domenica 29 dicembre 2013

BETIPUL serie televisiva israeliana

Oggi voglio parlarvi di una delle serie israeliane che più mi piacciono. Difficile da dire perché le serie che ritengo le mie preferite sono molte ma... procediamo passo per passo. In futuro avrò modo di introdurvi maggiormente nel mondo della TV israeliana.
Innovazione è la parola più sensata per descrivere i lavori televisivi degli ultimi anni in Israele. Molto è stato investito nella creazione di opere televisive che non siano solo puro e mero intrattenimento ma che rispecchino la cultura del paese che dovrebbero rappresentare attraverso la "fiction". Nel caso d'Israele poi penso sia molto facile rischiare di cadere nello scontato e banale cliche' al quale siamo stati fino ad ora abituati a vedere nei nostri telegiornali.
Lior Ashkenazi
BETIPUL (2005) è il perfetto inizio per farvi capire quello di cui sto parlando. Intelligente, mai noiosa, coinvolgente e specchio fedele di molte delle nostre paure e insicurezze. Uno psicologo riceve nel salotto di casa sua - ormai trasformato anche in studio - diversi pazienti. Ogni paziente, racconta la sua vita durante ogni seduta. Lo spettatore ricostruirà puntata in puntata le loro vite al di fuori del contesto della terapia. Poche saranno le incursioni nella vita dei protagonisti fuori dalla casa dello psicologo. Molti di voi possono pensare che questa scelta risulti claustrofobica e quindi senza azione alcuna ma vi assicuro che cosi' proprio non sarà. Personalmente mi sono appassionato e ora sono arrivato in fondo alla seconda serie. Ho trovato qualche difficoltà con la prima serie per un fatto di traduzione, essendo il mio ebraico molto... basico, non avendo l'aiuto dei sottotitoli. La seconda serie, al contrario,  ha i sottotitoli in inglese ma sono sicuro che con il tempo, e visto il grande successo che la serie ha riscosso, avranno provveduto ad aggiungere ai gia' esistenti sottotitoli in lingua ebraica quelli in inglese. Dico cosi' perché quando ho comprato il cofanetto era uscito da poco tempo. Inutile dire che sono cofanetti che custodisco in maniera religiosa!
Progetto che si è rivelato essere il padre di copie più o meno ben riuscite, utilizzando lo stesso format e apportando qualche piccolo cambiamento per quanto riguarda le tematiche trattate in modo da farlo risultare più appropriato al paese nel quale veniva prodotto. Il pubblico deve vedere cose nelle quali ci si possa rispecchiare, ecco il vero successo, la realtà dev'essere si romanzata per renderla leggermente più interessante ma deve anche rimanere nei confini del possibile per inchiodare lo spettatore.
Nel cast di questa serie televisiva vi sono molti visi noti al pubblico israeliano. Due di questi attori sono, senza ombra di dubbio i miei due preferiti. Uno è Lior Ashkenazi e l'altra è (la bravissima) Assi Levy. Il primo penso sia il più famoso attore in Israele e non solo (USA?) in quanto protagonista indiscusso di moltissimi film - non preoccupatevi, ve ne parlerò presto - mentre la seconda è la protagonista del film Aviva ahuvati (soundtrack trailer) che rimane una delle mie pellicole preferite in assoluto!
Asi Levy
I due attori che vi ho appena nominato sono solo una piccola parte del cast presente in questa serie televisiva. Tali Sharon, per esempio, e' un'altra famosa attrice, impossibile da non nominare, ma anche di lei ve ne parlerò in futuro visto che e' parte del cast di un'atra serie famosissima: SRUGHIM. 
Nel nostro paese Sergio Castellitto ha preso le vesti dell'analista diventando la versione italiana del telefilm. Ho guardato la versione americana prima e la versione italiana poi e devo ammettere che quella originale è molto difficile da battere. Diverse, le definirei, a causa dei dialoghi e dei personaggi non sempre in completa simbiosi con la versione originale. Guardando le tre serie si riesce, ad ogni modo, a riconoscere quasi tutti i personaggi, c'é sempre un filo che li collega utilizzando però dinamiche diverse.
Qui di seguito vi lascio il video della serie e se cliccate sui vari link all'interno del post vedrete altri momenti della serie...




giovedì 19 dicembre 2013

SEI COME SEI di Melania G. Mazzucco

Melania G. Mazzucco scrive ed emoziona i suoi lettori come pochi riescono a fare. Con "Sei come Sei" quest'autrice si è aggiudicata la mia fiducia di lettore. La trama è l'elemento chiave ad avermi conquistato. Il tema trattato molto attuale e direi molto pionieristico, una novità nel lavoro dell'autrice. In questo romanzo esplora il mondo che ci circonda, portando alla luce personaggi molto complessi, veri guerrieri alla conquista di un posto nel mondo, riconosciuto e rispettato dalla società. Un lavoro difficile da portare a termine a mio parere, anche per una scrittrice così brava ed esperta. Leggerla è scoprire quanto sia importante la felicità di ogni essere umano, secondo le leggi dell'amore e non quelle scritte nei tribunali. Questo libro è un inno all'uguaglianza e un goal a sfavore dell'ingiustizia, per i pari diritti e per una maggior comprensione di cosa voglia dire amare.
La Mazzucco ha ancora una volta un'eroina nel suo romanzo. Eva, una ragazzina con una famiglia speciale, cresciuta con l'amore di due papà. La sua storia è una vera storia moderna, forse mai raccontata prima con tanta intensità e carattere letterario.
Questa nostra autrice italiana dimostra d'avere delle capacità di immedesimazione del terzo tipo. Ho letto questo romanzo pagina dopo pagina con moltissima attenzione ed un certo coinvolgimento personale, come pochissime volte mi è capitato. Lettura che ho faticato a smettere anche quando, a letto, mi calavano le palpebre.
Eva si trova in metropolitana con i suoi compagni di classe quando, esausta dalle continue pressioni e cattiverie di alcuni di loro, commette un gesto incontrollato, scatenato dalla rabbia e da un fardello troppo pesante da dover portare per una ragazzina della sua età. Scappa, il cuore le batte forte, nella sua mente crede d'aver commesso qualcosa di irreparabile, gravissimo. Questo fatto, che non voglio svelarvi, scatena in lei la forza per fare ciò che aveva da tempo pensato di fare, ma che mai aveva messo in pratica.  Quello che Eva vuole è trovare suo padre che, sapientemente tenuto nascosto dall'autrice, si trova lontano dalla figlia e sembra averla abbandonata.
Questa bambina di poco più di undici anni si trova catapultata in una situazione che mai avrebbe immaginato possibile. A causa della morte di uno dei padri, si vede costretta a vivere con parenti che, per la legge, vengono ritenuti più adatti alle cure della protagonista in quanto coppia formata da genitori di sesso differente. Eva non capisce, Eva vuole solo riavere la sua famiglia; due padri, una madre ed un padre, due madri, che importanza può avere per lei che conosce solo la parola genitore riferita alle persone che l'hanno cresciuta e amata?
La sua forza e la sua determinazione, unita all'incontrollata spontaneità dei bambini, porteranno Eva nelle braccia di suo padre. Un gesto che li obbligherà a fare un viaggio in macchina per riportarla a casa senza complicare l'intricata situazione in cui già si trovano, aggravata dal gesto col quale Eva si trova responsabile all'inizio del romanzo.
Tutto questo è solo una piccola parte del racconto, offerto al lettore in piccole gocce, quasi a sottolineare l'importanza di ogni parola, gesto o emozione dei suoi personaggi. Il lettore viene rapito dalle emozioni che le parole dell'autrice suscitano in ogni pagina.
Due persone di sesso maschile formano una famiglia, decidendo di vivere assieme. Decidono di completare la loro unione mettendo al mondo un figlio attraverso una donna disposta, dietro compenso monetario, a portare a termine il loro desiderio. Un desiderio che va al di la del sogno, una cosa quasi irrealizzabile. Del romanzo, la cosa che mi ha lasciato più a pensare, una volta girata l'ultima pagina, è la forza che i vari personaggi mostrano d'avere, lottano con una forza tale che forse nemmeno loro stessi sanno di possedere, il loro dolore risulterà meno rilevante e invasivo dell'amore che essi provano l'uno per l'altro. Melania G. Mazzucco invita alla riflessione, permettendo al lettore di conoscere nei suoi personaggi quelli che potrebbero essere i nostri vicini di casa, amici, colleghi di lavoro che giornalmente , a nostra insaputa, combattono una battaglia silenziosa, pacifica e atta più alla difesa che alla conquista.
Consiglio questo libro a chiunque voglia sapere qualcosa sull'amore e su cosa sia realmente una famiglia. 

