grandi lettori, facendoli vivere in un ambiente circondato da libri. Per sviluppare la loro fantasia, aveva iniziato a non ascoltare nessun avvenimento accaduto ai suoi figli, a meno che, non fossero riusciti a trasformarlo in una e vera propria storia con un perfetto finale.
Tutto è materiale, diceva, qualsiasi cosa, un giorno, potrà servire a scrivere una magnifica storia di successo. Se ci pensate bene questa è la base del lavoro di uno scrittore, cercare materiale nella quotidianità, attorno a se, per poi trasformare ed utilizzare il tutto in modo che la "finzione" prenda il posto della vita stessa per poter emozionare e rendere l'esistenza di alcuni personaggi ancora più vera e possibile di quella che la vita gli possa offrire.
Molti di voi penseranno che possa essere un modo un po forte di spingere i propri figli in una certa direzione, ma se pensate ai risultati che Nora Ephron ha raggiunto nella sua vita, beh, sono sicuro che il vostro punto di vista possa cambiare.
Tutti questi insegnamenti la Ephron li ha trasformati in veri tesori, strumenti di lavoro con i quali iniziare la sua carriera di scrittrice.
Uno dei suoi più grandi successi editoriali come "HEARTBURN, AFFARI DI CUORE", è l'esempio perfetto per testimoniare quello che è stato detto fino ad ora. In questo romanzo, la sua autrice, ha descritto e romanzato uno dei momenti più difficili della sua vita, il divorzio con il suo secondo marito Carl Bernstein,  dal quale ha avuto due figli, che è poi divenuto un film di successo con Meryl Streep e Jack Nicholson. 
In molti casi, nei vari libri di scrittura creativa che ci sono in commercio, uno dei punti principali che li accomuna tutti è l'insegnamento primario: scrivete sempre quello che conoscete, scrivete sempre cose che appartengono alla vostra vita direttamente o indirettamente.
Avendo letto la maggior parte dei libri di Nora Ephron, devo ammettere che è senza ombra di dubbio uno dei migliori consigli che si possa dare ad un aspirante scrittore.
Nel bestseller "I FEEL BAD ABOUT MY NECK" tradotto in "IL COLLO MI FA IMPAZZIRE. TORMENTI E ABITUDINI DELL'ESSERE DONNA", descrive come il suo corpo sia cambiato negli anni, invecchiando, senza aver nessun filtro ma raccontando esattamente la realtà, cosa che la rende simile a tutti i suoi lettori, creando con questo effetto il suo successo.
Questo è sempre stato l'ingrediente segreto di questo incredibile personaggio, così nei suoi film così come nei suoi libri, dall'inizio della sua carriera sino ad arrivare ad uno dei suoi ultimi lavori "I REMEMBER NOTHING..."
Un libro, questo, che sembra più un memoir dell'età avanzata, del progredire della propria malattia ( in modo molto velato ) e della modernità in tutti i suoi pregi e difetti. Un libro che ho letto con il sorriso sulle labbra, fino all'ultima pagina. Ho riso molto, risate che sono uscite spontaneamente, possibili solo grazie alla bravura di un'autrice come la Ephron.
A prima vista, ad un occhio poco attento, si potrebbe trattare di leggere solo un mero elenco di cose e situazioni che tutti noi viviamo nella nostra vita quotidiana. Tutto quello che è stato scritto in questo libro potrebbe appartenerci in un modo o nell'altro a chi più a chi meno, forse solo alcuni capitoli, ma è lo specchio di noi stessi. La bravura di Nora Ephron è esattamente questa, riuscire a trasformare anche i gesti più semplici e ripetitivi in un racconto che può intrattenere fino alle lacrime. 
Sempre in una delle sue interviste, la scrittrice racconta la base della comicità: se scivoli su una buccia di banana, la gente riderà di te, ma se sei tu a raccontare il fatto, le persone rideranno con te e tu diventerai il vero protagonista. 
Innumerevoli poi i suoi lavori da regista e da sceneggiatrice, in alcuni casi, per lo stesso film. Eccone una piccolissima parte:

  • This is my life, regista ( 1992 )
  • Insonnia d'amore, regista e sceneggiatrice ( 1993 )
  • Agenzia salvagente, regista ( 1994 )
  • Michael, regista e sceneggiatrice ( 1996 )
  • C'è posta per te, regista e sceneggiatrice ( 1998 )
  • Magic Numbers, numeri fortunati, regista ( 2001 )
  • Vita da Strega, regista e sceneggiatrice ( 2005 )
  • Julie & Julia, regista e sceneggiatrice ( 2009 ) 
  • Silkwood, sceneggiatrice ( 1983 )
  • Heartburn, affari di cuore, sceneggiatrice ( 1986 )
  • Harry ti presento Sally, sceneggiatrice ( 1989 )
  • Avviso di chiamata, sceneggiatrice ( 2000 ) 
Nora Ephron ha, per la maggior parte della sua carriera, ambientato i suoi racconti nella sua cara New York City,  che ha visto la sua nascita il 19 maggio 1941. Sempre nella sua New York City, il 26 giugno del 2012, purtroppo Nora ci ha lasciato, portata via dalla Leucemia. Un grandissimo vuoto che sarà difficile colmare. 

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