Titolo: "sei come sei"
Autore: Melania G. Mazzucco
Editore: Einaudi, "stile libero BIG"
Pagine: 235
Prezzo: €14,88 amazon.it e inmondadori.it

mercoledì 18 dicembre 2013

"RICETTE DELLA DIETA DEL DIGIUNO" di Marco Bianchi

Una delle cose che mi contraddistinguono di più è, senza ombra di dubbio, il cibo. Mi piace mangiare, trovo che il cibo sia una di quelle cose nella vita alle quali proprio non potrei mai rinunciare. Intendiamoci, mangiare è vitale, direte voi, come si può rinunciare? Non si può, ma mangiare con consapevolezza è diverso dal puro aspetto nutritivo. Quando mi siedo a tavola ecco, mi rilasso. Prima di raggiungere i trenta non ho mai dovuto confrontarmi con i chili che si accumulavano, ho sempre bruciato molto. Ora, passata la trentina, anno dopo anno, noto che l'attenzione a quello che ingerisco - specialmente nelle quantità - è aumentata, conseguenza connessa  al non riuscire più ad abbottonare alcuni jeans comprati poco tempo prima. Ho incominciato a pensare a come poter restare in forma - questo è il momento giusto per porre le basi per gli anni a venire - senza dover rinunciare a nessun pasto.
Credetemi, di libri ne ho letti parecchi sull'argomento, ho addirittura pensato di diventare vegetariano. Ogni autore sembra avere, passatemi il termine, la giusta ricetta per impedire ai chili di troppo di prendere in noi la residenza. In qualsiasi libreria, anche la meno fornita, si trovano scaffali interi dedicati all'argomento. Ce n'è per tutti, ogni tipo di dieta o di rimedio o di mantenimento possibile e immaginabile. Ma come è possibile che tutti loro abbiano ragione? Questo il punto: non ce l'hanno. Se fosse così semplice saremmo tutti magrissimi senza nessun problema di colesterolo o di diabete, saremmo tutti dei perfetti bersagli per stilisti e le agenzie pubblicitarie avrebbero di sicuro molto meno lavoro.
Per come la penso io bisognerebbe prendere spunto un po' ovunque. Ognuno di questi libri può portare consigli utili da poter seguire facilmente, senza troppi sforzi e quotidianamente. Diciamocelo poi, in tv specialmente,  si fa un gran parlare di organizzarsi ma... non è sempre e solo un fatto di organizzazione rinunciare a seguire un'alimentazione più sana. Il più delle volte è un fatto di costi e di tempo e, senza nascondersi dietro un dito, anche di pigrizia. Prendo me come esempio: ho un lavoro con turni che possono variare di giorno in giorno, rispettare l'orario del pranzo e della cena è quasi impossibile e, specialmente d'estate, non facile conservare i cibi preparati a casa. 
Molti di voi si saranno riconosciuti in questo ritratto e sono certo di affermare che anche chi non lavora con turni così diversificati incontri difficoltà di tipo organizzativo. 
Comprare cibi sani è costoso, per molti quasi proibitivo ma, oggigiorno, la cosa sta leggermente cambiando, fortunatamente. Nei supermercati, anche i più piccoli, aumentano le corsie e la varietà di prodotti che vengono da una produzione responsabile e controllata. Ingredienti che poco hanno di "modificato" con la sconvenienza, aime', della data di scadenza più prossima che futura. Questo però lo ritengo un fatto più che positivo, in quanto ci obbliga a comprare più spesso e quindi ad avere un rapporto con il nostro carburante, il cibo, più intimo. Per non parlare poi del fatto che ci obbliga ad alzare i nostri sederoni e a fare un po' di moto in più. 
Quello che ho potuto apprendere da tutti i libri che trattano l'argomento le cose da seguire sono pressapoco queste:
  1. Fare la spesa: trovare il supermercato che offre più scelta di cibi freschi e, nel caso dei cibi confezionati, etichette che riportino quanto più fedelmente il loro contenuto.
  2. Imparare a leggere il contenuto degli alimenti confezionati.
  3. Cibo: preferire cibi freschi a quelli confezionati.
  4. Quantità: controllare le qualtità di cibo che giornalmente ingeriamo. Mai esagerare!
  5. Abbinamenti sbagliati: abbinare i cibi in modo sapiente può aiutarne la digestione.
  6. Digiuno: il digiuno non estremo può aiutare l'organismo a riprendere coscienza delle proprie funzioni.
Uno degli ultimi libri che ho letto sull'argomento è "Ricette della dieta del digiuno" scritto da Marco Bianchi con Mariagiovanna Luini, senza dimenticare un'importante prefazione di Umberto Veronesi.
Quest'ultimo autore di un libro che proprio di digiuno parla. Ovviamente capite da soli che le cose sono abbastanza correlate. 
Beh, l'ho trovato interessante e molto utile. Ammetto la mia totale ignoranza perché non conoscevo l'autore Marco Bianchi (se mai dovessi leggere questo post, scusami!) non avendo mai potuto seguire il programma in televisione. Mi sembra un ragazzo intelligente e che sa il fatto suo. Ispirato dal libro dello stesso Veronesi che porta il titolo "La Dieta Del Digiuno". Il libro riporta ricette che ho gia' avuto il piacere di sperimentare come le "orecchiette con broccoli e sesamo", "conchiglie con pesto di fave" e  gli "spaghetti con pesto di pistacchi", solo per citarne alcune. 
Molte volte nel libro noto come sia tenuto in considerazione il contenimento dell'uso del sale. Mai esagerare! Questa una delle cose che più mi sono rimaste in mente.
All'interno del libro, nella parte introduttiva, troverete testimonianze di persone che hanno iniziato a digiunare, portando la loro esperienza diretta. Un digiuno light, sia chiaro, infatti non ho riscontrato nessun messaggio di totale astinenza dal cibo ma una sostituzione dei pasti con frutta e yogurt, il più delle volte. Dopo aver letto le esperienze delle persone interpellate, vi addentrerete sempre più nel processo di preparazione al VOSTRO giorno di digiuno, una data da scegliere in base ai vostri impegni o che meglio si possa prestare a questa esperienza. Esatto, un giorno solo a settimana, ecco di cosa si parla. Sembra facile poter rinunciare per un giorno intero al cibo per come siamo sempre stati abituati ad ingerirlo? Io questo non l'ho ancora preso in considerazione, prima dovrei studiare molto bene il capitolo alla preparazione e seguire passo dopo passo i consigli: una vera sfida!
Ammetto che guardo tutta questa attenzione verso il cibo e all'alimentazione in generale di buon'occhio, visto l'impatto che un'assunzione sbagliata di tali elementi ed una vita troppo comoda possano avere sul nostro benessere fisico e mentale.  
DIGIUNARE CON GUSTO è lo slogan che questo libro ci propone quindi... perché non provarci? Una lettura utile che vi porterà piano piano a mostrare curiosità verso il cibo e alle sue proprietà, almeno questo è stato l'effetto che ha avuto su di me. Senza ombra di dubbio immancabile per chi ama cucinare e sperimentare come il sottoscritto. Penso che di libri di cucina sia impossibile averne troppi! Io ho una piccola libreria dedicata esclusivamente alla cucina. Marco Bianchi non lo conoscevo e devo dire che questa scoperta mi ha fatto piacere. Ora mi toccherà (grande sacrificio!) comprare gli altri suoi libri (ovvio che se qualcuno volesse regalarmeli...) e vedere le puntate del suo programma.
Giusto per rimediare al fatto che di Marco non ne avevo mai sentito parlare... eccovi qui e qui due link ai suoi video.
Considero questo libro un'ottima lettura ed un ottimo ricettario. Un passo in avanti per la divulgazione di una vita sana e meno calorica! 



martedì 17 dicembre 2013

MASTERPIECE

La mia esperienza con i reality show nasce molti anni fa con l'arrivo nel nostro paese del grande fratello. Ricordo ancora l'entusiasmo del nuovo prodotto presentato al grande pubblico. Da quelle infinite serate in compagnia di Daria Bignardi, di tempo ne è passato, parecchio. Da quel momento in poi, i reality hanno  conosciuto un boom pazzesco, ipnotizzando il pubblico con i loro format accattivanti e molte volte violenti, quasi estremi.
Personalmente non ho ancora capito se possano piacermi oppure no. Ho guardato i primi due anni del Grande Fratello e alcune puntate di altri show simili. Sono riuscito a divertirmi e anche a partecipare emozionalmente con alcuni dei concorrenti, famosi e non, durante le prove che venivano loro di giorno in giorno imposte.
Nel tempo mi sono stufato e ho cominciato ad annoiarmi, incominciando a sviluppare un senso critico (altamente negativo) verso il dilungarsi delle serate e del continuo dramma inflitto agli spettatori, per non parlare dei concorrenti, disposti a tutto per raggiungere la fama o per riscattarne una perduta.
Passano così anni di rifiuto alla visione dei suddetti programmi, uno la brutta copia via l'altra, quasi una sfida a chi riesce a crearne uno peggiore. Innegabile dire che questo è solo un mio modesto parere, assolutamente personale, direi uno dei pochi del genere, visto il seguito di pubblico che riescono a "catturare".
Nell'ultmo mese mi sono riavvicinato al genere attraverso il nuovo reality, dedicato alla scrittura, che va in onda su RAITRE la domenica sera con il nome di MASTERPIECE. Moltissimi i concorrenti che a suoni di parole si contenderanno il premio ambitissimo: un contratto editoriale con la casa editrice Bompiani. Come funziona: vari concorrenti in ogni puntata si devono sfidare mostrando di avere doti di scrittura degne del premio in palio. Un vincitore per ogni puntata, che andrà poi a sfidarsi con quello scelto la settimana successiva. Una giuria di tre scrittori famosi, tra i quali Andrea De Carlo, uno dei miei scrittori preferiti,  Taiye Selasi e Giancarlo De Cataldo. Come si scrive un romanzo? Cosa deve avere uno scrittore per potersi definire tale? Queste e molte altre sono le domande che il programma offre allo spettatore, per la prima volta il mondo della scrittura viene spogliato e mostrato nella sua misteriosa essenza come mai era stato fatto prima. Questo è quello che credevo, infatti, il programma ha una traiettoria leggermente diversa. Che significa questo: i concorrenti presentano uno scritto e i giudici lo leggono, un romanzo che non deve aver visto nessuna precedente pubblicazione, insomma, un inedito. Sulla base di quello che vedono e giudicano traggono le loro conclusioni sul personaggio e ne valutano poi, man mano che si procede con la puntata, le doti con esercizi di scrittura creativa, chiamata "prova immersiva". A coppie vengono portati in luoghi diversi per fare la conoscenza di persone e luoghi a loro sconosciuti, tutto questo per portare al rientro in studio un'esperienza unica da codificare e trasformare in parole e scriverne una breve storia. Storia che deve essere coerente con le "direttive" che vengono date loro dai giudici. 
Subito dopo individualmente, coppia dopo coppia, passano sotto l'esame dei tre scrittori/giudici. In base a quello scritto verra' deciso chi potrà rimanere e chi no. Ogni "vincitore" di ogni coppia, successivamente, si dovra' scontrare - utilizzando lo stesso scritto, senza prove aggiuntive - con gli altri concorrenti fino a quel momento sul podio del vincitore. Un solo vincitore per puntata. Rimasti in due, le loro sorti verranno decise in pochi secondi all'interno dell'ascensore della Mole Antonelliana (scenario spettacolare) di Torino dove, senza proferire parola alcuna, un/a importante esponente dell'editoria italiana, scrittore o editore chicchessia, prenderà la decisione finale ascoltando solamente la trama dei loro romanzi. 
Spero di essermi spiegato bene e spero di avervi fatto capire bene le regole del gioco. 
Sinceramente mi sarei aspettato qualcosa in più. Una sola prova di scrittura, un blando riassunto dei vari romanzi e direi troppe informazioni sul personaggio. Sembra quasi che il carisma di ogni concorrente sia prevalente rispetto alle sue capacità di scrittura. 
Lo spettatore non riesce a dare un proprio giudizio su ciò che vede, si rimane costretti a seguire quel che i giudici dicono, in quanto "arrivati" ed in quanto competenti sulla materia trattata. Insomma, sembra quasi che se la cantino e se la suonino da soli. Una delle cose che più non mi attrae di questo programma è la velata cattiveria dei giudici di sesso maschile verso alcuni dei concorrenti in pieno stile Masterchef. Capisco che il premio in palio non è poco ma penso che di cattiveria gratuita in televisione, non ce ne sia proprio alcun bisogno.  
Magari posso anche sbagliarmi, magari il pubblico non vede tutto il lavoro che c'è dietro ma sinceramente è proprio quello che avrebbe dato più rilevanza al tema stesso del programma. Detto questo vi dico che non mi dispiace guardarlo e penso che continuerò sino all'ultima puntata ma ho deciso di non farne nessuna telecronaca sul blog. Ho voluto parlarne ora giusto perchè è parte dell'attualità legata ai libri ma questo è tutto. 

venerdì 22 novembre 2013

LA PROPRIETA' di Rutu Modan

Eccomi con il mio primo appuntamento con la rubrica Israele. Oggi vi parlero' di un'artista israeliana di grande talento, che ha saputo farsi conoscere anche oltre ai confini del proprio paese. Nei giorni scorsi, giusto per aggiungere una curiosita', ho scoperto essere stata l'insegnante di un mio carissimo amico. Piccolo il mondo, vero? Rutu Modan è una fumettista israeliana che, fin da piccola, ha scoperto il suo talento nel raccontare storie attraverso l'arte del disegno e del fumetto. L'anno scorso ho avuto il piacere di entrare in contatto con le opere di Rutu. Il primo libro illustrato che ho letto è stato "EXIT WOUNDS", uscito nel dicembre del 2008. I suoi non sono certo fumetti come siamo abituati a vederne sul mercato, ma vere e proprie opere di letteratura illustrata. Storia e presente si mescolano nei suoi racconti, portando il lettore in una vera dimensione in 3D della lettura grazie ai bellissimi disegni. Ultimo suo libro, da poco uscito nelle librerie ( anche online) si chiama "LA PROPRIETA' ", edito in Italia da Rizzoli-Lizard. Ieri sera l'ho letto e terminato tutto d'un fiato, senza smettere un attimo. Devo dire che mi ha proprio preso. Una signora e sua nipote si ritrovano ad affrontare un viaggio in Polonia per poter recuperare una vecchia proprietà di famiglia che, forzatamente, durante la seconda guerra mondiale, avevano dovuto abbandonare per riuscire a salvarsi. Moltissimi sono i ricordi che affollano la mente dell'anziana signora e molta la rabbia per un passato che ha visto una violenta svolta, cambiando il destino di molte persone. Durante la loro visita le due generazioni di questa famiglia faranno l'incontro fortuito e meno fortuito di altri personaggi, non certo marginali ma determinanti per lo sviluppo della storia. 

Segreti di famiglia tenuti nascosti nel tempo verranno a galla creando scompiglio nelle relazioni dei vari personaggi che molto ha del reale. La Modan ci permette un tuffo nei ricordi di un passato che tanto vorremmo toglierci dalla mente ma che, al tempo stesso, la sua memoria può farci capire dove non si debba mai più arrivare.


Un legame forte lega le due protagoniste, entrambe con un carattere molto forte, forse genetico? Da questa graphic novel ne ho assorbito la capacità di ricominciare una vita anche dopo dolori dai quali non esiste cura per poterli lenire. Speranza è una parola chiave di questo racconto assieme all'amore che i protagonisti dimostrano di conoscere bene. Mica, questo il nome della più giovane delle protagoniste, viene a scoprire le vere origini della sua famiglia e, in particolare, quelle del padre da poco venuto a mancare. Diventerà lei la custode di un segreto che, Regina, la sua nonna ha tenuto nascosto anche a suo figlio, al quale non potrà mai più dire la verità.

Rutu Modan è riuscita a mostrarmi un nuovo modo di poter raccontare storie e farmi riflettere sulle tematiche trattate nei testi inseriti nei fumetti. 
Non sono l'unico ad aver apprezzato la sua arte ma sembrerebbe che anche persone più competenti di me abbiano avuto la stessa reazione. La bravissima Giusi Meister nel suo blog "la biblioteca d'Israele" ha infatti segnalato l'assegnazione del premio Gran Guinigi 2013 consegnatole dalla direzione del festival "Lucca Comics". All'interno della segnalazione di Giusi Meister troverete un'interessante intervista di Ada Treves per Pagine Ebraiche. In questa intervista e nel link che vi ho lasciato all'inizio di questo post, avrete la possibilità di conoscere meglio Rutu.  


mercoledì 20 novembre 2013

Nuova etichetta: "ISRAELE"

All'interno del mio blog, dal giorno della sua creazione, sono sicuro d'aver già menzionato una delle mie più grandi passioni: Israele!

Devo subito premettere che la mia passione verso questo paese non è di tipo politico, militare, idealista o di qualsiasi tipo di propaganda possibile. Qualche anno fa mi sono ritrovato a Tel Aviv (il link vi porterà ad un video che merita di essere visto, girato nel 2008, ma molto ben fatto di TG2 Dossier) per la prima volta. Diciamo per sbaglio, per uno strano caso del destino. Quella precisa situazione ha acceso la mia curiosità verso un paese del quale tanto si parla ma che alla fine poco si conosce. Devo ammettere che è proprio vero quel che si dice solitamente: tutto ciò che è negativo, distruttivo e polemico attira da sempre l'attenzione, accrescendo così in noi una certa idea distorta, evitando così la fatica di approfondire le nostre conoscenze riguardo al fatto in questione. L'ho provato proprio sulla mia pelle, facendomi capire quanto sia stupido fermarsi e giudicare, unendosi al coro del gregge. 
In Israele, da quella volta, ci sono tornato una seconda volta, poi una terza, poi una quarta... e così via, fino a renderla la meta preferita del mio tempo libero. Nel corso delle mie visite in questa terra stupenda ho avuto l'occasione di incontrare persone fantastiche che ora fanno parte della mia cerchia di amici più intimi. 
Non so voi ma quando visito un paese cerco sempre di informarmi il più possibile riguardo alla cultura locale. E proprio così ho fatto con Israele, ho iniziato a guardare film, leggere libri di letteratura moderna fino a che ho deciso di fare un salto di qualità e superare le mie barriere: imparare la lingua. Un'estate dal balcone di casa dei miei ho preso coraggio e ho mandato una mail ad un ufficio a Milano chiedendo informazioni su corsi di lingua ebraica. Ho ricevuto dopo circa due giorni una risposta dove mi venivano date varie opzioni. Una di queste opzioni era ottenere lezioni private che ancora oggi seguo con la stessa persona. A causa di impegni di lavoro la mia conoscenza della lingua rimane basica, ma devo dire che noto progressi. Questo grazie alla mia prof che con pazienza ha saputo capire come ficcarmi in testa, anche attraverso l'intuizione, i vari argomenti. Il mio sogno è un giorno di poter frequentare l'ULPAN, per qualche mese, in modo da poter ampliare il mio vocabolario e poter iniziare a comunicare meglio. 
biblioteche in spiaggia a Tel Aviv
Il giorno che ho cominciato la mia avventura da blogger non avrei mai immaginato quanto tempo richieda la  gestione di un blog. Attenzione! Non è una lamentela, la mia, è solo una constatazione. Il mondo del BLOG è un universo senza fine, un'oceano infinito di informazioni da acquisire e da codificare prima di ogni passo. Ho imparato già molto anche se è solo pochi mesi dal mio "debutto". Perchè ho detto questo? Perchè ho intenzione di iniziare un blog proprio su Isarele, ma al momento non ho il tempo per poter seguire due progetti allo stesso tempo. Ho ancora molto da imparare sul mondo della rete e sulla scrittura. Per poter accondiscendere ai mie desideri però, ho deciso di inserire in questo blog una nuova sezione che avrà l'etichetta con nome
"ISRAELE" ( originale vero? ). Film e recensioni di autori israeliani saranno i contenuti di questa mia nuova sfida nel blog. Inizierò in questo modo a sondare il terreno e capire quel che si può fare e se potrà sbocciare in qualcosa di più unico e elaborato. Il diventare blogger mi ha insegnato a fare piccoli passi e a misurarmi meglio con le mie capacità se non a rendermi più consapevole dei miei limiti da superare. Un percorso lungo ma che mi insegnerà sempre di più. Con questo, spero di riuscire anche solo un pochino a trasmettere questa mia passione anche a voi. 
Parlare di Israele vuol dire parlare di molte più lingue, culture e paesi. Israele è diventato meta non solo per chi, come erroneamente si potrebbe pensare, appartenga alla religione ebraica, ma è luogo di arrivo di chiunque, abbia voglia di partecipare ad un futuro di un paese in continua evoluzione, che cerca sempre più di pensare al suo presente e, specialmente, al suo futuro. Tutto questo è comprensibile, però, solo attraverso la sua storia, anche più recente, che vede la sua popolazione cambiare ancor più velocemente del tempo. 

sabato 16 novembre 2013

"PILGRIM" il nuovo libro di Terry Hayes

Terry Hayes
Buongiorno a tutti e buon inizio di settimana! Molti di voi staranno ancora dormendo ma io, grazie al fatto che oggi aspettiamo ospiti, mi sono svegliato leggermente prima. In questo momento sul tavolo, oltre al mio laptop, ho una bella tazza fumante di caffe' e un piatto con pane tostato e Nutella...
Ieri ho ricevuto una notizia formidabile, Terry Hayes, sono sicuro che molti di voi lo conoscano, ha da poco scritto un thriller mozzafiato dal nome "PILGRIM". Al momento il libro e' uscito in Inghilterra ed in Australia ma da settimana prossima fara' la sua uscita anche in Italia! La mitica Rizzoli pubblichera' questo romanzo che sembra gia' essere un successo. Io ho letto solo le prime 18 pagine, contenute nel sito ufficiale del libro e che qui vi riporto iampilgrim.it

TERRY HAYES

"Pilgrim"

Pagine: 774
Pubblicazione: Novembre 2013
Prezzo: 19,50 Euro

Scott Murdoch, nome in codice Pilgrim, ha lavorato in una segretissima unita' di controspionaggio alle dirette dipendenze del presidente degli Stati Uniti, e prima di ritirarsi ha scritto sotto falso nome il libro definitivo sulle tecniche scientifiche di investigazione. Ben Wilson e' un agente dell'FBI che indaga su una donna uccisa in un hotel di New York l'11 settembre 2001: tutte le tracce sono state eliminate con perfetta cura, dai lineamenti del volto alle impronte digitali e ai denti della vittima, proprio come spiegato nel manuale di Murdoch. Quando Wilson lo rintraccia per associarlo all'inchiesta, Pilgrim e' stato richiamato in servizio per trovare un terrorista chiamato il Saraceno, pronto a lanciare un attacco biologico all'America. Le due indagini finiscono per intrecciarsi, in un crescendo di rischi mortali.

Che ne dite? Io dico che non vedo l'ora di immergermi nella sua lettura! Appena lo avro' terminato il scrivero' una recensione e vi faro' sapere qualche dettaglio in piu' e, ovviamente, le mie impressioni a caldo. Ora godetevi la copertina e anche il suo booktrailer che avrete la possibilita' di vedere nel sito del libro. Sempre sullo stesso sito potrete pre-ordinare il libro. Lascero' piu' tardi sulla vostra sinistra un reminder del libro in modo che potrete tornare a questo post quando lo vorrete. 

giovedì 14 novembre 2013

INTERVISTA A... ROBERTO PELLICO!

Eccoci qui anche oggi per una nuova intervista. Nuova sezione di questo blog. Pima di iniziare questo mio percorso da blogger leggevo con molto entusiasmo le interviste fatte agli scrittori. Penso che sapere qualche cosa in più dei nostri autori aggiunga quel valore in più ai loro scritti. Sono solo io a pensarla così? Beh, se no è la vostra risposta, sono contento di presentarvi la mia seconda intervista, questa volta ad un autore che con il fantasy/ YA ha poco a che vedere. Roberto Pellico è stato molto disponibile ed ha accettato di rispondere ad alcune domande che gli ho mandato via mail. Grazie Roberto. In Crazy About Fiction abbiamo già parlato di lui, abbiamo recensito due dei suoi libri. Se non avete avuto la possibilità di leggere i post vi rimando alle pagine relative qui & qua 

1. Ciao Roberto! Benvenuto nel blog CrazyAboutFiction e grazie infinite per aver accettato di rispondere alle domande di questa piccola intervista. La prima cosa che sento di dover dire è che la tua scrittura mi piace moltissimo, questo lo devi sapere! Navigando sul web ho scoperto di non essere il solo ad apprezzare quel che scrivi. Chi è il tuo lettore? Come lo descriveresti?

R.P. Ciao Simone, grazie a te per avermi ospitato. Cercando sul web devo ammettere di essere rimasto sorpreso anch'io. Dalle mail che ricevo posso dirti che non c'è un lettore che spicca rispetto ad altri. Ci sono sicuramente molte donne, ragazze e ragazzi giovani. Genitori, forse in cerca di risposte.

2. Ho letteralmente divorato il tuo libro "a pochi passi da te", racconti duri e personaggi che sembrano portare il peso del dolore del mondo intero. Quanto siamo lontani da questi personaggi? uanto c'è di loro in ognuno di noi?

R.P. C'è qualcosa in cui ogni lettore può riconoscersi. O almeno è quello che ho visto io nei personaggi. Il dolore, sì, chi non ce l'ha? Ma anche la voglia di reagire. Di ritrovarsi. Di ricominciare.

3. Non c'è personaggio nei tuoi racconti che non mi sia piaciuto. Sono tutti bellissimi, complicati, pieni di sconfitte e di dolore, ma al tempo stesso sembrano guerrieri agli occhi del lettore. E' stata questa la tua intenzione o è solo una mia percezione? 

R.P. No, non sbagli. Credo che il dolore e le sconfitte siano inevitabili. Però è anche indispensabile la forza e il coraggio per superarli. La speranza: è questo il messaggio che speravo passasse attraverso le mie storie. Che si può soffrire, certo, a volte anche moltissimo. Però la vita va avanti e va vissuta, nonostante il dolore, nonostante tutto.

4. All'inizio del tuo libro leggo che le storie raccontate, non sono proprio solo parte della tua fantasia, ma fanno parte della vita reale. Hai conosciuto queste persone? Sei stato tu il protagonista? Quanto la tua vita influisce nelle cose che scrivi?

R.P. Certo. Molti dei personaggi di cui parlo sono reali. Ho cambiato i nomi, le città, le ambientazioni. Ho cercato però di mantenermi fedele quanto più possibile alle storie, attraverso interviste, o più semplicemente grazie a lunghe chiacchierate. C'è stato un forte lavoro di immedesimazione. Ho cercato di spogliarmi dai pregiudizi, dalle esigenze letterarie. Volevo che le storie apparissero così come le avevo vissute io: autentiche. E sì, ci sono anch'io in quelle pagine, più che come protagonista, nelle sfumature. Credo sia inevitabile per ogni scrittore.


5. Una cosa che mi ha lasciato sorpreso è stata la mia incapacità di incupirmi o rattristarmi per le tue creature. Al termine del tuo libro "ci sono anch'io" e dei tuoi racconti in "a pochi passi da te" ho trovato un senso di continuità, quasi una lezione sulla gestione del dolore... mi sbaglio? 

R.P. Non sbagli. Anche se non ho la presunzione di poter impartire lezioni a nessuno. Una continuità c'è, però: si chiama speranza.


6. Ora dirò qualcosa di banale, ma questa domanda la devo fare perchè sono curioso di sapere. Vista la tua giovane età, da dove arriva tutta questa maturità ( da scrittore ) che traspare dalle tue parole? Come sei arrivato alla scrittura? Una passione che ha radici lontane? 

R.P. Ti ringrazio per la giovane età e la maturità che mi attribuisci. Se hai percepito questo mi fa piacere, però non posso essere io a dirlo. La scrittura è arrivata presto, principalmente per gioco o come esercizio per riparare certe sofferenze. Scrivere mi faceva bene, mi faceva sentire meglio. Soltanto più tardi, quando gli amici mi hanno spronato a inviare qualche racconto ai concorsi di scrittura sono arrivati i primi risultati. Eppure, anche oggi che qualche concorso l'ho vinto, che ho alle spalle pubblicazioni ( senza nessun contributo da parte dell'autore, lo specifico anche se dovrebbe essere scontato ), in me rimane una forte componente di insicurezza che mi impedisce di vedermi come un vero e proprio scrittore. La strada e' ancora lunga e ne sono consapevole. Comunque la definizione di scrittore non mi interessa. Mi piace vedermi come uno che ha delle storie da raccontare. Ecco, le storie, spero di averle sempre. 


7. Puoi raccontarci il processo che ti ha portato a scrivere "a pochi passi da te"? Perchè racconti brevi piuttosto che scrivere un romanzo? 

R.P. Sai cosa diceva Antonio Tabucchi? "Il racconto è il romanzo di un pigro". Penso avsse ragione. Forse avevo bisogno di mettermi alla prova, ero alla ricerca di conferme. In ogni caso le storie non le ho scelte, mi sono venute a cercare, io mi sono limitato a osservare, poi le ho raccontate.


8. A cosa stai lavorando in questi giorni? Cosa bolle in pentola per il futuro? Sarà un approccio digitale o cartaceo?

R.P. Da più di un anno sto lavorando a un romanzo. Come vedi ho superato la pigrizia del racconto. Il romanzo però richiede tempi e attenzioni diverse. Se si vuol scrivere un buon libro è necessario tempo, concentrazione e determinazione. Sono quattro storie che s'incontrano e una voce più irriverente. Questa volta c'è spazio anche per la leggerezza. Per adesso non ti dico altro, ma prometto di tenerti aggiornato. 
Prima di pensare alla pubblicazione c'è ancora tempo. Posso dirti, però, che nonostante abbia ancora un'idea molto romantica del libro cartaceo, vedo anche l'ebook come un aspetto fondamentale e non trascurabile del panorama letterario. Non sostitutivo, complementare.

lunedì 11 novembre 2013

FARE LA SCELTA GIUSTA: MA COME?


Ultimamente, mi sto rendendo conto, il mio interesse per i saggi sta in qualche modo aumentando. Questo non significa certo che stanno diventando o saranno le mie uniche letture ma, da che non ne leggevo proprio, noto che il genere mi attira sempre più. Son sicuro che parte di questo dipenda dal fatto che oggigiorno vengono posti in maniera più "romanzata", in modo da togliere parte della loro indiscussa struttura, come dire, schematica. Si fanno leggere con più ritmo, i protagonisti vengono aggiunti di una verve che prima certo non li contraddistingueva. Per farla breve, la lettura scorre e le pagine si sfogliano abbastanza velocemente. Il tema scelto e', senza discutere, la chiave per una lettura di successo.
In uno dei miei post, direi abbastanza recente, avevo parlato di un libro che si intitolava: "La Scelta Giusta: come contrastare i fattori che influenzano le nostre decisioni", scritto dalla Dottoressa Francesca Gino per la Sperling & Kupfer.
La Gino e' professore associato di Economia aziendale presso l'Harvard Business School. Il libro e' il frutto di ricerche e studi, condotti dalla stessa autrice, volti a capire le cause che si sovrappongono e che potrebbero essere la causa primaria, appunto, di molte delle decisioni che prendiamo quotidianamente. Ho deciso di comprarlo incuriosito dal primo capitolo, velocemente letto in libreria, seduto sulle scale che servono per raggiungere il piano da dove avevo preso il libro. Molte delle cose scritte possono sembrare, ad occhio inesperto, solamente una lista di semplici banalità di tutti i giorni, ma cosi' proprio non è. Ogni situazione o esperimento effettuato che si voglia, viene spiegato in modo semplice ma senza tralasciare anche il più piccolo dei dettagli. Una lettura utile per capire varie dinamiche che ci riguardano ma, a mio parere, è sopra ogni dubbio un'ottima opportunità per conoscere leggermente più a fondo noi stessi. Impossibile non immedesimarsi in uno degli esperimenti che vengono discussi e analizzati, con minuzia di dettagli dalla Gino.
Sarà che il mio lavoro, in parte, mi permette di capire i comportamenti delle persone, entrando in contatto giornalmente con almeno 500 persone, o sarà altro ma il contenuto del libro mi ha affascinato. Il lettore interagisce con l'autrice e i suoi studi, diventandone parte attiva. Di tanto in tanto vi verrà richiesto di sottoporvi, onestamente, ad alcuni esercizi per mostrarne l'effetto. Con me hanno funzionato e molte il risultato mi ha sorpreso parecchio. Quello che ne esce non è sempre positivo a mio avviso, direi quasi allarmante. Nulla di troppo distante dalla società odierna e da ciò che siamo abituati a vedere o sentire o leggere attraverso i media. 
Ma quante possono essere le cause che possono influenzare le nostre scelte? Più o meno importanti che siano? Francesca Gino ci porta a ragionare sui nostri sentimenti, l'ambiente in cui viviamo o quello in cui siamo cresciuti, le nostre frequentazioni e la società in generale, tutti elementi che influenzano le nostre decisioni. 
Girando le pagine di questo libro vedrete come diversi studenti di diverse università verranno utilizzati a scopi di ricerca, semplicemente avvalendosi della loro presenza e cercando di "ostacolare" le loro scelte mimetizzando parte della verità, avvalendosi di piccole bugie per testarne l'effetto. 

giovedì 7 novembre 2013

RECENSIONE: "ANNI SVANITI" di Rupert Everett

Questo pomeriggio, in preda ad una crisi ipoglicemica, mi sono gettato nella credenza della colazione,  da me cosi' soprannominata, e ho agguantato un bel pacchetto di biscotti con gocce di cioccolato mentre la macchinetta del caffe' ( mia adorata...) preparava un ottimo cappuccino. Sara' stato il tempo, sara' la voglia di qualcosa di leggero con il quale impegnare la testa, mi sono ritrovato con la biografia di Rupert Everett "ANNI SVANITI" sul tavolo, li', aperta e pronta per essere sfogliata. Il mio intento primario era quello di leggerne solo qualche pagina, cosi', giusto per dare un valore aggiunto alla mia "merenda", invece, mi sono ritrovato a terminare l'intero libro senza nemmeno accorgermene. Non e' mio solito comprare autobiografie di personaggi dello spettacolo ma, da qualche tempo, mi sono ritrovato in libreria a sfogliarne un numero sempre maggiore. Fosse solo leggerne qualche pezzo qua e la', non sarebbe un problema, ma alla fine me le ritrovo in mano alla cassa assieme agli altri titoli che, come mio solito, dovevo assolutamente comprare. Leggere fa sempre bene quindi... non ci trovo niente di male, non fosse che e' sempre il mio portafogli a soffrirne!
Rupert Everett lo ricordo in un film che da piccolo mi era piaciuto molto e dal quale avevo ricavato alcuni insegnamenti. In "another country" ho conosciuto questo autore e, per una qualche strana ragione, non ricordo altro se non un film con la leggenda vivente Madonna "sai che c'e' di nuovo", uno con la bravissima Kathy Bates (molto divertente) che porta il titolo "insieme per caso" e il piu' famoso "il matrimonio del mio migliore amico" al fianco di Julia Roberts, che se vogliamo proprio dirla tutta ha visto l'uscita nelle sale prima di questi ultimi due. L'anno d'uscita qui non ha importanza, la cosa che piu' mi ha sorpreso e' che questo attore ha fatto moltissimi film, una lista molto lunga che qui vi risparmio, molti dei quali ho visto ma non mi sovvenivano se non dopo averne letto il titolo. Ora i fan di Rupert mi malediranno, ma con tutta sincerita' penso che questo sia accaduto per il semplice motivo che Mr. Everett in Italia non abbia poi fatto questo gran parlare o forse per il fatto che vivevo sopra un pianeta diverso... :-)

Il libro, che scopro una seconda biografia, un'aggiunta al precedente "bucce di banana" (che cerchero' di leggere, se la Sperling&Kupfer gentilmente me ne regaleranno una copia... non opporro' resistenza...) rivela una vita vissuta non una ma tre volte tanto rispetto ad un comune mortale.

All'interno di questo interessante viaggio nella vita di questo attore troverete prima di tutto un linguaggio molto libero, cosa che gia' lo contraddistingue poi, moltissime situazioni riguardanti il suo lavoro che molti di voi troveranno non prive di ....
Sulle spiagge della Giamaica Rupert Everett cerca l'ispirazione per il suo libro, quando, incontra per puro caso una persona che evoca in lui ricordi ai quali fara' appiglio per iniziare a scrivere.
Una dopo l'altra troverete aneddoti della vita della star, una sincerita' disarmante e il piu' delle volte senza censura. A fare da sfondo ai suoi racconti, Hollywood e i suoi famosi frequentatori che si intrecceranno con la vita del nostro narratore.
Una delle frasi che mostrano la sincerita' redentiva di Everett in questo libro penso sia: "...il successo porta con se il compromesso...". Come dargli torto? Specialmente continuando la lettura, esattamente, da quel momento in poi. Il nostro Rupert descrive il mondo dello spettacolo non propriamente sotto la luce che lo riflette ai nostri occhi, anzi, tutto l'opposto. In queste pagine l'attore e' come se stesse raccontando quel che ha scritto al suo analista o ad un amico fidato con il quale sfogarsi senza dover necessariamente implodere nella propria privacy da star. 
Qui certo non svelerò nulla, giusto per non rovinarvi la lettura. Un modo perfetto per passare un pomeriggio in compagnia di una lettura che ci permette di conoscere qualcosa in più di questo famoso attore.

martedì 5 novembre 2013

Film: CONFESSIONS di Tetsuya Nakashima

Devo ammetterlo, ho una vera passione per gli autori giapponesi. La mia preferita e', senza ombra di dubbio, Banana Yoshimoto. Leggendo questo nome sono sicuro che moltissimi di voi staranno pensando: anche la mia! Ho letto quasi tutti i suoi libri e, spero presto, riusciro' a far sparire quel "quasi" di troppo. In futuro vi parlero' di questa scrittrice formidabile e sicuramente unica. La Yoshimoto non e' la sola a rappresentare il Giappone nella mia libreria, infatti, oltre a lei potrei aggiungere Natsuo Kirino, Haruki Murakami e Kanae Minato. Questo solo per citarne alcuni. Da molti dei loro romanzi sono stati tratti film che mi hanno veramente emozionato, alcuni mai usciti in Italia, ma acquistabili nei vari negozi online in lingua originale con i sottotitoli in inglese. Uno dei piu' recenti e' "Confessions", tratto dal libro della Minato che in italiano porta il titolo: "Confessione" edito dalla Giano nel 2011per la collana "NeroGiano" ( copertina rigida ) e, sempre per la stessa casa editrice, una piu' recente edizione ( brossura ) del giugno 2013 per la collana "I Libri Della Civetta" dove, pero', il titolo cambia in "Confessions".
Non conosco il motivo per il quale la caa editrice abbia sentito l'esigenza di cambiare il titolo in inglese ma forse sara' per il fatto che e' uscito in DVD il film tratto da questo stupendo romanzo. Per ora vi lascio il video qui sotto o, se state leggendo da un tablet o cellulare cliccate qui. Sappiate che avete la possibilita' di acquistarlo su iTunes in italiano oppure su amazon.it doppiato in italiano o in versione originale con sottotitoli in inglese. Di questo libro, che non puo' mancare nella vostra libreria, vi parlero' nel blog prima della fine di questo mese. Godetevi il trailer e fatemi sapere le vostre impressioni. Ciao e buon inizio di settimana a tutti! 



sabato 2 novembre 2013

RECENSIONE: "ASCOLTAVO LE MAREE" di Guido Mattioni

Guido Mattioni un giorno mi ha parlato del suo romanzo e molto gentilmente mi ha spedito qualche video e info riguardanti lo stesso. Per questo lo ringrazio. Preso dalla curiosita' mi sono documentato e ho scaricato sul mio KOBO il libro. A causa di qualche impegno di lavoro, ho dovuto ritardare la lettura di "ascoltavo le maree" di qualche giorno. Ora che l'ho finito mi sono pentito di questa attesa. Un libro incredibilmente ricco. Non solo per la storia che fra poco vi raccontero' brevemente, ma ricco di descrizioni e di sapori di un luogo che si chiama Savannah, Georgia, dove il lettore vi arriva come per magia, trasportato dal ritmo delle parole che, come le maree, si susseguono con un ritmo perpetuo e rassicurante. Un'inizio ed una fine che ripetendosi all'infinito, portano la speranza di un futuro dove poter ricominciare a vivere, sempre.

Ascoltavo le Maree, e' un libro che si e' fatto strada da solo, lontano dalla macchina travolgente delle grandi case editrici. Il suo autore, il giornalista e scrittore Guido Mattioni, ha saputo far parlare del suo romanzo "semplicemente" con  le parole che ha adoperato per comporne la sua essenza. Autobiografia o qualcosa che le assomiglia. Lui, e' diventato cittadino onorario della citta' che tanto bene ha descritto nel suo romanzo che, a sua voltanota, e' diventato una delle letture utilizzate dalla Georgia State University, come l'autore stesso ha svelato in una sua recente intervista che potrete vedere qui.

Sempre in questa & quella intervista, Mattioni ha, in pochissime parole, espresso e spiegato il complicato e complesso "conflitto" della pubblicazione di un romanzo oggi. I tempi cambiano e con loro cambiano i canali con i quali un artista, in questo caso uno scrittore, puo' rivolgersi per farsi conoscere ad un pubblico piu' vasto. Proprio attraverso un canale di vendita alternativo - ultimamente sempre piu' utilizzato - ha saputo trovare il suo giusto collocamento, mostrando che il merito paga, qualsiasi sia il suo percorso. "Ascoltavo le Maree" e' uscito in versione eBook in lingua inglese prima (Whispering Tides) e, sempre in versione digitale,  successivamente, in lingua italiana. Attualmente e' possibile acquistare anche la versione cartacea grazie alla casa editrice INK, che l'ha voluto pubblicare adottando cosi', una vera perla.
Eccovi spiegato parte del passato (non troppo remoto) di questo libro, ma ora vorrei raccontarvi, brevemente, di cosa si tratta e quali sono le motivazioni che mi hanno spinto a decretarlo una delle letture a me preferite del 2013.
Alberto atterra negli Stati Uniti, direzione Savannah. In moltissime pubblicita' di autovetture si sente sempre una voce fuoricampo che spiega come a volte sia il viaggio e non la meta quello che conta. Beh, in questo caso e' proprio il contrario. La destinazione e' la cosa piu' importante per il protagonista della storia. Una citta' non certa scelta a caso puntando il dito sulla cartina, ma un luogo speciale, pieno di ricordi, di affetti, il luogo che puo' definirsi casa. Non ci si deve addentrare troppo all'interno del romanzo per capirne le motivazioni. Nina e' la moglie di Alberto, la compagna di quei viaggi verso quella parte degli Stati Uniti che li ha attratti per molto tempo, come una calamita. Una descrizione fotografica, fermi immagini di luoghi che vengono descritti con particolari che sembrano rendere qualsiasi cosa viva. Le emozioni che il protagonista vive in quei luoghi rendono quasi "umana" questa "piccola" parte di uno dei paesi piu' vasti al mondo.
La citta' parla, le statue parlano, si raccontano come se le anime delle vite che li hanno vissuti dalla loro creazione potessero farsi sentire attraverso le loro fibre immobili e statiche, confondendosi con i suoi abitanti, persone che mantengono la dignita' del luogo che abitano e del suo passato. Un passato che, come vi dicevo prima,  ha un'importanza enorme nel romanzo. La vita di Alberto, sconvolta dalla perdita, si vede proiettata verso quel passato dove perdita non vi era. Nina, la compagna di viaggio, la compagna di una vita intera, viene a mancare, lasciando il vuoto improvviso, colmato solo dal dolore dei ricordi. Savannah diventa il rifugio e la custode di quei ricordi, la casa lontano da casa, il posto giusto per ricominciare, una partenza che serve ad Alberto per mantenere la propria sanita' mentale, per non farsi travolgere dall'incombenza pericolosa di una routine vissuta nel lento processo di mantenere vivo un ricordo che manterra' la ferita aperta. Guido Mattioni riesce ad equilibrare i sentimenti di Alberto, lo rende forte ma allo stesso tempo fragile, bisognoso di capire quale sia l'inizio della sua vita senza la tanto amata moglie Nina. Liz, amica della moglie, ma anche sua amica, e' il personaggio che senza dubbio incarna il salvagente di un uomo alla deriva. L'amicizia vera, discreta, quella formata da quel silenzioso contratto che unisce due o piu' persone, un elemento importante, nella vita del protagonista. Un'amicizia matura, mai forzata, come poche ne ho viste in un romanzo. Il nostro Alberto si trasferisce a Savannah, immerso in un presente inseguito dai fantasmi del passato. Cambiare aria rende Alberto un uomo diverso, avra' l'opportunita' di fare la conoscenza di persone che nel loro piccolo esprimono la forza incalcolabile di ogni essere umano. Un romanzo che porta un vero e proprio marchio di fabbrica, unico, che appartiene e apparterra' al suo autore per sempre. L'intervento della natura dei luoghi descritti, il dolore del protagonista sempre presente senza mai invadere il racconto, riescono a creare un mix perfetto ed unico nel suo genere che mai annoiano il lettore, rendendolo parte del disegno artistico creato da Mattioni. 
Ho trovato complicato poter descrivere la trama di questo stupendo romanzo. Avrei potuto fare di meglio scrivendo che dopo la perdita della moglie Alberto si trasferisce a Savannah, luogo amato da entrambi i coniugi. Una fuga dettata dal fatto che Milano, dopo la morte di Nina, si era trasformata in un teatro di tristezza e rabbia, una Milano diventata cattiva, che ha sottratto la moglie senza fornire spiegazioni precise e senza chiedere il parere di nessuno. Ma una citta' non puo' essere incolpata di tutto questo, la citta' non puo' far morire nessuno. Sono tutti quei momenti che succedono la perdita di una persona amata. Ogni luogo, ogni rumore, ogni gesto parla di quella morte. E' proprio questo che spinge all'allontanamento verso un luogo la cui materia e' fatta di felicita', amicizia, ricordi felici. Ma questa e' solo una mia interpretazione del pensiero dell'autore. 
Come vi dicevo all'inizio di questo post, esiste una prima versione del romanzo in lingua inglese. Beh, proprio negli USA questo esordio letterario ha riscosso un enorme successo, portando Mattioni al Global eBook Awards e al USA Best Book Awards, che lo hanno visto come unico finalista italiano tra mille partecipanti. Inoltre, il suo libro e' stato adottato dalla scuola Learn Italy di New York come testo per lo studio della lingua e cultura italiana. 
Inutile concludere questo post dicendovi che e' una lettura importante. Guido Mattioni in una sua intervista ha comunicato che sta gia' lavorando al prossimo libro, beh, caro Guido, qui a CrazyAboutFiction non vedremo l'ora di leggerlo! Tienici informati!

venerdì 25 ottobre 2013

VINCITORE YOUCRIME

Eccomi qui a raccontarvi come e' andata a finire il concorso di co- publishing indetto dal Corriere della Sera che porta il nome YOUCRIME. Qui a CrazyAboutFiction ne abbiamo parlato, dicendovi che vi avremmo tenuti aggiornati. Ho temporeggiato qualche giorno di troppo ma l'ho fatto per riuscire ad avere qualche informazione in piu' da darvi. Rizzoli LAB (marchio sperimentazione Rizzoli) con Corriere della Sera hanno pubblicato 4 eBook YouCrime mettendoli sul mercato, una vera sfida,  riscuotendo un ottimo successo, sia di vendite che di partecipazioni da parte del pubblico. Vi ricordo che questi eBook sono disponibili nei negozi online ad un prezzo veramente abbordabile, quindi, se non lo avete ancora fatto... dategli un'occhiata! Con grande piacere vi annuncio che il vincitore e' Gabriele Santoni che in Karima e' stato l'autore di "morire due volte". Ottimo risultato per questo scrittore che si e' aggiudicato una futura pubblicazione nel 2014 con Rizzoli First! Complimenti Gabriele! Qui il video della premiazione.
La cerimonia si e' svolta il 17 ottobre (ero stato invitato ma purtroppo mi trovavo a Londra per lavoro...sempre cosi'...) nella sede del Corriere a Milano. Come risultato di questa nuova e pionieristica avventura editoriale, e' stato creato un eBook scaricabile su Kobo, come ho fatto io, o su Kindle... insomma, su un qualsiasi dispositivo a costo 0,00€. Come vi ho detto, io ho scaricato da KOBOBOOKS perche' ho un Kobo ma lo potrete trovare ovunque. Vi consiglio di scaricarlo perche' al suo interno troverete moltissime informazioni riguardanti il concorso e il suo svolgimento, le impressioni dei veri protagonisti, gli scrittori in gara, e le considerazioni dei "tecnici" del settore.
Gabriele Santoni
YouCrime e' stato un vero successo in Italia, dove ha visto coinvolti moltissimi elementi, rispetto alla tradizionale scoperta di nuovi talenti. La RETE, per prima, la grande rivoluzione che, a distanza di molti anni continua a creare stupore, ha avuto un ruolo primario per la divulgazione di questo format di origine statunitense. Con #YouCrime si e' creato un ashtag utilizzatissimo ma si e' stabilita, finalmente, una vera collaborazione con i lettori. Il fruitore ultimo dei libri si e' potuto scoprire protagonista facendo sentire la propria voce. Il popolo di Corriere.it , ma non solo, ha interagito in prima persona per tutta la durata del concorso, facendo sentire la propria opinione da lettori accaniti.  Un gran cambiamento in atto, se si pensa ai vari prestigiosi premi letterari dove, il lettore, non ha nessuna voce in capitolo e dove, il piu' delle volte, il vincitore non combacia mai con le vendite, il che vuol dire con l'opinione dei lettori. Una delle grandi rivoluzioni e' stata proprio la comunicazione che i giovani scrittori hanno dovuto utilizzare per farsi conoscere al pubblico, mostrando grandi doti divulgative del proprio racconto e di un grande lavoro di squadra. Parlando con altri blogger e alcuni dei nostri lettori, ho notato un certo scetticismo nei confronti di questo reality (ormai diventato simbolo di tv spazzatura) della letteratura, cosi' come da pochi e' stato definito. Il mio pensiero e' il contrario di quanto detto, penso invece che reality non lo sia molto e, comunque, la capacita' di scrivere non e' per tutti, e' una dote che molti posseggono ma che pochi sanno domare. Un bravo e assiduo lettore queste cose le riconosce e le puo' apprezzare meglio di chiunque altro. YouCrime e' stato, a parer mio, l'inizio di un progetto pionieristico che aprira' le porte al futuro dell'editoria. Molte sono le strade che portano alla divulgazione della lettura e se gli USA leggono piu' di noi dando posto a tantissimi scrittori, emergenti e non, quindi non solo agli eletti, ben vengano queste iniziative per far conoscere i nostri talenti. Con YouCrime abbiamo avuto questa opportunita' e ne sono immensamente felice!
Ancora una volta: BRAVO GABRIELE! Ora aspettiamo il tuo prossimo libro...

lunedì 21 ottobre 2013

Recensione: "Figli Dello Stesso Padre" di Romana Petri

Romana Petri con "Figli dello stesso padre" ha confermato la mia passione per la sua scrittura. Il primo romanzo che ho letto della Petri è "Tutta la Vita", vi consiglio vivamente di leggerlo. La Petri riesce sempre a creare nel suo lettore amore a prima vista con i suoi personaggi. In Vita ho adorato, sofferto e gioito assieme ad Alcina, la protagonista assoluta, mentre in "figli dello stesso padre" ho seguito i due fratellastri con vera passione, prediligendo uno piuttosto che un altro, alternando le mie preferenze man mano che si sviluppava la storia. Devo dire che la sua candidatura al premio Strega 2013 poteva diventare una vittoria certa con questo romanzo, se fossi stato io il giudice! I premi, a mio modesto parere, per uno scrittore di mestiere non dovrebbero interessare troppo, penso che le soddisfazioni migliori vengano dalla quantita' di libri venduti in libreria ma, hey, questo e' solo il mio modesto pensiero a riguardo. Un libro che riesce a conquistare fin da subito, al diavolo i vari impegni, email da mandare, commissioni da portare a termine, insomma, richiede immediatamente l'attenzione totale. E' come se le pagine ti guardassero in maniera storta se abbandonate troppo a lungo...
Veniamo alla storia ora. Il libro si apre con un invito ad una mostra che parte dall'Italia e arriva negli Stati Uniti. Mille sono i dubbi e le incertezze che accompagnano Emilio nella decisione di parteciparvi oppure no. Innumerevoli i ricordi che il personaggio ci regala mentre viaggia attraverso la sua infanzia fino ad arrivare all'incontro con Germano. Quest'ultimo il mittente dell'invito e anche colui che sembra avere il maggior numero di dubbi riguardo alla loro relazione. Entrambi adulti, vivono le loro vite in modo separato, uno con una famiglia da accudire e le infinite responsabilita' che la cosa ne comporta e l'altro da solo, senza aver mai pensato troppo a nessuno se non a se stesso. Un legame di sangue li lega, che a loro stessi piaccia o no. Un padre da condividere, ormai deceduto, e due madri che hanno superato il muro dell'imbarazzo diventando amiche.
Un giorno, al mare, Germano deve crescere molto velocemente e assorbire le parole dei genitori. Parole dure che annunciano la fine della loro famiglia. Un momento duro nella mente di un bambino, le sue certezze vengono meno e il mondo tende a crollargli attorno. Come puo' un bambino capire che la sua famiglia si dovra' dividere? Che impatto potra' mai avere su di lui una volta adulto? 
Emilio, figlio della relazione che ha causato il suo dramma infantile, dal canto suo, si ritrova le colpe del fratellastro e dovra' a sua volta vivere quello stesso dramma che Germano aveva vissuto tempo prima. Complesso e' il loro processo di crescita e complessa e' la relazione che i tre genitori saranno costretti a gestire. Romana Petri ci racconta quel mare infinito di rancori, colpe e colpevoli che si susseguono attorno allo sciogliersi di un nucleo importante come la famiglia. Due uomini che, superata la quarantina, vivono le loro vite ossessionati dall'impronta con la quale il padre ha marcato le loro vite. Due donne unite dallo stesso uomo e dal dolore che egli provoca in ognuna di loro. Un rapporto quasi impossibile da capire tra le due madri, un rapporto che Edda, madre di Germano,  riesce ad instaurare con una maturita' lucida. Nelle vite di questi personaggi, il legame di sangue che, in qualche modo, li tiene in contatto, rompera' le barriere che la nostra testarda presunzione alla ragione assolutaa volte puo' offuscare la nostra mente. Dopo questa lettura urlo ancora una volta BRAVA! a Romana Petri per aver, ancora una volta, portato alla luce la potenza infinita dell'essere umano nell'affrontare le sfide piu' grandi che la vita ci pone davanti.







venerdì 11 ottobre 2013

Recensione: "IL SALE" di Jean-Baptiste Del Amo

Un piccolo paese francese sulle sponde del mare, Sète. Un nome che evoca poco per chi non vi è mai stato prima. Una famiglia a breve si incontrerà attorno ad un tavolo, proprio in questo luogo, per una cena che servirà ad unire i vari personaggi che Jean-Baptiste Del Amo ha creato dal genio della sua fantasia.
Louise, questo il nome della proprietaria di casa, è senza ombra di dubbio il personaggio che più mi è piaciuto in questo romanzo. Una donna forte, Louise, madre di tre figli e costretta a vivere una vita in completa devozione di un uomo prepotente e poco amorevole. Sempre pronta a prendersi le colpe delle infelicità dei figli, ormai grandi, e dei loro traumi infantili, senza mai mostrare loro le sue emozioni e le sue paure di donna e di madre.
L'amore che Louise mostra di aver avuto tutta la sua vita per i suoi figli è esattamente tanto quanto il rancore che quest'ultimi le riservano, per questo o quell'altro motivo. La madre, un capro espiatorio perfetto, l'elemento sul quale scagliare tutte le proprie frustrazioni, incolpandola di essere la causa della loro famiglia imperfetta. Una famiglia dalla quale hanno cercato di scappare, nascondendosi al loro passato che sembra averli segnati nel profondo e del quale non riescono a liberarsi.
Jonas, Amid e Fanny, si stanno dirigendo verso il mare, dove la salsedine farà bruciare le loro ferite, un giorno per ricordare il proprio passato, un viaggio nei ricordi della loro infanzia e, forse, anche nella nostra. Leggendo questo libro mi sono reso conto di quanto sia difficile riuscire a ricostruire i personaggi di una storia, renderli reali, un viaggio che lo scrittore deve percorrere all'interno della propria mente e trasferire il tutto sulle pagine bianche che si trova davanti. in "IL SALE" potrete sentire il profumo del mare e assaggiare la vita che ne dipende giorno per giorno.
Non è stata una lettura facile. Parole di un'intensità rara, sfrontate, che non si curano della forma ma regalano ai sentimenti dei personaggi la giustizia della potenza impalpabile dei sentimenti.
Questo giovane autore, che non conoscevo affatto, ha riscosso molto successo e molti consensi in Francia, e spero sinceramente che potrà accadere anche nel nostro paese. La casa editrice NEO. edizioni mi ha dato la possibilità di fare questa piacevole conoscenza. Un libro che vi consiglio di leggere e di non lasciarvelo scappare per nessun motivo. I miei complimenti alla casa editrice NEO. edizioni che ha portato questo talento nelle nostre librerie. 

Titolo: "Il Sale"
Autore: Jean-Baptiste Del Amo
Casa Editrice: NEO. edizioni
Pagine: 276
Prezzo:  EURO 13,60 presso inMondadori.it

mercoledì 9 ottobre 2013

TEL AVIV, ISRAELE & NOVITA' IN LIBRERIA


Dopo piu' di 15 giorni di assenza dalla rete e quindi, di conseguenza, dal mio amato blog, torno per darvi alcuni piccoli aggiornamenti sulle mie attuali e future letture, e anche qualcosina in piu'. Preparatevi perche' si preannuncia un post abbastanza lunghetto, ma vi assicuro non certo noioso. Come vi ho appena detto, sono stato via per qualche giorno, una piccola vacanzina di fine stagione nel luogo che amo piu' di tutti: Tel Aviv. Troppe cose da fare, amici da vedere dopo troppo tempo che mancavo da questa stupenda citta', spiaggia e mare da non deludere e quindi... anche se mi ero rifornito di libri da leggere per il viaggio, alla fine non sono riuscito quasi a finirne uno. Penso che ad ogni modo la cosa mi abbia rigenerato e dato una carica in piu' per tornare ad immergermi nella lettura come solo io voglio e riesco a fare. Non so se vi sia mai capitato ma, leggendo molti libri, uno di seguito all'altro, a volte mi capita di confondere le storie e i suoi personaggi. Chi era chi e dove?
Cosa stava facendo in quel luogo quel tal personaggio? Una sensazione che, pero',  porta ad una duplice conclusione. Un primo pensiero va alla capacita' incredibile della nostra mente di elaborare le molte informazioni che usiamo per carburare e stimolare il nostro cervello, con inaspettati risultati. Avete mai pensato ad unire i vostri personaggi preferiti e le loro storie in un possibile unico racconto? Ecco, se state pensando che sia diventato matto, avete gia' intuito la seconda sensazione che provo dopo tante letture e relativa confusione: il declino! Sto forse iniziando ad impazzire e il mio cervello mischia le situazioni e informazioni che immagazzina giorno per giorno? Gia' a 35 anni? un dubbio che a volte mi spaventa... Concludo questa confessione di fini settembre, constatando che questa breve pausa dalla lettura, comunque sia,  mi ha rigenerato e mi ha permesso di far pace con il cervello :-). Trovare un momento di distacco anche dalla nostre passioni puo' far bene.
Ma ora non voglio pensarci e vorrei ragguagliarvi su alcune cosette. Tel Aviv: qualcuno di voi e' gia' stato in Israele? Non ancora? Cosa aspettate? Io sono oramai anni che frequento il luogo e ogni volta mi ci affeziono sempre piu'. Lo definirei un luogo magico e surreale. Una bellezza paesaggistica decisamente unica, unita alla magia del mediterraneo e ai secoli di storia che circondano l'area. Una cosa che vorrei  tanto fare, sarebbe poter avere il tempo di iniziare un blog su Tel Aviv, e non e' detto che sara' una missione impossibile. Sto solo cercando le idee e capire quale possa essere il modo migliore per iniziare il progetto. Solo per iniziare e darvi qualche spunto per iniziare la conoscenza del luogo e togliervi dalla testa i molti preconcetti attorno a questo paese, che la televisione e il giornalismo non onesto ci lasciano cibare di tanto in tanto, voglio lasciarvi qualche spunto di lettura. I titoli che vi elenchero' qui di seguito sono libri scritti da persone che conoscono il paese e che non hanno interesse di mostrarne il lato migliore o peggiore. Io ve li consiglio vivamente e poi mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. In un secondo tempo vi informero' sulla vastissima scelta cinematografica israeliana che si puo' reperire sia online che nei negozi.
Giusto perche' vi ho nominato Tel Aviv, vi consiglio un libro scritto da Elena Loewenthal che porta come titolo non altro che il nome della citta': "Tel Aviv", la citta' che non vuole invecchiare. Edito da Feltrinelli per la collana Traveller, e' uscito nel maggio del 2009. Qui vi riporto quello che e' stato scritto in quarta di copertina: "Quando cento anni fa sessanta famiglie ebraiche che abitavano a Giaffa decisero di trasferirsi qualche chilometro piu' a nord, di Tel Aviv non esisteva ancora nulla, anche se alle spalle di questa sottile striscia di sabbia c'erano migliaia di anni di storia. Oggi - la collina della primavera - e' una metropoli che non si ferma mai, nuovissima e antichissima, gaudente e colta, esotica e tecnologica. E che ha tanta paura di invecchiare. Un viaggio d'autore dentro un microcosmo dove si mescolano tutti i generi umani e architettonici, fisici e culturali". Penso che a questo non si debba aggiungere nulla se non il mio consiglio alla sua lettura. 
Il secondo libro e' della scrittrice Anna Momigliano che porta il titolo "KARMA KOSHER". Uscito nel 2009 per Marsilio Editori (collana Tempi) con un sottotitolo che descrive benissimo l'intero libro: "I giovani israeliani tra guerra, pace, politica e rock'n'roll". 
Uno sguardo al mondo ISRAELE attraverso gli occhi di quelle generazioni che hanno visto e partecipato al fermento di un paese in continua ricerca di cambiamento. Come vivono i giovani in Israele? Cosa ne pensano della situazione politica? Come tutto quello che li circonda influenza le loro vite? Questo e molto altro raccontato da una persona che ha studiato in Israele e che ha esercitato il suo lavoro da giornalista come corrispondente in Medio Oriente. Consigliatissimo.
Sempre nel 2009, questa volta per la GIUNTI, e' uscita la prima pubblicazione in italiano del romanzo di Valerie Zenatti: "UNA BOTTIGLIA NEL MARE DI GAZA". Un ragazzo ritrova una bottiglia passeggiando in riva al mare nella tormentata striscia di Gaza. , colui che ha ritrovato la bottiglia, infilata nella sabbia dal fratello della ragazza, militare in servizio nell'area. Iniziera' cosi' una strana corrispondenza, all'inizio fatta di orgoglio e pregiudizio ma che si trasformera' in una grande amicizia. Valerie Zenatti e' una famosa autrice di libri per bambini. Molto famosa in Francia e una vera conoscitrice di Israele. Nata a Nizza, ma all'eta' di tredici anni si trasferisce con la famiglia in Israele dove, tra il 1988 e il 1990 svolge il servizio militare. Tornata in francia diventa giornalista e docente di ebraico. Ho avuto il piacere di scambiare qualche email con quest'autrice, subito dopo aver letto il suo libro e ho trovato una persona umili e gentile, per non parlare della sua capacita' di ascolto. Un libro che potrebbe sembrare destinato ad un pubblico di soli giovani ma che consiglio vivamente a tutti. Questa e' una di quelle letture che dovrebbero entrare a far parte dei libri di narrativa dei quali poter discutere nelle scuole. Un romanzo che insegna cosa vuol dire l'apertura al dialogo.
All'interno trova un indirizzo email. Tal, ragazza Israeliana cerca con quel messaggio di avvicinarsi ad una ragazza dall'altra parte della barricata per cercare, nel suo piccolo, un possibile dialogo. A risponderle sara' un certo "Gazaman"
Parlando di servizio militare non si puo' non nominare il romanzo, molto piu' recente di quelli fino ad ora elencati, scritto da Shani Boianjiu "LA GENTE COME NOI NON HA PAURA". Una rivelazione della letteratura moderna Israeliana che Rizzoli ha pubblicato in italia facendo un gran regalo ai lettori attenti al tema. Di questo libro vi parlero' presto in modo un pochino piu' dettagliato.
Penso che per iniziare non sia male come percorso. Moltissimi sono i libri poi che potrei consigliarvi della ricca letteratura del paese della stella di David. Grossman, Oz, Yehoshua, Appelfeld, Nevo e qui la lista potrebbe continuare con molti altri nomi. In futuro cerchero' di parlarvi molto di questi scrittori. 

Ora veniamo ad altri tipi di lettura, non meno impegnata certamente di quelle che vi ho appena consigliato. Tra le uscite di fine ottobre non mi lascero' scappare tre romanzi che hanno catturato la mia attenzione appena ho avuto loro notizie. Il primo e' il nuovo romanzo del bravissimo Wulf Dorn "IL MIO CUORE CATTIVO" edito dalla Corbaccio, in uscita il 31 ottobre prossimo. Questo maestro indiscusso della suspence e del brivido sono sicuro che riuscira' a rapirmi come ha gia' fatto con i suoi precedenti tre romanzi legati alla Waldklinik. La storia parla di Doro, che a seguito della morte del fratello si trasferisce con la madre in una casa diversa. Un giorno, in preda alle voci provenienti dal suo passato, trova in giardino un ragazzo che terrorizzato le chiede aiuto. Doro scoprira' che il ragazzo in questione si era suicidato prima del loro incontro facendola precipitare nell'incubo. Cosa ve ne pare? Non vale la pena leggerlo? Io sono un fan di questo autore, sono sicuro di averlo gia' ripetuto molte volte ma che ci volete fare? E' veramente bravo!
Melania G. Mazzucco in libreria da ieri 8/10/2013 con "SEI COME SEI" edito da Einaudi (stile libro big). Eva e' la protagonista di questo romanzo, una ragazza che studia molto e che legge molti libri. La sua vita viene sconvolta dalla morte del suo papa' all'eta' di undici anni. L'altro suo genitore, il suo secondo papa', viene ritenuto non idoneo alla tutela della ragazza che vive cosi' un doppio abbandono. Una storia toccante ed emozionante si preannuncia questa novita' della bravissima Mazzucco. Un amore tra padre e figlia che risultera' piu' forte delle avversita' che la vita puo' imporci di fronteggiare. Un libro che non vedo l'ora di avere tra le mani!
"E COSI' VORRESTI FARE LO SCRITTORE" e' l'ultimo libro che voglio segnalarvi con questo lunghissimo post. Giuseepe Culicchia, autore di "Venere in Metro'" edito da Mondadori, ritorna in libreria con questo libro edito da Laterza per spiegarci come funziona il mondo che ruota attorno alla pubblicazione di un libro.
Spreo che questo mio post vi abbia dato delle nuove idee per le vostre prossime letture. Fatemi sapere cosa ne pensate e come sempre rimango a vostra completa disposizione per chiarimenti e/o confronti sulle letture appena citate o che avrei dovuto citare omettendo novita' importanti. Lasciatemi i vostri commenti, mi piacerebbe sapere quali sono i libri che avete intenzione di tenere sul comodino per il mese di ottobre! Come sempre, troppi libri e troppo poco tempo per leggerli...

Ciao a tutti!




Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...